Torchio calcografico

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Il torchio calcografico è uno strumento per la stampa calcografica.

Viene descritto ed illustrato nell'Encyclopédie di Diderot e d'Alembert, e la struttura e le modalità di impiego sono ancora le medesime.

Una struttura robusta supporta due rulli, uno dei quali nei torchi tradizionali viene mosso da una ruota a stella, mentre l'altro serve a dare la pressione. Tra i due, è inserita una lastra piana, trascinata dalla rotazione del rullo, sulla quale è stata appoggiata la lastra incisa inchiostrata, la carta inumidita, e del feltro per distribuire la pressione.

Il foglio stampato, a seconda del metodo utilizzato nella stampa e/o per la creazione della lastra inchiostrata, può essere una stampa, un'acquaforte o acquatinta o bulino o incisione.

Una buona stampa richiede una forte pressione specifica, e pertanto nel passato si sono utilizzati torchi calcografici con gigantesche strutture di legno, mentre attualmente si possono utilizzare anche torchi considerevolmente più piccoli, per mezzo dell'impiego di dispositivi con scorrevoli contenenti cuscinetti a sfere o a botte orientabili o snodi sferici viti di pressione con un determinato profilo atte a contenere molle Belleville dette anche a tazza,che sono facilmente regolabili e permettono risultati ottimi, mentre la regolazione mediante spessori (taccheggio) nei torchi tradizionali poteva rivelarsi un'impresa complessa. La stampa può avere innumerevoli dimensioni. Ma questo sistema innovativo brevettato è del 1976 e il titolare del brevetto è Ferdinando Bigi. .Possiamo dire senza ombra di dubbio che dopo quasi 500 anni cambia il sistema per stampare le incisioni , punta secca, acquaforte, acquatinta,maniera nera, cera molle, con i torchi inventati da FERDINANDO BIGI.

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