Tora! Tora! Tora!

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Tora! Tora! Tora!
Tora Tora Tora.png
Una scena del film
Titolo originale Tora! Tora! Tora!
Paese di produzione USA, Giappone
Anno 1970
Durata 144 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, avventura, drammatico, guerra
Regia Richard Fleischer, Kinji Fukasaku, Toshio Masuda
Soggetto Gordon W. Prange, Ladislas Farago
Sceneggiatura Hideo Oguni, Ryuzo Kikushima, Larry Forrester, Akira Kurosawa
Fotografia Osamu Furuya, Sinsaku Himeda, Masamichi Satoh, James E. Newcom
Montaggio Inoue Chikaya, Pembroke J. Herring, Toshio Masuda, James E. Newcom
Musiche Jerry Goldsmith
Scenografia Richard Day, Taizô Kawashima, Yoshirô Muraki, Jack Martin Smith
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Tora! Tora! Tora! è un film del 1970 che descrive i preparativi e l'attuazione dell'attacco a Pearl Harbor. Fu diretto dal regista americano Richard Fleischer, coadiuvato dai registi giapponesi Kinji Fukasaku e Toshio Masuda; fu distribuito negli Stati Uniti il 23 settembre 1970 e in Italia poco dopo, il 7 novembre dello stesso anno.

Il titolo è il messaggio in codice giapponese che indica la riuscita dell'attacco a sorpresa. La parola tora (トラ), in giapponese, significa letteralmente tigre ma in questo caso è un acronimo derivante da totsugeki raigeki (letteralmente, attacco lampo).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'Impero giapponese, alleato delle potenze dell'asse e già duramente impegnato nella guerra contro la Cina, è deciso ad allargare il conflitto volgendo lo sguardo verso il Pacifico e quindi contro gli Stati Uniti, i quali però, pur considerando questa eventualità, nonostante i ripetuti avvertimenti del colonnello Rufus S. Bratton e del tenente Alvin D. Kramer, ufficiali addetti alla decifrazione dei messaggi provenienti dal servizio informazioni, evitano di prendere le misure difensive necessarie, ed il dispositivo viene ulteriormente indebolito dalla decisione del generale Walter Short, il quale, temendo atti di sabotaggio, ordina di schierare gli aerei al centro delle piste, lontano dalle recinzioni, rendendoli così vulnerabili ad un attacco aereo.

L'ammiraglio Isoroku Yamamoto, comandante delle "flotte riunite", conoscendo le potenzialità economiche e belliche degli Stati Uniti, è scettico sulla possibilità del Giappone di vincere la guerra ma, una volta esaurite le possibilità di pace offerte dalla diplomazia, inizia scrupolosamente a preparare un attacco contro la flotta americana, che da San Diego si è spostata a Pearl Harbor, minacciando le rotte giapponesi. La preparazione del piano d'attacco viene affidata a due giovani ufficiali, il capitano di vascello Mitsuo Fuchida ed il capitano di fregata Minoru Genda, mentre le operazioni navali vengono elaborate dal capitano di vascello Kameto Kurojima; queste prevedono l'invio di 6 portaerei, scortate da una squadra di corazzate, incrociatori e cacciatorpediniere, rifornita in mare durante il tragitto che separa il mar del Giappone dalle isole Hawaii.

La squadra giapponese giunge a destinazione indisturbata e senza che l'ammiraglio Husband E. Kimmel, comandante della flotta del sud Pacifico di stanza a Pearl Harbor, riceva comunicazione dell'attacco imminente ed il mattino del 7 dicembre 1941 gli aerei giapponesi giungono sulla rada, comunicando il messaggio in codice Tora! Tora! Tora! che indica la riuscita dell'attacco a sorpresa, e, in due ondate, infliggono danni rilevanti alle corazzate presenti alla base, affondando la Arizona e la Oklahoma, ma mancando l'obiettivo principale ossia le portaerei Enterprise, Lexington e Saratoga che al momento dell'attacco erano in navigazione.

L'ammiraglio Chūichi Nagumo, comandante della squadra navale, in un eccesso di prudenza evita di lanciare la terza ondata, prevista per distruggere i depositi di carburante dell'isola e per proseguire nella ricerca delle portaerei, allo scopo di riportare intatte in Giappone le navi che saranno utilizzate per il conflitto appena iniziato ed ordina di invertire la rotta. L'ammiraglio Yamamoto, pur soddisfatto per la riuscita dell'attacco a sorpresa, non riesce a nascondere ai suoi ufficiali la preoccupazione per la guerra contro gli Stati Uniti, aumentata dal sentimento di reazione che nascerà nella popolazione a causa della dichiarazione di guerra presentata dopo l'attacco, sostenendo che è come avere destato un gigante assopito, infondendogli la volontà di combattere e vendicarsi.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne girato da due unità, una giapponese ed una statunitense.

Ad un quarto di secolo dalla fine della guerra il cinema statunitense rompeva con lo stereotipo del giapponese cattivo e presentava un quadro obiettivo del campo avversario, delle motivazioni delle scelte politiche e delle diverse tendenze nel governo nipponico.

Molte delle scene del film vennero poi riutilizzate nel successivo film La battaglia di Midway.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

La prima edizione italiana del film risale all'autunno del 1970. Curiosamente, il doppiaggio dei personaggi fu suddiviso tra due cooperative: la CDC per i personaggi "statunitensi" e la SAS per quelli "giapponesi".

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]