Tony Montana

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Antonio Raimundo Montana
Tony nell'ufficio di Frank Lopez. Lo stesso luogo dove in seguito, Tony, farà uccidere Frank.
Tony nell'ufficio di Frank Lopez. Lo stesso luogo dove in seguito, Tony, farà uccidere Frank.
Lingua orig. Inglese
Soprannome Tony
Autore Brian De Palma
1ª app. Scarface
Interpretato da Al Pacino
Voce italiana Ferruccio Amendola
Specie Caucasica
Sesso Maschio
Luogo di nascita L'Avana (Cuba)
Data di nascita 25 aprile 1940
Professione Gangster[1]
Signore della droga[2]
Abilità Abile gangster
Abile signore della droga
Abile nell'uso delle armi da fuoco
Parenti Gina Montana (sorella)
Georgina Montana (madre)
Elvira Hancock (moglie)
Manny Ribera (cognato)
« Amico, l'unica cosa a questo mondo che conta davvero sono le palle. Tu ce l'hai le palle? »
(Tony Montana)

Antonio Raimundo Montana, detto Tony (L'Avana, 25 Aprile 1940Miami, 2 novembre 1983) è il protagonista del film Scarface (1983) di Brian De Palma, interpretato da Al Pacino, rifacimento dell'omonimo film del 1932 di Howard Hawks.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Antonio Raimundo Montana nasce a L'Avana, a Cuba, il 25 Aprile 1940.

Rimasto orfano di padre in giovane età, e con una sorella di molti anni più giovane di lui, Gina, Tony si dà alla delinquenza, rapinando negozi e persone, insieme ad altri ragazzi balordi e poco seguiti dalle rispettive famiglie. Con l'avvento del comunismo a Cuba nella persona di Fidel Castro, il giovane matura un profondo odio per i comunisti.

Di ritorno a casa, riprende la sua attività di teppista, fino a quando viene arrestato e condannato al carcere per omicidio insieme a Manny. Nel frattempo, sua madre e sua sorella Gina vanno a vivere a Miami, in Florida.

Nel 1980, il dittatore Fidel Castro consente a centoventicinquemila cubani di lasciare Cuba per approdare negli Stati Uniti, e riabbracciare i loro parenti. In verità lo scopo di Castro è di svuotare parte delle carceri cubane, colme fino all'ultima cella, quindi mette in libertà gran parte di malviventi. Ha luogo l'Esodo di Mariel ovvero il più imponente esodo cubano del Novecento, Fidel Castro rilascia un gran numero di detenuti per i quali organizza un espatrio negli Stati Uniti.

Tony e Manny sono tra le centinaia di rilasciati, considerati negli USA dei rifugiati politici. Sbarcano in Florida, a Miami, in condizioni molto precarie fino a quando vengono mandati in una sorta di ghetto per cubani. Ottiene la carta di residenza con l'uccisione di Emilio Rebenga, un ex politico di rilievo caduto in disgrazia agli occhi del Líder Máximo. Successivamente si inserisce nella malavita di Miami, nel cartello della droga di Frank Lopez, il mandante dell'omicidio di Rebenga, nella divisione di Omar Suarez, con cui intrattiene pessimi rapporti fin dal giorno in cui si conoscono.

Nel corso del tempo, Tony si fa le ossa come gangster di Frank Lopez e si dimostra intelligente, forte, attivo, e senza paura soprattutto dalla morte di Suarez, ritenuto una spia della polizia da Alejandro Sosa, un ricco e colto proprietario fondiario della Bolivia, il più grande produttore di cocaina delle Ande.

Divenuto il numero due dell'organizzazione di Lopez, entra in conflitto con il suo principale, lavorando in proprio, e dimostrando molta spregiudicatezza e forti ambizioni. Temendo per la sua posizione di capo, Frank decide di far uccidere Tony mentre quest'ultimo si trova in un locale. Sopravvissuto al tentativo di omicidio, culminato in una feroce sparatoria, Tony si vendica di Lopez e assume la guida del suo cartello, quintuplicandone potere, zone di influenza e guadagni grazie a una stabile e proficua cooperazione con Sosa. L'uccisore di Frank Lopez è Manny, mentre Tony elimina il poliziotto corrotto Bernstein, socio di Frank e complice del complotto contro Tony.

Sposa Elvira Hancock, il 20 aprile 1983 e mette in piedi una grande società di copertura con la quale ricicla i grandi capitali provenienti dalla sua attività di spacciatore. Ma un giorno cade in una trappola: durante un'operazione di antiriciclaggio, viene arrestato da un poliziotto ebreo che si spaccia come usuraio e riciclatore.

Alejandro Sosa, che ha amici a Washington D.C., promette di aiutarlo facendo attenuare di molto il verdetto del tribunale contro di lui se in cambio aiutarà Alberto, il suo migliore sicario, ad uccidere un boliviano che, tramite le sue apparizioni televisive, denuncia il governo della Bolivia, e lo stesso Sosa, come spacciatori e produttori di droga.

Poco prima che l'operazione di assassinio abbia luogo, Tony ammazza Alberto, per impedire che questi a sua volta uccida il boliviano insieme alla moglie e ai figli piccoli, che ritiene innocenti.

Abbandonato dalla moglie Elvira, sorprende Manny la sera stessa insieme a Gina in una casa di lusso, dove stavano passando la loro luna di miele e, colto da un raptus di rabbia e nervosismo, lo uccide brutalmente sulla soglia di casa, provocando la brusca e disperata reazione della sorella, che porta a casa con sé. Una volta a casa, Tony, viene travolto dai sensi di colpa e comincia ad assumere grandi quantità di cocaina. Quella stessa sera (2 novembre 1983) viene attaccato dai sicari mandati dal suo ex-socio Alejandro Sosa e, poco prima dello scontro diretto tra Tony e i sicari, muore la sorella Gina colpita per sbaglio da uno di questi (che aveva in realtà l'obiettivo di eliminare Tony).

« Salutatemi il mio amico Sosa! »
(Tony Montana poco prima di aprire lo scontro a fuoco con i sicari)

A quel punto Tony perde completamente il controllo e la ragione e, furioso, si arma con un M16 (dotato di lanciagranate M203) ed ingaggia un pesantissimo e violento scontro a fuoco con i sicari di Sosa, che vengono letteralmente massacrati da Tony, visto che lui non riesce a percepire appieno il dolore dato l'abuso di cocaina fatto poco prima dello scontro e, barcollando, resiste alle pallottole e si rende determinato nell'uccidere i suoi nemici con una grande furia assassina.


L'M16 che Tony utilizza nella scena finale del film, contro gli assalitori

Dopo aver eliminato un gran numero di nemici, Tony viene però sopraffatto dalla superiorità numerica dei sicari di Sosa, e resta ucciso da uno di essi che, attaccandolo alle spalle, gli spara alla schiena con una lupara e lo fa cadere dalla balconata del salone all'interno della sua gloriosa fontana con la scritta "The World Is Yours" (Il Mondo È Tuo).

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • "Scarface", in Italiano «sfregiato», era nella realtà il soprannome di Al Capone.
  • Montana è il cognome del noto ex-giocatore di football italo-americano Joe Montana, che Stone, sceneggiatore della pellicola, diede al personaggio di Tony come omaggio.
  • La villa dove avviene la sparatoria finale, in particolare la scalinata interna, è stata imitata e ricostruita quasi in tutti i dettagli, dal boss della camorra di Casal di Principe Walter Schiavone, fratello del capo dei capi del clan dei casalesi Francesco Schiavone (detto Sandokan), grande fan del film e del suo protagonista; la villa è stata in seguito sequestrata e confiscata dalla magistratura, in seguito a ciò fu data alle fiamme per ordine dello stesso Walter Schiavone ed a tutt'oggi giace in rovina e in condizioni di totale abbandono.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quando lavorava per Frank Lopez
  2. ^ Dopo aver sottratto l'attività a Frank ed aver fondato e potenziato il suo proprio impero della droga

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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