Tommaso Salvini

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Tommaso Salvini

Tommaso Salvini (Milano, 1º gennaio 1829Firenze, 31 dicembre 1915) è stato un attore teatrale e patriota italiano.

Fu tra i protagonisti del teatro italiano della seconda metà del XIX secolo. Con Adelaide Ristori ed Ernesto Rossi fu uno dei principali esponenti del periodo chiamato del Grande Attore. Si formò principalmente nella compagnia di Gustavo Modena, figura di riferimento per lui ben oltre che per l'aspetto teatrale, e nella compagnia di Luigi Domeniconi.

Figlio d'arte, fu, come il fratello Alessandro (18271886), attore tragico.

Nel 1849 prese parte ai combattimenti della Repubblica Romana al fianco di Giuseppe Garibaldi ricevendo nel febbraio del 1861 un encomio dal generale Giuseppe Avezzana su segnalazione di Garibaldi stesso. A seguito della sconfitta della Repubblica Romana fece una breve esperienza in carcere prima a Genova con Aurelio Saffi e successivamente nel carcere delle Murate a Firenze.

Ripresa l'attività teatrale si spostò in diverse compagnie tra cui la Compagnia Reale dei Fiorentini di Napoli e nel 1861 allestì la sua prima compagnia di cui fu capocomico e direttore. Nel 1865 fu presidente della Società di mutuo soccorso fra gli artisti drammatici che fondò con Adamo Alberti.

Paolo Giacometti, autore della Morte Civile, Francesco Dell'Ongaro e Ippolito D'Aste autore del Sansone furono gli autori italiani a cui più si legò.

Acquisì una fama di attore a livello mondiale, fece numerosi viaggi tra cui Spagna, Portogallo, America del Sud, Inghilterra, Egitto, Russia e cinque volte negli Stati Uniti, dove recitò, in italiano, con attori inglesi pur non avendo mai studiato la lingua come lui stesso riporterà in un'ampia intervista del 1º giugno 1893 al The Morning Call di San Francisco del 18 giugno 1893 [1]

Kostantin Stanislavskij divenne un suo grande estimatore dopo averlo visto nella sua interpretazione dell'Otello durante la tournée in Russia, presumibilmente nel 1891, ed ebbe una sicura influenza nella formazione del suo metodo basato sulla immedesimazione nel personaggio.

Ebbe tre mogli e sette figli. La prima moglie Clementina Cazzola dal 1859 al 1868, da lei ebbe quattro figli Gustavo, Emilia, Alessandro e Mario, quest'ultimo fu uno scultore e direttore della gipsoteca di Firenze[2], il figlio di Mario Salvini, Guido, collaborò con la compagnia Teatro d'Arte di Roma fondata da Luigi Pirandello. [3].

La seconda moglie Lottie Sharpe dal 1876 al 1878 da cui ebbe due figli Cesare ed Elisa. La terza moglie Jennie Beaman dal 1909 fino alla sua morte, che sposò ad ottanta anni da cui ebbe l'ultimo figlio Alfonso.

La voce di Salvini fu registrata con uno dei primi dischi, noto in Italia con il nome Zonofono, ed è attualmente disponibile anche online in un audiolibro dal titolo Great Actors Of The Past [4] contenente le registrazioni dei più grandi attori dell'epoca.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Tommaso Salvini

Famiglia e giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Il bisnonno si trasferisce da Orvieto a Livorno nel 1783, gli anni delle campagne Napoleoniche in Italia.

Il padre, Giuseppe Salvini, è un professore di lettere a Livorno, nel 1824 conosce Guglielmina Zocchi durante una tournée della compagnia di Tommaso Zocchi capocomico e padre di Guglielmina. [5] Abbandonato l'insegnamento è il primo della famiglia ad intraprendere la carriera di attore, [6] [7] entra nella compagnia Zocchi, di medio livello e con un repertorio che comprende un discreto numero di commedie popolari, con il ruolo di padre nobile, Guglielmina ha circa sedici anni e generalmente ricopre il ruolo di servetta, [8] [9] successivamente il repertorio si arricchisce con le tragedie di Alfieri e le commedie di Goldoni. Giuseppe Salvini arriverà nel tempo al ruolo di primo attore e Guglielmina Zocchi prima donna, quest'ultima grazie alle sue capacità canore otterrà anche ottimi successi nelle commedie musicali. [10] I due si sposano il 6 febbraio 1826 a Firenze. [11]

Il primo gennaio 1829 durante una tournée a Milano in una casa di via Porta Orientale oggi Corso Vittorio Emanuele, nei pressi del Duomo, nasce il terzogenito di tre figli Tommaso Salvini, [12] [13] [14] viene battezzato col nome Salvini Tommaso Cesare il 4 gennaio nella parrocchia di Santa Tecla. [15] [16] [17]

il primogenito Achille morì pochi mesi dopo la nascita, il secondogenito Alessandro sarà anch'egli attore tragico. [18]

Nel 1830 all'età di due anni perde la madre che muore due mesi dopo un incidente sul palco del Teatro San Benedetto a Venezia mentre il padre è a Parigi con la compagnia di Francesco Internari e Carolina Paladini. I due fratelli vengono affidati ai nonni materni fino ai sei anni, [19] [20] [21] nel 1837 il padre con la matrigna Fanny Donatelli, [22] sposata in seconde nozze nel 1831, riprende con sé Tommaso.

La matrigna Fanny Salvini-Donatelli dal Teatro La Fenice archives

In questi anni è un ragazzo vivace, a Milano, come a Genova con il fratello improvvisano in strada vari stratagemmi per raggranellare qualche soldo sfruttando la sua facilità di memorizzazione. [23] [24] [25]

Sono gli anni della costruzione delle prime ferrovie, [26] oltre alla Napoli Portici del 1839 e la Leopolda del 1841 vengono realizzate diverse altre tratte in Lombardia e Veneto, i nuovi e più veloci collegamenti danno una forte spinta all'economia e sono un fattore di avvicinamento tra i sudditi dei vari stati. Cosa non particolarmente ben vista dai governi locali. [27] Le compagnie teatrali si spostano ancora prevalentemente in diligenza, andare da Firenze a Roma richiede alcuni giorni con tratti montani in cui i passeggeri seguono a piedi, inoltre l'attraversamento delle dogane comporta frequenti controlli. [28]

Raggiunti i dieci anni (1840), il padre, vista la difficoltà nel garantire un'adeguata istruzione determinata dal nomadismo della sua attività, lo riporta con il fratello dai nonni a Firenze che risiedono nei dintorni del Giardino di Boboli; Tommaso Zocchi aveva riaperto l'industria di tele a Firenze.[29] Tommaso viene istruito dai padri Scolopi con l'intento di farne un avvocato, mentre il fratello Alessandro è indirizzato alla Accademia di belle arti.

In questo periodo Tommaso non ha un particolare interesse per il teatro, nei periodi di vacanza il nonno Zocchi lo porta dal padre quando quest'ultimo è in tournée vicino Firenze. Durante una vacanza a Milano assiste alla Malvina in cui recita Luigi Vestri, quest'ultimo lo colpisce profondamente, come riporterà nella sua autobiografia [21] [30] [31]

«... per la prima volta m'accorsi che si poteva piangere e ridere insieme»[32]

Nel 1842 circa, Giuseppe Salvini viene lasciato dalla seconda moglie Fanny Donatelli e decide di portarlo con sé nella compagnia di Luigia Bon, zia di Adelaide Ristori, e Francesco Augusto Berlaffa dove ha il ruolo di primo attore mentre il fratello Alessandro prosegue gli studi nella Accademia di belle arti di Firenze. [33] [34]

L'attività teatrale primi anni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tommaso Salvini gli inizi.

Nel 1842 a quattordici anni debutta nella parte di Pasquino ne Le donne curiose di Carlo Goldoni nella compagnia Bon-Berlaffa a fianco del padre Giuseppe sostituendo un attore ammalatosi poco prima.

L'anno successivo il padre entra nella compagnia di Gustavo Modena. Nel 1844 muore Giuseppe Salvini, Gustavo Modena mette Tommaso a contratto con il ruolo di primo attor giovane, il Modena sarà la figura principale nella formazione di Salvini sia come attore che come uomo. Nel 1845 entra nella Compagnia Reale dei Fiorentini di Napoli ma ne resta deluso, la nuova compagnia non regge il paragone con i metodi innovativi del Modena. Con un anno di anticipo rompe il contratto triennale e nel 1846 si unisce alla compagnia di Luigi Domeniconi. È al seguito del Domeniconi che nel 1848 arriva a Roma, la Roma liberale di Papa Pio IX, Salvini, come molti altri attori, entra a far parte della Guardia Nazionale e qui inizia quella che sarà la sua esperienza di patriota risorgimentale.

L'esperienza Risorgimentale[modifica | modifica sorgente]

Busto di Tommaso Salvini al Gianicolo (Roma)

1848, Roma, Papa Pio IX con le amnistie politiche del 16 luglio del 1846 è il riferimento per tutti i liberali italiani e dei seguaci della corrente neoguelfa del Gioberti.

Nella primavera dello stesso anno, in tutta la penisola sono state promulgate carte costituzionali sulla linea di quella di Cadice e quella Francese, le insurrezioni anti-austriache sono diffuse in tutti gli stati, da Palermo alle 5 giornate di Milano, è la Prima guerra di Indipendenza.

Carlo Alberto re di Sardegna il 25 marzo 1848 dichiara guerra all'Austria e Papa Pio IX che inizialmente aveva appoggiato i moti anti-austriaci si rifiuta di entrare apertamente in guerra e il 24 novembre fugge a Gaeta sotto la protezione di Ferdinando II.

Giuseppe Garibaldi è rientrato dalle Americhe, dopo alcuni scontri nei dintorni di Varese (Luino e Morazzone le sue prime azioni in Italia) ripiega in Svizzera, [35] nel settembre del 1848 rientra in Italia e si stabilisce a Genova, un mese dopo dirige inizialmente verso la Sicilia, ma arrivato a Livorno attraversa il granducato di Toscana e muove verso la romagna nello Stato Pontificio [36]

Il 9 febbraio del 1849 a Roma viene proclamata la Repubblica Romana e, dimissionato il governo Mamiani il 29 marzo viene costituito il triunvirato formato da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, nel mentre l'esercito piemontese subisce le prime sconfitte a Mortara e Novara. Il 21 aprile 1849 17 navi francesi con otto diecimila uomini agli ordini del generale Oudinot partono alla volta di Roma con lo scopo di riconsegnare nelle mani di Papa Pio IX il controllo temporale dello stato pontificio,[37] azione non pienamente gradita al Papa che avrebbe preferito un intervento Austriaco e Borbonico.[38]

Il 25 aprile 1849 i francesi arrivano a Civitavecchia[39][40]

La difesa della Repubblica Romana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assedio di Roma (1849).
Porta Angelica nel 1800
Porta Cavalleggeri nel 1800
Villa il Vascello durante l'assedio
Roma nel 1849

Tommaso Salvini si arruola volontario nella Guardia Nazionale, come molti artisti presenti in quegli anni a Roma [41] e viene inquadrato nell 8º battaglione 2a brigata composta da 1000 uomini della Guardia Nazionale e 1700 uomini delle truppe papali. [42] [43] A Roma incontra Gustavo Modena in fuga dal Granducato di Toscana per una condanna a 20 anni di carcere per motivi politici. Gustavo Modena e la moglie Giulia Modena condividono dai tempi dell'esilio le idee di Giuseppe Mazzini con cui sono in stretto rapporto. [44] [45]

Quando il 28 aprile 1849 viene decretato l'assedio e mobilitati i volontari, sotto il comando del generale Luigi Masi Salvini con la 2a brigata è a difesa delle mura ai Giardini del Papa, tra Porta Angelica e Porta Cavalleggeri. [46]

Il 30 aprile 1849 circa ottomila uomini al comando del generale Oudinot [47] alle nove di un'assolata mattina dirigono verso porta Pertusa, la porta è murata da alcuni anni ma i francesi non ne sono al corrente. Oudinot modifica i piani, alle 11:30 ha inizio l'attacco su due fronti, un contingente attacca Porta Angelica e, la brigata del generale Mollière da via Aurelia dirige su Porta Cavalleggeri (difesa dalla 2a brigata con Tommaso Salvini) lo scontro è intenso e Giuseppe Garibaldi dal Gianicolo invia un battaglione in rinforzo; dopo un primo arretramento dei difensori interviene lo stesso Garibaldi con la 1a brigata. [48] [49]

Alle 14, [50] Garibaldi contrattacca e riconquista villa Pamphili, nel mentre anche il contingente di Porta Cavalleggeri, avanza; l'artiglieria tace e lo scontro è alla baionetta.

Garibaldi, riconquistata villa Pamphili, può attaccare il fianco dei francesi a Porta Cavalleggeri. Alle cinque dopo sei ore di combattimenti le truppe di Oudinot si ritirano dalla via Aurelia verso Civitavecchia; Garibaldi, raggiunto dal colonnello Angelo Masina li insegue e, raggiunti a Malagrotta i francesi negoziano la tregua.[51] Le perdite francesi ammontano a più di 500 tra morti e feriti e 365 prigionieri[52],mentre tra le forze a difesa della Repubblica ammontano a 50 morti e duecento feriti[53]

Nelle stesse ore Giulia Modena scrive alla madre di Giuseppe Mazzini:

«Roma è magnifica e decisa a resistere ... Pippo, il quale vedo ogni giorno, sta bene. Non abbiate alcun timore per lui, i suoi più grandi nemici lo lodano oggi e noi vegliamo su di lui qualunque cosa accada. Amate sempre chi vi ama ed onora. Giulia.»[44]

Per questa battaglia viene promosso caporale e il 12 febbraio 1861 riceverà una lettera di encomio dal generale Giuseppe Avezzana su raccomandazione di Giuseppe Garibaldi [54]

Sette giorni dopo la sua brigata viene dislocata a Porta del Popolo dove egli dirige la costruzione delle barricate. In questo periodo le rappresentazioni hanno comunque luogo e vengono interrotte con tre colpi di cannone in caso di necessità, [55] Come molti altri artisti lascia il Teatro Valle e dismette gli abiti di scena per indossare i panni di difensore della Repubblica, Gustavo Modena da due rappresentazioni e devolve l'incasso ai feriti[56].

Nel maggio del 1849 le truppe Borboniche attaccano la repubblica in più occasioni, ma sono sempre respinte, nel mentre a Parigi la situazione è controversa, da un lato ci si muove per l'invio di rinforzi e dall'altro viene inviato il diplomatico Ferdinand de Lesseps[57]. Il 1º giugno 1849 Ferdinand de Lesseps viene richiamato a Parigi.[58]

Domenica 3 giugno 1849 alle 3 di mattino,[59] rompendo la tregua un giorno prima della fine concordata il 29 maggio 1849 i francesi iniziano l'assedio, forti dei rinforzi giunti nel frattempo (20000 uomini e sei batterie di artiglieria) [60][61] conquistano l'avamposto del Casino dei Quattro Venti[62].

I combattimenti si concentrano attorno agli avamposti fuori da Porta San Pancrazio,[63][64] intorno alle ore 18 [65] Salvini assiste ad una discussione tra il colonnello Masina e Garibaldi per la riconquista del Casino dei Quattro Venti, nell'assalto il colonnello Masina muore e l'avamposto resta in mano francese. [66] [67] [68] [69] I combattimenti proseguono per tutto il mese, soprattutto intorno a questi avamposti, dopo un intenso cannoneggiamento sui bastioni di Porta San Pancrazio il 21 giugno, aperte tre brecce i francesi entrano in Roma.[70]

Il 30 giugno 1849 con la delibera della assemblea costituente la Repubblica Romana cessa le ostilità. [71]

Giuseppe Garibaldi a seguito dell'entrata in Roma dei francesi il 2 luglio lascia la città. Viene proclamato il coprifuoco e il 4 luglio Roma torna sotto il controllo di PIO IX. [37] [72]

Il carcere[modifica | modifica sorgente]

L'ex-carcere delle Murate

Con la vittoria francese il 13 luglio 1849 lascia Roma e con Aurelio Saffi, Aurelio Saliceti e Francesco Dall'Ongaro si imbarca a Civitavecchia alla volta di Livorno sul vaporetto Corriere Corso diretto Marsiglia, sullo stesso vapore si imbarca anche Giuseppe Mazzini che da Marsiglia raggiungerà la Svizzera. [37] [73] [74] [75] [76] [77]

Giunti a Livorno, dove sotto controllo Austriaco era stato restaurato il granducato, la nave viene respinta, arrivano a Genova dove con altri fuggiaschi viene trattenuto in custodia al lazzareto; qui resta alcuni giorni condividendo la cella con Aurelio Saffi di cui conserverà con orgoglio un biglietto di commiato. Rilasciato il 16 luglio grazie alla intercessione della zia presso il generale La Marmora ottiene il visto presso il consolato Toscano e giunge a Livorno.

Dopo essere stato interrogato viene nuovamente fermato e condotto al lazzareto di San Leopoldo, il 16 luglio 1849 viene trasferito a Firenze, nuovamente arrestato e condotto nel carcere delle Murate in una cella adiacente a quella di Francesco Domenico Guerrazzi, cinque giorni dopo viene rilasciato ed espulso dal granducato di Toscana. [78][79] Luigi Domeniconi gli fa da garante e ritorna con la sua compagnia, la compagnia Romana a Roma.

La ripresa dell'attività teatrale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tommaso Salvini il periodo Italiano.
Tommaso Salvini a 28 anni

Trova una Roma molto cambiata rispetto a quella dell'anno precedente, la censura è molto forte, ai limiti del ridicolo, Salvini si tiene in disparte dalla vita pubblica, e, fuori dalla scena, si dedica allo studio dei classici. Questo periodo di studio e di approfondimento durerà a lungo, aspetto non comune negli attori dell'epoca, il repertorio limitato di Salvini è in parte dovuto anche a questa sua volontà di approfondimento sul carattere del personaggio e sul contesto storico fino al raggiungimento di una sua personale interpretazione. Come tutti gli attori dell'epoca cambia diverse compagnie.

Nel 1856, con la compagnia di Cesare Dondini esordisce nell'Otello a Vicenza, ma il risultato è negativo. Il lavoro di studio sul drammaturgo inglese durava da diversi anni, i tentativi di portare Shakespeare in Italia sono diversi, prima di lui già Gustavo Modena aveva fallito dovendo interrompere la rappresentazione, medesima sorte per Ernesto Rossi a Milano. Tuttavia, Salvini persevera e ottiene a Roma l'atteso primo successo con l'Otello che sarà poi il suo principale cavallo di battaglia.

Nel 1859 inizia la relazione con Clementina Cazzola, prima attrice con lui nella compagnia Dondini. Nel 1860 torna, dopo 15 anni, nella Compagnia Reale dei Fiorentini di Napoli. Nel 1861 allestisce la sua prima compagnia, poco prima di iniziare le rappresentazioni a Torino il 20 febbraio 1861 muore Gustavo Modena. Per dissidi sorti nella compagnie la scioglie e nel 1864 torna nella Compagnia Reale dei Fiorentini di Napoli, pochi anni dopo Clementina si ammala di tisi e muore il 31 agosto 1868 dopo che nel 1867 Salvini aveva allestito una nuova propria compagnia.

I viaggi all'estero[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tournée di Tommaso Salvini all'estero.

Il periodo delle tournée all'estero per Salvini inizia nell'aprile del 1869 in Spagna e Portogallo con una compagnia da lui formata, torna in Italia nell'autunno dello stesso anno e vi resta fino alla primavera del 1871 andando in scena con diverse compagnie tra cui la compagnia Coltellini.

Il 1871 è la sua prima esperienza oltre oceano in America del Sud a Buenos Aires e Montevideo, nella compagnia fanno parte il fratello Alessandro e Isolina Piamonti, la tournée ha un buon successo ed una calorosa accoglienza. Torna in Italia nel 1872 e vi resta fino al 1873.

La prima delle cinque tournée statunintensi è nell'estate del 1873, nella compagnia fanno parte il fratello Alessandro e Isolina Piamonti, organizzatore della tournée è l'impresario Maurice Grau, la critica inizialmente non è particolarmente positiva, lo diventa con man mano e col termine della tournée, che ha compreso anche Cuba e Brasile, ha la completa approvazione della critica. Gli Stati Uniti saranno una delle mete a cui rimarrà particolarmente legato.

Dal 1875 al 1880 si sposta tra Inghilterra e Russia e paesi dell'est. Durante la tournée inglese conosce la ventiduenne Carlotta Sharpe che sposa il 25 settembre 1875 a Firenze. Il 13 novembre 1876 nasce la figlia Elisa, a seguito del parto muore poco dopo la moglie Carlotta Sharpe.

Nel 1880 è nuovamente a New York, in questa tournée recita in italiano in una compagnia di attori americani, è un esperimento che prima di allora non aveva avuto molto successo. Seguono Egitto, Russia e per la quarta volta torna negli Stati Uniti nel 1882. Torna in Ucraina, questa volta a differenza della precedente con una compagnia di più alto livello. Nel 1885 e 1889 torna due volte negli Stati Uniti, chiude infine con l'ultima torunée in Russia nel 1891 nella quale, con ogni probabilità, ha come spettatore Konstantin Sergeevič Stanislavskij che rimane particolarmente impressionato dalla presenza scenica di Salvini.

Il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Le ultime recite[modifica | modifica sorgente]

Benoît-Constant Coquelin

Il 1891 è l'anno del ritiro ufficiale, continua comunque a recitare in diverse occasioni, nello stesso anno interviene sulla Illustrazione Italiana in un articolo dal titolo Una questione d'arte drammatica [80] prendendo posizione in opposizione a Constant Coquelin su un dibattito in corso tra Henry Irving e il Coquelin, quest'ultimo sostenitore della tesi che vede nell'attore colui che deve freddamente rappresentare sentimenti, a detta del Coquelin

«... un attore deve rimanere perfettamente calmo e impassibile...»[80]

Salvini non mette in discussione il fatto che l'attore debba mantenere il controllo, bensì la tesi per cui portare il vero comporti necessariamente perderne il controllo.

«... mentre recito, vivo una doppia vita, piangendo o ridendo da un lato, e insieme anatomizzando per modo le mie lacrime e il mio sorriso, ch'essi possano fortemente colpire le persone al cuore a cui voglio parlare. ...»

e continua

«Io cerco semplicemente di essere il personaggio che rappresento; di pensare col suo cervello, di sentire coi suoi sentimenti, di singhiozzare e piangere con lui, e far che il mio petto sia angosciato dalle sue commozioni, di amare col suo amore e di odiare col suo odio. Quindi, avendo così tirato fuori la mia creazione dal blocco di marmo del mio drammaturgo, la vesto de' suoi panni, e le do la sua voce, i suoi gesti, la sua camminatura, insomma la sua apparenza corporea ed esteriore, fino a che la mia coscienza d'artista non mi fa gridare: è lui!»[80][81]

Nel 1893 in occasione del primo centenario della morte di Carlo Goldoni, torna in scena a Firenze al Teatro Salvini con Pamela Nobile, che replicherà l'anno successivo al teatro Politeama di Pisa, [82] con lui torna sulla scena Francesco Ciotti, Luigi Rasi è Ernold e Pamela è la ventunenne Costantina Di Lorenzo a cui insegna parola per parola la parte; Tina è figlia di Amelia Colonnello che aveva lavorato con Salvini e Clementina Cazzola. [83] [84]

Alla fine del 1895 pubblica le sue memorie Ricordi, aneddoti ed impressioni [85]

L' 8 giugno 1896 presenzia ai funerali di Ernesto Rossi a Livorno, suo "rivale" e protagonista della scena teatrale. [86] alcuni mesi dopo, il 15 dicembre del 1896 [87] muore il figlio Alessandro a trentacinque anni di tubercolosi intestinale dopo aver contratto il tifo durante la tournée in California. Alessandro viene sepolto accanto alla madre Clementina Cazzola al cimitero di San Miniato mentre l'altro figlio Gustavo Salvini è in tournée in Brasile. [88]

Nel 1898 accetta l'invito di Edmondo de Amicis per una recita a favore del fondo Modena per una statua al suo maestro Gustavo Modena a Torino e torna al Teatro Carignano con Giacinta Pezzana.

Recita nel 1899 una sera col figlio Gustavo, dopo essersi riconciliato pochi anni prima, a Firenze nel Saul nella parte di David, nonostante la giovane età del personaggio.

Nel 1901 fa una brevissima tournée in Russia a San Pietroburgo e Mosca.

In occasione del centenario di Vittorio Alfieri a Torino ed Asti con il Saul, questa volta con il figlio Gustavo nella parte del David.

Il 29 gennaio 1902 in occasione dell'ottantesimo compleanno di Adelaide Ristori va in scena nella commedia Cristoforo Colombo al Teatro Valle di Roma, [89] a Torino Virgilio Talli legge un discorso di Tommaso Salvini. [90]

Chiude nel 1903 con alcune recite di addio, con il figlio Gustavo e Giacinta Pezzana nelle principali città in cui aveva lavorato (Napoli, Milano, Firenze e Roma), a Roma, all'età di settantaquattro anni è l'ultima volta di Salvini sul palco, e chiude con lOreste che lo aveva consacrato attore tragico, con lOtello e la Morte Civile, le opere di cui è stato il massimo interprete. [91]

Il giornale Il ponte di Pisa riporta di un previsto viaggio in America nell'anno 1903, il New York Times ne riporta la possibilità, tuttavia nessuna fonte riporta del reale compimento dello stesso. [92] [93] [94]

In occasione del sessantesimo compleanno l'allora Ministro della Pubblica Istruzione fa coniare una medaglia d'oro in suo omaggio.[95]

Gli anni lontani dal palco[modifica | modifica sorgente]

Si divide tra lo studio di via Gino Capponi a Firenze e la villa a Dievole, una località nel chianti fra Radda in Chianti e Vagliagli, circondato dalla ormai numerosa famiglia di cui è il patriarca e dagli amici tra cui si annoverano Edmondo de Amicis, Luigi Rasi, Giulio Piccini (Jarro), Ermete Novelli e molti altri.

In occasione dei suoi ottanta anni nel 1909 si susseguono le celebrazioni pubbliche delle autorità di Firenze a Palazzo Vecchio e Roma in Campidoglio e da artisti come Virginia Marini. Il giorno prima si sposa per la quarta volta con Jennie Beaman [96] [97] [98] e alla venerabile età di ottanta anni ha il settimo figlio Alfonso. Ha una vita attiva, frequenta teatri e circoli, talvolta anche in sfide a biliardo al Casino Borghesi di via Pandolfini, gioco in cui si è sempre ritenuto un buon giocatore.[99][100]

Nel 1910 sale sul palcoscenico a Venezia in occasione della commemorazione a Gustavo Modena al Teatro Goldoni con un discorso che dimostra tutta la riconoscenza e la stima per quello che è stato il suo Maestro.

«Grazie, signori, per l'onore che fate a chi mi fu padre più che maestro. Grazie in nome di tutti coloro che lo videro, lo udirono, lo acclamarono, e da Lui appresero ad amare prima di ogni altra cosa al mondo, l'Arte e la Patria!»[101]

In questi anni pubblica diversi articoli come questo dal titolo To a young aspirant in the dramatic art del 1910 per il Century Magazine e ripubblicato l'8 luglio 1916 sul The New York Dramatic Mirror [102]

Sul New York Times del 17 settembre 1905 da una sua spiegazione alle difficoltà avute dalla sua generazione nella introduzione di Shakespeare in Italia, «For four season I continued to produce Otello, and little by little they began to appriciate it» [103]

Gli ultimi anni e la morte[modifica | modifica sorgente]

Salvini pensa ad un Teatro Stabile Nazionale, ma a causa dell'avvicinarsi della prima guerra mondiale, trova scarso seguito. Il figlio Mario, con il grado di capitano di artiglieria, e cinque nipoti sono in guerra è al fronte, mentre il figlio Gustavo è in tournée in America, quando nel mattino del 31 dicembre del 1915 a Firenze, viene colto da un attacco renale, a cui ultimamente era soggetto di frequente. Ripresosi, nel tardo pomeriggio è con la moglie Jennie e le figlie Emilia ed Elisa, quando, intorno alle ore 16:30 un ulteriore attacco causa un blocco cardiaco un giorno prima del suo ottantasettesimo compleanno. [104] [105] [106] Molte persone appresero la notizia recandosi a casa sua per gli auguri, la notizia fu resa pubblica alle 21. I funerali si svolsero il giorno seguente, 2 gennaio 1916, nella Basilica della Santissima Annunziata. La salma fu tumulata all'esterno della cappella di famiglia al cimitero in San Miniato. [107] [108]

Il repertorio[modifica | modifica sorgente]

Per sua scelta tiene un repertorio con un numero inferiore di opere rispetto alla media dell'epoca, inizialmente sono le opere di Vittorio Alfieri, la Merope e il Saul su tutte, con la Zaira di Voltaire. Successivamente come gli altri "Grandi Attori" introduce le opere di Shakespeare, l Otello è quello che gli dà il maggior successo, a questi va aggiunta la Francesca da Rimini. Merita una menzione particolare La morte civile di Paolo Giacometti per i molteplici successi ottenuti nel ruolo del protagonista Corrado e per il rapporto che lo lega all'autore. [109] [110]

Opere principali:

Kostantin Stanislavskij[modifica | modifica sorgente]

Konstantin Sergeevic Stanislavskij

Tommaso Salvini non saprà mai della sua influenza su quella che sarà nel secolo successivo uno dei più noti metodi della scuola di recitazione, il metodo Stanislavskij.

Kostantin Stanislavskij quasi trentenne si sta formando come attore e regista e quasi certamente vede Salvini nella sua tournée del 1891, [111] [112] Stanislavskij aveva già avuto modo di assistere alle rappresentazioni di diversi altri artisti italiani tra cui i Grandi Attori Ernesto Rossi e Adelaide Ristori. In Russia la fama di Salvini è già arrivata da tempo, anche grazie ai lusinghieri articoli di Apollo Grigoriev, poeta e critico Russo che viveva a Genova e che qui aveva visto Salvini in un piccolo teatro tra il 1850 e il 1860. [113]

Stanislavskij viene catturato dall'Otello di Salvini e dalla sua capacità di mantenere costante l'attenzione del pubblico per tutto lo spettacolo. Salvini, forte anche della sua presenza fisica e doti vocali, riesce in questo difficile risultato tenendo sempre uno sviluppo armonico dei sentimenti del personaggio.

«Ma i veri attori come Tommaso Salvini, calcolano molto di più. Nell'Otello, Salvini, cominciava con l'ardente passione giovanile del primo amore, per finire con l'odio furente dell'uomo geloso, e arrivava dall'amore all'assassinio, sviluppando e maturando i sentimenti con una precisione e coerenza matematiche.»[114]

La meticolosa preparazione del personaggio, sia in termini fisici che di studio del carattere, di Salvini è uno degli aspetti che colpisce Stanislavskij[115] ed è un aspetto che emerge in più punti della autobiografia di Salvini

«Bisognava studiare di rendere queste passioni secondo la schiatta degli uomini alla quale appartenevano, secondo i loro costumi, i loro principii, la loro educazione: immaginarsi le movenze, il contegno, le varie espressioni del volto e della voce nei vari moti dell'anima: intuire i caratteri immaginarli, e riprodurre quelli storici con studiata verisimiglianza , cercando di imprimere a ciascuno quella fisionomia propria che lo fa differire dall'altro: essere, infine, quello o tal'altro personaggio, in guisa da illudere il pubblico ch'ei sia l'originale e non la copia.»[116]

L'influenza dei Grandi Attori italiani sullo sviluppo di quello che sarà il Metodo Stanislavskij seppur importante non è l'unica e Stanislavskij proseguirà discostandosi per alcuni aspetti da essa.[117]

L'impatto di Salvini nell'Otello di Stanislavskij è in gran parte derivato dalle note di regia del testo di Stanislavskij di cui la pubblicazione Tommaso Salvini Un attore patriota nel teatro italiano dell'Ottocento ne fa un'ampia analisi.[118]

Articoli ed interviste[modifica | modifica sorgente]

  • Appendice Giacinta Pezzana, 13 novembre 1875 - Tommaso Salvini, Il Risorgimento[119]
  • Tommaso Salvini, novembre 1881 - Emma Lazarus, The Century[5]
  • Decadence of the stage in Italy, 27 ottobre 1889 - Tommaso Salvini, New York Times[120]
  • Una questione di arte drammatica, 24 maggio 1891, Tommaso Salvini, Illustrazione Italiana e The Century[80][121]
  • Home Life of the Great Tragedian, 18 giugno 1893, Helen Zimmern, The Morning Call San Francisco[1]
  • Rome - Un unreasoneable Public-Long Runs Unknown in Italy — Salvini on Italian Audiances., 13 febbraio 1904, S.P.Q.R, The New York Dramatic Mirror[122]
  • Three weeks with Tommaso Salvini, 17 settembre 1905 - Dirce St. Cyr, New York Times[103]
  • A letter from Salvini The Venerable Tragedian Denies the Truth of a Marie Wainwright Interview, 26 marzo 1913, Wainwright, The New York Dramatic Mirror[123]
  • Tommaso Salvini - Interesting Story of His First Visit to This Country 24 settembre 1913, Robert Grau, The New York Dramatic Mirror[124]
  • To a young aspirant in the dramatic art, 8 luglio 1916, Tommaso Salvini, The New York Dramatic Mirror[102]
  • Tommaso Salvini che non ho mai visto ne conosciuto 23 gennaio 1943, Dino Falconi,StampaSera[83]
  • Salvini sulla scena, 6 marzo 1966, Luigi M. Persone, StampaSera[125]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1865[126]
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— 7 luglio 1868 Firenze[127]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Rosa (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Rosa (Brasile)
Ufficiale dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
Commendatore dell'Ordine di San Stanislao di seconda Classe (Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di San Stanislao di seconda Classe (Russia)
— Pietroburgo

Commemorazioni[modifica | modifica sorgente]

Targa commemorativa (1920)[modifica | modifica sorgente]

1920 Targa commemorativa Via Gino Capponi, 25 Firenze

Una targa commemorativa fu posta a Firenze sulla sua casa in via Gino Capponi 25, all'epoca civico 17[1] [128].

150 anni dell'Unita di Italia (2011)[modifica | modifica sorgente]

In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unita di Italia è stata realizzata a Genova nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale la mostra a cura del Civico museo biblioteca dell'attore Tommaso Salvini: Un attore patriota nel teatro italiano dell'Ottocento. [129] [130] Presso la sede di Villetta Serra del Museo Biblioteca dell'attore (Genova) è visitabile la ricostruzione dello studio, [131] con le armi originali acquisite dal Teatro stabile di Genova nel 1966 [132] una galleria di immagini della mostra è visibile sul sito del museo. [133]

Cronologia degli eventi[modifica | modifica sorgente]

  • 1783 Il bisnonno paterno Giuseppe Salvini si trasferisce a Livorno
  • 1808 Nasce la mamma Guglielmina Zocchi a Gravina
  • 1823 La compagnia del nonno materno Tommaso Zocchi arriva a Livorno
  • 1826 Il padre Giuseppe e la madre Guglielmina si sposano a Firenze il 6 febbraio
  • 1827 Nasce il fratello Alessandro
  • 1829 Nasce a Milano Tommaso il 1º gennaio
  • 1830 Il padre con la compagnia Internari-Paladini va a Parigi
  • 1831 Muore la madre a Venezia
  • 1831 Il padre sposa in seconde nozze Fanny Donatelli
  • 1840 Viene affidato ai nonni materni con il fratello
  • 1842 Il padre viene lasciato dalla seconda moglie Fanny Donatelli
  • 1842 Il padre entra nella compagnia di Luigia Bon e Berlaffa Tommaso debutta come Pasquino
  • 1843 Con il padre entra nella compagnia di Gustavo Modena
  • 1844 Muore il padre a Palmanova
  • 1845 Entra nella compagnia Reale di Napoli
  • 1846 Lascia la compagnia Reale di Napoli
  • 1846 Entra nella compagnia Coltellini Domeniconi
  • 1849 Entra volontario nella Guardia nazionale
  • 1849 Il 30 aprile combatte a porta Cavalleggeri
  • 1849 Il 30 aprile viene promosso caporale
  • 1849 Il 13 luglio lascia Roma
  • 1849 Viene incarcerato a Genova e Firenze
  • 1849 Torna a Roma con la compagnia Domeniconi
  • 1850 Il nonno Tommaso Zocchi si ritira a Firenze
  • 1851 Adelaide Ristori lascia la compagnia Domeniconi
  • 1852 Lascia la compagnia Domeniconi
  • 1852 Studia e collabora con la compagnia Zannoni
  • 1854 Entra nella compagnia Astolfi
  • 1856 Entra nella compagnia Dondini
  • 1857 Successo a Parigi con l'Otello
  • 1858 Inizia la relazione con Clementina Cazzola
  • 1859 Clementina Cazzola lascia il Dondini ed entra nella compagnia Romana
  • 1859 Lascia la compagnia Dondini
  • 1859 Il 24 maggio a Civitavecchia nasce il primogenito Gustavo
  • 1860 Entra nella Compagnia Reale dei Fiorentini di Napoli
  • 1860 Nasce la secondogenita Emilia Salvini
  • 1861 Fonda la propria compagnia
  • 1861 Muore Gustavo Modena
  • 1861 Riceve un encomio dal Gen Avezzana
  • 1861 Il 21 dicembre Nasce il terzo figlio Alessandro
  • 1863 Nasce il quarto figlio Mario
  • 1863 Entra nella compagnia Stacchini
  • 1864 Entra nella Compagnia Reale dei Fiorentini di Napoli
  • 1865 È presidente della Società di mutuo soccorso fra gli artisti drammatici da lui fondata
  • 1865 Viene insignito dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  • 1868 Muore la prima moglie Clementina Cazzola
  • 1868 Viaggio in Spagna e Portogallo
  • 1871 Tournée in America del Sud
  • 1873 Tournée in America del Nord e Cuba
  • 1874 Tournée in America del Sud
  • 1875 Tournée in Inghilterra
  • 1876 Sposa Lottie Sharpe
  • 1876 Tournée in Inghilterra
  • 1876 Si ammala gravemente in Inghilterra
  • 1876 Nasce il quinto figlio Cesare
  • 1877 Tournée Austria Germania Francia Romania Russia
  • 1878 Il 13 novembre nasce la sesta figlia Elisa
  • 1878 Muore la seconda moglie Carlotta Sharpe
  • 1880 Tournée in Russia
  • 1880 Tournée America del Nord
  • 1882 Tournée Egitto e Russia
  • 1883 Tournée America del Nord
  • 1883 Tournée Inghilterra
  • 1885 Tournée Ucraina
  • 1886 Tournée America del Nord
  • 1886 Muore il fratello Alessandro
  • 1889 Tournée America del Nord
  • 1891 Tournée in Russia
  • 1891 Ritiro ufficiale
  • 1896 L'8 giugno Muore Ernesto Rossi
  • 1903 Abbandona il teatro
  • 1909 Sposa Jennie Beaman
  • 1909 Nasce il settimo figlio Alfonso
  • 1910 Tributo a Gustavo Modena
  • 1915 Morte
  • 1920 Posa della targa commemorativa in via Gino Capponi
  • 2011 Per i 150 anni dell'Unita d'Italia a cura del Museo Biblioteca dell'Attore mostra Tommaso Salvini: Un attore patriota nel teatro italiano dell'Ottocento a Genova.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Helen Zimmern, Home Life of the Great Tragedian. in The Morning Call (San Francisco), 18 giugno 1893. URL consultato il 1º febbraio 2013.
    «In these performances, Salvini said, "I adopted a method quite my own. I took advantage of the good; musical ear I am so fortunate as to possess, and which enables me to notice every smallest inflection of voice in others, and thus guides me to modulate mine, which is very flexible, to the same tone. Thus the contrast of the two languages, which otherwise would have been apparent, was avoided, and I am convinced that is the real, secret reason why I succeeded in this curious experiment of playing with actors speaking another language, while others of my compatriots, like Rossi and Ristori, have failed."».
  2. ^ Istituto d’Arte di Firenze - Gipsoteca Storia
  3. ^ Salvini Guido (Firenze 1893 - ivi 1964), regista e scenografo. - DelTeatro.it
  4. ^ Great Actors Of The Past
  5. ^ a b (EN) Emma Lazarus, Tommaso Salvini in The Century (New York), novembre 1881, p. 110. URL consultato il 7 febbraio 2013.
    «TOMMASO SALVINI, the „Prince of the Stage,“ was born in Milan, January 1st, 1829. His father (the son of a Papal officer who had been banished from Rome on account of his liberalism) was professor of literature at Livorno, and had founded in that town a scientific institute, when he fell in love with the young actress who became his wife.».
  6. ^ pp. 29-30, Salvini, Celso
  7. ^ Pag. 5, Piccini
  8. ^ I teatri: giornale drammatico musicale e coreografico, Volumi 1-2 Pag. 39
  9. ^ Teatro sociale di Mantova avviso di stagione teatrale 4 ottobre 1828
  10. ^ Pag. 7, Piccini
  11. ^ Pag. 30, Salvini, Celso
  12. ^ Pag. 482, Rasi
  13. ^ Pag. 4, Piccini
  14. ^ Pag. 2, Salvini
  15. ^ pp. 19-20, Piccini
  16. ^ Pag. 32, Salvini, Celso
  17. ^ Parrocchia di Santa Tecla nel Duomo di Milano
  18. ^ pp. 31-32, Salvini, Celso
  19. ^ Pag. 23, Piccini
  20. ^ pp. 4-5, Salvini
  21. ^ a b Pag. 34, Salvini, Celso
  22. ^ Nome reale Francesca Lucchi
  23. ^ Pag. 10, Salvini
  24. ^ Pag. 28, Piccini
  25. ^ pp. 17-31, Salvini
  26. ^ Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926
  27. ^ Pag. 93, Pécout
  28. ^ Pag. 12, Piccini
  29. ^ Rapporto della pubblica esposizione dei prodotti di arti e manifatture Toscane Pag. 11
  30. ^ pp. 34-39, Salvini
  31. ^ pp. 38-40, Piccini
  32. ^ Pag. 39, Salvini
  33. ^ Pag. 40, Salvini
  34. ^ pp. 41-43, Salvini, Celso
  35. ^ Pag. 60, Trevelyan
  36. ^ Pag. 86, Trevelyan
  37. ^ a b c Pag. 142, Pécout
  38. ^ Pag. 330, Fracassi
  39. ^ Pag. 122, Trevelyan
  40. ^ Pag. 200, Mazzini
  41. ^ Pag. 136, Trevelyan
  42. ^ Duemila settecento secondo questa fonte Pag. 372, Trevelyan
  43. ^ Duemila uomini secondo questa fonte Pag. 311, Fracassi
  44. ^ a b Pag. 320, Fracassi
  45. ^ Pag. 92, Salvini, Celso
  46. ^ Pag. 89, Salvini
  47. ^ Pag. 310, Fracassi
  48. ^ pp. 317-318, Fracassi
  49. ^ Pag. 146, Trevelyan
  50. ^ Pag. 318 (Le 12 secondo Trevelyan), Fracassi
  51. ^ pp. 319-323, Fracassi
  52. ^ Pag. 151, Trevelyan
  53. ^ Pag. 324, Fracassi
  54. ^ Pag. 90, Salvini
  55. ^ Pag. 116, Piccini
  56. ^ Pag. 93, Salvini, Celso
  57. ^ pp. 334-337, Fracassi
  58. ^ Pag. 378, Fracassi
  59. ^ Pag. 382, Fracassi
  60. ^ Pag. 184, Trevelyan
  61. ^ Pag. 382, Fracassi
  62. ^ o Villa Corsini (Fracassi Pag. 384)
  63. ^ Pag. 92, Salvini
  64. ^ pp. 304-403, Fracassi
  65. ^ Pag. 396, Fracassi
  66. ^ Salvini nella sua autobiografia Pag. 93 colloca il fatto in un giorno successivo ma sia Fracassi che Trevelyan lo collocano il 3 giugno.
  67. ^ Pag. 93, Salvini
  68. ^ Pag. 397, Fracassi
  69. ^ Pag. 208, Trevelyan
  70. ^ Pag. 437, Fracassi
  71. ^ Pag. 468, Fracassi
  72. ^ Pag. 94, Salvini
  73. ^ Salvini probabilmente non era a conoscenza della presenza a bordo di Mazzini, imbarcatosi in incognito con la complicità del capitano. Dalle fonti citate risulta che entrambi si imbarcarono su una nave con lo stesso nome nello stesso giorno
  74. ^ Pag. 95, Salvini
  75. ^ Pag. 123, Piccini
  76. ^ Pag. 217, Mazzini
  77. ^ Pag. 261, Gatta
  78. ^ pp. 95-101, Salvini
  79. ^ pp. 96-99, Salvini, Celso
  80. ^ a b c d Tommaso Salvini, Una questione d'arte drammatica in Illustrazione Italiana, 24 maggio 1891, p. 330. URL consultato il 5 febbraio 2013.
    «... controversia per la quale si sono schierati uno di fronte all'altro due eminenti artisti come Enrico Irving e Constant Coquelin ...».
  81. ^ Pag. 358, Salvini, Celso
  82. ^ A.B., La grande serata al Politeama Pisano in Il ponte di Pisa (Pisa), 10 giugno 1894, p. 2. URL consultato il 13 febbraio 2013.
    «... Tommaso Salvini volle, a Firenze pel centenario Goldoniano e qui l'altra sera, che la Pamela fosse eseguita in costume moderno: né la mancanza dell'abito all'inquartata ha alterato di una sola linea la fisonomia del lavoro.».
  83. ^ a b Dino Falconi, Attori che ho conosciuto - Tommaso Salvini che non ho mai visto e udito in StampaSera (Torino), 23 gennaio 1943, p. 3. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «Tutte queste cose me le raccontava la mia nonna, Amelia Colonnello in Di Lorenzo, che era stata, assieme a Clementina Cazzola ...».
  84. ^ Pag. 359, Salvini, Celso
  85. ^ Pag. 1, Salvini
  86. ^ La salma di Ernesto Rossi a Firenze in Gazzetta Piemontese (Torino), 8 giugno 1896, p. 3. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «Il Ministero dell'istruzione delegò l'attore Salvini a rappresentarlo, e fece deporre, una corona. Nella cappella ardente, dinanzi alla salma, pronunziò un commovente discorso Tommaso Salvini.».
  87. ^ stefani, La morte di Alessandro Salvini in Gazzetta Piemontese (Torino), 16 dicembre 1896, p. 3. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «È morto il tragico Alessandro Salvini figlio del celebre tragico. Alessandro Salvini, il figlio prediletto di Tommaso, non era molto conosciuto in Italia, avendo egli sempre di preferenza recitato in America.».
  88. ^ Pag. 360, Salvini, Celso
  89. ^ Onori ad Adelaide Ristori - Lo spettacolo al teatro Valle in Gazzetta Piemontese (Torino), 30 gennaio 1902, p. 2. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «... Il discorso di Salvini fu applauditissimo. La Ristori lo ascoltò profondamente commossa. ... Salvini fu applauditissimo nel Cristoforo Colombo, Novelli nel Giotto, ha saputo destare in tutto il teatro, una schietta, vivissima ilarità, e fu acclamatissimo.».
  90. ^ Per Adelaide Ristori in Gazzetta Piemontese (Torino), 28 gennaio 1902, p. 2. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «Il 29 del corrente mese Adelaide Ristori compie il suo ottantesimo anno di vita. ... Questa rappresentazione straordinaria avrà luogo — per non coincidere col veglione al teatro Regio — questa sera al teatro Alfieri, il suo provento, per generosa idea che la festeggiata caldamente approvò, andrà a favore degli artisti drammatici poveri. Il programma di questa serata è così stabilito: 1. Adelchi di A. Manzoni; atto 2.o, scena 2,a. 2. Discorso che terrà Tommaso Salvini per questa circostanza alla Casa di Goldoni, letto da Virgilio Talli. 3. La satira e Parini di P. Ferrari, atto 3.o 4. Musotte di Guy de Maupassaiit, atto 2.o. 5. Goldoni e le sue 16 commedie di P. Ferrari, atto 3.o. Il programma, come si vede, vario, è composto dei saggi più insigni dell'arte drammatica e rappresentativa; brani che, per la loro natura, possono rimaner staccati, senza perder del loro valore.».
  91. ^ pp. 362-365, Salvini, Celso
  92. ^ Tommaso Salvini in Il ponte di Pisa (Pisa), 30 agosto 1903, p. 2. URL consultato il 13 febbraio 2013.
    «... Tommaso Salvini, che è robusto e sano come un giovanotto, a malgrado dei suoi 75 anni, ha preso impegno di recarsi prossimamente in America per un corso di 25 rappresentazioni per le quali Egli avrà in compenso di 60 mila franchi.».
  93. ^ Tommaso Salvini in Il ponte di Pisa (Pisa), 6 settembre 1903, p. 2. URL consultato il 13 febbraio 2013.
    «Tommaso Salvini, che sta ora riposando nella sua quieta e magnifica tenuta di Dievole Vagliatti, in provincia di Siena, andrà nell'ottobre a Newyorck,per 31 rappresentazioni di Otello, di Re Lear, del Figlio delle Selve e della Morte Civile, per le quali l'Impresa Liebler e C. gli darà 150 mila lire.».
  94. ^ (EN) Return of stage folk in New York Times (New York), 10 agosto 1903. URL consultato il 13 febbraio 2013.
    «... "As for the engagement with Signor Salvini, with whom I understand I am to be co-starred in Shakesperean plays next Spring, I must say that I appreciate the honor very much. I do not known just how it was that Salvini's consent was obtained to make another American tour, as I had thought he had long ago decided not to visit us again".».
  95. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 188 del 11 agosto 1903 Omaggio ad un artista in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N.188 (Roma), 11 agosto 1903, p. 3526. URL consultato il 9 giugno 2013.
    «S. E. il Ministro della Pubblica Istruzione a ricordo del sessantesimo anno di vita artistica dell'illustre Tommaso Salvini, ha fatto coniare una grande medaglia d'oro commemorativa e gli ha scritto una lettera gentile e patriottica, incaricando il sindaco di Siena di presentare l'una e l'altra all'illustre artista, ora dimorante nella sua villa di Dievole.».
  96. ^ Pag. 373, Salvini, Celso
  97. ^ Le fonti solitamente riportano il diminutivo, Jenni o Jennie, Beamann o Bearman
  98. ^ Fig. I Albero Genealogico Genevieve Beaman, Bonaccorsi
  99. ^ Pag. 412, Salvini
  100. ^ pp. 365-375, Salvini, Celso
  101. ^ Pag. 374, Salvini, Celso
  102. ^ a b (EN) Tommaso Salvini, To a young aspirant in the dramatic art in The New York Dramatic Mirror (New York), 8 luglio 1916, p. 1. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «First of all, let me hope that you possess such qualities as are necessary to success. Are you endowed with a good figure and an expressive countenance? Have you a strong, vibrating, and flexible voice, which will adapt itself to the various feelings and passions you will have to express ? Are you cultivated enough to interpret the thought of various authors? Do you think yourself capable of identifying yourself with the many characters you will have to represent? Should you fulfill all these conditions (but you had better be sure of it), then give yourself entirely to your art.».
  103. ^ a b (EN) Dirce ST. CYR, Three weeks with Tommaso Salvini in New York Times (New York), 17 settembre 1905. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «“What are your favorite authors ?” I one day asked him. “Shakespeare-Alfieri” he answered, smiling. “Yes, I read again all my old manuscripts. Racine, Voltaire, Cornelle, and Victor Hugo are also olf favorites.” ... “Is Othello your favorite part ?” “Now,” he replies sitting on a stone in the Roman ruins, “you are asking the same question that everybody puts to me. I liked all my parts. But before I put on Othello I studied the character for five years. I had the play translated into Italian and then I compared each line with an English version. I produced the play for the first time in Rome, at Teatro Valli. The tragedi did not please our public; it was too bloody for them.” ...».
  104. ^ Domenico Lanza, La morte di Tommaso Salvini in La Stampa (Torino), 1° gennaio 1916, p. 3. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «Il Salvini anche stamane appariva di buon umore; ha preso il caffè, che gli è stato servito a letto. Ma, poco dopo, è stato colpito da un attacco di uricemia di cui era sofferente da molto tempo a causa della tarda età. Accorsero subito la moglie, le figlie e i nipoti e gli altri famigliari e si credette che fosse uno del soliti attacchi, ai quali andava soggetto frequentemente. Il medico accorso non trovò nulla di eccezionalmente grave e si sperava che, anche questa volta, la fibra robusta del Salvini avrebbe trionfato, tanto più che la giornata è poi trascorsa calma e l'infermo non appariva affatto abbattuto; anzi sembrava sollevato. Alle 16,30 la moglie e le figlie, che si trovavano intorno al letto, notarono che Tommaso Salvini era divenuto improvvisamente pallido; si avvicinarono e constatarono che il grande artista non dava più segni di vita. All'attacco uricemico era sopraggiunta la paralisi cardiaca.».
  105. ^ (EN) Tommasso Salvini DEAD in New York Times (New York), 1° gennaio 1916. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «LONDON. Saturday, Jan. 1. - Tommasso Salvini, the eminent Italian tragedian, has just died at Florence, Italy.».
  106. ^ (EN) Salvini's debut made as a child in New York Times (New York), 2 gennaio 1916. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «Tommaso Salvini, whose death yesterday in Florence. Italy, on his eightyseven birthday, was announced in late edition of THE NEW YOR TIMES yesterday, was regarded as one of the greatest tragedians of the past generation.».
  107. ^ I solenni funerali di Tommaso Salvini in La Stampa (Torino), 3 gennaio 1916, p. 3. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «Quindi si è formato il corteo, preceduto dal clero. Erano ai lati del feretro l'on. Rosadi, il prefetto Vittorelli, il sindaco di Firenze, il comm. Ugo Ojetti, il signor Montecchi, Augusto Novelli per la Società degli autori e il cav. Ulisse Saccenti per gli impresari. Il funebre corteo ha percorso un lungo itinerario, sempre fra due fittissime ali di folla reverente e commossa. Dopo la funzione religiosa nella cappella dell'Annunziata, il feretro è stato posto nel carro, il quale si è recato al cimitero delle Porte Sante, dove la salma sarà tumulata nella cappella di famiglia.».
  108. ^ pp. 374-381, Salvini, Celso
  109. ^ pp 20-21., Oliva
  110. ^ Appendice il repertorio, Bonaccorsi
  111. ^ Pag. 146, Bonaccorsi
  112. ^ pp. 347-355, Salvini, Celso
  113. ^ Alessandro Amfiteatroff, Tommaso Salvini in Russia in La Stampa (Torino), 2 ottobre 1928, p. 3. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «Per quanto possa sembrare strano il fatto, Tommaso Salvini ebbe un entusiastico apprezzamento russo una ventina d'armi prima della sua visita in Russia e anche prima che l'Italia stessa l'avesse riconosciuto genio nazionale. Verso la line degli anni cinquanta o al principio degli anni sessanta del secolo passato, il poeta e critico russo Apollo Grigoriev (allora capo dell'estetismo russo lottante contro il nihilismo che cominciava a svilupparsi) viveva come precettore presso la famiglia del principi Voloknski che abitava l'Italia. Toccò a lui l'onore di scoprire Salvini per 1'«intellighenzia» russa, come pure venne da lui la profezia della sua futura gloria mondiale. Egli vide Salvini in un piccolo teatro secondario di Genova e ne rimase talmente colpito che ritornò a sentirlo ogni sera In tutto 11 suo repertorio, mandando in Russia degli articoli chilometrici: piuttosto poemi che critiche per via del loro tono enfatico.».
  114. ^ Pag. 409, Stanislavskij
  115. ^ pp. 121-123, Oliva
  116. ^ Pag. 109, Salvini
  117. ^ Pag. 151, Bonaccorsi
  118. ^ pp. 131-165, Bonaccorsi
  119. ^ V. Andrei, Appendice Giacinta Pezzana in Il Risorgimento (Pisa), 13 novembre 1875, p. 2. URL consultato il 13 febbraio 2013.
    «Del Salvini chi non ricorda quella splendida inflessione che emette nell'atto quinto dell'Otello? Otello in procinto di uccidere Desdemona fa cadere come per casualità la tenda dell'alcova ove essa riposa. Ad un tratto tramezzo ai gemiti irritati della vittima strangolata dalle mani della gelosia si ode battere alla porta replicatamente.».
  120. ^ (EN) Decadence of the stage in Italy in New York Times (New York), 27 ottobre 1889. URL consultato il 7 febbraio 2013.
    «Unfortunately, we in Italy are now at that period of decay that comes to every country some time in its history. We are down to the very bottom so far as our actors and playwrights are concerned. It is not the fault of the public; that is always desirous of seeing something good and artistic on the stage, and its taste for tragedy and the poetic drama is as keen to-day as it ever was.».
  121. ^ (EN) Tommaso Salvini, Some view on acting in The Century (New York), dicembre 1890, p. 194. URL consultato il 7 febbraio 2013.
    «La versione inglese di Una questione di arte drammatica».
  122. ^ (EN) S.P.Q.R, Rome - Un unreasoneable Public-Long Runs Unknown in Italy — Salvini on Italian Audiances. in The New York Dramatic Mirror (New York), 13 febbraio 1904, p. 5. URL consultato l'8 febbraio 2013.
    «In Salvini's opinion, the cause of so many failures of Italian plays is that they are not Italian enough. "Italian authors," he says, "forget that Italians are the most imaginative people in the world; and, instead of showing Italian life on the stage, they go in search of a world different from our world—a world of pale, artificial characters, created beyond the Alps. What does an Italian public know of foreign society? It cannot be understood with us. An Italian play on Italian lines, which can be understood by every Italian who sees it, will—if ever written—find an echo from one end of Italy to the other! I know this, for wherever I have placed a real Italian play before Italians they have felt, suffered and wept with me. Believe me Italian plays lack Italianity."».
  123. ^ (EN) Marie Wainwright, A letter from Salvini in The New York Dramatic Mirror (New York), 26 marzo 1913, p. 11. URL consultato il 7 febbraio 2013.
    «A letter received by Madame Elouina Oldcastle, of this city, from the great tragedian, Tommaso Salvini, who is living a retired and placid existence at the fine old age of eighty-three years, in his villa in Florence, Italy, revives an episode which at the time created a sensation, and which may still linger in the memories of many who recall the great Italian's last American visit.».
  124. ^ (EN) Robert Grau, Tommaso Salvini - Interesting Story of His First Visit to This Country in The New York Dramatic Mirror (New York), 24 settembre 1913. URL consultato il 6 febbraio 2013.
    «The advent in this country in the Fall of 1873 of the prodigious Italian tragedian. Tommaso Salvini, was heralded in a manner that has not been surpassed to this day.».
  125. ^ Luigi M.Persone, Salvini sulla scena in La Stampa (Torino), 6 marzo 1966, p. 3. URL consultato l'8 febbraio 2013.
    «Il 31 dello scorso dicembre cadevano i cinquantanni dalla morte di Tommaso Salvini, e nessuno se ne è ricordato. E Tommaso Salvini passa per uno dei più grandi attori, o addirittura per il massimo attore italiano dell'ultimo Ottocento, attore di fama mondiale.».
  126. ^ Tommaso Salvini in L'educatore del Popolo (Pisa), 17 giugno 1865, p. 4. URL consultato il 12 febbraio 2013.
    «...L'egregio artista Tommaso Salvini è stato insignito della Croce dei Santi Maurizio e Lazzaro.».
  127. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 183 del 7 luglio 1868
  128. ^ Lettera autografa di Salvini da Firenze il 12 dicembre 1915
  129. ^ Civico Museo Biblioteca dell'Attore: Tommaso Salvini, Un attore patriota nel teatro italiano dell'Ottocento
  130. ^ viveregenova Tommaso Salvini. Un attore-patriota nel teatro italiano dell'Ottocento al Ducale
  131. ^ Civico Museo Biblioteca dell'Attore: Studio di Tommaso Salvini (1829 – 1915)
  132. ^ Ornella Rota, La biblioteca e le armi di Salvini acquistati dallo Stabile genovese in StampaSera (Torino), 22 febbraio 1966, p. 11. URL consultato il 3 febbraio 2013.
    «A porre le basi di un museo e di una biblioteca teatrali, il Teatro Stabile genovese ha recentemente acquisito il «fondo Salvini», composto di una biblioteca, uno studio ed una panoplia con le armi di scena del grande tragico.».
  133. ^ Civico Museo Biblioteca dell'Attore: Galleria mostra

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