Tommaso Plantageneto

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Tommaso Plantageneto, secondo conte di Lancaster (1278(circa) – Pontefract, 22 marzo 1322), nipote di re Enrico III d'Inghilterra per parte di padre fu uno dei capi della rivolta che si scatenò contro Edoardo II.

Stemma di Tommaso plantageneto.

Il padre di Tommaso era Edmondo il Gobbo figlio minore di re Enrico III d'Inghilterra, dal padre ereditò il titolo e diverse terre ed aumentò il proprio prestigio sposando Alice de Lacy contessa di Lincoln e Salisbury oltre a diversi titoli minori, entro il 1311 diventò uno degli uomini più potenti del regno. Il suo dominio si estendeva su una buona fetta dell'Inghilterra centrale che provvide a difendere costruendo castelli e fortezze.

Il matrimonio gli aveva portato dei beni, ma non dei figli, motivo per cui nel 1318 divorziò da Alice, la fine dell'unione non lo privò però dei titoli dell'ex-moglie, infatti, secondo il contratto matrimoniale, erano comunque di eredità di Tommaso, quale che fosse l'esito del matrimonio.

Quando il cugino Edoardo II salì al trono nel 1308 Tommaso era al suo fianco insieme al fratello Enrico, tuttavia la crescente esasperazione dei nobili contro Pietro Gaveston, che per altro pregava il re di ridimensionare il potere dei Lancaster, lo portò a cambiare parere e si alleò con gli altri nobili contro il sovrano. Fu uno dei promotori della rivolta che obbligò il re ed il suo favorito alla fuga gettando l'Inghilterra nella guerra civile, fu il responsabile dell'esilio di Gaveston nel 1311 e al suo rientro, l'anno dopo, sostenne la necessità di giustizarlo e assistette alla sua morte nel giugno del 1312.

Nel 1314 gli scozzesi, che non osservavano inerti lo scorrere degli eventi, attaccarono l'Inghilterra ed Edoardo II portò l'esercito alla battaglia, perdendo clamorosamente nella Battaglia di Bannockburn contro Roberto I di Scozia. L'esito per il re non fu devastante solo dal punto di vista militare, ma anche politico, il suo potere crollò finendo nelle mani dei nobili, in particolare in quelle di Tommaso. Tuttavia egli non era il solo che voleva il potere, Hugh le Despenser, I conte di Winchester e suo figlio Ugo Despenser il giovane erano da sempre intimi del re e con il tempo si fecero strada riuscendo a prendere terre e denaro forti della totale protezione del re che aveva nominato il Vecchio Ugo ciambellano reale nel 1318.

La fortuna dei Despenser tuttavia vacillò nel 1321 quando Tommaso e gli altri nobili riuscirono ad ottenere che fossero esiliati, l'esilio però durò solo un anno ed al loro ritorno Tommaso capeggiò di nuovo i baroni, ma questa volta perse e venne imprigionato nel marzo del 1322 dopo una pesante sconfitta. Il trinbunale istituito per giudicarlo non era certamente imparziale visto che contava fra i suoi membri il re e i due Despenser, a Tommaso non fu per altro permesso di parlare per discolparsi ne nessun altro poté farlo. Venne quindi condannato alla morte per decapitazione, il suo sangue reale lo poneva al riparo dal più barbaro squartamento e la sentenza venne eseguita il 22 marzo 1322.

I titoli di Tommaso passarono, per grazia del re, al fratello Enrico nel 1327. Negli anni immediatamente successivi Tommaso venne venerato come un martire da molti inglesi tanto che il re Edoardo III chiese la sua canonizzazione diverse volte.

Come conte di Leicester gli successe il fratello Enrico.

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