Tomba di Antenore

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Coordinate: 45°24′21″N 11°52′41″E / 45.40583°N 11.87806°E / 45.40583; 11.87806

Tomba di Antenore. A sinistra è visibile anche la tomba di Lovato Lovati

La cosiddetta tomba di Antenore è un'edicola medievale che, secondo la leggenda, dovrebbe contenere le spoglie del mitico fondatore di Padova. Il monumento è posto oggi nell'omonima piazza, davanti all'edificio della Prefettura.

Indice

[modifica] Storia

Nel 1274, durante la costruzione di un ospizio per trovatelli in Via San Biagio, fu rinvenuta un'arca funeraria con due bare in cipresso e piombo, contenenti dei resti umani con una spada e due vasi di monete d'oro. Il giudice Lovato Lovati, poeta e studioso preumanista, chiamato a dare la sua opinione sull'identità del guerriero, attribuì i resti al principe troiano Antenore al quale, secondo Tito Livio, si deve la fondazione di Padova. I notabili della città, alla ricerca di una legittimazione mitologica che avrebbe giovato allo sviluppo cittadino, decisero di avallare la tesi.

Nel 1283 pertanto fu decisa la costruzione di un monumento per contenere l'arca, e a Lovati venne concesso il privilegio di far incidere due sue quartine in latino sui lati della stessa. Il monumento, un'edicola cuspidata costruita in laterizi, fu posto al lato del ponte di San Lorenzo, di epoca romana, che attraversava il Naviglio interno oggi interrato. Un'arcata del ponte è ancora oggi visibile nel sottopassaggio pedonale che attraversa la Riviera Tito Livio.

La vicina Chiesa di San Lorenzo ospitò invece le spoglie del Lovati, morto nel 1309. Con la soppressione dei monasteri, la chiesa di San Lorenzo fu sconsacrata nel 1808, e nel 1937 fu demolita assieme ai fabbricati circostanti, per dare vita alla piazza XI Maggio (oggi appunto Piazza Antenore), che doveva ospitare il palazzo della nuova sede prefettizia voluta dal governo fascista.

In tale occasione la tomba di Antenore venne spostata su un lato della piazza e, successivamente, nel 1942 le venne affiancata la tomba del Lovati.

Nel 1985 l'arca è stata riaperta e i resti sono stati sottoposti ad analisi scientifiche, che hanno escluso l'appartenenza dei resti all'eroe troiano, ma hanno dimostrato che i resti apparterrebbero a un guerriero ungaro, morto durante le invasioni del IX secolo. Altri studiosi ritengono invece che il manufatto risalga a un'epoca precedente (II-III secolo dopo Cristo).

[modifica] Jacopo Ortis è qui

La cosiddetta Tomba di Antenore era addossata alla facciata della chiesa di San Lorenzo, un frammento di muro della quale ancora la regge (v. foto). Stava alla sinistra della porta d'entrata. Alla destra c'era la tomba di Lovato, che dopo varie peregrinazioni in diversi luoghi della città (tra cui il museo civico), ritornò nei pressi della collocazione originaria. Una recente scoperta di documenti d'archivio ha mostrato che nella cripta di San Lorenzo fu sepolto Girolamo Ortis, studente di medicina in Padova, che pochi mesi prima della laurea, non si seppe il perché, si tolse la vita nella sua stanza al Collegio Pratense, di fianco al Santo. Era il 29 marzo 1796. Ugo Foscolo, che di certo era al corrente dell'accaduto, fu a Padova nell'estate successiva e non è da pensare che non ne abbia visitata la tomba, dato che egli fu di certo all'archivio del vicino a documentarsi su Girolamo. Girolamo Ortis, che nel libro foscoliano diverrà Jacopo Ortis, è sepolto sotto la Tomba di Antenore, nel cuore di Padova.[1]

[modifica] Note

  1. ^ Claudio Perini, op.cit.

[modifica] Bibliografia

  • Giovanni Fabris, Le demolizioni di S. Lorenzo e la tomba di Antenore, in "Padova", VI, 7, 1932, pp. 14-26.
  • Antonio Medin, La vera storia di Jacopo Ortis, in “Nuova Antologia”, LVI (1895), pp. 26-39.
  • Claudio Perini, Morte e sepoltura di Girolamo Ortis, in Girolamo e Laura. La vera storia dell' Ortis, Chioggia, Accademietta, 2005, pp. 89-109. (Si veda anche http://www.accademietta.it/pagina_3.htm e relativi link).

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