Tomb Raider - La culla della vita

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Tomb Raider - La culla della vita
TombRaider2film.JPG
Angelina Jolie in una scena del film
Titolo originale Lara Croft Tomb Raider: The Cradle of Life
Paese di produzione USA
Anno 2003
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, avventura
Regia Jan de Bont
Sceneggiatura Dean Georgaris (sceneggiatura)
Steven E. de Souza, James V. Hart (storia)
Fotografia David Tattersall
Montaggio Michael Kahn
Musiche Alan Silvestri
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Tomb Raider - La culla della vita (Lara Croft Tomb Raider: The Cradle of Life) è un film del 2003 diretto da Jan de Bont, sequel di Lara Croft: Tomb Raider del 2001.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Un potente terremoto nei dintorni di Santorini riporta alla luce il Tempio della Luna, costruito da Alessandro Magno e adesso sprofondato nel Mar Egeo. Lara Croft organizza una spedizione per razziarne i tesori; tra essi l'archeologa trova una strana sfera d'ambra che sembra brillare di luce propria, e un medaglione dorato. Entrambe le cose le sono però rubate da Chen Lo, un capo della malavita cinese, che uccide i suoi uomini e tenta di intrappolarla nel Tempio che sta crollando. Lara riesce a salvarsi per il rotto della cuffia cavalcando uno squalo.

Una volta tornata a Croft Manor, una furiosa Lara riceve la visita di alcuni agenti dell'MI6, i quali la incaricano di ritrovare il Vaso di Pandora: questo artefatto contiene in realtà un virus letale in grado di uccidere l'intera umanità, e sulle sue tracce si trova Johnathan Reiss, un tempo scienziato stimato, oggi bioterrorista internazionale. Egli vuole usare il virus nel vaso per infettare l'umanità e arricchirsi vendendone il vaccino. Il Vaso si trova nella cosiddetta Culla della Vita, un luogo misterioso la cui chiave è in effetti la Sfera che Lara aveva rinvenuto nel Tempio della Luna. Per questa impresa Lara chiede l'aiuto di Terry Sheridan, suo vecchio amante oggi in prigione, che conosce molto bene le abitudini della malavita cinese.

Lara e Terry si recano allora in Cina, dove prima combattono contro Chen Lo e i suoi uomini in un villaggio sperduto, poi affrontano gli uomini di Reiss in un quartiere cittadino e infine irrompono nel suo grattacielo, dal quale fuggono grazie a delle speciali tute alari. Nel corso di queste azioni, Lara recupera il medaglione e la Sfera e scopre che sul primo è inciso il codice musicale che sblocca la seconda. Nel frattempo Terry inizia a manifestare interesse nei confronti di Lara, ma questa lo abbandona legato in una camera, poiché sa che se lui dovesse tradirla per il proprio profitto, lei sarebbe in grado di ucciderlo.

L'archeologa stabilisce un contatto con Bryce e gli manda il codice del medaglione; lui lo decifra e Lara riesce ad attivare la Sfera, che le rimanda l'immagine dell'Africa: è lì che si trova la Culla della Vita. Lara parte subito, ma in realtà Bryce e Hillary erano stati presi in ostaggio dagli uomini di Reiss, che subito la seguono. Anche Terry si mette sulle sue tracce.

In Africa Lara si incontra con Kosa, un agente segreto africano, che la porta dalla tribù indigena posta a guardia della Culla della Vita. Il capo le rivela che essa si trova in un cratere abbandonato, ma è presidiata dai "guardiani- ombra". Alcuni uomini della tribù accettano di condurla là, ma vengono fermati dagli uomini di Reiss, che li attacca e ricatta Lara, dicendole che se non la condurrà alla Culla della Vita ucciderà Hillary, Bryce e Kosa. Con riluttanza, Lara accetta.

Arrivati nel cratere dove si nasconde la Culla, Lara e gli uomini di Reiss vengono attaccati dagli Uomini-Ombra, delle creature soprannaturali che reagiscono ai minimi movimenti. Dopo che essi hanno decimato l'esercito di Reiss, Lara riesce però a sconfiggerli introducendo la Sfera nell'entrata della Culla. Lara e Reiss vi si introducono.

La Culla è uno strano labirinto dove le leggi della fisica sembrano non valere. I due riescono a ritrovare la pozza di acido dove è nascosto il Vaso di Pandora. Tra loro scoppia una violenta battaglia, che termina solo grazie all'intervento di Terry, che nel frattempo è arrivato e ha liberato tutti gli ostaggi di Reiss. Lo scienziato viene così scaraventato nella pozza di acido e muore riuscendo appena a sfiorare il Vaso.

Mentre Lara sta per tornare indietro, però, Terry cerca di appropriarsi del Vaso; Lara, conscia del pericolo che esso potrebbe dare, cerca di impedirglielo. Tra i due scoppia una lotta violenta, al termine della quale Lara è costretta a ucciderlo per non soccombergli. Lara stessa è tentata di aprire il Vaso, ma all'ultimo rinuncia e lo lascia, stavolta per sempre, nella pozza dell'acido: ha compreso che alcuni artefatti non andrebbero mai riportati alla luce. Lara torna vittoriosa alla tribù, e regala il medaglione-chiave al capo; qui inoltre trova Hillary e Bryce impegnati in alcuni rituali tribali. Quando la donna spiega loro che si tratta di cerimonie matrimoniali, i due scappano insieme a lei alla volta di casa.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La produzione del film iniziò a fine 2001, pochi mesi dopo la release del suo predecessore.

In alcune interviste Jon Voight, padre di Angelina Jolie e interprete del padre di Lara nel primo film, dichiarò di essere a conoscenza dello script del sequel e che lui stesso era stato richiamato nelle vesti di Richard Croft; questa notizia fu successivamente smentita.

Circolò anche la voce secondo la quale la stessa Angelina non avesse intenzione di reinterpretare Lara Croft, e che sarebbe stata sostituita dall'allora sconosciuta Kelly Brook. Le voci furono smentite nel 2002 con un comunicato stampa nel quale veniva designato Jan De Bont come regista del film e la Jolie di nuovo nelle vesti di Lara.

Il film è stato effettivamente girato in Cina e Africa, mentre le scene in Grecia e quelle nella Culla della Vita furono realizzate in appositi teatri di posa ai Pinewood Studios.

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film è generalmente considerato un flop, con un incasso che ammonta a poco più di 156 milioni di dollari, a fronte di un budget di 95 milioni per la produzione. L'incasso è comunque inferiore a quello del precedente capitolo, che ha guadagnato 275 milioni di dollari.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Per la sua interpretazione in questo film Angelina Jolie ha ricevuto una nomination come peggior attrice durante l'edizione 2003 dei Razzie Award.[1]

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

Durante il prosieguo della pellicola, la protagonista fa più volte uso di una videocamera digitale, la stessa che Lara utilizzerà nel videogioco Tomb Raider: Underworld (2008), sviluppato da Crystal Dynamics.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Razzie Awards 2001.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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