Tokyo Godfathers

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Tokyo Godfathers
Tokyo Godfathers 001.JPG
Hana, Miyuki e Gin trovano la bambina
Titolo originale 東京ゴッドファーザーズ - Tokyo Godfathers
Paese di produzione Giappone
Anno 2003
Durata 92 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione, drammatico, commedia
Regia Satoshi Kon, Shôgo Furuya
Soggetto Satoshi Kon
Sceneggiatura Satoshi Kon, Keiko Nobumoto
Fotografia Katsutoshi Sugai
Montaggio Takeshi Seyama
Musiche Moonriders, Keiichi Suzuki
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Tokyo Godfathers (東京ゴッドファーザーズ Tōkyō goddofāzāzu?, lett. "I padrini di Tokyo") è un film d'animazione giapponese del 2003 scritto, disegnato e diretto da Satoshi Kon, sorta di remake metropolitano del film In nome di Dio di John Ford del 1948[1].

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Il film mette molta enfasi sul tema delle "coincidenze". Il critico cinematografico George Peluranee ha notato che "Tokyo Godfathers" è un film che mostra i piccoli ma importanti legami che ognuno di noi ha con presunti stranieri, e rappresenta molto bene temi come "la famiglia", "l'amore", "i miracoli", ed "il perdono".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Tre senzatetto trovano per caso una bambina la vigilia di Natale, abbandonata in mezzo all'immondizia. Mentre Hana, un travestito impoveritosi dopo aver lasciato il lavoro, vuole tenerla poiché la ritiene un regalo divino, Gin, un alcolizzato datosi al vagabondaggio, e Miyuki, una ragazzina scappata di casa, vorrebbero portare la neonata subito alla polizia. Alla fine convincono Hana a tenerla soltanto per quella notte, ma al risveglio, il giorno dopo, scoprono che questa ha lasciato il loro rifugio di fortuna. Dopo averla ritrovata, insieme tentano di riportare la bambina direttamente ai suoi genitori, seguendo delle tracce che spesso li portano fuori strada. Nel corso della settimana tra la notte di Natale e Capodanno i tre avranno varie avventure, entrando in contatto con la variegata umanità della metropoli di Tokyo sulle tracce del proprio passato e delle rispettive storie personali.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Quando Gin incontra il marito di Sachiko, su di un tavolo si può vedere un giornale con una foto delle Cham, il trio di Idol protagonista di Perfect Blue, lungometraggio d'esordio del regista Satoshi Kon

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luca Raffaelli. Le anime disegnate: il pensiero nei cartoon da Disney ai giapponesi e oltre. 2005 (II ed., I ed. 1995), Minimum Fax, p. 247

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]