Tivadar Kosztka Csontváry
Tivadar Csontváry Kosztka (IPA: ˈtivɒdɒr ˈʧontvaːri ˈkostkɒ) (Sabinov, 5 luglio 1853 – Budapest, 20 giugno 1919) è stato un pittore ungherese.
Csontváry fu uno dei primi pittori ungheresi ad essere ben conosciuto in Europa.
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Biografia [modifica]
Nacque a Kisszeben (oggi Sabinov, Slovacchia) e fino ai vent'anni fu farmacista. Il 13 ottobre 1880, durante un soleggiato pomeriggio - aveva 27 anni - ebbe l'esperienza di una visione mistica. Sentì una voce che diceva "Sarai il più grande pittore, migliore di Raffaello". Iniziò così un viaggio per l'Europa, visitò le gallerie del Vaticano, quindi tornò a casa per metter da parte i soldi necessari per i suoi viaggi, lavorando come farmacista. Dal 1890 in poi viaggiò per tutto il mondo. Visitò Parigi, il Mediterraneo (Dalmazia, Italia, Grecia), il Nordafrica ed il Medio Oriente (Libano, Palestina, Egitto, Siria) e dipinse.
Realizzò i suoi maggiori lavori tra il 1903 e il 1909. Partecipò ad alcune esibizioni a Parigi (1907) e nell'Europa occidentale. La maggior parte delle critiche riconoscevano le sue abilità, la sua arte e la congenialità, ma in Ungheria, durante la sua vita, fu considerato un tipo eccentrico per varie ragioni, ad esempio per il suo vegetarismo, anti-alchoolismo, anti-nicotinismo, pacifismo, per il suo talento ma soprattutto per la sua apparente schizofrenia ed i suoi ombrosi, profetici scritti e pamphlet sulla sua vita (Curriculum), sul suo genio (L'Autorità, Il Genio) e la sua religione filosofica (Il Positivismo). Anche se poi fu acclamato, la sua vita visionaria ed il suo stile espressionista non trovarono molta comprensione. Solitario di natura, il suo equilibrio mentale venne meno quando si profilò qualche insuccesso e ciò si riscontrò anche nella sua creatività. Poco seppe, pochi anni prima della sua morte, riguardo l'intero museo a Pécs, Ungheria, devoto ai suoi dipinti e che l'apprezzamento mondiale delle sue opere sarebbe stato in costante ascesa. Molti pittori, ad esempio Pablo Picasso, aggiunsero una pietra sul suo cairn.
Dipinse più di un migliaio di opere, tra le quali la più famosa ed emblematica è probabilmente Magányos cédrus (Il Cedro Solitario). La sua arte si connette con il post-impressionismo e con l'espressionismo, ma effettivamente fu un'autodidatta e non può essere classificato in un esatto stile - egli si considerava come uno dei pittori "sunway" (parola creata da lui). Fu uno dei più eccentrici e considerabili pittori ungheresi.
Opere [modifica]
Dipinti [modifica]
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Baalbek, olio su tela, 714.5 × 385 cm, 1906, Museo Csontváry, Pécs
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Cascata di Jajce, olio su tela, 149 × 97 cm, 1903, Museo Csontváry, Pécs
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Ponte romano a Mostar, olio su tela, 185 × 92 cm, 1903, Museo Csontváry, Pécs
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Pescatore vecchio, olio su tela, 45 × 59.5 cm, 1902, Museo Ottó Herman, Miskolc
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Pittore giovane, olio su tela, 38,5 x 29 cm, 1898, Galleria Nazionale Ungherese, Budapest
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Tempesta in Hortobágy, olio su tela, 117 × 59 cm, 1903, Museo Csontváry, Pécs
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Pellegrinaggio ai cedri in Libano, olio su tela, 205 × 200 cm, 1907, Galleria Nazionale Ungherese, Budapest
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Castellamare di Stabia, olio su tela, 120 × 101 cm, 1902, Museo Csontváry, Pécs
Scritti [modifica]
- Energia ed arte. Sbaglio del umano civilizzato (Energia és művészet. A kultúrember tévedése.) Budapest, 1912.
- Cima. Chi può essere e chi non può essere un genio (A lángész. Ki lehet és ki nem lehet zseni.) Budapest, 1913.
- Autobiografia (Önéletrajz.)
- Il Positivo (A Pozitívum.)
- L'Autorità (A Tekintély.)
Bibliografia [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
Biografia al sito Artportal (HU)
Altri progetti [modifica]
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