Tituba

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1leftarrow.pngVoce principale: Processo alle streghe di Salem.

Tituba raffigurata come una strega spaventa-bambini da Alfred Fredericks per il testo "A Popular History of the United States" di W. C. Bryant

Tituba era una schiava appartenente al ministro di culto Samuel Parris di Salem (Massachusetts)[1]. È stata una delle prime tre persone accusate di praticare la stregoneria durante i processi alle streghe di Salem nel 1692.

Tituba è stata in ordine di tempo la terza persona ad essere accusata da Betty Parris e Abigail Williams, ma è stata la prima persona a confessare di praticare la stregoneria nel villaggio di Salem. Tituba in un primo momento rigettò le accuse di praticare riti magici, ma poi fu subito costretta a confessare di aver parlato con il diavolo. Dopo Tituba, vennero accusate da Betty ed Abigail altre due donne, Sarah Good e Sarah Osborne.[2]

Durante i processi per stregoneria di Salem vennero accusate e arrestate altre donne e uomini. Nelle confessioni a lei estorte, Tituba accusò non solo persone ma parlò anche di cani neri, di maiali, di un uccello giallo, di ratti rossi e neri, di gatti e di un lupo. Tituba parlò anche di voli fatti cavalcando bastoni verso diversi luoghi. Tituba confessò anche che Sarah Osborne possedeva una creatura con testa di donna, due gambe e le ali. Mescolando differenti cognizioni della stregoneria Tituba involontariamente gettò nel caos gli abitanti di Salem insinuando che Satana era presente tra di loro.[3]

Sopravvivenza[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante avesse confessato un delitto capitale e fosse una schiava, Tituba non venne mai processata o condannata a morte per il suo ruolo nei processi per stregoneria. Dopo essere stata rilasciata dal carcere, si son perse le tracce di dove possa essere andata. Il fatto che sia sopravvissuta è cosa sorprendente dato che nel New England le streghe ree confesse erano di solito impiccate. Questo comportamento rispondeva a quanto recitava il versetto della Bibbia secondo cui che la gente non doveva tollerare che una strega vivesse.

L'autore William H. Cooke nel suo libro Giustizia a Salem ha sostenuto che questo cambiamento di una consuetudine precedente ha contribuito a far aumentare la psicosi dei processi alle streghe. Prima del fenomeno di Salem le accuse rivolte contro altri da parte di streghe non erano prese sul serio, poiché erano considerate prove del Diavolo. Nel 1688, un'altra strega rea confessa, Ann Glover, fu giustiziata a Boston.

Glover accusò altre persone, tra queste forse anche sua figlia, ma non furono portati in giudizio altri tipi di accuse. Cotton Mather rigettò le accuse mosse dalla Glover poiché le riteneva infondate. Anche se questa rottura rispetto alla passata priorità fu pericolosa e ingiustificata, Cooke ha attribuito alla gente di Salem la responsabilità di non aver subito respinto le parole di questa schiava (Tituba) e di averla quindi condannata a morte. Tuttavia quanto accadde può non essersi verificato per mancanza di compassione per Tituba o per reale credenza nelle sue affermazioni, ma piuttosto perché essa venne utilizzata come capro espiatorio di vecchi conti da regolare.[4]

Dibattito storico[modifica | modifica wikitesto]

L’etnia di Tituba è stata sempre oggetto di discussioni sin dalle prime analisi storiche su di lei. In un primo momento fu presupposto che fosse di origine indiana.[5] Ma col passare del tempo le origini di Tituba sono state riconsiderate mentre le vecchie teorie sono state rigettate. In Tituba, Reluctant Witch of Salem, Elaine G. Breslaw scrive:

Second una leggenda locale, Tituba e suo marito, John, “si narrava che provenissero dalla Nuova Spagna…cioè le Indie Occidentali Spagnole e l’adiacente terraferma”, notizia confermata dalle registrazioni delle note attività del mercato degli schiavi in Sud America.[5]

Breslaw ritiene che Tituba fosse una Arawak nativa della Guiana che fu rapita e portata nelle Barbados oppure che la sua tribù vi emigrò provenendo dal Sud America. Veta Smith Tucker scrive:

I Puritani del XVII secolo raggruppavano in una sola categoria i Nativi Americani del Nord America, gli Africani e gli schiavi. Nel Massachusetts del XVII secolo, tali distinzioni fra gente di colore erano considerate inutili, in specie nel caso degli schiavi. Nel 1692 (esattamente due secoli dopo il primo contatto con gli indigeni) l’errata denominazione usata da Colombo aveva dato vita ad un termine onnicomprensivo variamete applicato ai Guanahani, ai Caribe, agli Aztechi e agli Afrricani delle Indie Occidentali.[6]

Dato che da parte dei Puritani non veniva fatta una chiara distinzione fra Nativi, Africani e schiavi resta difficile individuare la vera origine di Tituba. Questa però non è l’unica ragione del dibattito scientifico sull’identità di Tituba, un altro motivo è trattato da Chadwick Hansen: nel saggio di Hansen si discute sul tema dell’identità razziale delle streghe durante l’epoca dei Puritani. Hansen afferma:

Nel corso degli anni la magia di Tituba secondo gli storici e i drammaturghi si è evoluta da Inglese a Nativa e infine ad Africana. Ma cosa più sorprendente è il fatto che la sua stessa razza sia mutata da Nativa, a Nativa mezzo sangue e da mezzo sangue Nera, a Nera… Non ci sono prove a sostegno di tali cambiamenti, ma da essi si ricava una lezione istruttiva sulla storiografia Americana.[7]

Contesto etnico[modifica | modifica wikitesto]

L'etnia di Tituba è stata oggetto di dibattito per oltre 150 anni. Senza dubbio, la politica razziale di metà Ottocento è responsabile di tale dibattito. Anche se in tutti i documenti dei processi alle streghe di Salem Tituba è menzionata come una donna "Indiana" (Nativa Americana), dal 1860 iniziarono ad esserci dubbi al riguardo. Nel sostenere le origini africane di Tituba, Veta Smith Tucker afferma che la società Puritana “non percepiva negli Africani e negli Indiani delle caratteristiche razziali completamente contrastanti” e spesso li accomunava.[6]

Secondo Smith Tucker, si spiega così perché nei documenti del XVII secolo Tituba venisse classificata come una Indiana. Tuttavia, da una semplice osservazione di quegli stessi documenti risulta la poca affidabilità dell’analisi della Smith. Il caso di Mary Black, un’altra delle accusate di stregoneria a Salem, mostra chiaramente che i Puritani del XVII secolo sapevano ben distinguere gli Indiani dagli Africani. Durante l’interrogatorio della Black, nei verbali si legge, “il signor Samuel Parris voleva prendere nota dell’interrogatorio di Mary Black una donna Nera...”[8] La domanda, quindi, sorge spontanea: come mai Tituba col tempo si è trasformata in una donna di razza nera?

Le origini del dibattito possono essere ricondotte all’opera Salem Witchcraft di Charles Upham, pubblicata nel 1867. Upham scrisse che Tituba e suo marito, John Indian, provenivano dai Caraibi.[7] Dato che agli schiavi delle colonie spagnole era consentito avere rapport sessuali misti, gli studiosi cominciarono a ritenerte che Tituba fosse di sangue misto. Nel 1860 e successivamente, i rapporti razziali negli USA toccarono il fondo: in un’epoca in cui i neri erano ritenuti esseri inferiori in tutti i modi possibili e immaginabili e spesso erano accusati di colpe tipiche della società dell’epoca, non è difficile capire come mai gli studiosi dell’epoca immaginarono Tituba come un essere, quanto meno, influenzato da caratteri ereditari africani.

Un anno dopo lo scritto di Upham, Henry Wadsworth Longfellow offrì un ulteriore contributo con l'opera Giles Corey of the Salem Farms e sostenne che Tituba era “la figlia di un uomo nero e feroce... Era un uomo Obi che insegnò alla figlia le arti magiche." Obeah (a volte indicato come Obi) è un termine utilizzato per indicare le pratiche magiche Africane e Afro-Americane.”[7] In genere gli studiosi sin dalla metà del XIX secolo concordano sul fatto che Tituba abbia insegnato e praticato il vudù con le ragazze di Salem. Il vudù è sicuramente un rito religioso dell’Africa occidentale che era praticato nei Caraibi durante il XVII secolo. A dir il vero, se Tituba effettivamente proveniva da quella area, poteva aver imparato qualche forma di vudù da altri schiavi. Tuttavia, ciò non significa necessariamente che Tituba fosse nera. Ancor più importante, non vi è traccia nei documenti processuali di Salem che dica di pratiche vudù attribuibili a Tituba. In realtà, nella sua confessione, tutto ciò che di stregoneria Tituba aveva ammesso era di origine europea, come la firma sul libro del Diavolo.

A complicare ulteriormente il dibattito vi è lo stesso nome Tituba. Secondo Smith Tucker, "Tituba" è una parola della Lingua yoruba.[6] Predominante nella Nigeria, Yoruba è un gruppo etnico che parla una lingua indicata con lo stesso nome. Smith Tucker sottolinea che titi in lingua Yoruba significa "senza fine". Inoltre la parola Tituba in quella stessa lingua è un verbo che significa "espiare".[6] Comunque, nella lingua spagnola, la parola titubear significa "balbettare". Se Tituba proveniva dai Caraibi, o era nativa della zona Sudamericana che si affaccia sui Caraibi, come sostiene Elaine G. Breslaw, sicuramente avrebbe potuto avere un nome spagnolo. Inoltre, nel XVI secolo gli spagnoli chiamavano “Tibetibe” una tribù di Indiani che viveva lungo il fiume Orinoco. Gli antropologi hanno individuato un gruppo degli Arawak lungo il fiume Amacura con il nome di “Tetebetana”.[5] Il nome Tituba potrebbe facilmente essere scaturito da una delle suddette fonti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.britannica.com/bps/additionalcontent/18/35443327/Telling-Tales-Tituba-and-the-Salem-Witch-Trials "Telling Tales: Tituba and the Salem Witch Trials", Britannica.com
  2. ^ Breslaw, Elaine G. Tituba, Reluctant Witch of Salem: Devilish Indians and Puritan Fantasies. New York: New York University Press, 1996, 107.
  3. ^ Breslaw. Tituba, Reluctant Witch of Salem, 170.
  4. ^ William H. Cooke Justice at Salem.
  5. ^ a b c Breslaw, Elaine G. Tituba, Reluctant Witch of Salem: Devilish Indians and Puritan Fantasies. New York: New York University Press, 1996.
  6. ^ a b c d Smith Tucker, Veta. "Purloined Identity: The Racial Metamorphosis of Tituba of Salem Village," Journal of Black Studies, (March 2000) 624-634.
  7. ^ a b c Hansen, Chadwick. "The Metamorphosis of Tituba, or Why American Intellectuals Can’t Tell a Native Witch from a Negro." The New England Quarterly 47 (March 1974) 3-12.
  8. ^ Verbatim transcripts of the Salem Witch Trials
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