Tito (Italia)

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Tito
comune
Tito – Stemma Tito – Bandiera
Tito – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Basilicata – stemma Basilicata
Provincia Potenza – stemma Potenza
Sindaco Pasquale Edoardo Scavone (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 40°35′0″N 15°41′0″E / 40.58333°N 15.68333°E / 40.58333; 15.68333 (Tito)Coordinate: 40°35′0″N 15°41′0″E / 40.58333°N 15.68333°E / 40.58333; 15.68333 (Tito)
Altitudine 650 m s.l.m.
Superficie 70 km²
Abitanti 7 207[1] (31-03-2011)
Densità 102,96 ab./km²
Frazioni Frascheto, Radolena, Rione Mancusi, Tito Scalo
Comuni confinanti Abriola, Picerno, Pignola, Potenza, Sant'Angelo Le Fratte, Sasso di Castalda, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania
Altre informazioni
Cod. postale 85050
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076089
Cod. catastale L181
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti titesi
Patrono San Laviero Protomartire - Santi Primo ,Sonzio e Valentino Martiri di Tito
Giorno festivo 26 Luglio/7 settembre/17 novembre - 27 Maggio/23 Agosto
Localizzazione
Tito è posizionata in Italia
Tito
Posizione del comune di Tito all'interno della provincia di Potenza
Posizione del comune di Tito all'interno della provincia di Potenza
Sito istituzionale

Tito (Lu Titu in dialetto locale) è un comune italiano di 7.207 abitanti[1] della provincia di Potenza, in Basilicata e fa parte dell'area metropolitana di Potenza.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Basilicata.

Appartiene alla comunità montana del Melandro e si trova sullo spartiacque tra Ionio e Tirreno. Nascono nel suo territorio, difatti, due torrenti affluenti di due distinti corsi d'acqua che sfociano nei mari sopra citati, rispettivamente il torrente Tora, affluente del fiume Basento, e la fiumara di Tito, affluente del fiume Sele.

Centro con una delle principali aree industriali della provincia di Potenza, che è collocata poco sotto il versante sud del Monti Li Foj, avrebbe dovuto ospitare l'interporto lucano. In data 18 giugno 2009 il commissario ASI della provincia di Potenza, Alfonso Ernesto Navazio, con delibera numero 115, ha revocato la concessione dei terreni alla società che avrebbe dovuto realizzarlo.

Si ricordano diversi eventi storici nonché la presenza di scavi archeologici nei pressi del vecchio abitato del paese di Satriano. Nel territorio comunale rientra la Torre di Satriano, centro medievale che comprende i resti di una torre normanna, di una cattedrale e delle complementari strutture. Quest'area è un sito archeologico molto importante dove, in seguito a diverse attività di ricerca, sono stati ritrovati numerosi reperti risalenti anche al VII Secolo a.C.

[modifica] Territorio

Il comune è sostanzialmente diviso in due parti: il capoluogo, Tito, dove risiedono la maggior parte degli abitanti, sede del Municipio e altri servizi, e la zona industriale e commerciale di Tito Scalo, che ospita lo scalo ferroviario delle Ferrovie dello Stato e una delle più importanti zone industriali della regione, dove stanno trasferendosi molte imprese del potentino.

Le distanze dalle principali città lucane e campane sono:

Il territorio del comune di Tito è stato inserito in una zona di grado sismico pari a S=9 dopo il catastrofico sisma in Irpinia del 23 novembre 1980[2]. In seguito, con la delibera del Consiglio Regionale della Basilicata n.724 dell'11 novembre 2003 Tito, è stato inserito nella zona sismica 1[3][4].

[modifica] Clima

Le stazioni meteorologiche più vicine sono quelle di Potenza e quella di Picerno. In base alla media trentennale di riferimento (1961-1990) per l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +3,5 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +20,2 °C. Le precipitazioni medie annue si aggirano sui 650 mm, mediamente distribuite in 91 giorni, con minimi relativi in estate e picco massimo moderato in autunno[5][6][7][8].


POTENZA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,2 6,7 9,3 13,0 18,0 21,7 25,0 25,0 21,4 16,2 11,2 7,5 6,8 13,4 23,9 16,3 15,1
T. min. mediaC) 0,8 0,9 2,4 5,2 9,2 12,5 15,0 15,3 12,6 8,8 5,0 2,2 1,3 5,6 14,3 8,8 7,5
Precipitazioni (mm) 62,9 53,9 53,0 59,9 45,7 42,2 29,4 35,6 45,0 69,7 79,8 73,5 190,3 158,6 107,2 194,5 650,6
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 9 9 10 9 7 6 3 5 5 8 10 10 28 26 14 23 91
Umidità relativa (%) 77 75 72 69 69 67 62 64 66 72 76 78 76,7 70 64,3 71,3 70,6
Vento (direzione-m/s) W
5,7
W
6,0
W
5,6
W
5,5
W
5,0
W
4,9
W
5,1
W
4,9
W
4,8
W
4,7
W
5,3
W,
5,5
5,7 5,4 5 4,9 5,3


PICERNO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,4 7,6 10,3 14,3 19,0 23,4 26,9 27,1 22,7 17,3 11,8 8,3 7,4 14,5 25,8 17,3 16,3
T. min. mediaC) 0,7 1,2 3,1 6,3 9,9 13,9 16,4 16,7 13,7 9,8 5,6 2,7 1,5 6,4 15,7 9,7 8,3
Precipitazioni (mm) 78 42 58 62 40 35 20 21 37 60 93 106 226 160 76 190 652
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 10 7 9 8 6 6 3 2 5 8 12 14 31 23 11 25 90
Eliofania assoluta (ore al giorno) 2,8 3,9 4,0 5,2 7,3 8,4 9,7 9,1 6,6 5,5 3,8 3,0 3,2 5,5 9,1 5,3 5,8

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia della Basilicata.

L'abitato sorgeva originariamente in posizione prospiciente all'attuale zona industriale sulle alture a sud della Piana di Santa Loja. A seguito della distruzione dello stesso (come riportato da Tito Livio), i titesi si spostarono più a valle, verso sud, nei pressi della Fiumara di Tito[10] dove sorge l'attuale cittadina la cui popolazione si incrementò anche grazie alla distruzione della non lontana Satrianum (1420-1430) della quale sono presenti importanti resti archeologici oggetto di campagne di ricerca.[11] A Tito, in Piazza del Seggio, durante la rivoluzione napoletana del 1799, gridando per l'ultima volta: “Viva la Repubblica, viva la libertà” venne fucilata Francesca De Carolis Cafarelli, diventando un'eroina repubblicana per il paese lucano.

[modifica] Stemma

Stemma della città di Tito.
« D'azzurro ad un T d'oro (che l'iniziale del nome) accostato da due stelle d'argento e sormontato da un solo parimenti d'oro... meno il campo ch'è... color di rosa. Aggiunge il motto: "Post Nebula Phoebus" forse alludente a disastri sofferti da essa, che poi fu riedificata con sorte migliore. »
(Delle Armi de' Comuni della Provincia di Basilicata di C.G. Gattini, Matera 1910[12])

Secondo lo statuto comunale il motto corretto è Post Nubila Phoebus[13]

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Monumenti

[modifica] Torre di Satriano

Torre di Satriano

Resti di edificio risalente al periodo X/VII secolo a.C.[14]. L'antica Satriano venne rasa al suolo nel 1420 per volere di Giovanna II e non fu mai più ricostruita. I suoi abitanti si dispersero nei paesi vicini di Pietrafixa (oggiSatriano di Lucania) e Tito e del suo glorioso passato non rimasero che il nome, i resti che ancor oggi possono essere visitati[11] e i racconti a metà tra la realtà e la fantasia circa la sua distruzione.

[modifica] Fontana di Piazza del Seggio

Fontana monumentale in pietra che fu costruita nel XVIII secolo.[10]

[modifica] Arco Durazzesco

Fu costruito nel XV secolo ed introduce al palazzo comunale.[10]

[modifica] Castello

Nell'abitato di Tito, durante il periodo feudale, sorgeva, nel punto che ancor oggi è denominato Castello, una fortificazione cinta da mura, ma senza torri. Tale castello apparteneva in origine alla famiglia dei principi Ludovisi. Venne acquistato poi dai Principi di Stigliano, i quali nel 1692 lo cedettero per vendita al barone Laviano che era pure marchese di Satriano. Nel 1827 il castello fu venduto dal marchese Pietro Laviano ai proprietari terrieri Luigi Spera e Francesco Laurini.[15]

[modifica] Luoghi di culto

[modifica] Chiesa Matrice Parrocchiale di San Laviero Martire

Fu costruita nel 1465 è venne dedicata al patrono San Laviero martire. La chiesa è a tre navate e custodisce un organo ligneo e una tela del 1700 che rappresenta il martirio dei fratelli martiri Primo, Sonzio e Valentino.

Fu gravemente danneggiata dai terremoti del 1694, del 1826 e del 1857. Anche nel sisma del febbraio 1963 subì notevoli danni. Danneggiata anche dal terremoto del 23 novembre 1980, è stata interamente ricostruita e riconsacrata e dedicata il 26 luglio 2009a San Laviero Martire.

Al suo interno si custodiscono le statue di San Laviero martire, del 1714 opera di Giacomo Colombo, e della Madonna del Carmine, opera di ignoto intagliatore lucano. Le statue di San Donato e di Sant'Emidio e i santi martiri di Tito sono in cartapesta e realizzate tutte attorno al 1852, completamente restaurate nel 1992. Il campanile della vetusta matrice realizzato in ferro e metallo si presenta con delle vetrate doppie, al suo interno sono state collocate il 15 marzo 2009 tre campane con le immagini di San Laviero Martire, della Madonna del Carmine e dei Santi Primo, Sonzio, Valentino martiri titesi del 312.

[modifica] Chiesa del Calvario

Fu costruita nel 1300 ed è uno dei luoghi di culto più antichi di Tito. Al suo interno si custodiscono i pregevoli altari lignei dedicati al SS. Crocifisso con una scultura del 1236 e a San Biagio vescovo e martire di Sebasten. La statua lignea di San Biagio è del 1700 circa, all'interno della chiesa del Crocifisso viene venerata anche una Madonna Nera, chiamata attualmente dal popolo titese Santa Brigida. La statua della Madonna è rivestita con un abito nuziale del 1900 ricamato a mano.

[modifica] Chiesa della Madonna delle Grazie

Fu costruita per devozione verso la Madonna delle Grazie dalla famiglia Laurino. Originariamente era privata, ma fu aperta come luogo di culto pubblico alla metà del XX sevolo. All'interno della chiesa si custodisce un altare in legno dedicato alla Madonna delle Grazie con una statua in manichino del 1845, altre statue della chiesa sono quelle di Sant'Antonio abate, di Sant'Agnese martire e di Santa Filomena, inoltre si custodisce un crocifisso ligneo del 1500 circa di buona fattura, restaurato per devozione nel 1923. Nel 2010 sono state rubate tre statue, la Madonna delle Grazie, Sant'Agnese e Santa Filomena. Il comitato feste della Madonna delle Grazie si è adoperato con una colletta popolare per far ricostruire in vetroresina una copia della Statua della Madonna.

[modifica] Convento francescano con annessa Chiesa di Sant'Antonio di Padova

Venne costruito nel 1514[10], e venne dedicato a Sant'Antonio da Padova e a San Francesco di Assisi. Al suo interno si possono osservare gli artistici altari barocchi dedicati a San Francesco e a Sant'Antonio. L'interno della chiesa è molto grande e presenta stucchi barocchi sulle pareti e sul soffitto. Le tele che si trovano nella chiesa sono sei e sono quello di San Michele arcangelo, della SS. Trinità, dei martiri di Tito, dell'Immacolata, di Santa Chiara e di Santa Marta. Le statue che si trovano nella chiesa sono quelle di Sant'Antonio, San Francesco, San Rocco, Santa Lucia, Santa Rosa, la Madonna del Divino Amore, e la Madonna del Carmine. Il chiostro del convento è affrescato con le vite di Sant'Antonio di Padova e di San Francesco di Assisi.

[modifica] Santuario della Madonna del Carmine

Fu costruito nel 1800 da soldati francesi e custodisce nei quattro mesi estivi la statua della Madonna del Carmine. In questo periodo si svolgono numerosi pellegrinaggi in onore della Madonna del Carmine, dalla seconda domenica di maggio fino all'8 settembre. La chiesa è molto semplice e presenta un altare in marmo e una caggia[non chiaro] dove viene trasportata la statua della Madonna del Carmine nei cortei processionali. La festa della Madonna del Carmine si svolge la seconda domenica di maggio e l'8 settembre di ogni anno.

[modifica] Chiesa di San Vito martire

La chiesa si trova nell'omonimo rione dedicato al martire della fede Vito. La chiesa di San Vito Martire completamente distrutta dal terremoto del 1980 è stata da qualche anno riaperta a luogo di culto. All'interno si custodisce su una colonna in marmo la statua di San Vito martire, opera di ignoto scultore potentino del 1756. La festa in onore di San Vito martire si svolge ogni anno il 12 giugno.

[modifica] Chiesa della Madonna degli Sposi

Posta a tre chilometri dal centro abitato sulla strada vecchia Tito Picerno, venne costruita da soldati francesi nel 1745. Si tratta di un'antica cappella che custodisce una statua lignea della Madonna che il popolo titese chiama dei martiri o degli sposi.

[modifica] Chiesa dei Santi Primo, Sonzio, Valentino fratelli e martiri

Dedicata ai primi protettori di Tito, venne costruita nel 313. All'interno si custodisce un quadro dei tre Santi mentre le loro statue si venerano nella chiesa madre.

[modifica] Chiesa della Madonna dell'Annunziata

Costruita da famiglia nobile e devota alla Madonna di Pompei, all'interno custodisce un altare in marmo con il quadro della Vergine del rosario, nella stessa cappella sono custoditi due quadri di San Giuseppe e di San Luigi Gonzaga. Nella cappella si recita il rosario per tutto il mese di maggio.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie

Sebbene i valori siano ancora molto lontani dalla media italiana, gli stranieri regolari al 31.12.2009[16] sono 226 (116 maschi e 110 femmine). La cittadinanza straniera al 31.12.2009 è pari al 3,16% della popolazione titese.

Le comunità maggiormente rappresentate sono:[17]

Nazione Stranieri regolari sul totale degli immigrati
bandiera Romania 110 48,67%
bandiera Marocco 48 21,24%
bandiera Ucraina 13 5,75%
bandiera Cina 8 3,54%
Altre 47 20,8%

[modifica] Lingue e dialetti

Il dialetto titese fa parte dei cosiddetti dialetti gallo-italici[18]. Il filologo Gerhard Rohlfs descrive la particolarità dei suoni ascoltati durante il viaggio da Salerno a Taranto nei pressi delle cittadine di Picerno, Tito, Potenza e Vaglio Basilicata:

« ...Il viaggiatore che, in uno scompartimento di III classe nel tragitto da Napoli a Taranto, presti attenzione alla conversazione dei contadini che salgono ad ogni stazione, si renderà subito conto che nel primo tratto – se si trascurano variazioni nell’intonazione e differenze locali minime – la base linguistica è sorprendentemente unitaria. Ma subito dopo la profonda valle del platano, dalla stazione di Picerno in poi il quadro cambia. Improvvisamente arrivano all’orecchio del viaggiatore forme foniche che non si adattano assolutamente alla situazione osservata fino a quel momento... E così si continua anche dopo che il treno ha superato le stazioni di Tito e Potenza. Soltanto a partire da Trivigno queste caratteristiche scompaiono e, mentre il treno tra le brulle e selvagge montagne della valle del Basento si dirige verso il golfo di Taranto, ricompare improvvisamente la situazione linguistica che, appena due ore prima, era scomparsa così improvvisamente e in modo così inspiegabile... »

[modifica] Feste Religiose

  • Venerdì Santo: processione della Madonna Addolorata - Via Crucis vivente per le vie del paese.
  • 18 marzo: falò in onore di San Giuseppe.
  • domenica successiva alla Trinità: festa in onore del Corpus Domini.
  • 13 maggio: ricordo popolare della Madonna degli Sposi (detta dei martiri)
  • Seconda Domenica di maggio e 8 settembre: festa in onore della Madonna del Carmine.
  • 12 giugno: festa in onore di San Vito.
  • 13 giugno: festa in onore di Sant'Antonio di Padova.
  • 1ª domenica di luglio: festa in onore della Madonna delle Grazie.
  • 26 luglio: ricordo della consacrazione e della dedicazione della nuova Chiesa Madre a San Laviero Martire avvenuta il 26 luglio del 2009(la chiesa di San Laviero ricostruita in forme moderne dopo il terremoto del 23 novembre 1980)
  • 6 agosto: festa in onore di Sant'Emidio.
  • 7 agosto: festa in onore di San Donato.
  • 16 agosto: festa parrocchiale in onore di San Rocco (pellegrinaggi ai santuari del santo a Satriano di Lucania e Tolve)
  • 27 maggio e 23 agosto: festa parrocchiale in onore di Santi Primo, Sonzio, Valentino Martiri di Tito.
  • 7 settembre e 17 novembre: Solenni festeggiamenti in onore di San Laviero martire, patrono e protettore principale della parrocchia e della città di Tito.
  • 8 dicembre: festa dell'Immacolata Concezione di Maria (parrocchia di Tito Scalo)
  • 8 dicembre - 6 gennaio: Accensione Albero di Natale Luminoso più grande della Basilicata e del Sud, a cura della locale Associazione ANSPI "carità" di Tito. L'Albero illumina le pendici della Torre di Satriano.
  • 13 dicembre: festa parrocchiale in onore di Santa Lucia Vergine e Martire

[modifica] La Festa Patronale di San Laviero Martire

È il santo Patrono e Protettore del paese ed è titolare della Chiesa Parrocchiale.Viene invocato nei casi di malattie e di pubbliche calamità. Solenni Festeggiamenti sono a lui riservati il 4-5-6-7 Settembre, con la grande festa estiva che è preparata con un solenne triduo di preghiere, e il 17 Novembre giorno della Festa Patronale in cui si ricorda il suo martirio avvenuto nell'antica città romana di Grumentum nel 312 d.C. Nelle due date di festa il popolo partecipa numeroso, con solennità e devozione per ringraziare il santo della sua protezione su persone, case e cose. Molto suggestiva è la processione con la statua del santo che percorre le vie cittadine del centro storico e della città moderna.

San Laviero Martire si festeggia nelle seguenti date:

  • 26 Luglio: Ricordo della Consacrazione e Dedicazione della Chiesa Madre a San Laviero Martire
  • 7 Settembre: Festa del Patrocinio e della Protezione di San Laviero Martire sul popolo di Tito
  • 17 Novembre: Festa Patronale di San Laviero Martire Solennità e Memoria del Martirio avvenuto nel 312 d.C a Grumento Nova

[modifica] La devozione verso San Laviero (Laverio) Martire

Dopo la distruzione della città di Satriano nel 1420 una parte della popolazione si spostò nell'attuale Satriano di Lucania. Il resto della popolazione rifugiò a Tito portando via la reliquia del braccio di San Laviero Martire. Tito accolse il Santo con tale devozione da elevarlo a patrono e protettore principale della cittadina. In suo onore venne costruita la Chiesa Madre del paese ancora oggi a lui dedicata. La tradizione titese vuole che per richiedere l'intercessione del Santo chiunque si senta poco bene o venga colpito da gravi malattie può legare un nastro rosso al braccio della statua lignea del santo implorandone la grazie. A distanza di qualche giorno, il nastro rosso viene ritirato dalla statua e messo al polso dell'ammalato affinché avvenga la guarigione.

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Tito

[modifica] Di ieri

  • Sodegerio da Tito (fl. 1239-1255), funzionario imperiale di Federico II di Svevia, governatore del Principato vescovile di Trento
  • Francesca Cafarelli De' Carolis (San Marco in Lamis, 1755 - Tito, 27 maggio 1799), Patriota.[19]
  • Andrea Federici (1733-1813), Giureconsulto.
  • Frate Giovanbattista da Tito, Religioso.
  • Frate Matteo da Tito, Religioso Francescano.
  • Giuseppe Messina, Giureconsulto e magistrato vissuto nel XIX secolo.
  • Don Giuseppe Spera (Tito, 12 agosto 1835 - 18 maggio 1908), Religioso e Poeta.[20]
  • Guido Spera (Tito 1886 - Bari 1956), Artista, pittore, illustratore. Conseguita la maturità classica a Potenza e laureatosi in Agraria nel 1914 presso la Scuola Superiore di Agricoltura di Portici,Guido Spera fu dapprima assistente alla cattedra di Patologia vegetale presso la stessa istituzione e dal 1927 funzionario direttivo presso le Cattedre Ambulanti di Agricoltura inizialmente in quella di Potenza e poi in quella di Matera, dove svolse una intensa attività di divulgazione delle tecniche agricole e di promozione dei prodotti agroalimentari lucani ininterrottamente fino alla soppressione di tali enti. Collaborò, inoltre, come illustratore alla rivista mensile illustrata “La Basilicata nel mondo”, rivolta agli emigrati d’Oltreoceano. Spera, con lo pseudonimo di Giesse, ideò una serie di ritratti fotografici e disegni per molte rubriche della pubblicazione. Raffigurò alcuni personaggi lucani del mondo della finanza, della politica, delle arti e delle professioni, ed elaborò anche il logo pubblicitario dell’Amaro Lucano del Cavalier Vena di Pisticci.
  • Carlo Alianello (Roma, 20 marzo 1901 - 1 aprile 1981), scrittore.[21] Di padre potentino e madre titese, nel suo romanzo storico l'Alfiere, sceneggiato anche in televisione nel 1956 (Vallecchi edit. Torino, capp. XII-XVI), pone lo svolgimento di una parte dell'azione narrativa a Tito: Pino Lancia, l’Alfiere dei Cacciatori borbonici protagonista dell’avvincente romanzo, ripara per la convalescenza appunto in Tito.[15]

[modifica] Di oggi

[modifica] Associazioni culturali locali

  • Associazione Culturale Bandistica "Città di Tito"
  • Gruppo folk titese
  • A.N.S.P.I. Carità TITO
  • Associazione culturale e sportiva "GeneraZione Zero"
  • Associazione culturale "Donne 99"

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Strade statali e provinciali della Basilicata.

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da (vedi):

[modifica] Ferrovie

I collegamenti ferroviari sono assicurati dalla stazione di Tito, quindi verso tutte le località servite dalla Salerno-Potenza-Taranto.

La stazione di Tito sorge a circa 4 km dal centro abitato di Tito

[modifica] Aeroporti

Gli aeroporti più vicini sono:

Esiste anche l'Aviosuperficie Enrico Mattei a Pisticci, dista circa 101km, ma si tratta di una semplice pista di atterraggio.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Pasquale Edoardo Scavone (lista civica) dal 07/06/2009

[modifica] Amministrazioni precedenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Tito.
Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Antonio Salvatore Sindaco
1990 1995 Sabatino Lucente Sindaco
1995 1999 Nicola Fermo Sindaco
1999 2004 Nicola Fermo Sindaco
2004 2009 Pasquale Edoardo Scavone Sindaco



[modifica] Note

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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