Piramo e Tisbe

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Morte di Piramo e Tisbe di Gregorio Pagani (Galleria degli Uffizi, Firenze)

Piramo e Tisbe sono due personaggi della mitologia babilonese[senza fonte], la cui leggenda ci viene raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi.

Indice

Mito [modifica]

Secondo la leggenda, l'amore dei due giovani era contrastato dai parenti, i due erano costretti a parlarsi attraverso una crepa nel muro che separava le loro case. Questa difficile situazione li indusse a programmare la loro fuga d'amore. Nel luogo dell'appuntamento, che era vicino ad un gelso, Tisbe, arrivata per prima, incontrò una leonessa dalla quale si mise in salvo perdendo un velo che fu stracciato e macchiato di sangue dalla belva. Piramo, trovò il velo dell'amata macchiato e, credendola morta, si trafisse con la spada. Tisbe lo trovò così in fin di vita e, mentre tentava di rifargli prendere coscienza, gli sussurra il proprio nome e lui riuscì a riaprire gli occhi e a guardarla. Successivamente per il dolore insopportabile anche Tisbe si uccise vicino a lui sotto al gelso che, per pietà degli dei che ascoltarono le preghiere di Tisbe prima che si uccise, intrinso del loro sangue, tramutò i propri frutti in color vermiglio.

Il mito nel Medioevo [modifica]

Thisbe accostata al muro, di John William Waterhouse, 1909.

Durante il '300, gli autori Giovanni Boccaccio e Geoffrey Chaucer ripresero il mito di Piramo e Tisbe per alcuni dei loro racconti. Nel Decameron di Boccaccio la quinta novella della settima giornata è assai simile al racconto dei due sfortunati amanti. Infatti due innamorati sono costretti a comunicare per non farsi scoprire dai genitori, attraverso una fessura nel muro. Tuttavia la storia finirà diversamente dal mito originale. Nei Racconti di Canterbury Chaucer nella sezione di Amori infelici elabora una novella dai toni drammatici simili a quelli di Piramo e Tisbe. Un vecchio non sopporta che la figlia s'incontri con il suo innamorato e la obbliga a concentrarsi su un partito migliore. Dato che la ragazza desiste il vecchio fa uccidere la ragazza in un accesso di follia, di seguito il ragazzo amante si toglierà la vita per la disperazione.

Romeo e Giulietta [modifica]

La trama della celebre tragedia di William Shakespeare è quasi del tutto identica al mito di Piramo e Tisbe. Infatti si crede che lo scrittore teatrale elisabettiano si fosse ispirato a questo racconto per la stesura del suo spettacolo. Come i due amanti, Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti non possono passare momenti sereni a causa dell'odio delle due famiglie e a causa di tristi e sfavorevoli situazioni (in questo caso nella tragedia l'arrivo in ritardo di una lettera importante) faranno sì che gli amanti si uccidano per restare per sempre uniti.

Sogno di una notte di mezza estate [modifica]

Sempre nell'opera di Shakespeare si fa riferimento alla storia di Piramo e Tisbe. Questa volta la scena si sposta nell'Antica Grecia alla corte dell' eroe mitologico Teseo e della regina delle amazzoni Ippolita che annunceranno proprio all'inizio della commedia le loro nozze. Qui la storia di Priamo e Tisbe sarà dunque palesata da un gruppo di artigiani ateniesi che ha la folle idea di allestire una rappresentazione scenica classica davanti al duca e alla duchessa di Atene per le loro nozze. Rappresentando Priamo e Tisbe, impresa che si rivelerà essere troppo grande per loro.

Opere [modifica]

La storia di Piramo e Tisbe oltre a Romeo e Giulietta di Shakespeare e alcune novelle delle opere di Boccaccio e Chaucer ha ispirato diverse opere:

Voci correlate [modifica]