Tino Bianchi

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Diana Torrieri e Tino Bianchi nel Il piacere di lasciarsi RAI TV 1956

Tino Bianchi (San Paolo, 21 giugno 1905Roma, 4 gennaio 1996) è stato un attore e doppiatore italiano attivo in teatro, nel cinema e in televisione.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Volto assai conosciuto della televisione per aver interpretato diversi romanzi sceneggiati con ruoli di primo piano, ha avuto una carriera lunghissima che si è estesa circa sessant'anni, dagli anni trenta fino a poco prima della morte. Per la prosa televisiva ha interpretato oltre duecento commedie.

Come attore teatrale ha fatto parte di diverse compagnie, fra cui quella del Teatro Stabile di Genova per il quale ha interpretato, fra l'altro, a fianco di Lina Volonghi La bocca del lupo, da Remigio Zena.

Il suo debutto avvenne a ventuno anni con la compagnia Carini. Prima della seconda guerra mondiale fu in compagnia con Wanda Capodaglio, Ruggero Ruggeri, Memo Benassi, Sem Benelli.

Dopo il conflitto, con Renzo Ricci e Giorgio Strehler con cui recitò ne L'albergo dei poveri - la pièce con cui venne inaugurato il Piccolo Teatro di Milano[1].

Tra gli altri lavori da lui interpretati per il teatro figurano anche Le notti dell'ira e Il mago dei prodigi, due lavori del 1947. Al Teatro Romano di Verona partecipò alla messa in scena del Giulio Cesare. Diretto da Franco Zeffirelli ha recitato in Maria Stuarda mentre con Giancarlo Sepe è stato interprete in La resistibile ascesa di Arturo Ui.

In qualità di doppiatore ha partecipato al doppiaggio della telenovela brasiliana del 1978 (ma trasmessa in Italia dal 1982) Dancin' Days.

In carriera, Bianchi ha interpretato anche b-movie di genere poliziottesco e musicarelli.

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Con Giovanna Galletti, Tino Bianchi e Renzo Ricci in teatro in Terra sconosciuta (1942)

Prosa radiofonica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fonte. Delteatro.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]