Tiger team
Il termine Tiger Team era usato originariamente con riferimento militare per quelle squadre il cui scopo era di penetrare la sicurezza di installazioni "amiche", e in questo modo di testare le loro misure di sicurezza.
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[modifica] Esempi
I loro membri sono professionisti che lasciano traccia dei loro successi, come ad es. lasciare cartelli di segnalazione con scritto "bomba" in installazioni difensive di importanza critica, oppure note manoscritte recanti la dicitura "i vostri codici sono stati rubati" (cosa che non fanno mai) all'interno di luoghi sicuri, ecc. Alle volte, dopo un'intrusione portata a termine con successo, un membro della sicurezza di alto livello si presenta per un "controllo di sicurezza", e "scopre" le tracce dell'intrusione. Successi di alto livello conseguiti dalle Tiger Teams hanno alle volte portato a pensionamenti anticipati di comandanti di basi o ufficiali addetti alla sicurezza.
[modifica] Nel mondo Informatico
Il termine è diventato popolare nel mondo informatico, dove la sicurezza dei sistemi è spesso testata dai Tiger Team. Alcuni Tiger Team sono formati da hacker professionisti che testano la sicurezza dei server delle aziende tentando di accedervi con attacchi remoti tramite la rete locale LAN, Internet o canali di comunicazione considerati "sicuri" come la VPN.
[modifica] Oggi
Il termine è ormai obsoleto, ed è adesso più comune riferirsi a loro come Penetration Tester o Ethical Hacker e il processo di valutazione di un computer o di una infrastruttura informatica come Penetration Test.
Il termine è diventato noto in Italia in seguito alle vicende sorte intorno al tigerteam di Telecom Italia, dei suoi dirigenti Giuliano Tavaroli e Fabio Ghioni[1] e i suoi collegamenti con il cosiddetto Scandalo Telecom-Sismi. Secondo la stampa facevano parte del tigerteam anche Andrea Pompili (l'autore di Catalypse), Rocco Lucia (messo ai domiciliari per il caso RCS), Andrea Bodei (nipote del filosofo Remo Bodei), Roberto Preatoni (figlio del finanziere di Sharm el-Sheikh Ernesto Preatoni). Il gruppo è indagato per intrusione informatica a danno di RCS[2] in particolare per le intercettazioni illegali verso Massimo Mucchetti, varie responsabilità riguardo lo scandalo Telecom-Sismi, il rapimento del Caso Abu Omar (Imam di Milano), l'istigazione al suicidio che ha causato la morte di Adamo Bove e in Brasile per spionaggio internazionale ai danni di Kroll Inc. (agenzia investigativa privata legata alla CIA) nel contesto della scalata di Telecom Italia a Brasil Telecom[3].
[modifica] Bibliografia
- 2007 - Massimo Mucchetti. Il Baco del Corriere. Milano, Feltrinelli, 2007 (vedi su http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5000741)
- 2008 - Giorgio Boatti, Giuliano Tavaroli: Spie, 241 pp, Mondadori, Collana Frecce, ISBN 978-88-04-58072-0
- 2008 - Sandro Orlando: La repubblica del ricatto - Dossier segreti e depistaggi nell'Italia di oggi (prefazione di Furio Colombo, 299 pp, Chiarelettere editore srl, Milano, ISBN 978-88-6190-004-2
- 2008 - Emilio Randacio: Una vita da spia - 007 si nasce o si diventa?, 182 pp, Rizzoli, Collana Futuropassato, ISBN 978-88-17-02057-2
- 2009 - Andrea Pompili. Le Tigri di Telecom. Roma, 2009. ISBN 978-88-6222-068-2
[modifica] Voci correlate
- Security Operation Center
- Hacker
- Penetration Test
- Sicurezza informatica
- Scandalo Telecom-Sismi
- Caso Abu Omar
- Caso Adamo Bove
[modifica] Note
- ^ Articolo sull'Espresso - Dio, patria e spioni
- ^ Articolo sul Corriere - Sala Mara, il bunker delle tigri di Ghioni
- ^ Articolo sul Corriere della Sera - Giornalisti spiati. Il Tiger team rubava email
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