Jack Kerouac

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Jack Kerouac

Jack Kerouac, nato Jean-Louis Kerouac (Lowell, 12 marzo 1922St. Petersburg, 21 ottobre 1969), è stato uno scrittore e poeta statunitense.

Considerato uno dei maggiori e più importanti scrittori americani del proprio secolo, nonché "papa dei beatnik", il suo stile ritmato e immediato, chiamato dallo stesso Kerouac "prosa spontanea", ha ispirato numerosi artisti e scrittori, come il cantautore americano Bob Dylan. Le opere più conosciute sono I sotterranei, Sulla strada, considerata il manifesto beat generation, I vagabondi del Dharma e Big Sur che narrano dei suoi viaggi attraverso gli Stati Uniti.

Jack Kerouac passò la maggior parte della sua vita diviso tra i grandi spazi dell'America settentrionale e centrale e l'appartamento della madre a Lowell in Massachussets. Questo paradosso è emblematico; rispetto ai cambiamenti rapidi della sua epoca, provò grandi difficoltà nel trovare il suo posto al mondo, e ciò lo portò a rifiutare i valori tradizionali degli anni cinquanta, oltre che a contribuire alla nascita del movimento dei beatnik. I suoi scritti, di fatto, riflettono questa volontà di liberarsi dalle soffocanti convenzioni sociali del tempo e dare un senso alla sua esistenza, un senso da lui cercato nelle droghe (come la marijuana e la benzedrina), nell'alcol e nella religione, oltre che nei suoi frenetici viaggi.

Kerouac si definì poeta Jazz. Esaltò i benefici dell'amore (la passione carnale era per lui la porta del Paradiso) e proclamò l'inutilità del militarismo. Jack Kerouac e i suoi scritti sono considerati precursori dello stile di vita della gioventù degli anni sessanta, quello della Beat Generation, che scosse la società americana nelle sue certezze ed ispirò direttamente i movimenti pacifisti e quelli del maggio 1968.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] I primi anni

Casa di Jack Kerouac in Florida

Jean-Louis Kerouac (soprannominato Ti Jean) nacque da genitori franco-canadesi nella città industriale di Lowell, Massachussets. Suo padre, Leo Keroack (1889-1946) (modificò il suo nome in "Kerouac" al suo arrivo negli Stati Uniti), era imparentato con Conrad Kirouac, scrittore e botanico, mentre la madre, Gabrielle-Ange Lévesque (1895-1972), chiamata "Mémère" dallo scrittore, era cugina di René Lévesque, che fu primo ministro del Québec dal 1976 al 1985. I suoi genitori si sposarono nel mese di Ottobre 1915. La sua infanzia, come egli stesso scrisse[1], fu serena malgrado la morte prematura del fratello maggiore Gerard, avvenuta nel 1926, quando egli aveva soltanto quattro anni, lo avesse colpito fortemente.

« Ho avuto una bellissima fanciullezza, mio padre era un tipografo a Lowell, Mass., trascorsa correndo giorno e notte per i campi e lungo le banchine del fiume »

Nel 1928 inizia a frequentare la scuola parrocchiale di St. Louis de France, dove l'insegnamento è in lingua francese e permeato di religiosità cattolica. Attraverso l'attività di suo padre, Kerouac viene introdotto alle attività culturali della città. Assiste a diversi film al cinema locale e diventa amico di un dipendente di suo padre, Armand Gautier, che gli insegna la disciplina del braccio di ferro, in cui eccellerà per tutta la vita, e acquisisce familiarità con la macchina da scrivere. Infatti, Kerouac scriveva rapidamente, spesso completando interi capitoli in una sola seduta; il manoscritto di On the Road, scritto su un unico rotolo di carta, dimostra questa capacità.

Nel 1932, in seguito al trasferimento nella zona di Pawtucketville, viene iscritto alla Barlett Junior High School. Il giovane Kerouac ha difficoltà a comunicare in inglese e gli ci vogliono diversi anni per diventare perfettamente bilingue; qui conosce Sebastian "Sammy" Sampas, con cui stringerà una profonda amicizia. Durante questo periodo perde il suo soprannome di "Ti Jean" per il nome più americano di "Jack"; tuttavia, in famiglia, Kerouac parla ancora francese. Jack dispone di una grande memoria, ma è anche molto bravo negli sport, il baseball e la corsa sopra tutti. Il suo insegnante di inglese lo definisce "brillante" e a 11 anni Kerouac scrive il suo primo romanzo, The cop on the beat. Gli affari del padre, però, vanno male ed egli inizierà a bere e a darsi al gioco d'azzardo. Così, a 14 anni, dopo il matrimonio della sorella (che litiga con la madre per la sua scelta di lasciare il nucleo familiare tanto presto), si ritrova solo a casa.

Le esperienze dell'infanzia e della prima adolescenza, insieme ai giochi che intratteneva con gli amici, saranno al centro di una successiva opera, il "Dottor Sax": la figura del Dottor Sax fu modellata da Kerouac su quella dell'Ombra, protagonista di un programma radiofonico settimanale. Nel 1939 si diploma alla "Lowell High School" e in questo anno intreccia una relazione amorosa, che non oltrepassa i confini di una casta infatuazione, con Mary Carney: questa relazione amorosa verrà rievocata in "Maggie Cassidy".

[modifica] Gli incontri e le prime esperienze

Tra il 1939 e il 1940 frequentò la Horace Mann Preparatory School a New York: l'anno propedeutico trascorso alla "Horace Mann" sancisce il punto più alto delle versatili potenzialità di Kerouac, sia in campo letterario che sportivo. Ebbe la possibilità di visitare la città e di frequentare locali di artisti, nei quali conosce alcune delle persone più importanti della sua vita, come Henri Cru e Frankie Edith Parker, sua prima moglie. Nel 1940 si immatricolò alla Columbia University grazie a una borsa di studio ottenuta per meriti atletici. Un infortunio a una gamba lo esenta dagli allenamenti: il tempo così guadagnato lo trascorre visitando i locali jazz, i musei, i cinema, i teatri, e tutte le seduzioni che la vita di Times Square e di Harlem sono in grado di offrire. Abbandonato il football continuò la sua autoformazione: oltre a Saroyan ed Hemingway compaiono, tra le letture di Kerouac, Dos Passos, Joyce, Dostoevskij e, soprattutto, Thomas Wolfe. In seguito all'entrata in guerra degli Stati Uniti, Kerouac si arruola nella marina e nel 1942 si imbarca come sguattero su una nave mercantile con destinazione la Groenlandia. Tornato a New York riprende a frequentare la Columbia e soprattutto gli ambienti del Greenwich Village, frequentato da artisti, ribelli e bohémien, dove conduce la vita degli hipsters e dei beat, intrecciando una relazione amorosa con "Edie" Parker. Convocato a Newport per l'arruolamento, Jack entra in conflitto con le regole e la disciplina richieste nell'esercito, che gli fanno guadagnare una visita psichiatrica il cui responso è schizofrenia.

[modifica] La Beat Generation

Il 1944 è l'anno cruciale nel quale incontrò Lucien Carr, che gli farà conoscere William Burroughs e Allen Ginsberg, con i quali darà vita al nucleo originario della beat generation. Una mattina Lucien Carr uccide un suo amante e Kerouac viene arrestato come testimone. Il padre si rifiuta di pagare la cauzione e la famiglia di Edith si offre di coprire queste spese, a patto che Jack sposi la ragazza. Continua la conoscenza di artisti o aspiranti tali che lo iniziano alla droga, benzedrina in primo luogo. Ma l'incontro più importante per la sua vita lo ebbe nel 1946, quando conobbe Neal Cassady, un giovane che aveva fatto l'esperienza del riformatorio e aveva interessi letterari, che divenne per Kerouac il simbolo della vera emarginazione e fonte di ispirazione letteraria.

[modifica] Sulla strada

Deciso a raggiungere il nuovo amico a Denver, Jack intraprende il primo viaggio attraverso il Nord America, viaggio che costituì la prima parte di Sulla strada. A Denver rintraccia tutti i suoi amici, eccetto Neal, impegnato a corteggiare la bella Carolyn Robison. Intanto, dopo nuove amicizie nell'area newyorkese, tra cui quella con John Clellon Holmes, che nel suo romanzo "Go!" farà propria l'espressione "beat generation", Jack Kerouac esordisce come scrittore nel 1946-48 con il romanzo La città e la metropoli ("The Town and the City"), che sarebbe stato pubblicato solo nel 1950 e che ricalcava lo stile dello scrittore americano Thomas Wolfe. Fu un immediato successo, ma pochi credevano nella sua effettiva permanenza nella sfera della letteratura statunitense.

Ritornato a New York in seguito ad un nuovo viaggio verso ovest, Jack conosce Joan Haverty, che sposerà nel 1950. Tra gennaio e aprile del 1951 lesse il manoscritto Junkie di Burroughs e Go! di Holmes; in aprile completò Sulla strada in sole tre settimane; in ottobre elaborò il suo metodo di scrittura che definiva "prosa spontanea" e cominciò a riscrivere Sulla strada e il romanzo sperimentale Visioni di Cody.

« Stan parlava e parlava; Dean gli aveva dato la carica la sera prima e adesso non voleva saperne di fermarsi »

Sulla strada (On The Road) tratta del suo incontro con Neal Cassady e di quella che lui stesso definì la mia vita sulla strada alla maniera degli hobo. Questo romanzo, pubblicato solo nel 1957, fu classicamente definito il manifesto della beat generation, ovvero quel movimento culturale americano che gravitava attorno ad autori come Allen Ginsberg, William Burroughs, Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, Gary Snyder, Michael McClure, Charles Olson e ovviamente Jack Kerouac, che influenzò profondamente la società del tempo.

Intanto il secondo matrimonio già cola a picco a causa delle continue relazioni sessuali di Jack. La moglie, rimasta incinta, nonostante il parere contrario del marito, porta avanti la gravidanza. Il 16 febbraio 1952 ad Albany nasce la figlia Janet Michelle Kerouac, che avrà vita difficile e morirà, nel 1996, a quarantaquattro anni per abuso di sostanze stupefacenti.

Raggiunto Burroughs a Città del Messico, dove passa il Natale, Kerouac ritorna a San Francisco dove incontra Alene Lee, tipico esemplare del mondo underground, del mondo dei "sotterranei". Da questa esperienza amorosa nasce il romanzo "I sotterranei" scritto in sole settantadue ore. Il romanzo, basato sulla scrittura spontanea, spinge Kerouac ad enunciare le caratteristiche della sola, possibile letteratura del futuro. Per riprendersi dalla rottura dell'ennesima relazione, Kerouac inizia a studiare il Buddhismo. A San Francisco, invece, inizia a scrivere un'opera poetica che diventerà "San Francisco Blues": in ottanta "chorus" Jack descrive la variegata umanità di San Francisco.

Nel 1955 a Città del Messico intreccia una nuova relazione con Esperanza Villanueva, vedova del fornitore di Burroughs, eroinomane e prostituta, che sarà la protagonista del romanzo "Tristessa". Continua a scrivere poesie e influenzato sia dal be-bop che dal buddhismo scrive "Mexico City Blues", la sua opera poetica più conosciuta: ricordi di infanzia si mescolano alle esperienze di viaggio e di droga; il mito dell'Oriente si affianca alla commemorazione di Charlie Parker; nichilistiche pulsioni suicide si alternano a rassicuranti visioni religiose.

Il 1955 è l'anno di grazia per il movimento della beat generation. Il 7 ottobre, in una ex officina ribattezzata Six Gallery, Kerouac assiste alla storica serata di lettura di poesia: protagonista indiscusso della serata è Allen Ginsberg che legge, per la prima volta, il suo capolavoro poetico, "Urlo". Nello stesso anno Kerouac, conosciuto il poeta Gary Snyder, vive una piacevole esperienza di eremitaggio: Snyder, infatti, lo invita alla scalata del picco del Matterhorn della Sierra Nevada. L'escursione lo entusiasma così tanto che decide di farne lo spunto principale per una nuova opera, i "Vagabondi del Dharma". Inoltre Snyder lo inizia alla poesia giapponese degli haiku: nel 2003 uscirà "Il libro degli haiku".

All'inizio del 1956 Jack aveva fatto richiesta per entrare nel corpo delle guardie forestali delle Cascades e dunque giunge a proposito la richiesta di presentarsi per l'addestramento presso il Picco della Desolazione. L'immensa solitudine di questo luogo non gli dà la serenità sperata, anzi lo atterrisce, portandolo alla decisione di ritornare in città a San Francisco, dove riprende a vivere la sua solita vita. Tiene comunque un diario che gli servirà da elaborazione per la prima parte di "Angeli della Desolazione". Quindi si trasferisce a casa di Neal e da qui a Città del Messico dove è di nuovo preso in un vortice di droga e sesso. Il capolavoro poetico di Ginsberg ha acceso l'attenzione della stampa sul movimento della beat generation: tornato a New York insieme ad Allen, Jack scopre di essere diventato famoso. La fama tanto attesa è finalmente arrivata.

Jack si dirige da New York a Tangeri, dove vive Burroughs, tentando di trovare una nuova tranquillità. Qui aiuta l'amico nella stesura del romanzo "Pasto nudo". Raggiunto da Allen e dall'amante di questi, Peter Orlovsky, Jack decide di andare a Parigi dove incontra Gregory Corso e spende tutti i suoi guadagni nell'alcool. Ritornato a New York si trasferisce nuovamente a San Francisco. Nel 1957 Sulla strada fu pubblicato dalla Viking Press di New York; il romanzo fu un successo. Sulla strada è la testimonianza beat per eccellenza. Lo stile è quello del grande romanzo americano: ricche descrizioni, visioni di paesaggi desolati e senso di libertà del viaggio. Elementi che per molti critici ricordavano Mark Twain e che contribuirono a mitizzare Kerouac nei suoi personaggi.
Tuttavia Sulla Strada inizia a "purificarsi" dalle regole grammaticali e sintattiche tradizionali, dando, a tratti, il via a quella che sarà la prosa spontanea. Nonostante il successo del romanzo Jack stentava a ritrovare la felicità perduta: la sua sete di rivincita non poteva placarsi così facilmente. Inoltre Kerouac era consapevole che non tutti i critici sarebbero stati altrettanto favorevoli. Infatti il breve idillio creatosi con la stampa si ruppe definitivamente allorquando Kerouac iniziò a pubblicare tutti i suoi lavori: eccetto i "Vagabondi del Dharma", il resto delle opere di Kerouac conobbe un coro di stroncature. In questa situazione difficile il ricorso all'alcool diventava sempre più sistematico.

In aiuto di Kerouac arrivò Ferlinghetti che gli offrì l'uso di un suo capanno a Big Sur. Kerouac arriva dall'amico in gran segreto per evitare i clamori con cui la celebrità lo tortura. Ma ben presto se ne pente e va al Vesuvio, noto ristorante, dove fa bisboccia per due giorni di fila, lasciando Ferlinghetti allibito. Arrivato a Big Sur, Kerouac sprofonda nella desolazione più assoluta: ascoltando i suoni del mare scrive il lungo poema "Mare. Suoni dell'Oceano Pacifico a Big Sur". Nel tentativo di non ripetere l'esperienza disastrosa del Picco della Desolazione ritorna a San Francisco dove incontra, nuovamente, Neal e Carolyn. Insieme ad un gruppo di amici Kerouac trascorre giornate di baldoria a Big Sur, dove l'ultima notte ha una visione della croce di Cristo e un tracollo nervoso. Dopo la tragica esperienza, dalla quale sarebbe nato "Big Sur", lo scrittore ritorna a casa della madre a New York, dove si abbandona sempre più agli alcolici.

Gian Pieretti con Jack Kerouac, durante una delle conferenze tenute insieme nell'ottobre del 1966

[modifica] Gli ultimi anni e la fine

« Ce n'è ancora, di strada »

Da New York Kerouac e la madre si trasferiscono vicino ad Orlando. Il clima familiare, ormai, non è più sereno: la madre, abbandonatasi anch'essa agli eccessi alcolici, non fa altro che criticare Jack, rinfacciandogli tutto quello che ha fatto, e paragonandolo al fratello Gerard. In questo clima Kerouac scrive "Visioni di Gerard", la definitiva mitizzazione del fratello, considerato alla stregua di un martire cristiano. Dopo aver completato "Angeli di Desolazione" a Città del Messico e dopo aver perso conoscenza dopo due settimane di ubriachezza, Jack decide di tornare a Lowell, dove incontra Stella Sampas, sorella di un suo amico di infanzia, che decide di prendersi cura di Jack, diventando la sua terza moglie.

La vita di Kerouac sprofonda sempre più. La Grove Press paga le spese di una trasferta in Francia, sperando che in questo modo l'autore trovi nuovi stimoli narrativi. Nulla va come previsto: Jack vagabonda per Parigi cercando conforto nelle prostitute e nelle immancabili bottiglie. Da questa nuova, tragica esperienza, nascerà "Satori a Parigi". Ritornato a New York, Jack e la madre si trasferiscono nuovamente. Gabrielle viene colpita da un ictus che le paralizza il lato sinistro del corpo a causa del frequente abuso di alcolici a cui si è abbandonata.

La casa editrice Mondadori lo invita in Italia per fare pubblicità alla collana della "Medusa". Il 27 settembre 1966 sbarca in Italia in preda alle sue ossessioni da ubriaco e viene intervistato da Fernanda Pivano che, però, non riconosce più l'autore che aveva dato voce ad un'intera generazione. In seguito tiene una serie di conferenze in alcune città italiane, facendosi accompagnare dal cantautore Gian Pieretti, terminate a Napoli dove Jack, ubriaco, difende l'intervento americano nel Vietnam e viene subissato dai fischi.

Nel 1967 Kerouac incomincia a scrivere l'ennesimo romanzo, "Vanità di Duluoz", incentrato sul periodo fra Lowell e la Columbia. Il romanzo esce nel febbraio del 1968. Ma una nuova tragedia incombe su Kerouac: il 4 febbraio il suo amico Neal Cassidy fu trovato morto assiderato nei binari di una ferrovia fuori San Miguel de Allende (Messico): aveva preso barbiturici per calmare i sintomi dell'astinenza da anfetamine. Per tirarlo fuori dalla depressione i cognati Nick e Tracy lo portano in Europa, tra Lisbona, Madrid, Stoccarda e Ginevra: l'esperienza è disastrosa in quanto Kerouac non fa altro che ubriacarsi.

Trasferitisi nuovamente in Florida, a St.Petersburg, Kerouac continua la sua discesa verso l'oblio: è sempre più frequente vederlo partecipare alle classiche risse da bar in cui si è alzato troppo il gomito. La mattina del 20 ottobre 1969 si sveglia alle quattro del mattino in seguito all'ennesima sbornia. Verso mezzogiorno ha forti dolori addominali e vomita sangue: il fegato ha ceduto. Portato in ospedale e sottoposto a ventisei trasfusioni, muore alle cinque e mezzo del mattino del 21 ottobre, a quarantasette anni.

La città di San Francisco ha deciso d'intitolare allo scrittore una piccola strada (Jack Kerouac Alley) che da Chinatown porta a Colombus Street.

« Come è strano essere lontani da casa quando la distanza è un intero continente e non sai neanche più dove sia la casa tua e la casa che ti resta è quella che hai in testa »
(da una lettera scritta a Neal Cassady)

[modifica] Le opere e lo stile

« La mia opera forma un unico grosso libro come quella di Proust, soltanto che i miei ricordi sono scritti di volta in volta. A causa delle obiezioni dei miei primi editori non ho potuto servirmi degli stessi nomi di persona in ogni libro. [...] non sono che capitoli dell'intera opera ch'io chiamo La Leggenda di Duluoz [...] veduta attraverso gli occhi del povero Ti Jean (io), altrimenti noto come Jack Duluoz [...] »
(Jack Kerouac, 1962)

Questa frase, pubblicata da Kerouac all'inizio del romanzo Big Sur, testimonia che l'opera di Kerouac è essenzialmente autobiografica. Il successo di romanzi quali Sulla strada o i Vagabondi del Dharma spesso fa dimenticare al lettore che Kerouac considerava i propri libri quali frammenti di un'unica leggendaria vita, la "Leggenda di Duluoz", l'ennesimo tentativo, da parte degli scrittori americani, di cimentarsi con il grande romanzo americano.

Già fin dal suo primo romanzo, Orfeo emerso, rimasto inedito fino al 2003, scritto a soli ventitré anni, vengono presentati i temi centrali dell'intera opera kerouackiana: gli amori, i conflitti di un gruppo di amici, la ricerca della verità attraverso l'arte in tutte le sue forme. Con il suo romanzo più famoso, Sulla strada, il tema del viaggio quale metafora della libertà entra a far parte della narrativa di Kerouac. Si tratta di un tema non estraneo alla letteratura americana: già Jack London, uno degli autori che più ha influenzato Kerouac, scrisse un romanzo on the road. Il viaggio si collega alla fuga, al tentativo di isolarsi e di scoprire la verità nella solitudine: è questo il periodo religioso di Kerouac, testimoniato dai Vagabondi del Dharma, dalle sue opere poetiche quali, oltre al già citato Mexico City Blues, La scrittura dell'eternità dorata e da Angeli di desolazione. Tuttavia si tratta di una fuga inutile, testimoniata dall'immensa tristezza di romanzi come Big Sur e Satori a Parigi. Una fuga che non ha via di uscita se non la morte dell'autore. Ma forse il tema che più di ogni altro è centrale nell'opera kerouackiana è quello dell'oscillazione tra la città e la metropoli, tra una vita tranquilla, in un ambiente sereno e familiare, e una vita vissuta tra esperienze non sempre glorificanti. Dopo aver scelto per molti anni la city, Kerouac deciderà di tornare sui propri passi, di tornare nella town, nella sua città, nella sua cara Lowell, alla ricerca di un tempo perduto: questa ricerca, testimoniata dal tentativo di rivivere le immagini della felice infanzia, attraverso la scrittura di nuovi romanzi, risulta, però, vana e si conclude con una nuova sconfitta per Kerouac. Attraverso le opere di Kerouac è possibile seguire il suo percorso biografico ed intellettuale.

Dal punto di vista stilistico l'opera di Kerouac rappresenta un'importante novità nel panorama della letteratura internazionale. Egli lascia, infatti, un nuovo stile, del tutto innovativo: la prosa spontanea. Questo stile, senza regole apparenti, segue dei principi fondamentali dettati dallo stesso Kerouac e che prevedono libertà mentale da cui far scaturire poi quella lessicale come dirà in The Essentials of Spontaneous Prose:

« Prima soddisfa te stesso, e poi al lettore non mancherà lo choc telepatico e la corrispondenza significante perché nella tua e nella sua mente operano le stesse leggi psicologiche. »

Per il contenuto delle sue storie e il suo modo di scrivere, peraltro fortemente apprezzato da Henry Miller, Kerouac rimarrà il padre dei beatniks fin verso gli anni ottanta, periodo nel quale si decide di cominciare a contestualizzare l'autore in una logica più ampia delle letteratura americana e di analizzare senza preconcetti la sua proposta stilistica.

Oggi si ritiene che il suo contributo letterario, oltre che sociale, sia assai più profondo e qualitativo rispetto ai giudizi che inizialmente l'avevano emarginato in una guglia della controcultura americana.

[modifica] Bibliografia

  • The Sea is My Brother (1942) pubblicato nel 2010
  • Diario di uno scrittore affamato (Atop an Underwood, 1936-1943) 1999
  • Orfeo emerso (Orpheus Emerged, 1945) 2002
  • E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche (And the Hippos Were Boiled in Their Tanks, 1945) (con William Burroughs) 2008
  • La città e la metropoli (The Town and the City, 1949) 1950
  • Sulla strada (On the Road, 1949) 1957
  • Visioni di Cody (Visions of Cody, 1952) 1960
  • Pic (Pic, 1951 e 1969) 1971
  • Il dottor Sax (Doctor Sax, 1952) 1959
  • Il libro dei sogni (Book of Dreams, 1952) 1959
  • Maggie Cassidy (1953) 1959
  • I sotterranei (The Subterraneans, 1953) 1958
  • San Francisco Blues (1954) 1991
  • Some of the Dharma (1954-1955) 1997
  • Mexico City Blues (1955) 1959
  • Bella bionda e altre storie (Good Blonde and Others, 1955) 1993
  • Il libro del risveglio. Vita del Buddha (Wake Up: A Life of the Buddha, 1955) 2008
  • La scrittura dell'eternità dorata (Scripture of Golden Eternity, 1956) 1960
  • Tristessa (Tristessa, 1956) 1960
  • Visioni di Gerard (Visions of Gerard, 1956) 1963
  • Vecchio Angelo Mezzanotte (Old Angel Midnight, 1956) 1973
  • Il libro degli schizzi (Book of Sketches, 1952-1957)
  • Book of Blues (1954) 1961
  • Un mondo battuto dal vento (Windblown World: The Journals of Jack Kerouac, 1947-1954)
  • Beat Generation (1957) 2005 [teatro]
  • I vagabondi del Dharma (Dharma Bums, 1958)
  • Trip Trap: Haiku on the Road from SF to NY, 1959 (con Albert Saijo e Lew Welch) 1973
  • Pull My Daisy (1959) [film]
  • Viaggiatore solitario (Lonesome Traveler, 1960)
  • Pomes All Sizes (1960) 1992 [antologia]
  • Big Sur (Big Sur, 1962) 1962
  • Heaven & Other Poems (1957-1962) 1977
  • Angeli di desolazione (Desolation Angels, 1965) 1965
  • Satori a Parigi (Satori in Paris, 1965)
  • Vanità di Duluoz (Vanity of Duluoz, 1968) 1968
  • Scattered Poems (1971)
  • What Happened to Kerouac?, 1986 (documentario)
  • Il libro degli Haiku (Book of Haikus) 2003
  • Safe in Heaven Dead (1990) [frammenti di intervista]
  • The Portable Jack Kerouac (1995, a cura di Ann Charters)
  • Selected Letters 1940-56 (1996)
  • Selected Letters 1957-69 (1999)
  • Departed Angels: The Lost Paintings (2004, a cura di Ed Adler) [disegni e dipinti]
  • Conversations with Jack Kerouac (2005, a cura di Kevin J. Hayes) [interviste]
  • Empty Phantoms: Interviews and Encounters with Jack Kerouac (2005, a cura di Paul Maher jr.) [interviste]

[modifica] Traduzioni italiane

Opere
  • Sulla strada, traduzione di Magda de Cristofaro, introduzione di Fernanda Pivano, Mondadori, Milano 1959; a cura di Marisa Caramella, Leonardo, 1992; Mondadori, Milano 1995 [uscito anche come allegato a "Famiglia Cristiana", 1998; e a "la Repubblica", 2002]; trad. Marisa Caramella, Mondadori, Milano 2006
  • I sotterranei, trad. anonima, prefazione di Henry Miller, introduzione di Fernanda Pivano, Feltrinelli, Milano 1960
  • I vagabondi del Dharma, trad. Magda de Cristofaro, Mondadori, Milano 1961; 19702; con presentazione di Goffredo Fofi, Garzanti, Milano 1988; Mondadori, Milano 1989; trad. Nicoletta Vallorani, Mondadori, Milano 2007
  • Il libro dei sogni, trad. Vincenzo Mantovani, SugarCo, Milano 1963; 19942; trad. Stefania Benini e Sabrina Ferri, Mondadori, Milano 2002
  • Big Sur, trad. Bruno Oddera, Mondadori, Milano 1966
  • Il dottor Sax, trad. Magda de Cristofaro, Mondadori, Milano 1968
  • Satori a Parigi, trad. Silvia Stefani, Bompiani, Milano 1968; 19982
  • Tristessa, trad. Ugo Carrega, SugarCo, Milano 1969; 19942
  • Vanità di Duluoz, trad. Miro SIlvera, prefazione di Fernanda Pivano, Bompiani, Milano 1970
  • Visioni di Cody, trad. Pier Francesco Paolini, introduzione di Allen Ginsberg, prefazione di Fernanda Pivano, Arcana, Roma 1974; 19952
  • Refrain, trad. Carlo Alberto Corsi, Guanda, Milano 1977 [da Mexico City Blues]
  • Mexico City Blues, trad. Carlo Alberto Corsi e Paola Fanzeco, Newton Compton, Roma 1979; 19962; 19993
  • Viaggiatore solitario, trad. Alessandro Gebbia e Sergio Duichin, Arcana, Roma 1979; SugarCo, Milano 1987; Arcana, Roma 1994
  • Maggie Cassidy, trad. Magda de Cristofaro, nota introduttiva di Ferruccio Fölkel, Mondadori, Milano 1980; trad. Monica Luciano, Milano 2003
  • Pic, trad. Bruno Armando, introduzione di Carlo Alberto Corsi, Newton Compton, Roma 1980; 19952; con postfazione di Arnaldo Colasanti, 20053
  • Visioni di Gerard, trad. Magda de Cristoforo, introduzione di VIncenzo Mantovani, Mondadori, Milano 1980
  • La città e la metropoli, trad. Bruno Armando, Newton Compton, Roma 1981
  • Angeli di desolazione, trad. Magda de Cristofaro, prefazione di Fernanda Pivano, introduzione di Seymour Krim, Mondadori, Milano 1983
  • Neal e i tre Stooges, a cura di Roberto Fedeli, Stampa Alternativa, Roma 1993
  • Il libro dei blues, trad. Massimo Bocchiola, introduzione di Robert Creeley, Leonardo, Milano 1996
  • San Francisco blues: 71 poesie, trad. Massimo Bocchiola, Mondadori, Milano 1996
  • Scrivere bop. Lezioni di scrittura creativa, trad. Silvia Ballestra, Mondadori, Milano 1996
  • Il sogno vuoto dell'universo. Saggi sul buddismo, trad. Silvia Piraccini, Mondadori, Milano 1996
  • La leggenda di Dulouz, a cura di Ann Chartes, trad. Maria Giulia Castagnone, Mondadori, Milano 1997
  • Tuo Jack. Lettere dalla Beat generation, 1941-1956, a cura di Ann Charters, trad. Maria Silvia Piraccini, Milano 1997
  • Poesie beat, traduzione di Carlo Alberto Corsi, Newton Compton, Roma 1997
  • Da Lowell a San Francisco. Dall'innocenza all'esperienza, andata e ritorno, edizione e traduzione a cura di Silvia Barlassina, Milano 1997
  • 36 blues, trad. Massimo Bocchiola, Mondadori, Milano 1998
  • La scrittura dell'eternità dorata, trad. Massimo Bocchiola, introduzione di Anne Waldmann e Eric Mottram, Mondadori, Milano 1998
  • Bella bionda e altre storie, trad. Luca Guerneri, prefazione di Robert Creeley, Mondadori, Milano 1999
  • L'ultimo Hotel e altre poesie, trad. Massimo Bocchiola, introduzione di Allen Ginsberg, Mondadori, Milano 1999
  • Vecchio Angelo Mezzanotte, a cura di Donald Allen, trad. Luca Guerneri, saggi di Ann Charters e Michael McClure, Mondadori, Milano 1999
  • Diario di uno scrittore affamato. Racconti, articoli, saggi, a cura di Paul Marion, trad. Luca Guernieri, Stefania Gobbi e Marilia Maggiora, Mondadori, Milano 2000
  • Romanzi, a cura e con saggio introduttivo di Mario Corona, "I Meridiani" Mondadori, Milano 2001 [anche nei "Meridiani Collezione", 2005]
  • L'ultimo vagabondo americano, trad. Marta Baldocchi e Cetina Savà-Cerny, Mondadori, Milano 2002
  • Il libro degli Haiku, a cura di Regina Weinreich, trad. Silvia Rota Sperti, Mondadori, Milano 2003
  • Orfeo emerso, trad. Chiara Spallino Rocca, Milano 2003
  • L'ultima parola. In viaggio. Nel jazz, a cura di Alberto Masala, con uno scritto di Paolo Fresu, Il Maestrale, Nuoro 2003
  • I capolavori, con uno scritto di Fernanda Pivano, Mondadori, Milano 2004 [antologia]
  • Un mondo battuto dal vento. I diari di Jack Kerouac 1947-1954, introduzione e note di Douglas Brinkley, trad. Sara Villa, Mondadori, Milano 2006
  • Poesie, Gruppo editoriale L'Espresso, Roma 2006 [allegato al settimanale "L'Espresso"]
  • Beat Generation, introduzione di A. M. Homes, trad. Sergio Altieri, Mondadori, Milano 2007
  • Introduzione a Robert Frank, Gli americani, Contrasto, Roma 2008 [fotografie del 1955-1956]
  • Kerouac: vita, poetica, opere scelte, "I grandi poeti", Il sole 24 ore, Milano 2008 [ed. per "Il Sole 24 ORE"]
  • Il libro degli schizzi 1952-1957, introduzione di George Condo, trad. Michele Piumini, Mondadori, Milano 2008
  • Il libro del risveglio. Vita del Buddha, introduzione di Robert A. F. Thurman, trad. Tommaso Pincio, Mondadori, Milano 2009
  • On the Road. Il "rotolo" del 1951, a cura di Howard Cunnell, trad. Michele Piumini, postfazione di Fernanda Pivano, Mondadori, Milano 2010
  • The Paris Review. Il libro: Cuori infranti, Follia, Sesso, Amore, Tradimento, Gli Outsider, Intossicazione, Guerra, Capriccio, Orrori, Dio, Morte, Cena, Baseball, Viaggi, L'arte di scrivere e qualsiasi altra cosa esista al mondo dal 1953, Fandango Libri, Roma 2010 [contiene La ragazza messicana (1955), pp. 947-975]
  • E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche, con una nota di James W. Grauerholz, trad. Andrew Tanzi, Adelphi, Milano 2011 [in collab. con William Burroughs]
Altro
  • Antonio Filippetti, Jack Kerouac, "Il Castoro" La Nuova Italia, Firenze 1975
  • Alessandro Gebbia e Sergio Duichin, Kerouac graffiti, Arcana, Roma 1978
  • Carolyn Cassady, Cuore di beat. La mia vita con Neal Cassady e Jack Kerouac. Storia di un triangolo affettivo nella San Francisco dei primi anni '60 con lettere inedite di Cassady, Ginsberg e Kerouac, trad. Giorgio Mariani, Samonà e Savelli, Roma 1980
  • Laura Del Giudice e Angelo Fabbiano, Il misticismo di Jack Kerouac in the Dharma Bums: ipotesi di lettura, Adriatica ed. salentina, Lecce 1980
  • Kerouac and Co.: beat city blues, a cura di Luca Scarlini, Nuovi equilibri/Stampa alternativa, Viterbo, 1995 [antologia poetica]
  • Emanuele Bevilacqua (a cura di), Battuti & beati: i beat raccontati dai beat, trad. Giovanna Granato, Einaudi, Torino 1996 [con estratti]
  • Lato A/1, trad. Matteo Guarnaccia, Stampa alternativa, Viterbo 1996 [contiene: Le origini della rivoluzione beat di Jack Kerouac; Sareste scappati da casa se aveste saputo che Jack Kerouac viveva con sua madre?, di Alfred G. Aronowitz; e Goodbye Jack Kerouac di David Widgery]
  • Tom Clark, Jack. Vita e leggenda di Kerouac, trad. Claudia Molinari, Edimar, Milano, 1997 [biografia]
  • Steve Turner, L'angelo caduto. Vita di Jack Kerouac, Fazi, Roma 1997
  • Ted Berrigan, Intervista con Jack Kerouac, a cura di Silvia Barlassina, introduzione di Lawrence Ferlinghetti, minimum fax, Roma 1998
  • Cesare Fiumi La strada i di tutti. On the road sulle piste di Jack Kerouac, prefazione di Fernanda Pivano, Feltrinelli, Milano 1998
  • David Sandison, Jack Kerouac, Mondadori, Milano 2001
  • Dario Bonifacio, Jack Kerouac sulle note di San Francisco, presentazione di Federico Bucci, collana "Le città letterarie", Unicopli, Milano 2001
  • Barry Gifford e Lawrence Lee, Jack's book. Una biografia narrata di Jack Kerouac, trad. Chiara Vatteroni, postfazione di Fernanda Pivano, Fandango, Roma 2001
  • Emanuele Bevilacqua, Album beat: la generazione di Kerouac, Castelvecchi, Roma 2003
  • Italo Moscati, Le scarpe di Jack Kerouac: sulla strada, fra le immagini di un mondo in allarme, Ediesse, Roma 2003
  • Ann Charters, Vita di Kerouac, trad. Giuseppe Strazzeri, Mondadori, Milano 2003
  • Matteo Guarnaccia, Beat e mondo Beat: chi sono i Beats, i Provos, i Capelloni. Con un inedito e sorprendente Kerouac, Stampa Alternativa, Viterbo 2005
  • Jude Luciano Mezzetta (a cura di), L'impermeabile di Kerouac: interviste sulla beat generation a Sanders, Hirschman, Ferlinghetti, Lacy, Società editrice fiorentina, Firenze 2005
  • Rossano Astremo, Jack Kerouac: il violentatore della prosa, Icaro Libreria, Lecce 2006
  • Emanuele Bevilacqua, Guida alla Beat generation. Kerouac e il rinascimento interrotto, Cooper, Roma 2007
  • Edie Kerouac Parker, You'll be ok. La mia vita con Jack, a cura di Timothy Moran e Bill Morgan, Nuovi equilibri/Stampa alternativa, Viterbo 2008 [memorie della prima moglie]

[modifica] Note

  1. ^ Breve riassunto della propria vita, in Introduzione dell'autore, Jack Kerouac, Viaggiatore solitario, Arcana editrice, Roma 1979

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