ThyssenKrupp AG
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| ThyssenKrupp | |
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| Nazione | |
| Fondazione | 1811 (Krupp) 1891 (Thyssen) a Essen, |
| Sede principale | Düsseldorf (NRW), previsto il trasferimento ad Essen (NRW) nel corso del 2010, nel nuovo ThyssenKrupp Quartier (http://www.thyssenkrupp.com/quartier/). |
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Siderurgia, Automotive, Ascensori, Sottomarini, Navi, Impianti chimici, Componenti meccanici |
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| Sito web | www.thyssenkrupp.com |
La ThyssenKrupp è attualmente l'azienda europea più importante nel campo dell'acciaieria e siderurgia, occupa nel mondo 200.000 dipendenti (di cui 85.000 in Germania), nell'anno fiscale 2008 ha realizzato ricavi per 55 miliardi di €.
Le principali società del gruppo sono: ThyssenKrupp Steel AG, ThyssenKrupp Stainless AG, ThyssenKrupp Technologies AG, ThyssenKrupp Elevator AG, ThyssenKrupp Service AG
Tali società operano in tutti i principali settori dell'industria e dei servizi, fornendo acciaio, acciaio inossidabile, ascensori, scale mobili, tecnologia e materiali innovativi per l'industria navale, chimica, mineraria, automobilistica e ferroviaria.
L'attuale ThyssenKrupp è nata nel 1997 dalla fusione di Thyssen Stahl AG e Krupp Stahl AG.
La Thyssen Stahl AG, in origine Gewerkschaft Deutscher Kaiser, nacque nel 1891 fondata dai fratelli August e Joseph Thyssen a Duisburg, ancora oggi il principale impianto della ThyssenKrupp Stahl produce acciaio al medesimo storico indirizzo di quella città.
La Krupp Stahl AG nacque nel 1811, fondata da Friedrich Krupp, membro di una antica famiglia di mercanti di Essen.
Nel 1926, Thyssen & partner e Friedrich Flick costituiscono il trust dell’acciaio tedesco. il cartello nasce su iniziativa di Clarence Dillon, Presidente negli '20-'60 della Dillon & Co, importante banca di New York. Secondo gli accordi la Dillon avrebbe retto il flusso bancario del Trust e due rappresentanti della Dillon sarebbero entrati nel consiglio del Trust dell’acciaio. Capo dell'Esecutivo del Trust era Albert Voegler, industriale tedesco.
Con quartier generale ad Essen, nella Nordrhein-Westfalen, cominciò col produrre cannoni per l'esercito del terzo Reich. Con l'avvento della seconda guerra mondiale, la Krupp e la Thyssen (allora rivali) cominciarono a produrre i migliori Panzer tedeschi. Thyssen fondò la banca olandese Voor Handel en Scheepvart, e successivamente entrò nel settore manifatturiero.
In Italia le sedi principali sono a Torino e Terni, gestite dalla controllata ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni S.p.A.
Indice |
[modifica] L'incidente di Torino
Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007 otto operai dello stabilimento di Torino vengono investiti da una fuoriuscita di olio bollente in pressione che prende fuoco[1]. Sette moriranno nel giro di un mese, mentre un altro operaio resta ferito in maniera non grave. Critiche all'azienda sono state sollevate da più parti, sia perché alcuni degli operai coinvolti nell'incidente stavano lavorando da 12 ore, avendo quindi accumulato 4 ore di straordinario, sia perché secondo le testimonianze di alcuni operai i sistemi di sicurezza non hanno funzionato (estintori scarichi, idranti malfunzionanti, mancanza di personale specializzato)[2]. L'azienda ha smentito che all'origine dell'incendio vi sia una violazione degli standard di sicurezza[3].
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, nell'ambito dell'inchiesta seguita all'incidente, la Guardia di Finanza avrebbe sequestrato all'amministratore delegato della Thyssenkrupp Italiana, Harald Espenhahn, un documento dove di afferma che Antonio Boccuzzi, l'unico testimone sopravvissuto, «va fermato con azioni legali», in quanto sostiene in televisione accuse pesanti contro la multinazionale. Il documento attribuisce la colpa dell'incendio ai sette operai, che si erano distratti[4]. Per l'amministratore delegato verrà formulata dai pubblici ministeri l'ipotesi di reato di omicidio volontario con dolo eventuale e incendio doloso, mentre altri cinque dirigenti saranno accusati di omicidio colposo ed incendio doloso; per tutti l'omissione dolosa dei sistemi antinfortunistici[5]. Rinviata a giudizio anche l'azienda come persona giuridica.
Il 1 luglio 2008 i familiari delle sette vittime hanno accettato l'accordo con l'azienda per il risarcimento del danno per una somma complessiva pari a 12 milioni e 970 mila euro. Con l'accordo i familiari rinunciano al diritto di costituirsi parte civile nel processo ai dirigenti[6].
[modifica] Note
- ^ Articolo su Repubblica (Torino, incendio in acciaieria un operaio morto, sei in fin di vita)
- ^ Articolo su Repubblica
- ^ Articolo su Repubblica
- ^ Articolo su La Stampa (La Thyssen contro il sopravvissuto "Lo denunceremo")
- ^ Articolo sul Corriere
- ^ Articolo su Repubblica
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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