Thumos

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Thumos (anche 'thymos', in greco: θυμός) è una parola greca antica che esprime il concetto di "anima emozionale". La parola indica un'associazione fisica con il respiro o del sangue. La parola è usata anche per esprimere il desiderio umano per il riconoscimento.

Nelle opere di Omero, thumos fu utilizzata per indicare le emozioni, il desiderio, o un impulso interno (movimento, agitazione)[1]. Thumos era una possessione permanente di un uomo vivente, a cui apparteneva il suo pensiero e sentimento. Quando nelle opere omeriche un eroe è sotto stress emotivo può esternalizzare il suo thumos, conversando con esso (come se esso fosse un'altra persona[2])[3].

Platone parla del thumos come di una delle tre parti costituenti la psiche umana: nel Fedro, nel celebre Mito del carro e dell'auriga, descrive il logos come un carro la cui auriga guida i due cavalli Thumos ed Eros; mentre nel libro IV della Repubblica presenta l'anima come tripartita in nous (intelletto), thumos (passione), e epithumia (appetito). L'epithumia è ciò che attiene i desideri derivanti dall'essere corporei, il thumos è la parte legata alle emozioni e l'emotività, e il nous è ciò che "controlla" l'anima, dominando epithuma con la compartecipazione di thumos[3].

Megalotimia e Isotimia[modifica | modifica sorgente]

Queste due espressioni indicano, rispettivamente, il bisogno di essere riconosciuti come superiori agli altri e come uguali agli altri.

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

  • La società Phi Theta Kappa ha preso la lettera theta del suo nome da thumos, riferendosi in particolare alla "ambizione" che cercano nei loro aspiranti membri.
  • Thymos è il nome della pubblicazione accademica «Journal of Boyhood Studies» ("Rivista degli studi sulla gioventù").

Thumos e Democrazia[modifica | modifica sorgente]

Nel libro The End of History and the Last Man (La fine della storia e l'ultimo uomo), Francis Fukuyama cita il thumos in relazione alla democrazia liberale e al riconoscimento, riferendo l'idea socratica di thumos e desiderio con la volontà del popolo di essere riconosciuto all'interno del governo. I problemi emergono quando altre persone non riconoscono il thumos altrui, e con ciò non garantiscono la giustizia che ciò richiederebbe. Affinché il popolo possa essere in armonia - sostiene Fukuyama - il desiderio umano di riconoscimento deve declinarsi nell'isotimia anziché nella megalotimia. Qualsiasi sistema che produce disuguaglianza politica è inevitabilmente foriero della megalotimia di alcuni dei suoi membri a discapito di altri. Fukuyama illustra come il thumos è collegato alla Storia, facendo l'esempio dell'anti-comunismo in Unione Sovietica, nell'Europa orientale e in Cina, dicendo: «Non possiamo comprendere la totalità dei fenomeni rivoluzionari se non ci rendiamo conto di come funzionano il furore timotico e la domanda di riconoscimento che accompagna la crisi economica del comunismo»[4].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Julian Jaynes, The Origin of Consciousness in the Breakdown of the Bicameral Mind, 1976, trad. it. di Libero Sosio e Annalisa Sassano, Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza, Milano, Adelphi, 2007 (1ª ed. 1984). ISBN 978-88-459-1222-1

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ «Nell'Iliade in generale non esiste coscienza. Dico «in generale» perché in seguito menzionerò alcune eccezioni. In generale, perciò, non vi compaiono neppure parole per designare la coscienza o atti mentali. Le parole presenti nell'Iliade che in seguito vennero a designare cose mentali hanno significati diversi, tutti più concreti. [...] Il thumos, che passerà in seguito a significare qualcosa di simile all'anima emozionale, designa semplicemente il movimento o l'agitazione. Quando un uomo cessa di muoversi, il thumos abbandona le sue membra. Ma in qualche modo è anche simile addirittura a un organo; quando infatti [[Glauco (Licia)|]] prega Apollo di alleviare il suo dolore e di dargli la forza di aiutare l'amico Sarpedonte, Apollo ascolta la sua preghiera e «infonde vigore nel suo thumos» (Iliade, XVI, 529). Il thumos può dire a un uomo di mangiare, bere o combattere. Diomede dice in un punto che Achille combatterà «quando nel petto il thumos gli parla e un dio lo sospinge» (IX, 702 sg.). Ma il thumos non è in realtà un organo e non è sempre localizzato: un oceano infuriato ha thumos» (da Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza, Julian Jaynes, Adelphi 2007, pp. 94-95).
  2. ^ « [...] quando Archiloco è turbato, è il suo thumos che è abbattuto come un guerriero debole, ed è ad esso che egli dice «leva gli occhi e difenditi contro i tuoi nemici» (framm. 67). Archiloco parla al suo thumos come se esso fosse un'altra persona [...] » (da Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza, Julian Jaynes, Adelphi 2007, p. 339).
  3. ^ a b University of Virginia Library, Dictionary of the History of Ideas.
  4. ^ F. Fukuyama, The End of History and the Last Man, New York, 2006. Trad. it. La fine della storia e l'ultimo uomo, Milano, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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