Thomas Manton

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Thomas Manton

Thomas Manton (Lydeard St Lawrence, 16201677) è stato un religioso britannico, ministro di culto puritano presbiteriano. Si distingue come valente predicatore e teologo, influente attraverso le sue molte pubblicazioni ben oltre il suo tempo.

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Thomas Manton è battezzato il 31 marzo 1620 a Lydeard St. Lawrence, remoto villaggio del sud-ovest inglese nel Somerset. Frequenta probabilmente la Blundell's School a Tiverton (Devon) e poi il Wadham College dell'Università di Oxford conseguendo il Bachelor of Arts nel 1639. Joseph Hall, vescovo di Norwich, lo consacra diacono l'anno successivo. Non viene però ordinato al ministero come presbitero, sostenendo che già la sua consacrazione diaconale lo qualificasse pienamente al servizio cristiano. Viene accolto alla cura pastorale ed alla predicazione a Sowton (1640-1643) e Colyton (Devon) (1643-1645).

Il ministero a Stoke Newington (1645-1656)[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio del 1645 si trasferisce dalle contee rurali occidentali nell'area di Londra. L'invito del colonnello Alexander Popham, patrono della parrocchia di St. Mary, lo porta nella cittadina di Stoke Newington, Middlesex, nell'area londinese. Le sue lezioni bibliche di metà settimana su Isaia 53, Giacomo e Giuda riscuotono vasto interesse, tanto da venire invitato a predicare di fronte al Parlamento in almeno sei occasioni di ricorrenze religiose fino al 1648 trattando efficacemente problemi di rilevanza sociale. Famoso è il suo sermone dal titolo: "La decadenza spirituale dell'Inghilterra: le sue cause e la sua cura" sul testo di Apocalisse 3:20. Partecipa alla famosa Assemblea di Westminster come uno dei suoi tre segretari e più tardi viene chiamato a scrivere una prefazione alla seconda edizione della Confessione di fede di Westminster nel 1658. Serve come cappellano di Oliver Cromwell e nella commissione esaminatrice dei nuovi predicatori e pastori.

Il ministero al Covent Garden[modifica | modifica sorgente]

Nel 1656, nominato predicatore nella Westminster Abbey, trasferisce a Londra e, ancora più importante, rettore di St. Paul al Covent Garden, succedendo ad Obadiah Sedgwick. Durante questo periodo Oliver Cromwell muore e l'Inghilterra entra in un tempo di grande incertezza. Questo spinge i presbiteriani come Manton ad invocare la restaurazione di Carlo II nel 1660, recandosi con altri a Breda, in Olanda, per negoziare il suo ritorno. Dopo il ritorno di Carlo, Manton fa parte dei negoziati chiamati Conferenza di Savoy, in cui vengono discussi gli scrupoli della presbiteriani e dei congregazionalisti al riguardo del Book of Common Prayer. Eppure, dato che il Cavalier Parliament era pieno di Laudiani, il 1662 vede la promulgazione dell'Atto di Uniformità. Tutti i ministri di culto avrebbero dovuto essere ordinati o ri-ordinati da un vescovo, dovevano rinunciareal Solemn League and Covenant, promettere fedeltà al Prayer Book e sottoscrivere ai 39 articoli. Dato che Manton godeva di buoni rapporti con Carlo II gli viene offerto il diaconato di Rochester, ma egli rifiuta per motivi di coscienza.

Dopo la Grande Espulsione (1662-1670)[modifica | modifica sorgente]

Gli ultimi anni di Manton sono tumultuosi. L'Atto di Uniformità conduce alla "Grande Espulsione". Il 17 agosto 1662 Manton predica il suo ultimo sermone al Covent Garden sul testo di Ebrei 12:6. Continua a scrivere anche dopo essere imprigionato per essersi rifiutato di cooperare per sei mesi nel 1670 in violazione dell'Atto sulle Conventicole. Il 1672 vede la promulgazione dell'Atto di Indulgenza, dove ad uomini come Manton viene concesso di predicare in casa propria. Manton, in seguito, diventa predicatore alla Pinner's Hall per i cosiddetti "esercizi mattuttini". Il parlamento, però, revoca questa indulgenza l'anno dopo. Manton muore il 18 ottobre 1677 lasciando moglie e tre figli.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Sebbene Manton sia oggi poco conosciuto, ai suoi giorni era tenuto in grande stima da uomini come John Owen. È particolarmente rinomato per la grande valenza della sua predicazione espositiva. Le sue opere vengono valorizzate e promosse dal vescovo evangelico J. C. Ryle nella seconda metà del XIX secolo e dallo stesso Charles Spurgeon. Ryle scrive che Manton "era un uomo che mai romaneva inosservato, qualunque cosa facesse o scrivesse". Spurgeon scrive che le opere del Manton contengono "una grande montagna di sana dotrina", e che i suoi sermoni sono "secondi a nessuno":fra i suoi contemporanei, come pure: "Manton non è brillante, ma è sempre molto abile; non fa uso di grande retorica, ma è potente. Non colpisce superficialmente, ma è sempre profondo". La sua opera forse più notevole è il suo commentario all'epistola di Giacomo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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