Third Culture Kids

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Il termine Third Culture Kids viene coniato negli anni sessanta dal sociologo americano Dr. Ruth Hill Useem, dopo aver passato un anno in India con i suoi figli. Con third culture si intende la cultura formatasi dall’unione di una prima cultura, del proprio paese d’origine, con un’altra - formando così una terza cultura. Il sociologo David Pollock descrive un TCK come: "una persona che ha speso una parte significativa della propria formazione lontano dalla cultura dei genitori. Il TCK si relaziona con tutte le culture, senza avere pieno controllo su nessuna di esse. Anche se gli elementi di ciascuna cultura vengono assimilati nell’esperienza del TCK, il senso di appartenenza è in relazione con gli altri di simile origine."

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Lo studio sui TCK si basa prevalentemente su due gruppi. Il gruppo più numeroso è formato da TCK adulti che cercano di analizzare e spiegare le loro esperienze. Ne è un grande esponente il Dr. Useem della Michigan State University. Un’altra fonte di ricerca proviene dalle armate Statunitensi che studiano l’esperienza delle famiglie militari collocate all’estero. Spesso si parla di “Military Brat”, dove ‘brat’ non è usato come dispregiativo (monello), ma ha valore affettivo. La ricerca si basa su soggetti giovani, attualmente TCK, ma soprattutto su TCK adulti. Dato che l’unico modo di identificare qualcuno cresciuto in una cultura straniera è l’auto-identificazione, il metodo scientifico può essere incompleto a causa della difficoltà di condurre ricerche su ampie popolazioni. Mentre lo studio di TCKs ha mostrato risultati consistenti nel globo, alcuni sociologi internazionali sono critici della ricerca che “vuole trovare un’unica cultura unificata condivisa da tutti coloro che hanno avuto esperienza di crescere al di fuori della propria cultura madre.”

Famiglie[modifica | modifica wikitesto]

I TCK vengono spesso da famiglie agiate ed istruite. Quando un gruppo (che sia l’esercito, un’impresa, una chiesa, etc.) decide di mandare qualcuno in un altro paese, si parla di un grande investimento. Si mandano quindi persone che rappresentino al meglio il gruppo e che forniscano il miglior valore per l’investimento. Infatti molto spesso le famiglie dei TCK hanno almeno un genitore con una laurea specialistica. La maggior parte delle famiglie si sposta a causa del lavoro del padre, e raramente per quello della madre. La probabilità di trovare TCKs in famiglie unite, dove il divorzio è impensabile, è estremamente alta. Questo perché lo spostarsi da un paese all’altro tende ad avvicinare il nucleo familiare, avvenimento oggigiorno meno frequente per le famiglie geograficamente stabili.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

L’esperienza TCK dipende molto dalle origini dello spostamento, influenzando variabili come: quanto tempo la famiglia spende all’estero, integrazione, quanto vengono coinvolti nei costumi locali, ed il legame che mantengono con i connazionali.

Militari[modifica | modifica wikitesto]

I ‘Military Brats’, provenienti principalmente degli Stati Uniti, ma anche da altri Paesi che mandano i militari con le loro famiglie in missioni all’estero, sono i più propensi a spostarsi. Di fatto essi spendono relativamente poco tempo in più luoghi diversi. Circa il 40% trascorre meno di 5 anni in un paese. È il gruppo meno disposto a legare con i locali, essendo spesso visti come ‘invasori’, ma anche a causa dell’auto-sufficienza militare.

Diplomatiche[modifica | modifica wikitesto]

I figli dei diplomatici spesso seguono nei loro spostamenti i propri genitori, i quali possono essere mandati in consolati in terre straniere. Molti paesi per legge pongono un limite di 5 anni di presenza in un singolo consolato per evitare la corruzione. Inoltre, è frequente che da un paese i diplomatici vengano spostati in un altro, senza far tappa a casa. Questo porta ad un 44% di TCK che spendono più di 10 anni fuori dal loro paese d’origine, stando però meno di 5 anni in ogni paese.

Religiose[modifica | modifica wikitesto]

I ‘Missionary Kids’, ovvero i figli dei missionari, sono invece quelli che spendono più tempo in un solo paese, circa un 70% rimane in un luogo per più di 10 anni. Essi sono anche quelli che interagiscono di più con le culture locali, e di meno con quella d’origine. La maggior parte di essi proviene dagli Stati Uniti e dalla Corea del Sud, principalmente da chiese protestanti. I collegi cristiani sono coscienti dei disagi di questi MK e hanno delle fraternità per aiutarli. Un esempio è la Mu Kappa International, fondata nel 1985 alla Taylor University.

Commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie impiegate in aziende petrolifere sono frequenti a spostarsi in altri paesi, solitamente esportatori d’olio, come sono le regioni dell’Arabia e America Latina. Vivendo in piccole comunità, l’interazione con la cultura locale è alta, anche perché si parla spesso di contratti della durata di 10 anni.

Altre[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono molteplici altre ragioni che portano delle famiglie a spostarsi in altri paesi. Si può parlare per esempio di conflitti, come quello in Afghanistan, che ha portato molte famiglie a trasferirsi in altri paesi per poi ritornare, a conflitto finito. Le motivazioni possono anche essere pacifiche, come lo sport: alcuni tra i migliori atleti mondiali si trasferiscono nei paesi dove vengono sponsorizzati. Un famoso esempio è Kobe Bryant, giocatore professionista di Basket, attualmente collocato negli Stati Uniti, che visse parte della sua vita in Italia, dove giocava suo padre, pure lui a pallacanestro.

Esperienze interculturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Shock culturale.

Avendo vissuto in diversi paesi, i TCK sono poliglotti, ma come lingua principale hanno l’inglese, essendo la più conosciuta. Le famiglie mandano i figli in scuole internazionali se una scuola del loro paese non è presente, anche perché è probabile trovarvi altri TCK. Secondo alcune ricerche, vi è più intesa tra TCK di origini diverse che tra TCK e altri studenti locali. Questa ricerca è però discussa da altri esperti che criticano il criterio di esaminazione, dicendo che ciò è vero solo in superficie. Si parla di shock culturale quando una persona cambia paese e cultura, sentendo ansia, confusione, disorientamento, ecc. Lo shock è diverso per ogni persona, solitamente più breve e meno sentito da persone che viaggiano spesso, ma lo si può dividere in 4 fasi:

  • Luna di Miele - Le differenze culturali vengono viste sotto una luce romantica ed intrigante. Dura qualche settimana, durante la quale si osserva e si scopre la nuova cultura.
  • Negoziazione - Si cominciano a notare le differenze e provare ansia, l’emozione di novità scompare e viene spesso sostituita dalla delusione.
  • Adattamento - Dopo 6-12 mesi la persona comincia ad adattarsi e adotta abitudini del posto. La situazione viene vista come ‘normale’, la cultura inizia ad aver senso e nulla sembra nuovo. Vi è però bisogno di una risposta costruttiva allo shock per adattarsi.
  • Padronanza - Non si parla necessariamente ‘conversione’, ma si intende la fase quando il soggetto si sente a suo agio nella cultura di accoglienza.

Al contrario, si può parlare di Shock di rientro quando un TCK rientra a casa dopo diversi anni passati all’estero. Questo è solitamente più difficile da gestire anche perché è inaspettato. Di fatto una persona si aspetta di ritrovare lo stesso clima con cui è partito, mentre quel che ritrova non coincide con i suoi ricordi - anche se nulla è cambiato. È per questo difficile trovare una propria casa per un TCK.