Theorius Campus

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Theorius Campus

Artista Francesco De Gregori, Antonello Venditti
Tipo album Studio
Pubblicazione maggio 1972
Durata 47 min : 28 s
Dischi 1
Tracce 12
Genere Piano rock
Etichetta It
Note N. di catalogo: ZSLT 70007, Formato: LP (33rpm Vinyl)
Francesco De Gregori - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1973)
Antonello Venditti - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1973)

Theorius Campus è un album pubblicato nel 1972 dalla It, attribuito ai Theorius Campus. Non si tratta di un gruppo, come potrebbe sembrare ad un primo approccio, ma di un duo formato da Francesco De Gregori e Antonello Venditti.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Registrato allo Studio 38 dell'Apollo di Roma (casa discografica di proprietà di Edoardo Vianello) e pubblicato dalla It di Vincenzo Micocci.

Le canzoni sono cantate dai due cantautori separatamente, tranne Dolce signora che bruci e In mezzo alla città, cantate dai due insieme.

L'unico brano già noto del disco è Sora Rosa, registrata qualche mese prima da Edoardo De Angelis nel suo disco Il paese dove nascono i limoni, inciso insieme a Stelio Gicca Palli.

All'album, prodotto da Paolo Dossena e Italo Greco (che suonano anche le tastiere), hanno collaborato come musicisti Giorgio Lo Cascio (chitarra), Maurizio Giammarco (flauto) ed alcuni musicisti inglesi, di cui tre (Dave Sumner e Douglas Meakin alle chitarre e Mick Brill al basso) sono ex componenti del gruppo beat dei Motowns, mentre Derek Wilson (alla batteria) è un session man del giro della RCA Italiana; i quattro inglesi, oltre a suonare, accompagnano con le voci De Gregori in Vocazione 1 e 1/2 e Little Snoring Willy.

Il quadro Ofelia, di John Everett Millais, presente sulla copertina del disco

Suonano anche i due cantautori, Venditti al pianoforte, De Gregori alla chitarra.

In copertina è presente il famoso dipinto del pittore inglese John Everett Millais, che raffigura Ofelia, personaggio dell'Amleto di William Shakespeare.

L'etichetta sul lato A del disco
L'etichetta sul lato B del disco

Nella prima edizione, sulle due etichette, vi sono due fotografie dei cantautori.

Come ha spiegato De Gregori, il titolo dell'album non ha nessun senso, è un nome inventato.[1]

Da questo album la It trasse un 45 giri contenente due brani di Venditti, Ciao uomo e Roma capoccia (sul lato B); Ciao uomo viene anche proposta alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, vincendo la Gondola d'argento, ed il testo racconta la storia di un viaggio spaziale attraverso il dialogo tra il capitano dell'astronave e un astronauta ("Signor capitano qual è la rotta, qual è il destino del nostro viaggio?"), su un accompagnamento di pianoforte basato sulla ripetizione di tre note.

Sarà però Roma capoccia la canzone che diverrà più nota negli anni seguenti, tanto che l'album sarà ristampato nel 1974 per la collana RCA Lineatre proprio con il titolo della canzone, con copertina rossa raffigurante i due cantautori con Roma sullo sfondo.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

LATO A[2]

  1. Ciao uomo (testo di Antonello Venditti; musica di Edmondo Giuliani e Antonello Venditti)
  2. Signora Aquilone (testo e musica di Francesco De Gregori)
  3. La cantina (testo e musica di Antonello Venditti)
  4. È caduto l'inverno (testo e musica di Antonello Venditti)
  5. Dolce signora che bruci (testo e musica di Francesco De Gregori)
  6. La casa del pazzo (testo Francesco De Gregori; musica di Giorgio Lo Cascio )

LATO B[2]

  1. Vocazione 1 e 1/2 (testo e musica di Antonello Venditti e Francesco De Gregori)
  2. L'amore è come il tempo (testo e musica di Antonello Venditti)
  3. In mezzo alla città (testo e musica di Antonello Venditti e Francesco De Gregori)
  4. Roma Capoccia (testo e musica di Antonello Venditti)
  5. Little Snoring Willy (testo e musica di Francesco De Gregori)
  6. Sora Rosa (testo di Antonello Venditti; musica di Edmondo Giuliani e Antonello Venditti)

Note sulle canzoni dell'album[modifica | modifica sorgente]

Signora aquilone.

  • Il verso "...Lui mi disse: Fratello, è antico come Dio" era, in origine, "...Lui mi disse: Fratello, è cattivo come Dio", ma venne modificato da Francesco De Gregori per prevenire eventuali censure. Nell'unico passaggio televisivo di questa canzone Francesco saltò completamente le due strofe relative all'"ubriacone travestito da santo". Il fatto è forse dovuto anche a motivi di tempo. Infatti mentre De Gregori canta scorrono già i titoli di coda.

Dolce Signora che bruci.

  • Scritta dal solo De Gregori, è cantata dai due cantautori insieme.

Vocazione 1 & 1/2.

  • Scritta da entrambi, è cantata da De Gregori nella parte della voce solista, mentre Venditti fa i cori con gli altri turnisti.

In mezzo alla città.

  • È cantata da Antonello Venditti e da Francesco De Gregori, che eseguono due melodie e due testi diversi, un po' come aveva fatto l'anno prima Lucio Battisti in Pensieri e parole. De Gregori però negò di essersi ispirato al cantante italiano, affermando di aver tratto ispirazione dal duo americano Simon & Garfunkel.[3]. Nel testo vengono citati il cantautore canadese Leonard Cohen e il comico Charlot.

Roma Capoccia.

  • Concepita inizialmente come B-side del 45 giri "Ciao Uomo", divenne in breve la canzone più nota dell'album. È tuttora una delle canzoni più conosciute dell'intero repertorio di Venditti ed uno dei brani più rappresentativi tra le numerosissime canzoni dedicate a Roma.

Little Snoring Willy.

  • Unica canzone scritta in inglese dell'intero repertorio di Francesco De Gregori. I turnisti inglesi del disco ai cori.

Sora Rosa

  • Come ricordato, questa canzone venne registrata qualche mese prima da Edoardo De Angelis nel suo disco Il paese dove nascono i limoni, inciso insieme a Stelio Gicca Palli; le due versioni, però, hanno alcune differenze nel testo:
  • chi nun vo vive se nun ci ha soldi in mano (De Angelis - Gicca Palli) - che nun ha mai preso na farce 'n mano (Venditti)
  • c'avemo forza e voja più che mai (De Angelis - Gicca Palli) - c'avemo forza e voja più de tutti (Venditti)
  • pure se a noi nun ce pensa più nessuno (De Angelis - Gicca Palli) - anche se semo du' ossa de prosciutti (Venditti)
  • che forse un giorno chi magna troppo adesso possa paga' la rabbia che ci ho dentro (De Angelis - Gicca Palli) - che forse un giorno chi magna troppo adesso possa sputà le ossa che so' sante (Venditti)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Michelangelo Romano, Paolo Giaccio e Riccardo Piferi (a cura di), Francesco De Gregori: un mito. Intervista a De Gregori, edizioni Lato Side, Roma, 1980, pag. 16)
  2. ^ a b Discoteca di Stato sul 33 giri
  3. ^ Michelangelo Romano, Paolo Giaccio e Riccardo Piferi (a cura di), Francesco De Gregori: un mito. Intervista a De Gregori, edizioni Lato Side, Roma, 1980)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Michelangelo Romano, Paolo Giaccio, impianto grafico a cura di Luigi Granetto, Francesco De Gregori. Intervista, Anteditore, Verona, 1976, poi incluso in Riccardo Piferi (a cura di), Francesco De Gregori: un mito, edizioni Lato Side, Roma, 1980
  • Alberto Stabile, Francesco De Gregori, Gammalibri Editore, Milano, 1987
  • Giorgio Lo Cascio, De Gregori, Franco Muzzio Editore, Padova, 1990
  • Enrico Deregibus, "Francesco De Gregori. Quello che non so, lo so cantare", Giunti editore, Firenze, 2003

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]