The Addiction - Vampiri a New York

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The Addiction - Vampiri a New York
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Titolo originale: The Addiction
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Paese: Stati Uniti
Anno: 1995
Durata: 82'
Colore: b/n
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: horror, drammatico
Regia: Abel Ferrara
Soggetto:
Sceneggiatura: Nicholas St. John
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
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Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Ken Kelsch
Montaggio: Mayin Lo
Effetti speciali:
Musiche: Joe Delia
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Scenografia:
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
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Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« Noi non siamo cattivi a causa del male che facciamo, ma facciamo del male perché siamo cattivi »
(Casanova)

The Addiction è un film diretto da Abel Ferrara nel 1995.

La pellicola è stata nominata per l' Orso d'oro al Festival di Berlino nel 1995 ed ha vinto il premio per la critica al Mystfest nello stesso anno.

[modifica] Trama

Kathleen Conklin, una giovane studentessa newyorkese di filosofia, alla continua ricerca dell'origine del male, viene attratta all'interno di un gruppo di succhiatori di sangue e tramutata anch'essa in una vampira, a causa del morso di Casanova, un vampiro donna.

Per lei si aprirà un mondo delirante di sangue e di ansia esistenziale. Spinta dal bisogno primordiale di succhiare sangue assalirà i suoi amici ed i suoi compagni di studi e persino il suo stesso insegnante universitario.

Quando inizia a cacciare le sue prede nelle anguste strade di New York, assalirà un altro succhiatore di sangue, il vampiro Peina, che riesce a controllare la sua sete tramite il digiuno e la meditazione.

Dopo aver riguadagnato l'autocontrollo grazie agli insegnamenti di questo raffinato vampiro, Kathleen cercherà di tornare nel mondo cosiddetto normale conseguendo la laurea ed invitando ad una festa finale sia i suoi vecchi amici che i suoi nuovi compagni, la quale però degenererà in un'orgia sanguinolenta. In un letto d'ospedale, Kathleen, pentita, cerca la morte in un raggio di sole che entra dalla finestra, ma davanti alla sua tomba, nella scena finale, sarà la stessa Kathleen ad allontanarsi... redenta o in pace con la sua natura? E se qualcuno è morto nella stanza dell'ospedale, chi è morto? La natura vampira che è in Kathleen? Kathleen è tornata "mortale" o ha accettato la sua natura vampirica con cui potrà convivere in eterno?

[modifica] Interpretazioni

The addiction è un film solo parzialmente ascrivibile al genere cinema horror. Girato in bianco e nero, quasi in contemporanea con l'altro vampiresco bianco e nero "Nàdja" (di M. Almereyda), il film di Ferrara possiede una diversa carica emotiva e nichilista. Le tematiche toccate ne fanno un film drammatico di contenuto filosofico, nel quale il regista persegue una cupa analisi sull'origine e l'inevitabilità del male nel mondo. Il vampirismo, evidenziato nel sottotitolo italiano, getta una prospettiva horror assente nel titolo originale.

Il titolo è traducibile in italiano con La dipendenza: il riferimento diretto è quello alla droga, che parallelamente al vampirismo costituisce la metafora principale del film. Oggetto della dipendenza non è né la droga né il vampirismo, usate appunto come metafore, ma il male.

The addiction rappresenta, all'interno del percorso cinematografico di Abel Ferrara, un'altra tappa della sua analisi del rapporto fra bene e male e della possibilità di redenzione offerta all'uomo nel momento più cupo della sua esistenza. La redenzione, come anche in Il cattivo tenente, è rappresentata dalla "tentazione" cristiana, ossia dall'abbandono, spesso traumatico e disperato, alla rivelazione e all'opportunità di perdono data dalla figura di Gesù Cristo.

Diversamente dagli altri film di Ferrara, tuttavia, The addiction è il più nichilista e privo di speranza: non solo il male è indagato come onnipresente, inevitabile, costitutivo dell'uomo e della sua storia, ma anche la redenzione della protagonista è ostacolata, ed è raggiunta solo grazie a un annullamento del sé.

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