The Planets

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The Planets
Paese d'origine Bandiera dell'Italia Italia
Genere Beat
Pop
Periodo di attività 19641968
Etichetta ARC, Dinfo
Album pubblicati 1
Studio 1
Da fare

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I The Planets sono un gruppo musicale beat pugliese, in cui ha suonato anche il futuro batterista dei Pooh Stefano D'Orazio; nella fase finale della carriera hanno cambiato il nome in Pataxo and the Others.

Indice

[modifica] Formazione

[modifica] Formazione Pataxo and the Others

[modifica] Storia del gruppo

Il gruppo si forma a Taranto nel 1964, su iniziativa del chitarrista Chimenti, ed inizia presto ad esibirsi in molti spettacoli nella regione, al punto che decidono di tentare la fortuna trasferendosi a Roma.

Partecipano nel 1965 al Festival degli sconosciuti di Ariccia, dove vengono notati da Teddy Reno, che li scrittura per accompagnare la moglie Rita Pavone: è grazie a questa collaborazione che appaiono in alcune pellicole dell'epoca e che vengono ospitati in televisione nel programma Questi nostri figli.
Contemporaneamente tengono concerti come gruppo in molti locali, come il celebre Piper Club e il Titan a Roma, ed inoltre partecipano insieme ai Four Kents e ai Piper Club al Sardegna canta, una sorta di Cantagiro realizzato nell'isola.

Il cantante Gino Grandizio, però, decide di abbandonare il gruppo, ed è sostituito dal romano Marco Cippitelli; alla fine del 1966 firmano un contratto discografico con la ARC, che a gennaio del nuovo anno pubblica il loro unico album, contrariamente all'uso comune di quegli anni che voleva i complessi esordire dapprima con uno o più 45 giri, e poi passare all'album successivamente. Il disco, molto interessante, contiene tra le altre Sono una roccia, cover di I am a rock di Simon & Garfunkel.

Poco prima di iniziare le registrazioni del 33 giri, anche il batterista Parisi abbandona la band, sostituito dal tarantino Alberto Maggi; la nuova formazione registra subito alcune canzoni nuove, tra cui una versione in italiano di A whiter shade of pale dei Procol Harum, che viene però anticipata da quella dei Dik Dik che riscuote un notevole successo, convincendo la ARC a non pubblicare la versione dei Planets, che rimane quindi inedita.

I musicisti del gruppo, comunque, iniziano in parallelo anche un'attività come session men all'interno della loro casa discografica ed anche della RCA: in Un mondo d'amore di Gianni Morandi l'arpeggio di chitarra con cui inizia la canzone è di Silvano Chimenti.
All'inizio del 1968 anche Maggi lascia il complesso, sostituito da Stefano D'Orazio, proveniente da I Naufraghi e futuro batterista dei Pooh.

[modifica] The Others & Pataxo

Poiché anche Cirelli decide di lasciare il gruppo, il cantante Cippitelli ha l'idea di cambiare il nome del gruppo e il genere: scelto il nome d'arte di Pataxo, ingaggia i fratelli Mario e Lorenzo Zucconi (provenienti da I Centurioni) e con Chimenti, D'Orazio, Paolo Angelini al sax ed un settimo elemento alla tromba forma i The Others & Pataxo., che incidono verso la fine dell'anno un 45 giri con due bei brani di rhythm 'n' blues per la Dinfo. Il disco non vende molto, ma il gruppo ottiene un ingaggio per una serie di concerti in Costa Azzurra.

Tornati a Roma, D'Orazio lascia il complesso per passare a Il Punto, Chimenti è sempre più richiesto come chitarrista, e il gruppo quindi si scioglie. Prova correzione

P.S. Rettifica a ciò che è scritto sopra, non so chi ha scritto delle cose inesatte e da quale fonte sono state prese. Il complesso "The Others" già era formato con Mario Zucconi chitarra, Lorenzo Zucconi tastiere, Edmondo D basso, Stefano D batteria, Paolo A sax, Tafuri tromba. In seguito venne aggiunto Marco Cippitelli come cantante, con questa formazione venne inciso l'unico 45 giri del gruppo e venne cambiato il nome con "The Others & Pataxo". Altra cosa da rettificare è che il gruppo era di Roma. Questa è la versione giusta. Edmondo Desidera

[modifica] Discografia

[modifica] 33 giri

[modifica] 45 giri

[modifica] Filmografia

[modifica] Bibliografia

  • Claudio Pescetelli - Una generazione piena di complessi - Editrice Zona, Arezzo, 2006, alla voce The Planets, pagg. 110-111
  • Ursus (Salvo D'Urso) - Manifesto beat - Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990, alla voce The Planets
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