The Planets
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| The Planets | ||
| Nazionalità | ||
| Genere | Beat | |
| Periodo attività | 1964 - 1968 | |
| Album pubblicati | 1 | |
| Studio | 1 | |
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I The Planets sono un gruppo musicale beat pugliese, in cui ha suonato anche il futuro batterista dei Pooh Stefano D'Orazio; nella fase finale della carriera hanno cambiato il nome in Pataxo and the Others.
Indice |
[modifica] Formazione
- Gianni Grandizio: voce solista (1964-1966)
- Marco Cippitelli: voce solista (1967-1968)
- Silvano Chimenti: chitarre
- Nello Lentinello: chitarra ritmica
- Tony Cirelli: basso
- Gianni Parisi: batteria (1964-1967)
- Alberto Maggi: batteria (1967-1968)
- Stefano D'Orazio: batteria (1968)
[modifica] Formazione Pataxo and the Others
- Marco Cippitelli Pataxo : voce solista
- Silvano Chimenti: chitarre
- Stefano D'Orazio: batteria
- Mario Zucconi: basso
- Lorenzo Zucconi organo hammond
- Paolo Angelini: sax tenore
- Tafuri: tromba
[modifica] Storia del gruppo
Il gruppo si forma a Taranto nel 1964, su iniziativa del chitarrista Chimenti, ed inizia presto ad esibirsi in molti spettacoli nella regione, al punto che decidono di tentare la fortuna trasferendosi a Roma.
Partecipano nel 1965 al Festival degli sconosciuti di Ariccia, dove vengono notati da Teddy Reno, che li scrittura per accompagnare la moglie Rita Pavone: è grazie a questa collaborazione che appaiono in alcune pellicole dell'epoca e che vengono ospitati in televisione nel programma Questi nostri figli.
Contemporaneamente tengono concerti come gruppo in molti locali, come il celebre Piper Club e il Titan a Roma, ed inoltre partecipano insieme ai Four Kents e ai Piper Club al Sardegna canta, una sorta di Cantagiro realizzato nell'isola.
Il cantante Gino Grandizio, però, decide di abbandonare il gruppo, ed è sostituito dal romano Marco Cippitelli; alla fine del 1966 firmano un contratto discografico con la ARC, che a gennaio del nuovo anno pubblica il loro unico album, contrariamente all'uso comune di quegli anni che voleva i complessi esordire dapprima con uno o più 45 giri, e poi passare all'album successivamente. Il disco, molto interessante, contiene tra le altre Sono una roccia, cover di I am a rock di Simon & Garfunkel.
Poco prima di iniziare le registrazioni del 33 giri, anche il batterista Parisi abbandona la band, sostituito dal tarantino Alberto Maggi; la nuova formazione registra subito alcune canzoni nuove, tra cui una versione in italiano di A whiter shade of pale dei Procol Harum, che viene però anticipata da quella dei Dik Dik che riscuote un notevole successo, convincendo la ARC a non pubblicare la versione dei Planets, che rimane quindi inedita.
I musicisti del gruppo, comunque, iniziano in parallelo anche un'attività come session men all'interno della loro casa discografica ed anche della RCA: in Un mondo d'amore di Gianni Morandi l'arpeggio di chitarra con cui inizia la canzone è di Silvano Chimenti.
All'inizio del 1968 anche Maggi lascia il complesso, sostituito da Stefano D'Orazio, proveniente da I Naufraghi e futuro batterista dei Pooh.
[modifica] Pataxo and the Others
Poiché anche Cirelli decide di lasciare il gruppo, il cantante Cippitelli ha l'idea di cambiare il nome del gruppo e il genere: scelto il nome d'arte di Pataxo, ingaggia i fratelli Mario e Lorenzo Zucconi (provenienti da I Centurioni) e con Chimenti, D'Orazio, Paolo Angelini al sax ed un settimo elemento alla tromba forma i Pataxo and the Others, che incidono verso la fine dell'anno un 45 giri con due bei brani di rhythm 'n' blues. Il disco non vende molto, ma il gruppo ottiene un ingaggio per una serie di concerti in Costa Azzurra.
Tornati a Roma, D'Orazio lascia il complesso per passare a Il Punto, Chimenti è sempre più richiesto come chitarrista, e il gruppo quindi si scioglie.
[modifica] Discografia
[modifica] 33 giri
- 1967 - The Planets (ARC, SA 20)
[modifica] 45 giri
- 1968 - Tempo/Domani, sempre (ARC; inciso come "Pataxo and the Others")
[modifica] Filmografia
- 1966: Rita la zanzara di Lina Wertmuller
- 1966: Perry Grant agente di ferro di Luigi Capuano
- 1967: Colpo maestro al servizio di sua maestà britannica di Michele Lupo
[modifica] Bibliografia
- Claudio Pescetelli - Una generazione piena di complessi - Editrice Zona, Arezzo, 2006, alla voce The Planets, pagg. 110-111
- Ursus (Salvo D'Urso) - Manifesto beat - Juke Box all'Idrogeno, Torino, 1990, alla voce The Planets

