The Orphanage

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
The Orphanage
The Orphanage.jpg
Belén Rueda in una scena del film
Titolo originale El Orfanato
Lingua originale spagnolo
Paese Messico, Spagna
Anno 2007
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35 : 1
Genere drammatico, thriller
Regia Juan Antonio Bayona
Soggetto Sergio G. Sánchez
Sceneggiatura Sergio G. Sánchez
Produttore Guillermo del Toro, Joaquín Padró, Mar Targarona, Álvaro Augustín
Casa di produzione Rodar y Rodar, Telecinco Cinema, in collaborazione con Televisió de Catalunya, Warner Bros. Pictures de España, Wild Bunch
Distribuzione (Italia) Key Films, Lucky Red
Fotografia Óscar Faura
Montaggio Elena Ruiz
Musiche Fernando Velázquez
Scenografia Josep Rosell
Costumi Marìa Reyes
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Non bisogna vedere per credere, ma credere per vedere »
(Tagline del film)

The Orphanage (El Orfanato) è un film del 2007 diretto da Juan Antonio Bayona, vincitore di sei premi Goya, su quattordici candidature.

Il film è stato presentato come Proiezione Molto Speciale alla 46º edizione della Semaine de la Critique all'interno del Festival di Cannes 2007.

Uscito nel paese natale il 28 dicembre 2007, in Italia il film, distribuito dalla Key Films, è uscito nelle sale il 14 novembre 2008.

Indice

[modifica] Trama

Laura ha trascorso un'infanzia felice in un orfanotrofio (un'isolata dimora poco lontana dal mare, nelle Asturie), amata dal personale quanto dagli altri bambini orfani, che lei ha amato come fossero fratelli e sorelle. Trent'anni dopo decide di ritornare all'orfanotrofio, ormai abbandonato, insieme al marito Carlos e al figlio adottivo Simón affetto da HIV, per riaprirlo come casa famiglia per bambini down.
Subito però, l'alone di mistero di quel luogo sembra stimolare la fantasia del figlio, che comincia a tessere una tela di storie fantastiche e di «amici immaginari», che vengono ascoltate con disagio da Laura. Mentre il padre Carlos rimane scettico, credendo che il figlio si stia inventando tutto, Laura piomba nelle irreali storie del figlio, che divengono reali, facendo riemergere dall'oblìo ricordi tormentosi della propria infanzia. Un'assistente sociale visita il bambino, ma non trova nulla di anormale.
Alla festa in maschera per l'inaugurazione della casa famiglia, il bambino scompare come inghiottito dal nulla. Nessuno dei presenti sembra averlo visto, così come nessuno sembra aver visto il bambino con la maschera da spaventapasseri che ha seguito Laura fino in bagno. Per i genitori inizia l'incubo e il desiderio inarrestabile di ritrovare il figlio.

Le ricerche della polizia durano sei mesi senza successo. L'unica cosa che scopre la polizia è che l'assistente sociale che era venuta da Laura le ha lasciato un biglietto da visita falso.
La madre prova tutte le strade: si rivolge prima a un gruppo d'ascolto, poi parla con uno psicanalista. Lo specialista le propone di ascoltare una medium. Carlos è scettico, ma l'esperimento viene condotto, anche alla presenza di una funzionaria della polizia. La medium, Aurora percepisce la presenza nella casa di cinque bambini, sente le loro grida, poi li vede: sono stati avvelenati e sono in punto di morte. Simón non è tra loro.
Al termine della visita, Laura è presa in mezzo tra la sua coscienza, che le dice di credere alla medium, e il marito e la poliziotta, che le consigliano di non fidarsi. La medium, che ha ascoltato le critiche, le dice: "Non si deve vedere per credere, ma credere per vedere. Se lei crede, allora vedrà".

Un giorno, mentre Laura e Carlos sono in macchina, vedono l'assistente sociale che attraversa la strada davanti a loro. Laura la chiama, la vecchia si ferma e in quell'istante viene investita da un'ambulanza che la colpisce in pieno, uccidendola. La donna si chiamava Benigna, ed era un ex ospite dell'orfanotrofio. La polizia esegue delle ricerche su di lei e scopre che aveva un figlio, di cui si vergognava perché sfigurato in volto. Il bambino, di nome Tomás, portava sempre una maschera.
Laura decide di credere alla medium ed accetta una caccia al tesoro con «i bambini». La scoperta è terribile: dentro un forno in disuso da trent'anni scopre dei sacchi con i poveri resti di alcuni corpi. Interviene la polizia, che identifica i cadaveri di cinque bambini. Erano stati tutti ospiti dell'orfanotrofio.
Una delle tappe della caccia al tesoro era una scatola con delle fotografie: tra esse ce n'è una con Benigna.
Laura capisce finalmente cos'era successo nella casa. Durante un gioco con gli altri bambini dell'orfanotrofio il figlio di Benigna era stato trascinato in una grotta vicino alla spiaggia. Qui gli era stato rubato il cappuccio con cui nascondeva il suo viso. I bambini l'avevano atteso fuori dalla grotta, ma egli non era mai stato ritrovato: l'alta marea della notte se l'era portato via. La madre si era vendicata con i suoi cinque compagni di gioco uccidendoli tutti.
Sempre più convinta di essere vicina alla verità, chiede al marito di lasciarla sola nella casa per due giorni. Laura ha concepito un piano: rifare la casa com'era prima. Rifà lo spaventapasseri, rifà la stanza dei bambini, poi, all'ora della merenda, suona la campanella e si mette a tavola. La tavola è perfettamente imbandita com'era trent'anni prima. Laura si fa coraggio e spera che succeda qualcosa, ma non accade nulla.
Ormai persasi d'animo tenta un'altra cosa: il gioco «Un, due, tre: stella!», che quand'era bambina faceva tutti i giorni. All'improvviso scorge delle presenze dietro di lei. Poi viene toccata sulla schiena. Si volta ed insegue le presenze, che la portano in uno sgabuzzino. Capisce che c'è una porta nascosta. Al di là scopre una scala che porta in basso. Scende e trova un ambiente dove non era mai stata prima. Alle pareti ci sono disegni fatti da mano infantile. Pensa di essere arrivata.
Crede di aver ritrovato Simón. Lo stringe forte a sé per proteggerlo dalle inquietanti presenze che nel frattempo hanno fatto capolino nello scantinato e gli prega di cancellare per sempre i suoi «amici invisibili» e di affidarsi totalmente ai genitori. Quando riapre gli occhi, Laura si accorge di avere tra le braccia solo una coperta e, guardandosi attorno, scopre il cadavere del piccolo Simón con indosso la maschera di Tomás. Allora capisce tutto. In realtà è stata lei a uccidere il figlio. Inconsapevolmente, durante la festa, aveva sbarrato la porta di accesso alla cantina, che in passato era la vecchia stanza del bambino deforme, in cui Simón si era recato e dalla quale non era più potuto uscire. Stringendo a se il bambino ormai morto, si dirige nella camerata da letto dei bambini, ingerisce delle pillole e si suicida, rivedendo attorno a sé tutti i suoi ex-compagni di gioco.

Davanti all'orfanotrofio viene posta una targa commemorativa e il marito di Laura vi depone dei fiori. Rivisitando la casa trova, sul pavimento della stanza dei bambini, una catenina con medaglietta che aveva dato alla moglie prima di lasciarla sola. Le porte della camera si aprono improvvisamente, Carlos guarda nella loro direzione e sorride.

[modifica] Incassi

In Italia, in totale, la pellicola ha incassato circa 1.385.638 €, mentre l'incasso mondiale (dato aggiornato al 3 marzo 2008 quindi prima della uscita nelle sale italiane) ammonta a ben 56.100.000 $.

Solo nel primo weekend (14-16 novembre), in Italia il film ha incassato 585.282 €, con una media per sala di circa 2.912 €. Gli incassi del secondo weekend (21-23 novembre) si aggirano intorno ai 332.532 €, con una media per sala di 1.797 €.

[modifica] Remake

La New Line Cinema ha ottenuto i diritti della pellicola per realizzare un remake in lingua inglese con Guillermo del Toro come produttore. Il 4 agosto 2009 è stato annunciato che a dirigere il remake statunitense della pellicola sarà Larry Fessenden.[1]

[modifica] Premi

[modifica] Note

  1. ^ Trovato il regista del remake di The Orphanage. badtaste.it. URL consultato il 06-08-2009.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue