The Green Goddess (film 1923)

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The Green Goddess
Titolo originale The Green Goddess
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1923
Durata 80 min
Colore B/N
Audio muto
Rapporto 1,33 : 1
Genere avventura, drammatico
Regia Sidney Olcott
Soggetto dal lavoro teatrale di William Archer
Sceneggiatura Forrest Halsey (adattamento)
Casa di produzione Distinctive Productions
Fotografia Harry Fischbeck
Tema musicale Joseph C. Breil (colonna sonora originale)
Interpreti e personaggi

The Green Goddess è un film del 1923 diretto da Sidney Olcott. Si tratta della prima versione del lavoro teatrale di William Archer portato in scena con grande successo dall'attore britannico George Arliss che ne interpreterà anche il remake La dea verde del 1930. Pure Alice Joyce, la protagonista femminile, rifarà il ruolo di Lucille nella versione sonora del 1930.

Nel 1943, D. Ross Lederman ne girò un'ulteriore versione intitolata Adventure in Iraq, interpretata da John Loder, con Paul Cavanagh nel ruolo del Rajah.

Una copia del film è conservata negli archivi dell'UCLA[1].

Trama[modifica | modifica sorgente]

Per vendicare la sentenza di morte di tre principi indiani, parte dell’India si ribella agli inglesi, creando situazioni di pericolo per i residenti britannici. Tre di questi, il maggior Crespin, sua moglie Lucille e l’amico dottor Traherne, volano verso il nord, per andare a salvare i bambini della coppia, in vacanza in una zona di montagna.

L’aereo però cade in una zona vicina all'Himalaya e il terzetto viene catturato dai sudditi di un rajah che si scoprirà essere il fratello dei condannati a morte. L’uomo decide di approfittare di quei bianchi cadutigli tra le mani, per offrirli in sacrificio alla dea verde, l’idolo del suo popolo, per pareggiare la morte dei suoi tre fratelli.

Gli inglesi dapprima credono di essere ospiti del rajah, che li tratta con cortesia, ma poi scoprono con raccapriccio che sono destinati al sacrificio. La fuga è impossibile, ma il maggiore intuisce che il rajah è in possesso di una radio ricetrasmittente. Riesce, con l’aiuto del medico, a trovarla e a lanciare un messaggio di aiuto.

Scoperti dal rajah, il maggiore viene ucciso e Lucille e il medico (che si amano) vengono condotti alla grotta del sacrificio. Mentre la condanna sembra inevitabile, arrivano le truppe britanniche che salvano i due.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film venne girato negli Studios della Biograph di New York[2]. Il ruolo del Rajah - compìto gentiluomo educato a Oxford, ma anche satrapo orientale venato di crudele follìa - venne affidato a George Arliss, che ne aveva già fatto uno dei suoi cavalli di battaglia più celebri sui palcoscenici di Broadway[3] e, in precedenza, a Londra dove aveva recitato per due anni con a fianco Aileen Pringle. Per interpretare la parte di Lucille sullo schermo le venne però preferita Alice Joyce. Mentre Watkins, l'assistente del Rajah, era interpretato da Ivan Simpson che aveva ricoperto lo stesso ruolo a Broadway.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Fu distribuito dalla Goldwyn-Cosmopolitan Distributing Corporation, presentato in prima al Sam Harris Theatre.

Data di uscita[modifica | modifica sorgente]

Il film venne distribuito in varie nazioni[4]:

Titolo spagnolo: La diosa verde

Il film è stato presentato in Italia nel 2008 alle ##Le giornate del cinema muto|Giornate del cinema muto## di Pordenone#

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il film ebbe un grande successo e la critica lo accolse con frasi enfatiche di grande effetto, come accadde per ll New York Times che lo definì "una commedia cinematografica che annuncia l'alba di una nuova era nel mondo del cinema"[5]# La versione di The Green Goddess del 1923 fu considerata tra i migliori dieci film usciti quell'anno#

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cinema UCLA
  2. ^ Idem
  3. ^ IBDB
  4. ^ sulle date di uscita
  5. ^ The Films of the Twenties di Jerry Vermilye, Citadel Press, 1985 - pagg#78

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Jerry Vermilye, The Films of the Twenties, Citadel Press, 1985 - ISBN 0-8065-0960-0 - pagg#78/80

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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