The Dig
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| The Dig | |
| Sviluppo: | LucasArts |
| Ideazione: | Sean Clark, Brian Moriarty, Steven Spielberg |
| Pubblicazione: | LucasArts |
| Data pubblicazione: | 1995 |
| Genere: | Avventura grafica |
| Modalità di gioco: | Singolo giocatore |
| Piattaforma: | MS-DOS, Mac OS, Microsoft Windows |
| Motore grafico: | SCUMM v7 |
| Supporto: | CD (1), Steam |
| Requisiti sistema: | 486DX2/66MHz CPU, 8MB RAM 1MB Hard disk space 256 color VGA, DOS 6.0 |
The Dig è un videogioco di fantascienza di tipo avventura grafica sviluppato e rilasciato dalla LucasArts nel 1995. Il soggetto del videogioco è del regista cinematografico Steven Spielberg mentre la sceneggiatura è di Sean Clark e Orson Scott Card.
Basato sul motore SCUMM, permette al giocatore di agire come il capitano di una missione spaziale, Boston Low. Il gioco è incentrato sulla soluzione di enigmi tramite la combinazione dei diversi oggetti trovati nelle varie ambientazioni.
Indice |
[modifica] Trama
L'asteroide Attila è in procinto di schiantarsi sulla Terra; per questo viene organizzata una missione per fermarlo, i cui cinque membri dell'equipaggio sono:
- il comandante Boston Low, un militare addestrato e pronto a fronteggiare le più intricate situazioni per la sopravvivenza di tutti;
- il Dr. Ludger Brink, un esperto archeologo e geologo;
- Maggie Robbins, giornalista abile nel tradurre e parlare molte lingue;
- Cora Miles, la responsabile hardware;
- Ken Borden, un pilota qualificato.
Grazie a uno shuttle i tre astronauti, col supporto di Miles e Borden che rimangono nella navetta, riescono a piazzare delle bombe atomiche sulla sua superficie, fermando il moto del corpo celeste. Scoprono poi che quest'ultimo è cavo, ed al suo interno ritrovano delle lastre di metallo d'origine aliena. Una volta posizionate su un curioso piedistallo, i tre vengono trasportati su un pianeta alieno.
Sul pianeta trovano i resti, come tram e ponti di luce, di una antica civiltà tecnologicamente avanzata, oltre ad alcune forme di vita indigene. Il responsabile scientifico della missione, Brink, morto in seguito a una caduta, è resuscitato per mezzo di alcune particolari pietre. Brink però impazzisce, cercando di produrre sempre più pietre, diventate per lui come una droga.
La storia prosegue, man mano che il giocatore risolve gli enigmi sparsi per il pianeta, rivelando sempre più informazioni sulla civiltà aliena. Quest'ultima aveva raggiunto un livello tecnologico molto avanzato, tanto da riuscire ad entrare in una dimensione da cui però non riescono ad uscire.
Alla fine gli astronauti riescono a recuperare gli antichi abitanti del pianeta, che li aiutano a ritornare a casa.
[modifica] Storia della sceneggiatura
In origine Steven Spielberg aveva in mente di fare del copione di questo videogioco un film di fantascienza simile per alcuni aspetti ad Armageddon, ma tuttavia con una storia radicalmente diversa da quella che sarebbe poi apparsa nel videogioco. Il progetto, però, non andò in porto per via dei costi proibitivi che la realizzazione avrebbe richiesto. Allora Spielberg, da sempre grande appassionato di videogiochi d'avventura e intimo amico di George Lucas, si rivolse all'agenzia di quest'ultimo per la realizzazione del videogioco: partecipava un team il cui capo-progetto era Noah Falstein, che si preoccupò di dare al gioco una storia, collocata in un futuro molto lontano, e diverse caratteristiche improntate ad un gameplay che avrebbe introdotto meccaniche da RPG. Data la natura troppo ambiziosa del progetto, Falstein fu sollevato dall'incarico nel 1992 ed al suo posto subentrò Brian Moriarty che decise di riniziare da capo l'anno successivo presentando "The dig" come sola avventura grafica. Il gioco in via di sviluppo era molto simile alla versione rilasciata due anni dopo, ma aveva una storia sostanzialmente diversa nei contenuti più cupi e, su richiesta di Spielberg stesso, molto più splatter; i personaggi nel pianeta alieno erano inoltre quattro e non tre come nella versione finale. Diversi contrasti all'interno del team spinsero Moriarty ad abbandonarlo, rimanendo senza il capo-progetto. Dave Grossman ebbe tale ruolo per qualche mese, finché non fu dato a Sean Clark che limitò le fasi violente in momenti di pura tensione, apportò delle modifiche in termini di trama e gameplay e cambiò i doppiatori che prestavano voce ai personaggi. The Dig fu quindi rilasciato dopo cinque anni, nel 1995.
[modifica] Aspetti tecnici
Il gioco è caratterizzato da fondali e ambientazioni molto curate (specialmente nei colori) benché, considerati gli standard di quegli anni, appaiano di una qualità al di sotto della media. I personaggi sono disegnati nel classico stile Lucas, come quelli di Indiana Jones e il destino di Atlantide o dei primi due episodi di Monkey Island anche se le animazioni, rispetto ai suoi predecessori, sono lievemente più curate. La relativa "arretratezza" tecnica, dovuta ai ritardi nella sua realizzazione, ha fatto sì che quest'avventura passasse in sordina rispetto alle altre avventure Lucas, nonostante fosse ampiamente negli standard rischiesti dai fan di questo genere sia in termini di trama che di giocabilità. Mentre le precedenti avventure della Lucas erano dichiaratamente di stampo comico/demenziale, la storia di The Dig è molto seria e, anzi, in alcuni punti riserva momenti di tensione alquanto atipici.
Le sequenze animate usano immagini prevalentemente in stile cartoon che stonano leggermente con l'atmosfera seria dell'avventura, oppure digitalizzazioni non troppo riuscite, ma sono comunque funzionali e ben inserite nella storia.
Durante il gioco i protagonisti non variano molto le loro espressioni, come è sempre accaduto in passato per esempio nella serie Monkey Island o Indiana Jones. I personaggi sviluppati dalla LucasArts non sono mai stati caratterizzati da troppe espressioni (con l'eccezione di Sam & Max), soprattutto per motivi tecnici, dato che il volto era spesso costituito da una manciata di pixel. Tuttavia questo difetto, anche se involontariamente, fa risaltare maggiormente le scene comiche delle prime avventure, in quanto l'inespressività del protagonista davanti a scene "terrificanti" o assurde risulta molto esilarante (ad esempio in Monkey Island 2, quando a Guybrush cascano i pantaloni nel cimitero, oppure durante il balletto degli scheletri). Invece, in un' avventura seria come The Dig, tale limitazione potrebbe risultare un difetto ma l'espressività dei personaggi viene garantita dall'ottimo doppiaggio. Le voci dei personaggi sono ben caratterizzate ed espressive. Il personaggio di Brink, che durante il gioco cambia più volte atteggiamento nei confronti del protagonista, parla con un accento molto simile a quello russo.
La colonna sonora è composta da Micheal Land, già autore delle musiche di Monkey Island. I temi sono composti da lunghi tappeti di tastiere, al confine tra la musica classica e la new age sullo stile di Vangelis (ad esempio il tema iniziale di Blade Runner). Tra i pezzi utilizzati vi sono anche delle citazioni riprese da Wagner. Spesso la musica, durante alcuni momenti cruciali o particolarmente emozionanti, aumenta di volume.
L'interfaccia è intuitiva: col tasto sinistro ci si muove e, cliccando su un oggetto, lo si esamina, usa, apre. Col tasto destro si richiama l'inventario, da cui si selezionano gli oggetti da usare. Non esistono verbi: l'interfaccia, a seconda dell'oggetto che viene cliccato, esegue l'azione adeguata.
I personaggi non possono correre, ma se si vuole uscire da una schermata, cliccando due volte sul bordo, la scena cambia immediatamente; è comprensibile che, dopo aver visto gli stessi fondali più volte quando ci si debba muovere da una parte all'altra del pianeta, si desideri farlo più in fretta possibile. Con questa soluzione è possibile non perdere troppo tempo nei frequenti spostamenti da un lato all'altro del pianeta.
Il gioco ha una difficoltà ben calibrata, ma è comunque facile rimanere bloccati a lungo senza sapere cosa fare per via del pixel hunting in alcune situazioni. Può capitare di non rendersi conto che c'è un oggetto nascosto nel terreno, oppure di uno spigolo su cui interagire, spesso ritracciabili solo con un'accurata analisi del fondale.
[modifica] Curiosità
Qualora si prema CTRL+B in corrispondenza di spazi interni, Boston Low fletterà i muscoli.
[modifica] Requisiti di sistema
Il gioco è stato distribuito su CD-ROM, in versione DOS e Mac OS.
Per la versione PC i requisiti erano:
- Processore 486 DX2 a 66MHz
- 8 MB di RAM
- 1 MB di spazio su Hard disk
- Scheda video VGA a 256 colori
- sistema operativo DOS 6.0

