The Cockpit

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The Cockpit
OAV
Titolo orig. ザ・コクピット,
(za kokupitto)
Lingua orig. giapponese
Paese Giappone
Autore Leiji Matsumoto
Regia
Sceneggiatura
Character design
Mecha design
Animazione
Studio Madhouse
Musiche
1ª edizione 22 ottobre 1993 – 21 gennaio 1994
Episodi 3 (completa)
Durata ep. 30 min

The Cockpit (ザ・コクピット, za kokupitto?) è un OAV realizzato dallo studio Madhouse nel 1993, tratto dal manga Battlefield di Leiji Matsumoto, composto da racconti autoconclusivi ambientati durante la seconda guerra mondiale e pubblicato dal 1978 fino al 1980, per essere poi raccolto in 5 tankobon. In particolare, vennero trasposte in animazione tre storie del manga. La regia di ciascun singolo episodio fu affidata a registi di successo: a Yoshiaki Kawajiri (Ninja Scroll, La città delle bestie incantatrici) venne affidata la regia del primo, a Takashi Imanishi (Mobile Suit Gundam 0083) il secondo e il terzo venne diretto da Ryosuke Takahashi (Votoms).

Trama[modifica | modifica sorgente]

OAV 1: Seisōken kiryū[modifica | modifica sorgente]

Può un uomo essere considerato codardo dal resto della sua gente ma essere, nel contempo, un eroe dell'umanità? Può un codardo possedere una coscienza? Questo è l'interrogativo posto da Matsumoto in questo primo racconto. Quello che a prima vista può sembrare una cosa paradossale, senza nessun senso è perfettamente spiegato nell'avventura che capita a Erhart Von Reindhas, capitano e pluridecorato pilota della Luftwaffe. La storia inizia con l'abbandono durante un combattimento del Focke-Wulf 190 A4 che Von Reindhas pilotava. Trovato dal contingente tedesco scopre, con suo enorme dispiacere che, il suo aereo nonostante tutto, aveva continuato a volare fino alla fine, fin quando nel motore non era rimasta che una goccia di carburante, per poi planare intero su un colle. Questo ritrovamento fa cadere in disgrazia il pilota, considerandosi ed essendo considerato dai suoi stessi compagni, un codardo che ha rifiutato di combattere. Il riscatto viene però quasi subito. La flotta tedesca, impossessatasi di un B17, ha intenzione di usarlo per trasportare a Penemunde un carico coperto dal segreto militare. Il capitano Von Reindhas deve far da scorta in modo che il carico possa arrivare intero. Gli viene così affidato un nuovissimo Focke-Wulf Ta 152 H. Erhart Von Reindhas incontra il professor Bahfstein, di cui era stato assistente prima della guerra, e viene a sapere che è proprio lui a capo della missione. Incontra inoltre anche la figlia del professor Bahfstein, Meruhenna, antica fiamma del capitano che fu costretta a lasciarlo per sposarsi, per rimanere vedova quasi subito, con un influente uomo politico, per favorire la carriera del padre. Meruhenna fa allora vedere il carico di morte che l'aereo si porta dietro. Infatti Penemunde è un sito per i test balistici e ciò che l'aereo deve portare, per poi esser testato, è una delle più terribili armi che mente umana abbia mai concepito: Un ordigno atomico. È la stessa Meruhenna, condividendo le idee del padre, che quasi si augura che la bomba non giunga mai a destinazione, perché chiunque avesse lanciato per primo un'arma così terribile si sarebbe macchiato di un delitto enorme vendendo l'anima al diavolo. Il volo non procede tranquillo, tre Spitfire nemici attaccano il bombardiere. Erhart Von Reindhas ne abbatte facilmente due, ma proprio mentre sta per buttare giu l'ultimo viene colpito dal rimorso, pensando a ciò che Meruhenna gli aveva detto... non sa che fare... Ma alla fine prende la sua decisione... si nasconde dietro una nuvola e, con grande dolore, permette all'ultimo aereo di abbattere il bombardiere, bloccando si l'arrivo della bomba ma perdendo così anche il suo antico amore e suo padre (che avevan capito e condiviso la scelta dura fatta da Reindhas). Così, senza non prima aver abbattuto il terzo spitfire, se ne va sapendo di venir considerato per la seconda volta un codardo dai suoi stessi compagnie di aver perso le persone a lui più care ma soddisfatto di non aver venduto l'anima al diavolo.

OAV 2: Onsoku raigekitai[modifica | modifica sorgente]

Se il primo OAV tratta di un codardo, questo secondo OAV tratta invece di una persona che codarda non è, e che per rimanere fedele a ciò che lo lega alla sua Patria è disposto a perdere tutto. I due personaggi, a ben vedere, sono in qualche modo simili, han tutti e due ambizioni scientifiche ma le loro scelte sono quanto mai opposte provocando un risultato diverso. Se il primo decide di seguire la sua coscienza rifiutando la ragion di stato e così venendo considerato codardo, il secondo invece preferisce seguire la ragion di stato dimostrando il suo, se così si può dire, coraggio. Entrambi però hanno una cosa in comune, alla fine della storia non potranno dividere la loro vita con la persona amata. Il luogotenente Nogami è stato scelto per pilotare un Okha, un aereo/bomba speciale che vola disperatamente verso il bersaglio nemico. La sua è una missione suicida, lo scopo infatti è di guidare questo aereo/bomba su un obiettivo (in questo caso una nave portaerei americana) per poi farlo esplodere. La missione sembra compromessa ma Nogami, pur di rimanere fedele al suo compito tenta di lanciarsi anche da lontano. I suoi stessi compagni lo bloccano e lo fan lanciare con un paracadute, stordendolo. Egli rimarrà l'unico superstite della missione. La vergogna che lo accompagna è insostenibile, poiché un kamikaze che torna vivo viene ritenuto privo di orgoglio. Il riscatto però è immediato, il giorno seguente, infatti, ci sarebbe stato un nuovo attacco. Durante la notte, mentre parla con i suoi nuovi compagni, poco più che ragazzi, Nogami confessa che se non avesse dovuto combattere in guerra avrebbe fatto il ricercatore, specializzandosi proprio nei razzi con la speranza di arrivare fino alla luna un giorno. Confessa inoltre, mentendo, anche di non avere nessuna ragazza che lo aspetta dopo la guerra, mentre da lontano una giovane ragazza suona una triste melodia con il koto, uno strumento musicale. Arriva il giorno della grande battaglia, e le cose si mettono male per la pattuglia giapponese, ma tra tanti aerei caduti il bombardiere di Nogami tiene duro, nonostante i danni subiti. Uno dopo l'altro, gli eroici compagni del giovane soldato vengono uccisi dal fuoco nemico, e alla fine l'Okha viene lanciato a folle velocità contro una portaerei nemica, impossibilitata a difendersi. Mentre il folle razzo va a scagliarsi verso la nave nemica, il capitano americano riceve la notizia, dal suo marconista, che pochi minuti prima è stata lanciata una bomba atomica contro la città di Hiroshima (e in qualche modo rendendo vano anche il gesto del giovane giapponese visto che storicamente quella bomba concluse la guerra) , commentando in questo modo: "Pazzi... il nemico... noi... siamo tutti pazzi!". La nave proprio in quel momento esplode. Durante queste fasi scopriamo che la ragazza con il koto non era altri che la donna di Nogami che rendeva in musica tutta l'angoscia di non poter più rivedere il suo amato.

OAV 3: Tetsu no ryūkihei[modifica | modifica sorgente]

Siamo nell'isola di Leyte. Dopo un attacco ad una postazione giapponese malridotta appare da lontano un sidecar pilotato da un bambino, decisamente malconcio. Curato, racconta agli unici sopravvissuti della postazione la sua missione: ritornare con la triste notizia che il contingente del 28º Reggimento non può supportare il campo di aviazione di Karakechiru, attaccato dagli americani. Uno dei soldati sopravvissuti gli fa notare che la moto che lo aveva condotto là era ormai fuori uso, crivellata di proiettili: questo danno avrebbe reso impossibile l'esecuzione della missione. Il giovane vuole però tentare ugualmente. Fortunatamente il più esperto in grado dei due sopravvissuti riesce a riparare il mezzo con pezzi sparsi permettendo così al ragazzo, accompagnato da lui stesso, di proseguire il suo viaggio. I due viaggiatori devono presto subire l'attacco di un aereo giapponese, che improvvisamente si schianta al suolo. Sospettando che il pilota fosse americano Kodai comprende che il campo d'aviazione era passato in mani nemiche. Utsunomiya, il ragazzo, durante l'attacco viene colpito di striscio al ventre, anche se fa di tutto per tenerlo nascosto all'amico. Mentre i due soldati riposano, vengono avvistati da una motocicletta nemica, e inizia così un inseguimento tra i due mezzi. L'Americano è un vero professionista, poiché riesce a comandare il mezzo e a sparare. Dopo un breve combattimento, Kodai e Ustunomiya hanno la meglio. A questo punto Kodai butta fuori dal mezzo il suo giovane amico, che stremato dalla ferita muore, proseguendo da solo. Kodai sfreccia verso il suo obiettivo felicemente, contento di guidare un mezzo così valido, e viene colpito da un massiccio fuoco di fanteria. Accompagnato da una commovente colonna sonora, l'anziano combattente continua ad avvicinarsi all'obiettivo, anche se la vita lo abbandona, ma nemmeno questa volta, come nelle sue gare motociclistiche, riesce a tagliare il traguardo, contento però di aver dato il suo meglio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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