The Brown Bunny

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The Brown Bunny
Titolo originale The Brown Bunny
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2003
Durata 93 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Vincent Gallo
Soggetto Vincent Gallo
Sceneggiatura Vincent Gallo
Fotografia Vincent Gallo
Montaggio Vincent Gallo
Musiche John Frusciante
Interpreti e personaggi
Premi

The Brown Bunny è un film del 2003 scritto, diretto e interpretato da Vincent Gallo, alla sua seconda regia cinematografica.

Presentato in concorso al 56º Festival di Cannes,[1] ha suscitato scalpore tra pubblico in sala e critica per la scena finale in cui Gallo, anche protagonista della pellicola, riceve una fellatio non simulata da Chloë Sevigny, protagonista femminile e, al tempo, sua compagna anche nella vita reale.[2]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il viaggio di Bud Clay, anima persa, travagliata da un amore finito male, comincia nel New Hampshire, dove ha appena concluso una gara motociclistica. Da lì l’uomo parte con il suo furgone per Los Angeles, e lungo la strada incontrerà tre donne che però non riusciranno a liberarlo dalla sua ossessione per Daisy, la ragazza che ha amato fin dall’infanzia. Passando attraverso l’America hopperiana delle province solitarie e delle stazioni di servizio sperdute nel nulla, Bud farà visita alla famiglia di lei, al suo “brown bunny”, il coniglio dei giochi di quand’erano bambini, tornando insistentemente col pensiero alla ragazza dei suoi sogni. Giunto nella città degli angeli dopo un lungo e sofferto pellegrinaggio, Bud si scontrerà finalmente con la realtà dei fatti che ha sempre voluto rimuovere.

Il film comprende, come si è detto, una vera fellatio con ingoio praticata da Daisy a Bud. I diritti per la commercializzazione su dvd del film sono stati acquistati dalla Sony Pictures.

Critica[modifica | modifica sorgente]

La critica di tutto il mondo, che aveva accolto bene il primo film da regista di Gallo, Buffalo '66 (1998), ha stroncato questa seconda pellicola, etichettandola in poco tempo come la peggiore mai ammessa al prestigioso Festival di Cannes, chiedendosi anche come potesse essere stata ammessa alla manifestazione. In Italia il critico Paolo D'Agostini su La Repubblica del 22 maggio 2003 ha scritto: "Un festival così importante non dovrebbe essere complice di chi il cinema lo vuole morto".[3]

Al contrario, i Cahiers du cinéma hanno inserito il film tra i migliori 10 usciti nel 2004[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Official Selection 2003, festival-cannes.fr. URL consultato l'8 luglio 2011.
  2. ^ [1] Proprio per questa ragione le due attrici precedentemente scelte per il ruolo, prima Kirsten Dunst e poi Winona Ryder, hanno abbandonato il progetto.
  3. ^ In questo bel viaggio muore il cinema - Repubblica.it » Ricerca
  4. ^ Cahiers du Cinema: Top 10