The Blues Brothers
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| The Blues Brothers | |
Una scena del film |
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| Titolo originale: | The Blues Brothers |
| Paese: | Stati Uniti |
| Anno: | 1980 |
| Durata: | 130' (versione estesa 148') |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Genere: | musical, commedia |
| Regia: | John Landis |
| Soggetto: | John Landis, Dan Aykroyd |
| Sceneggiatura: | John Landis, Dan Aykroyd |
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| Fotografia: | Stephen M. Katz |
| Montaggio: | George Folsey Jr. |
| Musiche: | AA. VV. |
| Scenografia: | Hal Gausman, Leslie McCarthy-Frankenheimer |
| Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film | |
| « Sono 106 miglia per Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è buio, e portiamo tutt'e due gli occhiali da sole. » | |
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(Elwoood Blues, rivolto al fratello Jake)
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The Blues Brothers è una commedia musicale diretta nel 1980 da John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd.
Il film è entrato nella storia del cinema grazie al suo cast di musicisti e cantanti, ad una trama che lo rende quasi uno show musicale a tutti gli effetti, e grazie anche a protagonisti come Belushi ed Aykroyd. I due interpretano i fratelli Jake "Joliet" (Belushi) ed Elwood (Aykroyd) Blues, personaggi inventati dai due comici ai tempi delle loro prime collaborazioni al celebre show televisivo statunitense Saturday Night Live, che diventarono in breve tempo famosi in tutto il mondo, inconfondibili nelle loro tenute nere e negli occhiali da sole Ray-Ban.
The Blues Brothers costò circa 30 milioni di dollari ed uscì nelle sale nel 1980, inizialmente stentando al box-office. In poco tempo, tuttavia, si formò un vero e proprio culto intorno alla pellicola, e ancora oggi può capitare che venga proiettato in qualche cinema.
Dan Aykroyd firmò anche la sceneggiatura insieme al regista John Landis, che aveva già lavorato con John Belushi in Animal House (1978), e che avrebbe poi lavorato di nuovo con Aykroyd in Una poltrona per due (1983).
Indice |
[modifica] Trama
[modifica] Jake esce dal carcere
Il film è ambientato a Chicago, nel 1980.
"Joliet" Jake Blues (John Belushi) esce dalla prigione (la Joliet Prison) e viene affidato in custodia a suo fratello Elwood (Dan Aykroyd). È in regime di semilibertà dopo aver scontato una pena per rapina a mano armata. Lo stesso Jake spiegherà poi il motivo di quel gesto: pagare una cena non saldata dai compagni della Blues Brothers Band, di cui fa parte anche Elwood. Nonostante la libertà appena riconquistata, Jake si arrabbia quando scopre che il fratello è passato a prenderlo con una Dodge Monaco del 1974, prima usata dalla polizia locale. Elwood spiega di aver scambiato la loro vecchia Cady, una Cadillac, con un microfono, e di aver comprato la Dodge ad un'asta della polizia a Mount Prospect, nell'Illinois. Per dimostrargli che funziona perfettamente, compie all'improvviso un incredibile salto da un ponte mobile mentre questo è semiaperto. Le sospensioni rinforzate non cedono, Jake si ricrede e la Dodge diventa la nuova Bluesmobile.
[modifica] La missione
Nonostante le proteste di Jake, i due si fermano nell'orfanotrofio cattolico dove sono cresciuti, al centro di Chicago. Vengono a sapere dalla suora Mary Stigmata (da loro appellata "Pinguina") che l'orfanotrofio chiuderà i battenti se non pagherà entro pochi giorni 5.000 dollari di tasse sulla proprietà dell'edificio. Jake spiega che possono ottenere facilmente e velocemente quei soldi, ma la "Pinguina" risponde che non accetterà «sporchi soldi rubati» dai due fratelli. Jake ed Elwood le rispondono con varie imprecazioni e a suon di bastonate vengono catapultati giù dalle scale dalla suora, la quale si ritira fluttuando ad un palmo da terra e chiudendo la porta con la forza del pensiero.
Interviene Curtis (Cab Calloway), un dipendente dell'orfanotrofio che aveva fatto conoscere la musica blues ai due fratelli quando erano ragazzini; anche lui rischia di ritrovarsi sulla strada. Curtis li invita a recarsi nella vicina chiesa battista di Triple Rock. Una volta giunti lì, Jake viene illuminato da una luce divina, cosa di cui si accorge il canterino reverendo Cleophus James (James Brown), e riceve la "rivelazione" di rimettere assieme la vecchia banda per recuperare così i soldi per l'orfanotrofio. Per farlo, devono riunirsi ai loro vecchi compagni di gruppo - ora tutti onesti lavoratori - e suonare di nuovo in concerto. I proventi dell'esibizione andranno a saldare il debito fiscale dell'orfanotrofio. Ora i due fratelli sono "in missione per conto di Dio".
[modifica] Primi guai
Fuori dalla chiesa protestante, Elwood passa ad un semaforo con il rosso ed attira l'attenzione di due poliziotti locali, Daniel e Mount: i due inseguono la vettura dei Blues Brothers ed intimano loro di fermarsi. Elwood ferma la vettura, ma la sua patente era già stata sospesa in precedenza: quando i poliziotti controllano i dati, scoprono il reato e cercano di arrestarlo. I Blues Brothers fuggono, e si salvano dopo uno spericolato inseguimento guidando attraverso (nel vero senso della parola) un grande centro commerciale, e provocando enormi danni.
Una volta raggiunta la porta dell'alberghetto dove abita Elwood, una "donna misteriosa" (Carrie Fisher) li attacca a colpi di bazooka, ma i due fratelli le sfuggono. La porta dell'albergo viene sfondata, e il duo sopravvissuto riesce ad entrare. Quindi si fermano nella loro stanza, con la finestra esattamente all'altezza di una linea della sopraelevata (il celebre loop, l'anello interno della soprelevata di Chicago) e nonostante il terribile rumore Jake si addormenta come un masso mentre Elwood prepara la "cena" (una fetta di pane bianco tostato).
Il giorno dopo, con l'aiuto del responsabile della libertà vigilata Burton Mercer (John Candy), Daniel e Mount riescono a scovare la loro abitazione. Mercer ha finto di credere ai dati della patente di Elwood, sulla quale c'era l'indirizzo 1026 West Addison Street (sede del campo da baseball Wrigley Field). Proprio mentre i tre stanno per arrestarli, la donna misteriosa fa esplodere l'albergo con bombe radiocomandate. I Blues Brothers e i poliziotti rimangono illesi, ma i primi emergono subito dalle macerie e se ne vanno.
[modifica] La Blues Brothers Band
Inizia la loro missione: riunire per un ultimo concerto il loro gruppo rhythm and blues, la Blues Brothers Band. La sezione ritmica della band viene ritrovata a suonare all'Holiday Inn con il nome di "Murph and Magic Tones", mentre sta eseguendo nell'indifferenza generale una cover di Quando quando quando di Tony Renis. Grazie all'entusiasmo dei due fratelli, in breve vengono convinti a riunirsi al gruppo, che però non può fare a meno del caldo timbro degli ottoni.
Il trombettista "Mr. Fabulous" (Alan Rubin) ha trovato un ottimo lavoro al ristorante francese Chez Paul , come maître. È senz'altro il più riluttante a riunirsi alla band, ma Jake ed Elwood lo mettono alle corde dando spettacolo di se stessi, facendo incetta delle costosissime pietanze del locale ed infastidendo gli altri clienti. Quando i fratelli minacciano di tornare a mangiare «a colazione, pranzo e cena tutti i giorni della settimana», Mr. Fabulous per disperazione cede ed accetta di riunirsi al gruppo.
Sulla strada per raggiungere il chitarrista Matt Murphy e il sassofonista Lou Marini, la Blues Brothers Band si imbatte in una manifestazione del "Partito Socialista Americano dei Bianchi" («I nazisti dell'Illinois» secondo Jake). I Blues Brothers, spazientiti, decidono di farsi largo guidando tra gli uomini del partito, che in quel momento stanno occupando un ponte: per non essere investiti, questi sono costretti a gettarsi in acqua. Così anche i nazisti dell'Illinois decidono di dare la caccia ai Blues Brothers. Tuttavia cascano nell'inganno di Elwood, e credendo di trovare la casa di quest'ultimo si recano allo stadio Wrigley Field.
Murphy e Marini lavorano ad un ristorante a Maxwell Street, di proprietà di Matt e sua moglie (Aretha Franklin). Davanti al locale sta suonando Slim, un cantante di strada (John Lee Hooker). Jake ed Elwood ordinano come al solito "quattro polli fritti, una coca e pane bianco tostato... liscio!", e vengono subito riconosciuti da Matt, che li accoglie con entusiasmo. Per convincerli a non andare con i suoi «sporchi amici bianchi», la moglie di Matt canta Think insieme alle clienti, ma Lou e Matt se ne vanno.
Ora, finalmente riunita, la band compra gli strumenti al Ray's Music Exchange, di proprietà del non vedente Ray (Ray Charles). Per dimostrare loro che un piano elettrico Rhodes da 2.000 dollari funziona bene, si siede al piano e suona Shake Ya Tailfeather; i Blues Brothers decidono di pagarlo in cambiali. Nella stessa scena Ray spara contro il muro per spaventare un ladruncolo intento a rubare nel negozio
[modifica] Al Bob's Country Bunker
Non sapendo dove suonare, e per non deludere i ragazzi della band che in fondo si fidano delle sue promesse, Jake trascina il gruppo in campagna ed incappa per caso in un concerto al Bob's Country Bunker, riservato al country e western.
Quella sera dovrebbero esibirsi i Good Ole Boys, un gruppo country. Ma Jake è disperato, perché il tempo per salvare l'orfanotrofio passa inesorabilmente; così finge con Bob, il padrone del locale, che loro sono proprio i Good Ole Boys che i clienti stanno aspettando.
La Blues Brothers Band, che non sospetta nulla degli intrallazzi dei due fratelli, comincia a suonare dietro una rete da pollaio: questa li protegge dai rozzi clienti che, furiosi, gli gettano contro bottiglie perché non sopportano la loro musica. Dapprima umiliati dalla folla per aver suonato rhythm and blues, riprendono consensi con due brani country orecchiabili, un'interpretazione della sigla di Rawhide e la ballata Stand By Your Man, che manda in lacrime l'intera platea.
Il successo dei finti Good Ole Boys è notevole ma al momento del pagamento, Bob dice a Jake che la band ha consumato più birra di quello che ha guadagnato, per cui sono loro che devono 100 dollari a Bob. I Blues Brothers, vista la mala parata, con uno stratagemma scappano proprio mentre arrivano i veri Good Ole Boys. Questi iniziano infuriati un folle inseguimento, che però si conclude con un violentissimo schianto contro la stessa volante della polizia già seminata da Jake ed Elwood nel centro commerciale. A questo punto anche i Good Ole Boys iniziano la caccia ai Blues Brothers.
[modifica] Il successo al Palace Hotel
Dopo questo disastro i Blues Brothers, che sono sempre "in missione per conto di Dio", decidono di rivolgersi al loro vecchio amico ed agente Maury Sline, che incontrano in una sauna. Sline è dapprima scettico riguardo ai due, a causa dell'abbigliamento e per il loro genere musicale che lui considera ormai sorpassato. Poi Jake lo minaccia di "raccontare qualche storiella a sua moglie", e così il manager offre loro un concerto ben pagato nella Sala Grande del Palace Hotel, a nord di Chicago, sulla costa del Lago Wazzapamani.
Dopo aver girato tutta la contea per promuovere il concerto che si sarebbe svolto la sera stessa, aiutati anche dai bambini dell'orfanotrofio e da Curtis, la Bluesmobile finisce la benzina. I due fratelli sono costretti a spingerla per ore, rischiando di non arrivare neppure e tenendo in apprensione tutta la band. Mentre fanno rifornimento, Elwood conosce una bella ragazza molto chic su una decappottabile (Twiggy), al che si finge benzinaio, ruba per lei la benzina, si fa pagare 94 dollari (più uno di mancia) e nonostante il ritardo prova a sedurla, dandole appuntamento in un motel: la ragazza, sorridendo, rifiuta e se ne va. In realtà, in un secondo tempo, si vedrà lei delusa davanti al motel, in attesa di Elwood che non arriverà mai.
Grazie all'intenso battage pubblicitario, il Palace Hotel si è riempito di pubblico, ma tra gli spettatori si appostano anche i Good Ole Boys, i poliziotti Daniel e Mount, il loro collega Mercer e molti altri agenti che sperano di catturare i Blues Brothers. Mentre Jake ed Elwood sono costretti a passare dal bagno delle donne per entrare al Palace Hotel, ed eludere la sorveglianza, la folla si spazientisce per l'attesa e quindi Curtis ha la brillante idea di eseguire con la band Minnie the Moocher, vecchio successo del 1931 di Curtis/Calloway al Cotton Club (infatti la scena viene girata come se fosse ambientata lì, in quel locale, esattamente negli anni trenta).
Finalmente salgono sul palco Jake ed Elwood. Una volta in scena, eseguono Everybody Needs Somebody to Love di Solomon Burke e Sweet Home Chicago di Robert Johnson, riscuotendo un travolgente successo. Accortisi però che la polizia ha circondato la sala, decidono di fuggire. In questo frangente incontrano un produttore discografico, ex buttafuori del locale, che offre loro ben 10.000 dollari per un LP in esclusiva. I due accettano (lasciando però la metà dei soldi al negozio di strumenti e ai ragazzi della band) e l'uomo gli spiega che possono andarsene mediante una botola sul palco, proprio sotto la batteria.
[modifica] L'inseguimento
Mentre i fratelli fuggono dall’hotel per mezzo di cupi tunnel di servizio, si imbattono nuovamente nella "Donna Misteriosa". Si scopre finalmente che si tratta della ex fidanzata di Jake, abbandonata sull'altare. Ella tenta invano di eliminarli con un fucile M-16 con lanciagranate, ma essi si salvano e Jake implora pietà offrendo una litania di scuse (carburante, terremoto, cavallette, ma non solo) e quindi la persuade togliendosi gli occhiali da sole (è questa l'unica scena in cui uno dei fratelli appare senza lenti). Jake afferra la donna tra le braccia e la bacia appassionatamente, ma era solo un bluff: una volta riuscito a calmarla, guarda Elwood, gli dice «Andiamo!» e la lascia cadere nella melma. Dopo che Elwood l'ha consolata («È fatto così!»), i due raggiungono la Bluesmobile e sfuggono sia alla donna che ai poliziotti.
Con il pieno di benzina, i due si dirigono a folle velocità verso Chicago, distante ben 106 miglia, inseguiti da «tutte le forze dell’ordine dell'Illinois». In modo rocambolesco le eludono, dando vita ad uno spettacolare inseguimento che coinvolge decine di automobili. Anche i Good Ole Boys li stanno inseguendo con il loro camper, ma poi cadono vittime del tranello di Elwood, che aveva precedentemente applicato del mastice sull’acceleratore. Perdono il controllo del mezzo che va a finire a tutta velocità in un lago, ed escono definitivamente di scena. Con la Bluesmobile, in grado perfino di "volare", i Blues Brothers riescono a sfuggire anche ai nazisti dell’Illinois, che con la loro Ford Pinto cadono giù da un’autostrada in costruzione e poi si schiantano sull’asfalto da un'altezza considerevole. Vi creano un buco dove cadono anche i loro complici, mentre Jake ed Elwood lo saltano e proseguono sani e salvi.
[modifica] L'arrivo a Chicago
Dopo ore ed ore di adrenalinico inseguimento sul filo dei 200 km/h, inseguiti da un vero e proprio esercito di auto della polizia a sirene spiegate, che nel frattempo si schiantano in tutti i modi dietro di loro, i Blues Brothers arrivano al Richard J. Daley Center a Chicago. Irrompono nella piazza con la statua di Picasso e si arrestano violentemente su un marciapiede. Qui, chiudendo la portiera, l'esausta Bluesmobile cade letteralmente a pezzi.
Entrando nell'edificio e correndo a tutta velocità, prendono l'unico ascensore e salgono al 102° piano nell'Ufficio delle Tasse di Cook County al suono della "Ragazza di Ipanema"; qui però scoprono un cartello con scritto «Tornerò tra 5 minuti».
Nel frattempo una vera e propria armata giunta da cielo, terra e dal lago Michigan, composta da centinaia di poliziotti armati fino ai denti, esercito, marina, aviazione, pompieri, corpi speciali ed incursori della SWAT, si getta urlando nell'edificio e continua l'inseguimento dei Blues Brothers su per le scale travolgendo tutto quello che trova. Per fortuna all'ultimo minuto arriva l'impiegato addetto alla riscossione delle tasse (Steven Spielberg), e Jake ed Elwood possono finalmente pagare l’imposta per l’orfanotrofio. Proprio nell'istante in cui viene timbrata e consegnata la loro ricevuta, vengono raggiunti dalle centinaia di agenti che, spianandogli addosso altrettante armi, li arrestano; ma ai fratelli non importa nulla, la missione è compiuta e l'orfanotrofio è salvo.
Nella scena finale la Blues Brothers Band al completo è in prigione, e suona per i compagni detenuti il brano Jailhouse Rock, scatenando ovviamente l'ennesima baraonda.
[modifica] Commento
I Blues Brothers sono stati definiti in tanti modi: punto di riferimento della comicità demenziale, vero e proprio monumento della black music, film culto, kolossal, fenomeno di costume.
Il film, e soprattutto i due protagonisti principali, sono riusciti a fissarsi nell'immaginario collettivo.
I fratelli Blues come anarchici gremlin si sono riprodotti nel tempo in Iene, in Men in Black, nella banda degli 88 folli di Kill Bill o nel protagonista di Essi vivono di Carpenter, che come "Joliet" Jake riesce a vedere la realtà (la luce) solo indossando gli occhiali scuri. E loro la realtà la vedono distintamente: salvare l'orfanotrofio dove sono cresciuti dalla chiusura per una questione di tasse non pagate. "Joliet" Jake Blues, appena uscito di galera e suo fratello Elwood si lanciano a testa bassa in questa missione. Proprio loro, i reietti, gli "sporcaccioni", gli squattrinati, gli emarginati. Per pagare quelle tasse che neanche l'arcivescovado vuole pagare per poterci poi speculare sopra. E lo fanno senza secondi fini, senza compiacimento, tanto irresistibilmente imperturbabili quanto disinteressati. E questo la società normale non può permetterlo. Non può consentirlo. Tutti verranno mobilitati per fermarli: la polizia, le forze speciali, i pompieri, i corpi a cavallo, la marina. E poi fidanzate tradite, gruppi neonazisti («i nazisti dell'Illinois»), gruppi di musica country. Ma i fratelli Blues ce la fanno: all'ultimo istante, un secondo prima di essere acciuffati, riescono a pagare le tasse all'ufficio delle imposte.
È l'energia, l'anima ribelle che alla fine trionfa in questo film dove tutto è debordante, dagli interminabili inseguimenti a sirene spiegate al corpo di Belushi che con la sua eccezionale fisicità occupa tutta la scena, in perfetta armonia con l'ingombrante understatement di Aykroyd. Anche a distanza di anni si è ancora stupiti di come il film con i suoi eccessi sia stato orchestrato così alla perfezione, trovando la giusta collocazione ad un numero infinito di gag, personaggi e a momenti tuttora memorabili.
[modifica] La critica
Particolarmente negativa è stata l'accoglienza della critica statunitense all'uscita del film.
- La prima recensione fu del Los Angeles Times che parlava di disastro da 30 milioni di dollari, accomunando i Blues Brothers a 1941: Allarme a Hollywood in quanto a "disfunzioni ghiandolari".
- Il New York Times lo definì una "saga presuntuosa"
- Il Washington Post scrisse di "imbecille stramberia" quella di nascondere gli occhi espressivi di Belushi con degli occhiali da sole. In realtà, secondo quanto dichiarato da John Landis nella biografia di Belushi scritta dalla moglie, gli occhiali da sole salvarono in più occasioni le riprese, quando Belushi si presentava sul set drogato e con l'aria assente.
- Variety accostava i Blues Brothers ai film di Gianni e Pinotto per livello di ispirazione, humor elementare e divertimento momentaneo.
Più lusinghiera invece l'accoglienza della critica italiana: "una delle sorprese dell'anno" per La Repubblica [1], diversi piani di lettura su Avvenire[1], apprezzamento sufficiente per il Paese Sera[1].
Con il tempo i Blues Brothers hanno cominciato ad avere apprezzamenti crescenti assumendo infine un indiscusso status di cult movie, rientrando nelle classifiche dei film più amati dal grande pubblico.
[modifica] Box-office ed home video
Il budget originale di 16 milioni di dollari lievitò ben presto fino ad assestarsi intorno ai 27 milioni.[2] [3]
Gli incassi statunitensi non furono esaltanti: con 57 milioni di dollari divenne il decimo incasso del 1980, anno dominato dal blockbuster "L'impero colpisce ancora".
Gli incassi esteri di 58 milioni però resero i Blues Brothers il primo film statunitense a incassare più all'estero che in patria, portando l'incasso totale a 115 milioni di dollari.[4] [5]
Il circuito home video rese ulteriori 32 milioni di dollari.[3]
In Italia il film è uscito in DVD nel 2001 con una edizione da collezione contenente la versione originale integrale con scene inedite. In occasione del 25° anniversario del film è uscita anche la versione doppio disco con entrambe le versioni del film: cinematografica ed estesa.
[modifica] Blues Brothers Band
La Blues Brothers Band è il nome del gruppo musicale messo in piedi proprio dai protagonisti del film per le partecipazioni al celebre Saturday Night Live verso la fine degli anni '70.
Dopo il film, la band, che ha avuto cambi di line-up nel corso degli anni, ha tenuto concerti in tutto il mondo e continua ad esibirsi con frequenti tournée. Senza John Belushi e Dan Aykroyd la band ha registrato 2 album: nel 1990 Live in Montreux e nel 1992 Red, White & Blues.
Nel 1997, i membri superstiti della band originaria si esibirono nell'intervallo del Superbowl.
Attualmente le voci soliste sono Eddie Floyd, Rob Paparozzi e Dan Aykroyd, anche se la presenza di quest'ultimo è limitata dai molteplici impegni. Spesso si uniscono alla Blues Brothers Band anche Jim Belushi (fratello di John) e John Goodman, altro attore di successo, nonché co-protagonista del sequel Blues Brothers 2000.
I cantanti italiani Paolo Belli e Zucchero si sono esibiti con la Blues Brothers Band in una occasione ciascuno. Nel 2004 la band partecipò al Festival di Sanremo insieme ad Andrea Mingardi, con la canzone È la musica.
[modifica] Colonna sonora
| Per approfondire, vedi la voce The Blues Brothers: Music from the Soundtrack. |
Il 6 agosto 2004, dopo un lungo sondaggio, la BBC ha dichiarato la colonna sonora di Blues Brothers come la più bella della storia del cinema[citazione necessaria], grazie anche all'incredibile ed irripetibile cast di giganti della storia della musica che vi parteciparono, Ray Charles, Aretha Franklin, James Brown, Cab Calloway e John Lee Hooker.
Dalla colonna sonora del film sono stati pubblicati diversi album, più o meno completi. Quello più diffuso e conosciuto è Music from the Soundtrack (titolo dell'edizione rimasterizzata, in quanto la prima versione nel 1980 era intitolata Original Soundtrack Recording).
[modifica] Lista tracce
- She Caught The Katy - Jake
- Peter Gunn Theme - strumentale (di Henry Mancini)
- The Old Landmark - James Brown
- Think - Aretha Franklin
- Shake a Tail Feather - Ray Charles/Jake & Elwood
- Gimme Some Lovin' - Jake
- Theme From Rawhide - Jake & Elwood
- Minnie the moocher - Cab Calloway
- Everybody Needs Somebody To Love - Jake & Elwood
- Sweet Home Chicago - Jake & Elwood
- Jailhouse Rock - Jake
[modifica] Tutta la musica del film
Durante il film si sentono molte canzoni, alcune delle quali non incluse nella colonna sonora. Ecco l'elenco completo (in grassetto i brani presenti nel Cd originale):
- Somebody Loan Me a Dime - eseguita da Fenton Robinson. Sottofondo di chitarra elettrica udibile nelle primissime scene del film, quando "Joliet" Jake esce di cella e cammina del corridio della prigione accompagnato dai poliziotti.
- She Caught the Katy - eseguita dai Blues Brothers. Jake ed Elwood si incontrano all'uscita del carcere; di fatto è la sigla inziale del film.
- Shake Your Moneymaker - eseguita da Elmore James. Sottofondo durante l'incontro all'orfanotrofio tra Jake ed Elwood e il vecchio Curtis.
- The Old Landmark - eseguita da James Brown e dalla James Cleveland's Southern California Community Choir. Vibrante gospel cantato dal reverendo Cleophus James nella chiesa battista di Triple Rock. Questa musica risveglierà nei due fratelli la "sacra" necessità di rimettere insieme la "banda".
- God Music - composta da Elmer Bernstein. Coro angelico che segna il momento in cui Jake "vede la luce".
- Soothe Me - eseguita da Sam and Dave. Jake ed Elwood stanno ascoltando "The best of Sam & Dave" con l'autoradio della loro bluesmobile. John Landis inquadra anche il dettaglio della musicassetta.
- Hold on, I'm Comin' - eseguita da Sam and Dave. In continuazione con l'ascolto precedente, questa canzone accompagna l'inizio del primo inseguimento con la polizia nel parcheggio di un centro commerciale.
- I Can't Turn You Loose - eseguita dalla Blues Brothers Band. Colonna sonora del devastante inseguimento d'auto all'interno del centro commerciale.
- Peter Gunn Theme - eseguita dalla Blues Brothers Band. Si tratta di un classico di Henry Mancini, composto negli anni cinquanta per la serie televisiva poliziesca americana Peter Gunn, e lo si può ascoltare in più momenti del film; la prima volta è quando Elwood accompagna Jake a casa.
- Let the Good Times Roll - eseguita da Louis Jordan. Giunti nel suo appartamento, Elwood accende il giradischi e fa partire questa canzone. L'etichetta del 33 giri è inquadrata da Landis.
- Anema e core - eseguita da Ezio Pinza. Sottofondo durante la visita a casa della signora Tarantino.
- Quando, quando, quando - eseguita da Murph and the MagicTones. Il pianista Murphy Dunne, assieme ad alcuni membri della disciolta band, canta questo classico di Tony Renis per intrattenere lo svogliato pubblico dell'Holiday Inn.
- Just the Way You Are - versione strumentale, esecutore sconosciuto. Sottofondo all'incontro tra i Blues Brothers e i membri della band all'Holiday Inn.
- Die romantiker (Op. 167) - composta da Josef Lanner. Raffinato sottofondo musicale che accompagna la cena "poco ortodossa" presso Chez Paul, dove i due fratelli convincono il maitre Alan Rubin (loro ex trombettista) a tornare nella band.
- Boom Boom - eseguita da John Lee Hooker. Hooker, assieme ad alcune vecchie glorie del blues, canta questa famosa canzone, un classico del suo repertorio, nella scena in Maxwell Street, nei pressi del Soul Food Cafe gestito da Matt Murphy e sua moglie.
- Think - eseguita da Aretha Franklin assieme alla Blues Brothers Band. La moglie di Matt Murphy cerca di convincerlo, invano, a non tornare con la sua vecchia band.
- Shake your tailfeather - eseguita da Ray Charles assieme alla Blues Brothers Band. Ray canta questo brano per dimostrare che gli strumenti musicali venduti nel suo negozio non hanno niente che non va.
- Boogie chillun - eseguita da John Lee Hooker. Sottofondo del peregrinaggio notturno della band, oramai ricomposta, in cerca di ingaggi e che li accompagna fino al Bob's Country Bunker.
- Horst Wessel Lied - inno nazista, che si sente nell'ufficio del capo dei nazisti dell'Illinois mentre questi è intento a dipingere una scultura raffigurante un'aquila.
- Your Cheatin' Heart - eseguita da Kitty Wells. Musica diffusa all'ingresso del Bob's Country Bunker.
- Gimme Some Lovin' - eseguita dai Blues Brothers. La band "osa" iniziare l'esibizione con questo aggressivo rhythm'n'blues. Il pubblico, avvezzo ad ascoltare solo country and western, protesta con selvaggia veemenza.
- Theme from Rawhide - eseguita dai Blues Brothers. Stavolta il pubblico del Bob's Country Bunker apprezza questo classico pezzo country di Frankie Laine nella versione "baritonale" di Elwood.
- Stand by Your Man - eseguita dai Blues Brothers. Nonostante il testo di questa canzone sia stato scritto per essere cantato da una donna, la versione di Jake ed Elwood riesce, addirittura, a commuovere il rude pubblico del locale di Bob.
- I'm Walkin' - eseguita da Fats Domino. Il ritmo incalzante di questo brano sottilinea la campagna pubblicitaria con cui si annuncia l'imminente concerto della band nella sala da ballo del Palace Hotel.
- Minnie the moocher - eseguita da Cab Calloway assieme alla Blues Brothers Band. La sala è gremita e Jack & Elwood sono in ritardo. La folla inizia a scalpitare gridando "Vogliamo-lo-show!". Per placare gli animi, Curtis intona questo suo vecchio classico, scatenando l'entusiasmo del pubblico impegnato a cantare assieme a lui.
- Medley: Time is tight / I can't turn you loose - eseguita dalla Blues Brothers Band. Curtis annuncia, finalmente, l'entrata in scena di Jake ed Elwood Blues.
- Everybody needs somebody to love - eseguita dai Blues Brothers. Primo dei due brani che i fratelli eseguiranno al concerto. È la canzone dei Blues Brothers più famosa. Il suo successo è rimasto invariato negli anni.
- Sweet home Chicago - eseguita dai Blues Brothers. Trascinante blues con cui Jake ed Elwood si congedano dal pubblico e, soprattutto, dai numerosi poliziotti che gli danno la caccia. Il brano contiene una lunga parte strumentale nella quale i vari componenti della band si alternano in modo da esprimere il proprio virtuosismo.
- La cavalcata delle Valchirie - scritta da Richard Wagner, eseguita dalla Pittsburgh Symphony Orchestra. Sottolinea l'inseguimento e la rovinosa caduta nel vuoto dell'auto con a bordo i nazisti dell'Illinois che stavano dando la caccia ai Blues Brothers.
- La ragazza di Ipanema - versione strumentale, esecutore sconosciuto. È la musica che accompagna Jake & Elwood durante la salita in ascensore per raggiungere l'ufficio delle imposte.
- Jailhouse rock - eseguita dai Blues Brothers. La band, finita tutta in prigione, esegue questo classico di Elvis Presley per la gioia dei carcerati. È anche la sigla finale del film. Durante lo scorrere dei titoli, alla voce di Jake si alternano incisi, sia cantati che strumentali, eseguiti dalla maggior parte degli artisti presenti nel film.
[modifica] Discografia
- 1978 - Briefcase Full of Blues (live)
- 1980 - The Blues Brothers: Music from the Soundtrack
- 1980 - Made in America (live)
- 1981 - Best of the Blues Brothers
- 1988 - Everybody Needs the Blues Brothers
- 1990 - The Blues Brothers Band Live in Montreux
- 1992 - Red, White & Blues
- 1992 - The Definitive Collection
- 1995 - The Very Best of the Blues Brothers
- 1997 - Blues Brothers & Friends: Live from House of Blues (Dan Aykroyd & Jim Belushi)
- 1998 - Blues Brothers 2000: Original Motion Picture Soundtrack
- 1998 - The Blues Brothers Complete (2 CD)
- 2001 - Briefcase Full of Blues / The Blues Brothers: Music from the Soundtrack (cofanetto 2 CD)
- 2001 - Briefcase Full of Blues / The Blues Brothers: Music from the Soundtrack / Made in America (cofanetto 3 CD)
- 2003 - The Essentials
- 2005 - Gimme Some Lovin' & Other Hits
[modifica] Il sequel
| Per approfondire, vedi la voce Blues Brothers 2000 - Il mito continua. |
Nel 1998 Dan Aykroyd lavorò di nuovo in coppia con John Landis, per il sequel del film, Blues Brothers 2000 - Il mito continua. Tuttavia il risultato è stato ritenuto abbastanza deludente e per molti non ha retto il paragone con l'originale soprattutto per l'assenza di John Belushi, scomparso prematuramente nel 1982, due anni dopo il primo film.
[modifica] Curiosità
- Una notte, durante le riprese del film, una coppia chiamò il regista dicendo di andare a riprendersi John Belushi che, ubriaco, aveva bussato alla loro porta per un hot dog e poi si era addormentato sul divano.
- Jake era molto superstizioso. Pretendeva un nuovo paio di occhiali per ogni scena girata.
- Joliet ed Elwood sono rispettivamente il capoluogo ed una cittadina della contea di Will, Illinois.
- Alcune mirabolanti capriole di "Joliet" Jake come la "ruota" sono state eseguite dallo stesso John Belushi, senza bisogno della controfigura.
- Jake (John Belushi) compare senza occhiali da sole in una sola sequenza: quando bacia la fidanzata tradita dopo essere scappato dal Palace Hotel. In compenso lo si vede col cappello in testa per tutta la durata del film (esclusa la scena iniziale nel penitenziario, dove è vestito da carcerato).
- Elwood (Dan Aykroyd) non compare mai senza gli occhiali da sole. Nella versione estesa in DVD, non indossa occhiali da sole ma occhiali da lavoro nella scena in cui si licenzia.
- Elwood (Dan Aykroyd) compare senza il cappello in quattro scene: appena entra nella sua stanza, dopo il crollo della casa, quando lo utilizza per proteggere la mano con la quale rompe il vetro di una finestra ed infine quando dà l'estremo saluto alla Blues Mobile che cade in pezzi.
- L'impiegato dell'Ufficio Tasse che compare nelle scene conclusive del film è Steven Spielberg, che aveva diretto proprio Belushi e Aykroyd in 1941: Allarme a Hollywood.
- Uno dei poliziotti che inseguono i Blues Brothers nel centro commerciale (quello che alla fine dell'inseguimento, nell'auto capovolta, dice: "Ho rotto l'orologio") è il regista John Landis, indicato nei titoli di coda come "Trooper La Fong".
- L'ufficiale della prigione che consegna a Jake gli effetti personali, alla sua uscita dal carcere, è il noto regista Frank Oz.
- L'allora moglie di Belushi, Judy Jacklin (Judith Belushi-Pisano), fa una brevissima apparizione nella parte di una cameriera.
- Su una parete del ponte sotto il quale Jake e Elwood nascondono la Blues Mobile prima del concerto, c'è un graffito che recita "John cuore Deborah". È un riferimento al regista John Landis e a sua moglie, Deborah Nadoolman.
- Prima di poter girare la scena "Falling-Pinto", nella quale l'auto dei Nazisti (una Ford Pinto) "vola" per centinaia di metri, i produttori hanno dovuto ottenere dalla Federal Aviation Administration un certificato di "non-adeguatezza aerea da promontorio" ("Air UN-worthhyness certificate"). Questo è stato fatto eseguendo dei test preliminari per essere certi che l'auto sarebbe caduta "come un mattone" e non come una "foglia" (deviando la traiettoria di "volo").
- Nell'appartamento di Elwood, ogni volta che viene inquadrata la finestra sta passando un treno.
- Il film conquistò il Guinness dei primati per la scena con il maggior numero di incidenti d'auto.
- Il padre di Murphy Dunne, George, era all'epoca presidente del Board della contea di Cook, cosa che fu utile ad ottenere i permessi per girare alcune scene.
- La prigione che si vede all'inizio del film si trova in Illinois, e al tempo era attiva e funzionale. Oggi tale prigione non ha più funzioni detentive, bensì è diventata il set del telefilm Prison Break.
[modifica] I blooper
Contiene bloopers di ogni genere,[6] che rendono il suo umorismo ancora più efficace nelle battute al limite dell'assurdo, recitate con il tono serioso di Jake ed Elwood, tra i quali alcuni grossolani errori di doppiaggio:
| « Curtis, tu sei il solo che ha suonato per noi l'arpa in cantina." » | |
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(Elwood, ricordando l'infanzia trascorsa in compagnia di Curtis (Cab Calloway))
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Evidentemente i traduttori dell'epoca sono caduti nel false-friend harp, traducendolo con arpa anziché con armonica.
Per contro l'originale battuta: Elwood "...è partito un pistone", Jake "Poi torna?", Elwood "No!", è stata introdotta dai doppiatori italiani (nella versione originale suona: Jake "...è grave?", Elwood "Sì!").
[modifica] La Bluesmobile
L'auto dei Blues Brothers si può considerare una sorta di co-protagonista, sempre presente e fondamentale, dall'inizio fino quasi alla fine del film.
La "Bluesmobile" è una Dodge Monaco 440, ovvero con motore V8 da 7.200cc. (440in3) erogante ben 375 cv (280 kW). La targa dell'Illinois, serie 1978, è spesso ripresa in primo piano e ha la sigla BDR 529
La Bluesmobile è capace di mirabolanti esibizioni; in una scena tagliata si vede Elwood parcheggiarla in una cabina di trasformazione del "L train" - metropolitana sopra-elevata di Chicago - ed in sottofondo si ode il ronzio dei trasformatori (scena voluta da Aykroyd). L'impressione che Aykroyd voleva dare era che l'auto assorbisse energia dai trasformatori, ma il regista John Landis non ritenne necessario dare spiegazioni commentando semplicemente: È magica! ("It's just a magic car!").
In effetti la "Monaco 440" era una vettura dalle notevoli prestazioni e ben pochi trucchi vennero utilizzati (nella scena del volo all'indietro venne usata una copia in fibra di vetro); per esempio nella scena di inseguimento sotto alla sopraelevata di Chicago si vede per un attimo il tachimetro segnare quasi 120 miglia orarie (poco più di 190 km/h) e quella era la velocità reale alla quale si svolgeva l'azione.
Una curiosità riguardo al dialogo in cui Elwood elogia la nuova Bluesmobile:
| « Motore truccato, sospensioni rinforzate, paraurti antistrappo, gomme antiscoppio e cristalli antiproiettile. E non c'è neanche bisogno dell'antifurto perché ho collegato tutti i contatti con la sirena. Allora, che ne dici? È la nuova Blues Mobile, o no? » |
Il discorso si basa sull'originale, ma al posto della sirena/antifurto Elwood dice in realtà che "la macchina è stata costruita prima dell'utilizzo dei catalizzatori quindi usa benzina normale".
Dato che nel 1980 in Italia ben pochi sapevano dell'esistenza delle marmitte catalitiche, la cosa è comprensibile.
Secondo la leggenda venne acquisitata da Elwood nel 1979 (dettaglio non citato nella sceneggiatura, la battuta di Elwood dice "a Marzo", "last spring" nella versione originale) ad un'asta della Polizia di Mount Prospect, Illinois, cittadina della contea di Cook.
In realtà la produzione acquistò delle vetture usate, normali e anche della Polizia, ma della California, cosa che si evince anche dal colore degli interni, un beige chiaro venduto nelle zone assolate di quello Stato per evitarne il surriscaldamento.
Per la realizzazione del film vennero utilizzate, e quasi tutte distrutte, 12 vetture, secondo altre fonti 13.
L'unica "superstite" autentica è di proprietà del cognato di Dan Aykroyd, probabilmente la vettura di riserva mai utilizzata nel film.
Durante la lavorazione del film uno degli attori (di cui non è stato reso noto il nome) guidò una delle Bluesmobile per oltre 100 miglia prima di venire arrestato e l'auto, irregolare e con targa finta, requisita. Produzione e regista ebbero il loro bel da fare per farsi restituire l'auto e liberare l'ignoto attore. Non solo: John Landis fu più preoccupato per la macchina che per l'attore!
[modifica] Note
- ^ a b c "John Belushi. L'anima blues in un corpo punk: il comico demenziale", Stefano Sorbini Editore,1996
- ^ Rotten Tomatoes in Info & Tidbits on The Blues Brothers. URL consultato il December 16.
- ^ a b Internet Movie Database in Business Data for The Blues Brothers
- ^ Box Office Mojo in The Blues Brothers. URL consultato il June 23.
- ^ Chicago Sun-Times in Movie still remembered after 25 years. URL consultato il December 16.
- ^ Tutti i bloopers del film
[modifica] Voci correlate
- The Blues Brothers: Music from the Soundtrack
- Dodge Monaco - La Bluesmobile
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su The Blues Brothers
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su The Blues Brothers dell'Internet Movie Database
| Blues Brothers Band: | ||
| Jake "Joliet" · Elwood · Matt "Guitar" Murphy · Steve "The Colonel" Cropper · Donald "Duck" Dunn · Murph · Willie "Too Big" Hall · Tom "Bones" Malone · Lou "Blue" Marini · Mr. Fabulous
Guest star: James Brown · Cab Calloway · Aretha Franklin · Ray Charles · John Lee Hooker |
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| Discografia: | ||
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