The Bastard Sons of Dioniso

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The Bastard Sons of Dioniso
The Bastard Sons of Dioniso negli studi di SanbaRadio (31 maggio 2009)
The Bastard Sons of Dioniso negli studi di SanbaRadio (31 maggio 2009)
Paese d'origine Bandiera dell'Italia Italia
Genere Hard rock[1][2][3]
Rock[1][2][3]
Rock progressivo
Periodo di attività 2003in attività
Etichetta Musica indipendente (2006 - 2008)
Sony BMG (2009-2011)[4]
Musica indipendente (2011)[5]Universo Media Group (2011-in corso)[4]
Album pubblicati 3
Studio 3
Sito web

The Bastard Sons of Dioniso (a volte noti semplicemente con l'acronimo TBSOD) sono un gruppo rock[1] italiano, i cui componenti sono tutti originari del Trentino, e più precisamente della Valsugana. Giungono alla notorietà grazie alla partecipazione alla seconda edizione di X Factor in cui si classificano secondi.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Gli inizi e la partecipazione ad X Factor

Federico Sassudelli (2009)

Il trio trentino si forma il 15 agosto 2003[6], durante una festa di una sera d'estate in una baita di Baselga di Piné (i tre membri facevano parte di tre band diverse) [7]. Il nome è letteralmente traducibile dalla lingua inglese con: I figli bastardi di Dioniso (corrispondente greco del dio latino Bacco). Dopo tre anni e la partecipazione vittoriosa ad alcuni [8] concorsi musicali[9], nel 2006, i tre musicisti incidono il loro primo album Great tits heat!. Ad esso fa seguito, l'anno successivo, Even Lemmy Sometimes Sleeps, con arrangiamenti acustici, a cui segue un tour fra Trentino e Veneto[10].

Jacopo Broseghini (2009)
Michele Vicentini (2009)

Nel 2009 partecipano alla seconda edizione di X Factor, in cui si classificano secondi; il gruppo è seguito da Mara Maionchi e vince il premio della critica del programma. Usciti dal programma, pubblicano l'EP L'amor carnale, supportato dall'omonimo singolo. Il gruppo inoltre si impegna a cantare assieme agli altri finalisti del talent la cover di You've Got a Friend per la raccolta benefica di fondi in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. L'EP L'amor carnale vende più di 35.000 copie e si aggiudica il disco d'oro[11].

[modifica] Il nuovo album: In stasi perpetua

Il 9 ottobre 2009 esce il singolo dei Bastard Sons of Dioniso intitolato Mi par che per adesso, il quale anticipa In stasi perpetua, il nuovo album in studio del trio, che esce il 23 ottobre 2009. Il 5 marzo 2010 esce Senza colore, secondo singolo tratto da In stasi perpetua. Domenica 4 luglio 2010 i tre si esibiscono all'Heineken Jammin' Festival.

[modifica] Il 2011, la rottura con la Sony e Per non fermarsi mai

Nella primavera 2011, il gruppo annuncia ufficialmente la rottura con l'etichetta Sony Music e con la Non ho l'età di Mara Maionchi, che ne curava il management [4]. Il trio valsuganotto, oltre a partecipare a numerose iniziative benefiche[12][13], prende parte anche al supergruppo Rezophonic, con cui incide il singolo Ci vuole un fiore[14], uscito il 21 maggio 2011, e che fa parte del progetto Rezophonic 2 - Nell'acqua, il cui ricavato andrà ad AMREF per la costruzione di pozzi d'acqua nel Kajiado.

Pochi mesi dopo, viene annunciata per settembre 2011 l'uscita del nuovo album, Per non fermarsi mai[5].

Da segnalare, nel tour estivo 2011, le performance da sostenitore per le due date del tour di Ben Harper e Robert Plant (a Roma e Milano), assieme all'amico musicista reggae Anansi [15]. Con Anansi, The Bastard Sons of Dioniso avevano già collaborato nel loro brano The Zwang Song e nel brano Carpe Diem, contenuto nell'ultimo album del musicista trentino, Tornasole.

Il 21 ottobre 2011 entra in rotazione in radio e in vendita su iTunes Rumore nero, il cui video viene diffuso in rete il 9 novembre[16]; il singolo fa da apripista al nuovo disco. Prodotto dagli stessi TBSOD, da Piero Fiabane di LiveNation e da LP & Friends, Per non fermarsi mai esce il 15 novembre 2011 per l'etichetta romana Universo Media Group, che si appoggia alla Universal Music per la distribuzione nei negozi, e a Parrini SPA per quella nelle edicole. L'album contiene undici brani originali, tutti in italiano, e una cover di Tomorrow never knows dei Beatles.


[modifica] Formazione

[modifica] Discografia

[modifica] Album

[modifica] EP

[modifica] Singoli

[modifica] Compilation

[modifica] Video musicali

[modifica] Note

  1. ^ a b c Patrizio Longo. The Bastard Sons of Dioniso: un successo prevedile (sic). Distrazioni Sonore. URL consultato il 4-1-2011.
  2. ^ a b Recensione In Stasi Perpetua
  3. ^ a b Recensione Senza Colore, nuovo singolo in radio
  4. ^ a b c Fabio De Santi. Bastard: doppio addio per un futuro più libero
  5. ^ a b Bastard, a settembre uscirà il nuovo disco
  6. ^ Breve storia dei TBSOD: le origini. The Bastard Sons of Dioniso. URL consultato il 10-3-2011.
  7. ^ Intervista di TvBlog ai BSOD
  8. ^ Biografia su last.fm
  9. ^ Nel 2007 hanno vinto la terza edizione di Suoni Universitari, concorso organizzato dall'Opera Universitaria di Trento. Suoni Universitari 2007. Opera Universitaria di Trento. URL consultato il 10-3-2011.
  10. ^ [1]
  11. ^ L'amor carnale disco d'oro con 35.000+ copie
  12. ^ Fabio Pipinato, direttore di Unimondo. Giovani.Razza bastarda
  13. ^ The Bastard Sons of Dioniso: che giornata!
  14. ^ Comunicato stampa che annuncia la presentazione del singolo
  15. ^ Katja Casagranda,Il Trentino. Bastard e Anansi con i grandi
  16. ^ Fabio de Santi, l'Adige. Bastard: ecco il clip di "Rumore nero"
  17. ^ Intervista del 29 gennaio 2009 ad Alessandro Carlin dello studio di registrazione Gulliver Records nella quale si precisa che i primi due Album dei TBSOD sono stati pubblicati dalla Gulliver, come peraltro riportato nella copertina dei cd. Katja Casagranda. Carlin, l’uomo dei suoni: «Il successo dei Bastard? Ci rispecchiamo in loro». Trentino, 29 gennaio 2009

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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