The Bard's Tale (videogioco 1985)

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The Bard's Tale
Sviluppo Interplay Productions
Pubblicazione Electronic Arts e Ariolasoft (Europa)
Ideazione Michael Cranford
Data di pubblicazione 1985
Genere Videogioco di ruolo
Modalità di gioco singolo giocatore
Piattaforma Amiga, Amstrad CPC, Apple II, Atari ST, Commodore 64, MS-DOS, Nintendo Entertainment System, ZX Spectrum, NEC PC-9801
Seguito da The Bard's Tale II: The Destiny Knight

Tales of the Unknown: Volume I, più conosciuto dal suo sottotitolo The Bard's Tale, è un videogioco di ruolo fantasy creato dalla Interplay Productions nel 1985 e distribuito dalla Electronic Arts.[1] Fu progettato e programmato da Michael Cranford.

Liberamente basato sul gioco di ruolo tradizionale Dungeons and Dragons e ispirato dai videogiochi della serie Wizardry, The Bard's Tale è degno di nota l'uso della grafica 3D e per i ritratti parzialmente animati dei personaggi. Anche il personaggio del bardo fu un'innovazione: "Il bardo fu il contributo dell'autore Michael Cranford al genere, un personaggio che lancia incantesimi cantando una di sei melodie.[2]

Fu originariamente pubblicato per l'Apple II, e convertito per il Commodore 64, Apple IIgs, ZX Spectrum, Amstrad CPC, Commodore Amiga, Atari ST, MS-DOS, Apple Macintosh e NES.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel gioco il giocatore forma un gruppo di fino a sei personaggi che parte dall'edificio della Gilda degli Avventurieri, l'unio posto in cui era possibile salvare i personaggi e il loro inventario. Il gioco progrediva facendo salire di livello i personaggi così che diventassero abbastanza potenti da sconfiggere i nemici sempre più potenti che incontravano nei sotterranei e ottenessero certi oggetti necessari a risolvere la missione finale e a ottenere informazioni.

La città fittizia di Skara Brae (senza alcuna connessione all'omonimo sito storico) consiste di una mappa di 30x30 quadretti che contengono o un edificio o una strada (più cancelli e statue magiche che bloccano certe strade). L'accesso a una torre nell'angolo nordorientale e in quello sudoccidentale è bloccato da cancelli chiusi. I portoni principali della città si aprono verso occidente e sono bloccati dalla neve, rimanendo impassabili per tutto il gioco. Una strada sembra condurre indefinitivamente verso sud, teleportando in realtà il gruppo al suo inizio ogni volta che questo raggiunge il punto in cui si dovrebbero trovare i muri della città.

Certi edifici della città sono speciali, per esempio l'Adventurer's Guild ("Gilsa degli avventurieri"), il Garth's Equipment Shoppe ("negozio dell'equipaggiamento di Garth"), il Review Board ("comitato di resivione"), non marcato e che deve essere trovato, è l'unico luogo dove i personaggi possono salire di livello, diverse taverne, templi e sotterranei. Questi ultimi sono labirinti di vario genere, cantine, fogne, catacombe o fortezze, piene di mostri e indovinelli, a volte sorvegliate da statue magiche che si animano per attaccare il gruppo di personaggi.

  1. Il primo sotterraneo è il "Wine Cellar" ("cantina dei vini", 1 livello), situato in una particolare taverna, che è connesso alle "Sewers" ("fogne") della città (3 livelli) che a loro volta portano ad un'uscita che permette l'accesso ad una parte altrimenti inaccessibile dell'angolo sudoccidentale della città dove si trova la Mangar's Tower, il sotterraneo finale. Comunque per accedere a quest'ultimo occorre una chiave. Nelle fogne si trovano diversi indizi, incluso il nome del Dio Pazzo. Per trovare il primo sotterraneo (il wine cellar) il gruppo deve ordinare del vino in una certa taverna. Nel manuale c'è un indizio («Suggerimento: Il primo sotterraneo è la cantina dei vini della sola taverna in città che serve vino. È in Rakhir Street») Comunque questo suggerimento non era presente nel manuale dell'edizione per Commodore 64. Una volta ordinato il vino il gruppo veniva mandato dall'oste nella sua cantina per prendersi da soli una bottiglia. In realtà non è possibile ottenere una bottiglia di vino nel gioco, il solo scopo di questo sotterraneo "introduttivo" è di presentare il concetto di sotterraneo ai giocatori e fornire un accesso alle fogne.
  2. Le "Catacombs" ("catacombe", 3 livelli) sotto al tempio del Mad God, accessibili solo se il suo nome è conosciuto (tecnicamente basta che il giocatore lo conosca e lo inserisca da tastiera, non è necessario che l'abbia scoperto in gioco). Nel livello più basso del sotterraneo si deve sconfiggere una lich per ottenere l'occhio.
  3. Se si possiede l'occhio una statua del Mad God nel Baron "Harkyn's Castle" ("Castello del barone Harkyn", 3 livelli) teleporterà il gruppo nell'angolo nordoccidentale della città (altrimenti inaccessibile), dove si trova il sotterraneo successivo, che comunque non è necessario affrontare immediatamente. Se è troppo indebolito dai combattimenti il gruppo può scegliere di lasciare la zona attraverso un portale a senso unico e tornare alla città.
  4. Kylearan's Tower (Torre di Kylearan, 1 livello) è accessibile solo attraverso un teletrasporto presente nell'ultimo livello dell'Harkyn's Castle. Kylearan the Archmage attende il gruppo alla conclusione della sua torre e si rivela essere un amico. Da al gruppo la chiave per accedere al sotterraneo finale, Mangar's Tower, ma devono comunque aggirare i cancelli chiusi passando attraverso le fogne.
  5. Mangar's Tower (Torre di Mangar, 5 livelli) è il sotterraneo finale da superare per raggiungere Mangar e ucciderlo, purché il gruppo sia riuscito a procurarsi negli altri sotterranei diversi oggetti necessari a vincere. All'interno del sotterraneo il gruppo troverà anche una chiave che permetterà di accedere alla Mangar's Tower direttamente dalla città senza dover attraversare le fogne.

Struttura del gioco[modifica | modifica sorgente]

The Bard's Tale è un "dungeon crawl" lineare. L'obbiettivo è guadagnare punti esperienza per aumentare le abilità dei personaggi attraverso combattimenti contro nemici e mostri. Questo avviene mentre si esplorano sotterranei labirintici, risolvendo occasionali puzzle e indovinelli e trovando o acquistando armi, armature e altro equipaggiamento.

All'inizio del gioco il giocatore può creare fino a sei personaggi giocanti, scelti tra le seguenti classi: bard, hunter, monk, paladin, rogue, warrior, magician e conjurer (bardo, cacciatore, paladino, ladro, guerriero, mago ed evocatore). Inoltre giocatori esperti potevano sbloccare le classi di sorcerer e wizard (stregone e mago). Un gruppo ben bilanciato consiste di un apio di guerrieri, un rogue, un bardo e un paio di classi che lanciano incantesimi. Su alcune piattaforme il giocatore poteva importare personaggi precedentemente creati in Wizardry e/o Ultima III, una caratteristica abbastanza rivoluzionaria per l'epoca.

Il personaggio più importante è probabilmente il bardo,le cui melodie magiche funzionano come incantesimi a lunga durata e influenzano in modi diversi il gruppo — come rinforzare l'armatura o incrementare la velocità d'attacco in modo simile ai buff dei moderni MMORPG. Diversi puzzle obbligatori del gioco sono irrisolvibili senza l'uso delle melodie dei bardi. Ogni melodia attivata dal bardo faceva suonare la musica corrispondente (alcune classiche, altre originali).

Poiché la confezione del gioco includeva solo la mappa di Skara Brae è di solito necessario che i giocatori disegnino la mappa dei luoghi visitati giocando. Nei primi due giochi ogni livello di un sotterraneo era disegnato su una griglia fissa di 22 per 22 quadretti.

Un personaggio di una classe che lanciava incantesimi poteva cambiare classe. Il manuale di gioco descriveva un mago che aveva imparato gli incantesimi di tutte e quattro le classi come un "Arcimago, l'essere più potente del mondo di Bard's Tale." Comunque lo stato di arcimago non ha benefici in gioco, a parte il conoscere tutti gli incantesimi disponibili.

Per lanciare uno degli 85 incantesimi si doveva inserire un codice di quattro lettere che si trovava solo nel manuale stampato. Ciò ha probabilmente aiutato a limitare la pirateria e contribuì al successo commerciale del gioco. Comunque se si giocava su una piattaforma dotata di mouse (le versioni MS-DOS e Amiga) il nome completo degli incantesimi compariva in un menù a discesa.

Il combattimento era a round e astratto, descritto in testo piuttosto che mostrato visivamente, i personaggi non si muovevano su una mappa durante il combattimento. I tesori e i punti esperienza ottenuti da un dato incontro sono distribuiti equamente tra tutti i membri del gruppo sopravvissuti allo scontro.

Ricezione[modifica | modifica sorgente]

Computer Gaming World descrisse Bard's Tale come "da non mancare"[3] Il gioco fu recensito nel 1986 in Dragon n. 116 da Hartley e Pattie Lesser nella colonna "The Role of Computers". La recensione è positiva e si conclude raccomandandone l'acquisto.[4] Il giocoo fu nuovamente recensito in Dragon #120.[5] In una successiva recensione il gioco ricevette 5 stelle su 5.[6]

Le recensioni per la versione per ZX Spectrum[7] fu favorevoli. La rivista CRASH disse che "l'ambiente di Skara Brae è così complesso e coinvolge così tanti fattori che è difficile non essere completamente presi dalla quest" e gli diede un 86%.[8] Sinclair User gli diede un 89%, ma disse che non era indirizzato ai giocatori in generale dicendo che "The Bard's Tale appassionerò i fan dei pixie [...] ma c'è troppo testo e non abbastanza grafica e animazione per convertire chi non è già appasionato."[9] Your Sinclair fu similmente positivo sul gioco, dandogli un 9/10.[10]

La versione per Commodore 64 The Bard's Tale ricevette un "Sizzler award" e fu valutata 94% dalla rivista ZZAP! 64 nell'edizione speciale del Natale 1986. Il recensore Sean Masterson la definì "il miglior RPG per il Commodore".[11]

Con un punteggio di 7,49 su 10 nel 1988, The Bard's Tale fu tra i primi membri della Hall of Fame di Computer Gaming World, che onora i giochi che hanno ricevuto i voti più alti dai lettori.[12] Nel 1990 in un sondaggio tra i lettori riguardo ai "favoriti di tutti i tempi" il gioco giunse al settimo posto.[13]

Seguiti[modifica | modifica sorgente]

The Bard's Tale fu un successo sia di critica, che di pubblico ed ebbe tre seguiti ufficiali:

Una raccolta di tutti e tre intitolata The Bard's Tale Trilogy, fu pubblicata per l'MS-DOS dalla Electronic Arts nel 1990.

Secondo la programmatrice Rebecca Heineman il nome globale della serie avrebbe dovuto essere Tales of the Unknown, e i tre giochi avrebbero duti essere intitolati The Bard's Tale, The Archmage's Tale e The Thief's Tale. Questo è confermato dall'illustrazione della pubblicazione originale di Bard's Tale, che definiva il gioco come "Tales of the Unknown, Volume I." Comunque in seguito alla popolarità che il primo nome ebbe la Electronic Arts decise di cambiare il nome della serie in quello molto più conosciuto.[14]

Quello che avrebbe dovuto originariamente essere The Bard's Tale IV divenne Dragon Wars.[15]

Nel 2003 Brian Fargo (che creò le mappe dei primi due Bard's Tale e diresse il terzo) lasciò la Interplay Entertainment e fondò la InXile Entertainment, una nuova ditta di sviluppo di videogiochi. Nel 2004 pubblicarono il loro primo gioco, intitolato anch'esso The Bard's Tale, un'irriverente videogioco d'azione che si prende gioco degli stilemi classici dei giochi di ruolo fantasy, come per esempi quelli del Bard's Tale originale. Non fu un seguito della serie originale o connesso ad esso in nessun senso a parte il titolo. Sebbene una scappatoia legale permise alla InXile di usare il nome Bard's Tale e la compagnia aveva evidentemente pianificato di incorporare ulteriori elementi del gioco originale,[14] l'Electronic Arts possedeva ancora i trademark della serie originale e l'InXile non poteva legalmente usare nessuna delle trame, personaggi o luoghi che vi comparivano.

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

La Baen Books pubblicò una serie di romanzi basati su The Bard's Tale negli anni novanta. Sebbene i libri avessero poco in comune con la trama dei giochi.

  1. Mercedes Lackey e Josepha Sherman (1992). Castle of Deception. ISBN 0-671-72125-9
  2. Mercedes Lackey e Ru Emerson (1993). Fortress of Frost and Fire. ISBN 0-671-72162-3
  3. Mercedes Lackey e Mark Shepherd (1994). Prison of Souls. ISBN 0-671-72193-3
  4. Josepha Sherman (1994). The Chaos Gate. ISBN 0-671-87597-3
  5. Holly Lisle e Aaron Allston (1996). Thunder of the Captains. ISBN 0-671-87731-3
  6. Holly Lisle e Aaron Allston (1997). Wrath of the Princes. ISBN 0-671-87771-2
  7. Mark Shepherd (1997). Escape from Roksamur. ISBN 0-671-87797-6
  8. Holly Lisle (1998). Curse of the Black Heron. ISBN 0-671-87868-9

Autori[modifica | modifica sorgente]

Michael Cranford, il programmatore e autore dei primi due Bard's Tale era un devoto cristiano. Incluse riferimenti a Gesù in The Bard's Tale, e tutti i nomi delle città in The Bard's Tale II sono presi dal Nuovo Testamento, eccetto che per uno. Dopo la rottura con Brian Fargo non fu coinvolto in The Bard's Tale III e decise di tornare al college per studiare teologia e filosofia.[16]

Lawrence Holland, che compose la musica e programmò l'interfaccia musicale successivamente creò la famosa serie di videogiochi Star Wars: X-Wing per la LucasArts. Successivamente fondò una sua propria compagnia, la Totally Games.

Artist Eric Joyner dipinse la copertina originale, nella quale inserì sé stesso (di fronte con una tunica), l'artista Don Carson III (di fronte con boccale e sullo sfondo con una pipa) e il padre di questo Don Carson Jr (con l'arpa).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Matt Barton, Part 2: The Golden Age (1985–1993) in The History of Computer Role-Playing Games, Gamasutra, 23 febbraio 2007. URL consultato il 5 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 10 febbraio 2010).
  2. ^ (EN) Michael R. Bagnall, Quest for Clues, a cura di Addams Shay, New Hampshire, Origin Systems, 1988, p. 27, ISBN 0-929373-00-6.
    «The Bard was author Michael Cranford's contribution to the genre, a character who casts spells by singing one of six tunes».
  3. ^ (EN) Scorpia, The Bard's Tale in Computer Gaming World, novembre 1985, p. 27.
    «not to be missed!».
  4. ^ (EN) Hartley Lesser e Pattie Lessser, The Role of Computers in Dragon, nº 116, dicembre 1986, pp. 69–76.
  5. ^ (EN) Hartley Lesser e Patricia Lesser, The Role of Computers in Dragon, nº 120, aprile 1987, pp. 79–82.
  6. ^ (EN) Hartley Lesser e Patricia Lesser, The Role of Computers in Dragon, nº 126, ottobre 1987, pp. 82–88.
  7. ^ (EN) Bard's Tale, The in World of Spectrum. URL consultato il 5 marzo 2014.
  8. ^ (EN) The Bard's Tale in CRASH, nº 55, agosto 1988, pp. 55–56.
    «the Skara Brae environment is so complex and involves so many different factors that it's hard not to get completely enthralled in your quest».
  9. ^ (EN) Bards Tale in Sinclair User, nº 77, agosto 1988, pp. 88–89.
  10. ^ (EN) Nike Gerrard, The Bard's Tale: Tales of the Unknown in Your Sinclair, nº 33, settembre 1988, p. 28. URL consultato il 5 marzo 2014.
  11. ^ (EN) Gamebase 64 - Game of the Week in gamebase64. URL consultato il 5 marzo 2014.
  12. ^ The CGW Hall of Fame in Computer Gaming World, marzo 1988, p. 44.
  13. ^ (EN) CGW Readers Select All-Time Favorites in Computer Gaming World, gennaio 1990, p. 64.
  14. ^ a b (EN) Bill Heineman, Beyond the Bard's Tale, as was told, An epic great will now unfold ... in The Bard's Tale Compendium, 2000. URL consultato il 5 marzo 2014.
  15. ^ (EN) Scott Stilphen, ... Rebecca Heineman in DP Interviews.... URL consultato il 5 marzo 2014.
  16. ^ (EN) The people behind - The Bard's Tale Legacy in The Bard's Tale Compendium, 1998. URL consultato il 5 marzo 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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