Thalassodromeus sethi

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Thalassodromeus
Stato di conservazione: Fossile
Thalassodromeuswitton2.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Sottoclasse Diapsida
Ordine Pterosauria
Sottordine Pterodactyloidea
Genere Thalassodromeus
Specie T. sethi

Il talassodromeo (Thalassodromeus sethi) è un rettile volante estinto, appartenente agli pterosauri. Visse nel Cretaceo inferiore (circa 110 milioni di anni fa) e i suoi resti sono stati rinvenuti in Brasile.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La caratteristica principale del talassodromeo era data dal suo cranio, di proporzioni enormi rispetto al corpo e sormontato da un'imponente struttura alta e piatta. Questa cresta si sviluppava dalla punta del muso per poi crescere in altezza mano a mano che si spingeva verso la parte posteriore; la struttura sporgeva ben oltre il cranio, e terminava in un'estremità biforcuta. La cresta occupava circa il 75% della superficie cranica. Il cranio intero era lungo circa un metro e mezzo, e si suppone che l'apertura alare dell'animale potesse superare i cinque metri.

Ricostruzione del cranio di Thalassodromeus

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Questo bizzarro animale è classificato all'interno del gruppo degli Azhdarchoidea insieme all'assai simile Tupuxuara; non è chiaro, però, se questi due pterosauri fossero più strettamente imparentati con gli azdarchidi veri e propri (Azhdarchidae), che comprendono i più grandi animali volanti mai vissuti, o con i tapejaridi (Tapejaridae), una famiglia di enigmatici pterosauri dal cranio alto e crestato.

Stile di vita[modifica | modifica sorgente]

Gli studi effettuati sul cranio del talassodromeo (il cui nome significa “corridore del mare”) inizialmente hanno indicato che questo animale poteva sorvolare le acque degli oceani tuffando la sua testa per cogliere i pesci che si muovevano appena al di sotto della superficie, in un modo molto simile agli odierni becchi a forbice (gen. Rynchops). Ulteriori analisi, però, hanno dimostrato che la morfologia delle mandibole e del collo non era adatta a questo tipo di strategia alimentare. A tutt'oggi, non è chiaro a cosa servisse l'immensa cresta: c'è chi ipotizza che fosse utilizzata per la termoregolazione, oppure come display sessuale, o ancora come segnale di riconoscimento intraspecifico.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Kellner, A. W. A., and Campos, D. A. (2002). "The function of the cranial crest and jaws of a unique pterosaur from the early Cretaceous of Brazil." Science, 297 (5580): 389-392. (19 July 2002).

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