Théroigne de Méricourt

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Anne-Joseph Terwagne

Anne-Joseph Terwagne, detta Théroigne de Méricourt (Marcourt, 13 agosto 1762Parigi, 23 giugno 1817), è stata una politica e rivoluzionaria belga di tendenze femministe, protagonista in importanti eventi della Rivoluzione Francese del 1789.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di un agiato agricoltore, Pierre Terwagne di Xhoris, e di Élisabeth Lahaye de Marcourt, Anne-Josèph nasce nel piccolo villaggio di Marcourt, nel Lussemburgo belga dove vive fino a quando, dopo la morte della madre, a cinque anni viene portata, accolta malvolentieri, in casa di una zia di Liegi. Viene quindi affidata, per essere educata, alla badessa, sua parente, del convento di Robermont, dove rimane per 11 anni. A 16 anni fugge di casa e diviene dama di compagnia di Madame Colbert, che l'avvia alla lettura, alla musica e al canto.

Infatuata di un ufficiale inglese vive con lui una vita brillante tra Londra e Parigi ma non riuscendo a farsi sposare lo lascia per il marchese Doublet dal quale riesce ad avere una generosa rendita che le serve anche per sostenere la sua famiglia ormai in miseria.

Nel 1788 s'innamora di Giusto Fernando Tenducci, detto Il Senesino (17361790), un cantante castrato e compositore italiano e con lui viaggia in Italia dove contrae una malattia venerea.[1]

Torna a Parigi quando scoppia la Rivoluzione. La giovane probabilmente prende parte alla Presa della Bastiglia del 14 luglio 1789[2] e partecipa con passione alle discussioni nell'Assemblea Nazionale.

Nei primi anni della Rivoluzione, la sedicente contessa di Campinados, più nota come la "bella di Liegi" (belle ligèoise) tiene un suo salotto frequentato da Sieyès, Danton, Mirabeau, Desmoulins, Pétion, Charles Gilbert Romme.

Partecipa in prima persona alle discussioni nel club dei cordiglieri e cerca di fondare un club femminile esortando il 26 marzo 1792 le donne a formare il "battaglione delle amazzoni", un corpo militare, poiché sostiene che «è tempo che le donne contrastino la vergognosa incompetenza in cui l'ignoranza, l'orgoglio e l'ingiustizia maschili le ha per così lungo tempo tenute prigioniere».[3]

Vestita da cavallerizza con un cappello piumato, pistole e sciabola ai fianchi, l'"amazzone rossa" o l'"amazzone della libertà", come viene chiamata[4], è in prima linea nelle giornate del 5 e 6 ottobre 1789 quando convince molti soldati del reggimento reale di Fiandra a passare dalla parte dei rivoluzionari. Quando la polizia regia comincia ad interessarsi a lei, nel 1790 scappa a Liegi dove viene arrestata dagli Austriaci che l'imprigionano nel castello di Kufstein nel Tirolo.

Liberata nel novembre 1791, torna a Parigi continuando la sua carriera di accesa rivoluzionaria che culmina il 10 agosto 1792 durante la rivolta dei sanculotti, quando si racconta che faccia uccidere in place Vendome, mozzandogli poi di sua mano la testa con una sciabolata, l'avvocato giornalista monarchico François-Louis Suleau che l'aveva beffeggiata sul giornale satirico Actes des apôtres.[5]

L'"amazzone rossa" partecipa anche alle sanguinose giornate delle "stragi di settembre" strangolando, insieme all'amante Stanislas-Marie Maillard detto l'"Accoppatore", una giovane aristocratica.[6]

Quando, forse stanca di eccessi rivoluzionari, comincia a predicare moderazione, è osteggiata dai seguaci di Marat e nella primavera del 1793, mentre arringa il popolo dalla Terrazza dei Foglianti, viene denudata, frustata e bastonata da un gruppo di donne giacobine[7]. Per l'oltraggio ricevuto o per i colpi alla testa rimane mentalmente menomata, tanto da essere ricoverata in un manicomio, dal quale viene per breve tempo dimessa, prima di esservi internata definitivamente dal 1797 sino alla sua morte.[6][8]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Club femminili.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Discours prononcé à la Société fraternelle des minimes, le 25 mars 1792, l'an quatrième de la liberté, par Mmelle Théroigne, en présentant un drapeau aux citoyennes du faubourg S. Antoine (1791) Testo online
  • Aux 48 sections (1792) Testo on line

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Silvana Bartoli, Thèroigne de Mèricourt, l'amazzone malinconica (Donne in viaggio - La rivista delle donne,30 maggio 2011)
  2. ^ Antonio Fichera, Breve storia della vendetta, Castelvecchi, 2004 p. 290.
  3. ^ Anna Rossi-Doria, Il primo femminismo (1791-1834), Unicopli, 1993, p. 75.
  4. ^ Sebastiano Granata, Con la Rivoluzione Francese Femminismo al guinzaglio)
  5. ^ Walter Maturi in Enciclopedia Italiana Treccani (1937) e A. Fichera, Op. cit., p. 290.
  6. ^ a b A. Fichera, ibidem.
  7. ^ Annie Goldmann, Le donne entrano in scena: dalle suffragette alle femministe, Giunti Editore, 1996, p. 43.
  8. ^ Di questo suo soggiorno in manicomio è a noi pervenuta una sua lettera scritta nel 1801 indirizzata a Danton ormai morto dal 1794 redatta in un bizzarro stile grafico: La Lettre-mélancolie

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • O. Erns, Théroigne de Méricourt, d'après des documents inédits tirés des Arch. secr. de la Maison d'Autriche, trad. P. Waechter, Parigi 1935.
  • Marcellin Pellet, Étude historique et biographique sur Théroigne de Méricourt (1886)
  • Léopold Lacour, Les Origines du féminisme contemporain. Trois femmes de la Révolution: Olympe de Gouges, Théroigne de Méricourt, Rose Lacombe (1900)
  • Paul Hervieu, Théroigne de Méricourt (pièce de théâtre, 1902)
  • Gustave-Armand-Henri de Reiset, La Vraie Théroigne de Méricourt (1903)
  • Edmond et Jules de Goncourt, Portraits intimes du XVIII siecle (2 volumes, 1857-58)
  • Élisabeth Roudinesco, Théroigne de Méricourt: Une femme mélancolique sous la Révolution, Seuil, Paris, 1989. Réedition avec préface inédite d'Elisabeth Badinter, Albin Michel, Mars 2010.
  • Théroigne de Méricourt, La Lettre-mélancolie, Lettre adressée à Danton (mort en 1794) en 1801, transcripte par Jean-Pierre Ghersenzon, éd. établie par Jackie Pigeaud, Verdier / L'Éther Vague, 2005.
  • Christiane Marciano-Jacob, Théroigne de Méricourt ou la femme écrasée (2001). Le Sémaphore.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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