Textus receptus

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Textus receptus (espressione latina che significa "testo ricevuto", cioè "comunemente accettato, accolto") è il nome dato in séguito alla successione dei testi greci stampati del Nuovo Testamento che costituiscono la base per la versione della Bibbia fatta da Martin Lutero, per la traduzione del Nuovo Testamento in inglese fatta da William Tyndale e per la maggior parte degli altri Nuovi Testamenti prodotti al tempo della Riforma protestante in Europa. Questa serie prende avvio con il primo Nuovo Testamento greco a stampa, opera intrapresa e pubblicata a Basilea dallo studioso cattolico e umanista olandese Erasmo da Rotterdam nel 1516 sulla base di sei manoscritti contenenti fra loro non proprio tutto il Nuovo Testamento. Sebbene basati soprattutto sulla famiglia di manoscritti del tipo bizantino (o siriaci, o antiocheni, che sono la maggior parte dei testimoni disponibili a partire dal IX secolo), l'edizione di Erasmo differisce segnatamente dalla forma classica del testo.

Storia del Textus Receptus[modifica | modifica sorgente]

La prima edizione del Nuovo Testamento greco di Erasmo è preparata in tutta fretta, perché il suo editore Johann Froben vuole arrivare a stamparlo prima della versione greca del Nuovo Testamento preparata in Spagna come parte del progetto della Bibbia Poliglotta Complutense, voluta e finanziata dall'allora arcivescovo di Toledo Francisco Jiménez de Cisneros. Nella versione di Erasmo finiscono così per abbondare molti errori tipografici. Erasmo pure mancava di una copia completa del libro dell'Apocalisse. Così, per terminare la sua versione, è costretto a ricostruire il testo mancante ritraducendo in greco testi tratti dalla versione latina Vulgata oppure delle citazioni bibliche presenti nella Patristica. Di conseguenza, sebbene il textus receptus sia classificato dagli studiosi come un tardo testo bizantino, esso differisce di circa 2000 particolari dalla forma standard di quella famiglia di testi, come rappresentata dal Testo di maggioranza di Hodges e Farstad (Wallace 1989). L'edizione di Erasmo diventa ben presto un successo commerciale ed è ripubblicata nel 1519 con quasi tutti gli errori tipografici corretti.

Erasmo aveva studiato i testi greci del Nuovo Testamento per anni in Olanda, Inghilterra e Svizzera, notandovi le sue molte varianti. Egli, però, aveva a disposizione a Basilea solo sei manoscritti greci. Essi risalgono solo al XII secolo o più tardi, e solo uno di essi sembra provenire da una famiglia di testi diversi da quella bizantina. È per questo che la maggior parte degli studiosi moderni considerano questo testo di dubbia qualità.

Con la terza edizione del Nuovo Testamento greco di Erasmo (1522) viene incluso il Comma Johanneum perché si era trovato un singolo manoscritto greco del XVI secolo che lo conteneva, sebbene Erasmo avesse espresso dubbi sulla sua autenticità nelle sue Annotazioni. Una grande richiesta di Nuovi Testamenti greco conduce, nella prima parte del XVI secolo, ad una grande quantità di edizioni autorizzate e non autorizzate, quasi tutte basate sull'opera di Erasmo e che incorporano questa particolare lezione, sebbene contengano propri cambiamenti minori.

La critica testuale ed il Textus Receptus[modifica | modifica sorgente]

Sebbene sia usato in generale in riferimento ad un'intera serie edizioni greche derivate da Erasmo, il termine Textus Receptus comporta pure due riferimenti specifici nella critica testuale del Nuovo Testamento per denotare una delle due particolari edizioni del Nuovo Testamento: quella prodotta dal parigino Robertus Stephanus nel 1550 ed un'altra prodotta dai fratelli Elsevir ad Amsterdam nel 1624 (ripubblicata nel 1633). Il nome stesso deriva da una frase contenuta nella prefazione dell'editore all'edizione del 1633 del testo degli Elsevir, "textum ergo habes, nunc ab omnibus receptum" tradotta: "Ecco così che ora avete il testo ricevuto da tutti". Le due parole textum e receptum sono poi modificate dall'accusativo al nominativo per diventare textus receptus. Laddove il Nuovo Testamento greco che oggi è diventato standard sia un testo eclettico, riportante cioè la versione che agli studiosi del campo sembra, secondo criteri scientifici, la più probabile e simile ai manoscritti originali, è uno di questi due testi stampati che è stato generalmente usato come riferimento dagli editori conservatori.

La maggior parte degli studiosi di critica del testo, dal tardo XIX secolo hanno adottato un approccio eclettico al Nuovo Testamento greco, dando maggiore peso ai manoscritti più antichi disponibili che tendono ad appartenere prevalentemente alla famiglia alessandrina. Ne risulta un testo greco eclettico che si allontana dal Textus receptus in circa 6000 dettagli. Una minoranza significativa di studiosi di critica testuale, però, ritengono che sia necessario dare priorità a quelli della famiglia bizantina e, di conseguenza, preferiscono il Testo di maggioranza. Nessuna scuola di critica testuale oggi continua a difendere la priorità del Textus receptus, sebbene questa posizione trovi ancora sostenitori fra gruppi protestanti conservatori ostili ai ricercatori della critica testuale scientifica, accusati di avere un approccio umanistico al testo biblico indifferente alla dottrina della preservazione provvidenziale della Bibbia e quindi pure alle posizioni e tradizioni della Riforma protestante classica.

Frederick Nolan, storico e studioso di greco e latino del XIX secolo, passa 28 anni nel cercare di dimostrare l'aderenza del Textus receptus a quelli che si suppone essere i testi originali. Era un ardente sostenitore della supremazia del Textus receptus su tutte le altre edizioni del Nuovo Testamento greco,. e sosteneva che i primi editori del Nuovo Testamento greco a stampa avessero operato in quel modo le loro scelte in quanto ritenevano che esse fossero di gran lunga superiori ad altri tipi di testo..

Un errore clamoroso[modifica | modifica sorgente]

Parlando del Textus Receptus non si può fare a meno di evidenziare un errore ( uno dei tanti) evidente a tutti. Leggiamo questo versetto tratto dal TR e dal W&H[senza fonte]

Textus Receptus 1Tim 3,16

"senza alcun dubbio, grande è il mistero della pietà: Dio è stato manifestato in carne"

Westcott - Hort 1Tim 3,16

"senza alcun dubbio, grande è il mistero della pietà: Egli è stato manifestato in carne"

Quale delle due lezioni è quella corretta? Non è una differenza da poco perché il testo del Textus Receptus conferma in maniera indiscutibile che Gesù è Dio mentre la seconda versione dice semplicemente che Gesù Cristo si è incarnato senza entrare nel discorso della Sua divinità.[senza fonte]

Per arrivare alla soluzione, anticiperò qui che i cosiddetti "nomina sacra" cioè i nomi sacri, erano spesso abbreviati. Ad esempio Theos ( in greco ΘΕΟΣ) poteva venire abbreviato com le sole consonanti "Theta Sigma" ( ΘΣ) con una lineetta sopra le due lettere che indicava appunto che si trattava di un'abbreviazione.[senza fonte]

Nel 1715 il più importante studiso biblico del XVIII secolo, Johann James Wettstein, si recò in Inghilterra per un tour letterario e non perse l'occasione di esaminare dal vivo il famoso Codex Alexandrinus che allora era conservato alla British Library mentre adesso è al British Museum.

Esaminando il versetto in questione Wettstein si accorse che la riga sovrastante le due lettere era stata tracciata con un inchiostro diverso da quello delle parole circostanti e quindi era stata fatta da uno scriba in un momento successivo. Ma perché quello scriba avrebbe inserito quella lineetta orizzontale sulle due lettere?[senza fonte]

Per capire il motivo dell'errore bisogna ricordare che il Codex Alexandrinus era scritto in onciale maiuscolo, cioè tutte le lettere erano scritte in maiuscolo. La lettera greca "Omicron " maiuscola si scrive come la nostra O mentre la "Theta " maiuscola si scrive come una O con un trattino orizzontale dentro l'ovale Θ. In pratica, trattino interno a parte, le due lettere sono quasi identiche.

Esaminando la pergamena Wettstein si accorse che la lineetta orizzontale dentro la O in realtà non era parte della lettera ma era filtrata dall'altro lato della vecchia cartapecora.[senza fonte]

In pratica quella parola invece di essere l'abbreviazione di "Dio" con le lettere Theta e Sigma ΘΣ era invece una parola composta da Omicron e Sigma ΟΣ e significava " chi - il quale".

Ecco spiegato perché lo scriba aveva tracciato la lineetta sopra le due lettere. Tratto in inganno da quella lettera che lui aveva letto "Theta" aveva pensato che si trattasse di un'abbreviazione di Theos (ΘΕΟΣ) nella quale era stato dimenticato il trattino orizzontale sopra le due lettere e aveva pensato di "rimediare all' errore" creandone in realtà uno nuovo che poi era stato ripreso in buona fede da Erasmo nel Textus Receptus.[senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Frederick Nolan, An Inquiry into the Integrity of the Greek Vulgate, or Received Text of the New Testament; in which the Greek Manuscripts are newly classed; the Integrity of the Authorised Text vindicated; and the Various Readings traced to their Origin (London, 1815).
  • Kurt Aland, Barbara Aland: Der Text des Neuen Testaments. 2. Aufl. Deutsche Bibelgesellschaft, Stuttgart 1989 ISBN 3-438-06011-6 - [trad. it.: Il testo del Nuovo Testamento, Marietti (CSANT 2), Genova 1987].
  • Kurt Aland, Studien zur Überlieferung des Neuen Testaments und seines Textes. 1967.
  • Rudolf Ebertshäuser Gottes zuverlässiges Wort, Esra Schriftendienst, 1. Auflage Mai 2004
  • Rudolf Ebertshäuser 300 wichtige Veränderungen im Test des NT, Esra Schriftendienst, 1. Auflage April 2004
  • Karl-Hermann Kauffmann Der Text des Neuen Testaments, Manuskriptdruck Freie Brüdergemeinde Albstadt

Voci attinenti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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