Tetsuzō Iwamoto

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Tetsuzō Iwamoto
Iwamoto nel 1945
Iwamoto nel 1945
15 giugno 1916 - 20 maggio 1955
Nato a Karafuto, Sakhalin
Morto a Masuda, Prefettura di Shimane, Giappone
Cause della morte setticemia post-operatoria
Dati militari
Paese servito Giappone Giappone
Forza armata marina militare
aviazione di marina
Arma Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu
Specialità pilota da caccia
Unità 12 Kokutai
204° Ku
253° Ku
252° Ku
203° Ku
Anni di servizio 1938 - 1945
Grado sottotenente pilota
Guerre Seconda guerra sino-giapponese
Seconda guerra mondiale
Comandante di Squadriglia

[senza fonte]

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Tetsuzō Iwamoto (Karafuto, 15 giugno 1916Masuda, 20 maggio 1955) è stato un militare e aviatore giapponese, uno dei più grandi piloti da caccia dell'Impero del Giappone, durante la seconda guerra mondiale.

Il suo totale di vittorie confermate è stimato in circa 80 aerei nemici abbattuti. [1] Iwamoto è stato uno dei pochi aviatori giapponesi a combattere in Cina, sull'Oceano Indiano e sul Pacifico. Prima della fine della guerra, prestò servizio come Chutai (comandante di squadriglia) nella Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu, la componente aerea della marina imperiale giapponese, ed istruttore di volo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Tetsuzō Iwamoto (岩本徹三? Iwamoto Tetsuzō) nasce nel giugno 1916 a Karafuto, nell'omonima prefettura nell'isola di Sakhalin, ora amministrativamente parte della Russia ma a quel tempo in territorio giapponese.[2]

Dopo gli studi primari, nei primi anni trenta si diploma a Masuda, nella prefettura di Shimane, nella locale scuola superiore di agricoltura e selvicoltura. Iwamoto decise però di intraprendere una diversa attività preferendo la carriera militare al lavoro agricolo.[2]

Nel giugno 1934 entra nella marina imperiale con l'intenzione di diventare un pilota, frequentando il 34º corso d'addestramento piloti e superandolo nel dicembre 1936.[2]

La carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Nel 1938, durante la seconda guerra sino-giapponese, Iwamoto si trovava in Cina assegnato al 12 Kokutai. Pilotando il caccia Mitsubishi A5M fu impegnato ripetutamente in combattimenti aerei. Il 25 febbraio 1938 divenne il primo pilota giapponese ad ottenere cinque vittorie aeree nello stesso giorno: tre caccia Polikarpov I-15 e due I-16. Rivendicò inoltre l'abbattimento di altri quattro caccia Polikarpov in un singolo combattimento il 29 aprile, sopra Hangzhou.

Quando rientrò in Giappone, egli era il pilota con il maggior numero di abbattimenti: 14 vittorie in 82 missioni di combattimento. Più tardi prestò servizio a bordo della portaerei Zuikaku dal 1941 fino alla fine del 1942.

Iwamoto abbatté quattro aerei della Royal Air Force, durante il raid su Trincomalee, Ceylon, il 9 aprile 1942 e due durante la battaglia sul Mar dei Coralli, l'8 maggio. Nel novembre del 1943 fu assegnato al 204° Ki, nella base di Rabaul, nelle Solomone e qui egli rivendicò l'abbattimento di 15 aerei più cinque probabili nel suo primo mese di combattimenti. Questo totale includeva due Lockheed P-38 Lightning, due Bell P-39 Airacobra e tre Curtiss SB2C Helldiver il 20 novembre e due F4U Corsair e quattro bombardieri il 10 dicembre. Alla fine del febbraio 1944, avendo aggiunto altre 25 vittorie aeree al suo totale, venne evacuato a Truk, per volare con il 253° Ku. Qui, il 6 maggio, egli abbatté cinque Consolidated B-24 Liberator, che distrusse sganciando una bomba al fosforo sulla loro formazione. Dopo un'ulteriore vittoria, ritornò in Giappone, dove ottenne una promozione. Nell'ottobre 1944 era nelle Filippine con il 252° Ku, ma lì non ottenne altre vittorie. Durante il 1945 fu impegnato nella difesa della madrepatria, volando con il 203° Ku, rivendicando altre 23 vittorie nel periodo febbraio-aprile 1945. Anche in questo periodo ottenne multipli abbattimenti: quattro Corsair e tre altri caccia nell'area di Kanto, il 16 febbraio; tre Hellcat e tre Corsair al largo di Okinawa, sopra la nave da battaglia Yamato che stava affondando, il 6 aprile. Nove giorni dopo, il 15 aprile, abbatteva altri quattro Hellcat e ancora tre Corsair – sempre al largo di Okinawa – alla fine di aprile.

Il totale dei suo abbattimenti assommerebbe – secondo alcuni autori – a 94, incluse molte vittorie aeree probabili, ma il numero delle sue vittorie confermate dovrebbe essere approssimativamente di 80. [1]

Come molti veterani giapponesi, anche Iwamoto pare soffrisse di depressione, dopo la guerra.

Il dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

A differenza di altri assi nipponici, Iwamoto non coltivò amicizie con i piloti alleati. Anche se non venne considerato criminale di guerra dalle forze di occupazione alleate, all'asso nipponico venne precluso l'accesso agli impieghi pubblici. Anche i manager di imprese e industrie private, della sua città, non vollero dargli lavoro. Iwamoto visse in gravi ristrettezze finché non venne tenuta la Conferenza di pace di San Francisco e le forze dei occupazione non lasciarono il Giappone, nella primavera del 1952. Nel 1952, ottenne finalmente un lavoro alla fabbrica tessile di Masuda Daiwa Bouseki (ribattezzata "Daiwabo" Co., Ltd, 大和紡績 ). Tuttavia, nell'estate 1953, si ammalò allo stomaco. Gli venne diagnosticata prima un'enterite che poi si scoprì essere un'appendicite. Dopo una serie di operazioni, lamentò un mal di schiena. I dottori decisero di operarlo ancora. Per cause ignote, gli furono asportate tre o quattro costole senza anestesia. Dopo quest'operazione, si sviluppò una setticemia. Disse a sua moglie: “Quando guarirò, voglio tornare a volare!” Ma morì poco dopo, il 20 maggio 1955.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Shores 1983, pag.54.
  2. ^ a b c Tetsuzo "Tetsu" Iwamoto in AcesofWW2.com.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Christopher Shores, Air Aces, Greenwich, CT, Bison Books, 1983, ISBN 0-86124-104-5.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]