Tetradotossina
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| Tetradotossina | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C11H17N3O8 |
| Massa molecolare (u) | 319.28 g/mol |
| Indicazioni di sicurezza | |
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La tetradotossina è un veleno molto più potente del cianuro, prende il suo nome dalla famiglia dei Tetraodontidae, pesci con quattro denti fusi in un becco, adatto a troncare conchiglie, crostacei e persino rametti di corallo. La stessa caratteristica e lo stesso veleno sono presenti nei Tetraodontidae (pesci palla), nei Diodontidae (pesci istrice) muniti per di più anche di aculei su tutto il corpo.
Indice |
[modifica] Sintomi di avvelenamento
Un milligrammo di tetradotossina è sufficiente ad uccidere una persona (quantità che può essere contenuta nella capocchia di uno spillo).
La tossina blocca la conduzione nervosa provocando paralisi, vomito, diarrea, convulsioni, blocco cardiorespiratorio.
L'avvelenamento per il consumo di alcune tra le varie specie dell' ordine dei Tetraodontiformi è una delle cause più comuni di intossicazione. La pelle e gli organi del pesce palla possono contenere livelli di tetrodotossina sufficienti per produrre la paralisi del diaframma e la morte per paralisi respiratoria. La tossicità varia tra le specie, nelle diverse stagioni ed in diverse località geografiche, e le carni di molti tra i pesci palla di solito non sono tossiche in modo pericoloso. Un'altra via di avvelenamento può essere attraverso piccoli polpi come il polpo ad anelli blu, in questo caso il veleno viene iniettato dalle mandibole dell'animale.
[modifica] Storia dell'avvelenamento da tetrodotossina
Il primo caso registrato di avvelenamento da tetrodotossina, si ha nel diario di bordo del capitano James Cook. Egli registrò di come in un'occasione la sua ciurma mangiasse le parti carnee bianche del pesce palla pescato nei tropici, ed in seguito alimentasse i maiali presenti a bordo (come riserva alimentare vivente) con i rimasugli del pesce come pelle, fegato e gonadi. L'equipaggio sperimentò ottundimento e mancanza del respiro, mentre il mattino dopo i maiali vennero trovati tutti morti. Col senno di poi, è chiaro che la ciurma ingerì una blanda dose di tetrodotossina, mentre i maiali mangiarono quelle parti del corpo del pesce palla che contengono la maggior concentrazione della tossina, ricevendo in questo modo una dose letale.
La tossina venne isolata e denominata per la prima volta nel 1909 dallo scienziato giapponese Dr. Yoshizumi Tahara.
[modifica] Sintomi e diagnosi
La diagnosi del avvelenamento da pesce palla è basata sulla sintomatologia osservata e dalla recente storia dietetica.
Gli effetti dell'avvelenamento da tetrodotossina includono mancanza di fiato, ottundimento, tinniti, sensazione di "testa leggera", paralisi e battito irregolare. Tipicamente, i sintomi maggiori insorgono rapidamente, quelli minori istantaneamente.
Se si ingeriscono dosi più elevate di 1-2 milligrammi la morte è l'esito più comune. Anche se la tossina si slega dai canali del sodio, via via che la sua concentrazione attorno ai centri nervosi diminuisce, le sue molecole sono eccezionalmente potenti e si scindono dal legame molto lentamente. Il trattamento usualmente consiste di assistenza respiratoria.
[modifica] Decorso dell'intossicazione e complicazioni
Il primo sintomo di intossicazione è costituito da un leggero intorpidimento della lingua e delle labbra, che si manifesta da 20 minuti a 3 ore dopo l'ingestione del pesce avvelenato. Il sintomo successivo è costituito da parestesia a faccia ed estremità, che possono essere seguite da sensazione di leggerezza. Possono comparire anche mal di testa, dolore epigastrico, nausea, diarrea e/o vomito. In alcuni casi possono comparire difficoltà a camminare.
Il secondo stadio dell'intossicazione è costituito da una paralisi ingravescente: molte vittime dell'intossicazione sono incapaci di muoversi e possono presentare difficoltà anche a mantenere la posizione seduta. Il soggetto presenta un'ingravescente insufficienza respiratoria; in genere sono presenti dispnea, cianosi e ipotensione. Viene colpito anche il linguaggio. La paralisi è via via ingravescente e possono comparire convulsioni, danni alle funzioni intellettive e aritmie cardiache.
La vittima, nonostante sia completamente paralizzata, può essere cosciente e in alcuni casi completamente lucida fino a poco prima della morte, che in genere avviene in 4-6 ore, con un range stimato da 20 minuti a 8 ore.
[modifica] Trattamento
Non esistono ancora antidoti adeguati. Nulla di equivalente ad un antiveleno è stato mai sviluppato (presumibilmente perché la tossina agisce con una affinità di legame che non può essere rapidamente superata).
[modifica] Origine
La presenza dello stesso veleno in tanti animali spesso evolutivamente molto lontani è dovuta al fatto che non è un prodotto del loro metabolismo, ma di organismi microscopici (non c’è ancora accordo fra gli scienziati sulla specie di batterio coinvolta)[senza fonte] che vivono in simbiosi all’interno di tutti. L’ospite ne è immune perché la selezione naturale ha creato una piccola modifica ad una delle proteine dei canali cellulari per il sodio, deformazione molecolare sufficiente ad impedire che la tetrodotossina si attacchi come un vero e proprio tappo ostruendo il passaggio del sodio e quindi la propagazione dell’impulso nervoso.
[modifica] Biochimica
La tetrodotossina si lega a quello che è noto come il sito 1 del canale della pompa del sodio regolata dal potenziale di membrana. Il sito 1 si trova nella apertura extracellulare del poro del canale ionico. Il legame di qualsiasi molecola a questo sito può temporaneamente disabilitare la funzione del canale ionico. La saxitossina ed diverse tra le conotossine si legano nello stesso sito.
L' utilizzo di questa tossina come una sonda biochimica ha dimostrato l'esistenza di due distinti tipi di canali del sodio regolati dal potenziale, presente negli esseri umani: il canale del sodio sensibile alla tetrodotossina (TTX-s Na+ channel) ed il canale del sodio resistente alla tetrodotossina (TTX-r Na+ channel). La retrodotossina si lega ai canali dello TTX-s Na+ con una affinità di legame presente già a concentrazioni di 5-15 nanomoli, mentre i canali TTX-r Na+ legano la TTX con una affinità micromolare. Le cellule nervose che contengono canali TTX-r Na+ sono localizzate principalmente nel tessuto cardiaco, mentre le cellule nervose che contengono i canali del TTX-s Na+ dominano il resto del corpo. La prevalenza dei canali TTX-s Na+ nel sistema nervoso centrale rende la tetrodotossina un' agente importante nel "silenziare" la attività neurale in una coltura cellulare.
[modifica] Curiosità
Nel 1984 un giovane scienziato di nome Wade Davis riuscì a procurarsi con non poche difficoltà ad Haiti la misteriosa polverina usata dagli stregoni per creare gli zombi, i morti viventi dei rituali voodoo ben noti a chi ama i film del genere horror. Facendola analizzare scoprì che conteneva tetradotossina, estratto di pesce palla, un veleno potentissimo che, preso in piccolissime dosi, se non uccide, può ridurre chi vi entra in contatto in uno stato simile alla trance. Aggiunse però che non basta questo veleno, ma occorre anche una buona predisposizione psicologica e culturale per diventare zombi.
In Giappone viene ancora servito il fugu (proibito in Italia dal 1992), ovvero pesce palla trattato da cuochi diplomati che sanno come estrarre il veleno dalle carni (gonadi, pelle, fegato, intestino). Il segreto è lasciargli un po’ di quella tossina sufficiente a dare una leggera euforia e un po’ di formicolio alle labbra e alla lingua.
[modifica] Bibliografia
- (IT)Cariello, L. e Chiretti, F., Le biotossine degli organismi marini, Napoli, EdiSES, 2001. Pp. 13, 131, 122. ISBN 8879592017

