Tetraconch

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Un tetraconch, dal greco "quattro conchiglie", è un edificio, normalmente una chiesa o altro edificio religioso, con quattro absidi, una in ogni direzione, normalmente di eguali dimensioni. La pianta classica di un tale edificio è pertanto a croce inscritta. Questo tipo di pianta è molto comune nell'architettura bizantina, e scuole collegate come Armenia, alcune aree della Siria e nel Caucaso.[1] Oltre che nelle chiese, questa tipologia di pianta può essere trovata nei mausolei o nei battisteri. Normalmente vi è una cupola più elevata sullo spazio centrale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Basilica di San Lorenzo (370) a Milano è probabilmente il primo esempio in grande di questa tipologia, con un ambulacro esterno. Nell'architettura bizantina del medio periodo, la pianta a croce inscritta è stata sviluppata essenzialmente utilizzando il tetraconch a formare un quadrato esterno. Una di queste tipologie può anche essere descritta meno precisamente come "croce con cupola". In queste tipologie la semi-cupola dell'abside di solito inizia direttamente dallo spazio della cupola centrale.

Pianta della Cattedrale Zvartnots, Armenia.

I ruderi della Cattedrale Ninotsminda del c. 575 in Georgia è forse il più antico esempio in quel paese. Gli esempi armeni e georgiani sono posteriori rispetto ad alcuni altri, ma hanno una forma distintiva e sofisticata della pianta. Sono simili alla pianta a croce inscritta, ma in Georgia gli spazi d'angolo, o "camere angolari", sono accessibili solo dallo spazio centrale attraverso strette aperture, e sono chiuse da absidi (come nel monastero Jvari, vedi pianta sopra). In Armenia, la pianta sviluppata anche nel VI secolo, nella chiesa di San Crispino a Echmiadzin (618) è quasi identica aquella di Jvari.[2] Successivamente vennero sviluppate altre piante, con uno spazio principale tetraconch completamente inscritto in un'abside o ambulacro nella terminologia usata nella chiesa occidentale,[3] come nella cattedrale in rovina, della metà del VII secolo, di Zvartnots.[4] La cosiddetta cattedrale in rovina di Bosra, dei primi anni del VI secolo, èsono uno dei maggiori primi esempi siriani di chiesa a pianta tetraconch,[5] anche se in Siria questa tipologia di chiesa non rimase così popolare come in Caucaso.

Il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna (425-30), famoso nel mondo per i suoi mosaici, è quasi un tetraconch, anche se ci sono brevi bracci a volta che portano dallo spazio centrale ad ogni abside. Questi terminano su una parete piana, senza semi-cupola, e la navata d'ingresso è leggermente più lunga.

Pianta di Bramante per il primo progetto della Basilica di San Pietro a Roma 1503-06

Un famoso ritorno al tetraconch in occidente si ebbe nel progetto del Bramante per il primo progetto della Basilica di San Pietro a Roma.

Un triconch ha solo tre absidi; normalmente omettendo quella a occidente, che può essere sostituita da un nartece. Molte chiese di entrambe le tipologie sono state estese, soprattutto a ovest con l'aggiunta di navate, in modo da assomigliare ad una più convenzionale basilica. La chiesa di Istanbul di Santa Maria dei Mongoli ne è un esempio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hill, 244
  2. ^ Atroshenko e Collins, 23
  3. ^ Atroshenko e Collins, 60, primi esempi armeni. Vedi anche Republic of Armenia sito ufficiale in lingua inglese.
  4. ^ Kleinbauer, 245
  5. ^ Atroshenko and Collins, 60

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • V.I. Atroshenko e Judith Collins, The Origins of the Romanesque, Lund Humphries, London, 1985, ISBN 085331487X
  • Hill, Julie. The Silk Road Revisited: Markets, Merchants and Minarets, AuthorHouse, 2006, ISBN 1425972802, Google books
  • Kleinbauer, W. Eugene. Zvart'nots and the Origins of Christian Architecture in Armenia, The Art Bulletin, Vol. 54, No. 3 (Sep., 1972), pp. 245-262 JSTOR

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Modello di chiesa armena tetraconch del VII secolo.