Testudo atlas

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Testudo atlas
Stato di conservazione: Fossile
Periodo di fossilizzazione: Pleistocene
Testudo atlas1.JPG
scheletro all'American Museum of Natural History
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Reptilia
Sottoclasse Anapsida
Ordine Testudines
Sottordine Cryptodira
Famiglia Testudinidae
Genere Testudo
Specie T. atlas
Nomenclatura binomiale
Testudo atlas
Falconer and Cautley, 1889[1][2]
Sinonimi

Colossochelys atlas
Geochelone atlas

Testudo atlas era una specie di tartaruga terrestre di dimensioni eccezionali, vissuta in India del Nord durante il Pleistocene (1,8 milioni di anni fa - 8 mila anni fa).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Nota anche con il nome particolarmente evocativo di Colossochelys atlas, questa testuggine si differenziava dalle attuali Testudo principalmente per la taglia, che raggiungeva i 2,5 metri di lunghezza grazie al solo carapace. Alta circa 1,8 metri e pesante forse 4 tonnellate (solitamente 1 t), la Testudo atlas è una delle più grandi testuggini mai esistite; solo le tartarughe marine del Cretaceo (Archelon e Protostega) la superavano in dimensioni. Attualmente le dimensioni medie in questo genere variano dai 10 cm della Testudo kleinmanni ai 40 cm della Testudo marginata.

Probabilmente, l'aspetto della Testudo atlas richiamava da vicino quello delle testuggini giganti delle Galapagos (Chelonoidis nigra). Come queste, anche questo rettile preistorico era dotato di quattro zampe elefantine con dei cuscinetti sotto i piedi in grado di sostenere l'enorme peso e il carapace in cui si poteva nascondere dai predatori.Nonostante ciò era assai lento.Il Colossochelys era dotato di artigli con cui scavava buche per le uova.

Dieta[modifica | modifica sorgente]

Si nutriva di foglie e germogli arbustivi che tagliava col suo becco corneo.A volte si alimentava di vermi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paleobiology Database, Testudo atlas. URL consultato il 10 aprile 2013.
  2. ^ Lydekker, op. cit., pp. 74-75.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • (ES) Testudo atlas. (archiviato dall'url originale il ). (seconda copia archiviata il ).
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