Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza

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Il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (abbr. con l'acronimo TULPS), nell'ordinamento giuridico italiano, è un testo unico emanato con il R.D. 6 novembre 1926 n. 1846[1] ed approvato con regio decreto 18 giugno 1931 n. 773.[2]

Con il regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 venne emanato il relativo regolamento di esecuzione (Regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza).[3] Ambo i testi normativi sono tutt'oggi vigenti.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Italia fascista.

Emanato appunto nel 1931, in un frangente di forte consolidamento delle attività di polizia da parte del regime fascista, vi si riflessero infatti gli indirizzi politici del momento, di più nitida riconoscibilità nella parte in cui regolavano comportamenti in qualche misura legati alla politica, e segnatamente all'attività politica dei singoli o a quelle attività culturali che potessero sollecitarla od orientarla.

Il TULPS tuttora regola molti aspetti della vita quotidiana in Italia, sebbene oggetto in età repubblicana di numerosi aggiustamenti e mutilato di molti articoli per ripetuti interventi della Corte Costituzionale e del legislatore. La successiva fase democratica, però, non rimosse che una parte di simili norme tanto funzionali alla "fascistizzazione".

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il TULPS si caratterizzò essenzialmente come un testo di polizia amministrativa, regolando con precisione (per i tempi doviziosa) le modalità di controllo statale delle attività dei privati che potessero rilevare ai fini della sicurezza pubblica e dando finalmente un'assai attesa compiuta definizione di molti punti lungamente dibattuti in giurisprudenza e in dottrina. Esso fu, in questo senso, anche strumento di riordino giacché differenze di impostazione od operative addirittura precedenti all'unità d'Italia continuavano a causare differenza di trattamento delle medesime fattispecie fra le diverse regioni italiane, sebbene inevitabilmente (e certo intenzionalmente) fu principalmente strumentale alle esigenze della particolare situazione di governo del periodo.

Il testo unico, sebbene regolasse in modo minuzioso taluni aspetti, da un lato lasciava poca discrezionalità alle autorità circa l'individuazione di obblighi e divieti, dall'altro era tuttavia molto generico in diversi punti, lasciando una certa di discrezionalità alle autorità competenti in materia dei vari settori, nei quali gli apparati statali, impersonati dai singoli funzionari, potevano applicare interpretazioni di una certa libertà che, se normalmente gestibili secondo principi di buon senso, si prestavano potenzialmente ad un utilizzo influenzato dalla politica del tempo.
Ad esempio, veniva stabilito il divieto dell'esercizio del mestiere di ciarlatano, non dandone nel contempo alcuna definizione, lasciando nella sostanza l'interpretazione al funzionario preposto, chiamato a interpretare le attività altrui.

Materie disciplinate[modifica | modifica sorgente]

Il TULPS contiene la disciplina normativa di un gran numero di materie, da norme in tema di porto d'armi, di licenza d'acquisto e detenzione di armi alle autorizzazioni amministrative alla regolare ottemperanza agli obblighi scolastici degli eventuali figli, da disposizioni in tema di attività di affittacamere e dei pubblici esercizi, disciplina delle guardie giurate e degli istituti di vigilanza privata, dell'attività di investigatore privato al divieto di esercizio del "mestiere di ciarlatano"[4], ad una serie di facoltà di controllo concesse principalmente alle questure e alle prefetture che rimettevano alla loro discrezionalità la maggior parte delle attività umane al tempo praticate con limiti oggi considerabili poco garantisti, come ad esempio la facoltà di sospensione di funzioni religiose.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia (Parte Prima) anno LXVII, n. 258 del 9 novembre 1926
  2. ^ Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia 26 giugno 1931, n. 146
  3. ^ Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia 26 giugno 1940 n. 149
  4. ^ Normativa riguardante il “mestiere di ciarlatano”

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]