Test di Rorschach

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In psicometria ed in psicodiagnostica, le macchie di Rorschach, così chiamate dal nome del loro creatore Hermann Rorschach (1884-1922), sono la base di un noto strumento (reattivo o test di Rorschach) per l'indagine della personalità. È un test psicologico proiettivo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'utilizzo dell'interpretazione di "disegni ambigui" per valutare la personalità di un individuo è un'idea che risale a Leonardo da Vinci e Botticelli. L'interpretazione di macchie di inchiostro era parte integrante di un gioco del tardo diciannovesimo secolo. Quello di Rorschach fu, però, il primo approccio sistematico di questo genere.[1]

È possibile che l'uso di macchie d'inchiostro da parte di Rorschach sia stato ispirato dal medico tedesco Justinus Kerner, che, nel 1857, pubblicò un popolare libro di poesie, ognuna delle quali ispirata a una macchia d'inchiostro creata accidentalmente.[2] Anche lo psicologo francese Alfred Binet ha compiuto esperimenti con macchie di inchiostro utilizzate come test di creatività.[3]

Dopo aver studiato 300 pazienti e 100 soggetti di controllo, nel 1921 Rorschach scrisse il libro "Psychodiagnostik", destinato a formare la base del test, ma morì l'anno successivo, a soli 38 anni. Pur essendo stato vicepresidente della 'Società Svizzera di Psicoanalisi', Rorschach ebbe problemi a far pubblicare il libro, e quando infine ci riuscì, non godette inizialmente di molta attenzione.[4]. Walter Morgenthaler produsse nel 1932 una seconda edizione, mentre la prima traduzione in lingua inglese avvenne solo nel 1942, con il titolo Psychodiagnostics: A Diagnostic Test Based on Perception.

Il metodo di valutazione dei risultati del test creato inizialmente da Rorschach fu migliorato dopo la sua morte da Samuel Beck, Bruno Klopfer ed altri.[5] John Exner riunì in seguito alcuni di questi sviluppi nel comprehensive system (sistema comprensivo), anche in un tentativo di dare ai punteggi un rigore statistico. Il sistema di Exner rimane molto popolare negli Stati Uniti, mentre in Europa si considera spesso il libro di Evald Bohm, più vicino al sistema originario di Rorschach, come riferimento standard, inoltre Dolores Passi Tognazzo in Italia ha fornito notevoli contributi all'approfondimento del test dal punto di vista psicoanalitico e statistico-strutturale.

Descrizione del test[modifica | modifica sorgente]

Il test si compone essenzialmente di 10 tavole, su ciascuna delle quali è riportata una macchia d'inchiostro simmetrica: 5 monocromatiche, 2 bicolori e 3 colorate. La scelta delle tavole, il loro ordine di presentazione, e le loro caratteristiche formali e contenutistiche richiesero molti anni di ricerche e tentativi da parte di Hermann Rorschach. Le tavole vengono sottoposte all'attenzione del soggetto una alla volta e, per ciascuna e senza limiti di tempo imposto, gli viene chiesto di esprimere tutto ciò cui secondo lui la tavola somiglia.

Pur non esistendo risposte giuste o sbagliate, esse sono normate da un poderoso elenco standardizzato che, secondo i sostenitori del test, ne renderebbe la valutazione attendibile. Dall'interpretazione delle risposte date a ciascuna tavola è possibile - a seconda del tipo di siglatura e di approccio teorico interpretativo - delineare un profilo per attitudini, un profilo di personalità (Sfera dell'Intelligenza, dell'Affettività e del Contatto Sociale) e identificare eventuali nodi problematici del soggetto. È un test molto usato in ambito clinico, e là dove sia necessario esplorare le dinamiche interpersonali.

Al contempo, la definizione stessa di "test" risulta non essere totalmente adeguata, in quanto come test psicologico presenta scarsissime proprietà psicometriche (statistiche). Si tratta di un test molto complesso, esso fornisce una descrizione istantanea della psiche del soggetto, relativa al momento in cui viene effettuato ma va interpretato da Psicodiagnosti che abbiano effettuato un training impegnativo (in Italia mediamente è di 3 anni) aggiuntivo alla laurea in Psicologia o alla specializzazione in Psichiatria. Molti studiosi ritengono che il termine più corretto sarebbe quello di "Reattivo di Rorschach", in quanto si vanno ad indagare le risposte soggettive di fronte a stimoli nuovi ed ambigui.

Storicamente sono stati proposti diversi sistemi di classificazione ed analisi per ovviare a queste carenze psicometriche. In particolare, negli Stati Uniti a partire dalla fine degli anni '70 è stato dato inizio a ricerche di validazione sempre più ampie e strutturate, che hanno condotto all'articolazione di nuovi sistemi di "siglatura" (ovvero di strutturazione ed inquadramento categoriale delle risposte qualitative fornite dal soggetto).[6] Solitamente non è categorizzato tra i test psicometrici oggettivi[7]. Pertanto questo strumento viene sempre utilizzato tenendo presente questi limiti; è considerato invece ideale per elicitare delle risposte attraverso l'uso di stimoli ambigui.

Attualmente esistono due grandi gruppi di scuole di "siglatura": quella europea e quella americana (Metodo Exner). Il "Sistema Comprensivo di Exner" ha rappresentato un ampio tentativo di ricondurre il test di Rorschach nell'alveo dell'assessment psicologico di matrice psicometrica, cercando di integrarne le istanze proiettive con una vasta base di dati statistici. È attualmente il metodo più diffuso in ambito anglosassone. Approccio diverso è quello europeo tradizionale che, seppur sempre fondato sui dati normativi statistici calcolati per le popolazioni di riferimento, prevede un maggior spazio per gli aspetti interpretativi e psicodinamici. In particolare, si riconosce una tradizione psicoanalitica e fenomenologica (radicata soprattutto in Francia: il cosiddetto "Metodo Chabert"), ed una detta "Svizzero-Italiana" (Metodo "Bohm/Loosli-Uster/Passi-Tognazzo").

Indipendentemente dall'approccio utilizzato, il Rorschach deve essere sempre applicato con grande attenzione e consapevolezza, e data la sua delicatezza e complessità interpretativa sarebbe consigliabile, per il professionista che intenda usarlo, ottenere preventivamente un'adeguata qualificazione ed esperienza d'uso[8].

L'interpretazione del test di Rorschach non si basa solo sul contenuto della risposta inteso come "che cosa" la persona vede nella macchia d'inchiostro. In effetti, il contenuto rappresenta una parte relativamente limitata di un insieme di variabili più ampio che viene impiegato per interpretare i dati: per esempio, il tempo impiegato dal soggetto per fornire una risposta ad una tavola è significativo (un tempo lungo può indicare "shock"),[9] così come lo sono gli eventuali commenti accessori alla risposta vera e propria.[10]

In particolare, le informazioni sulle determinanti (gli aspetti generali della macchia d'inchiostro che hanno portato alla risposta, come la forma e il colore) e la posizione (quali dettagli della macchia hanno portato alla risposta) sono spesso considerate più importanti del contenuto, pur esistendo indicazioni contrastanti al riguardo.[11][12] L'originalità[13] può essere inoltre considerata un'ulteriore categoria di base.[14]

Il contenuto[modifica | modifica sorgente]

Il contenuto è etichettato "umano", "naturale", "animale", "astratto", eccetera, oltre ad essere classificato per frequenza statistica (originalità).[15]

Alcuni autori ritengono che, più di tutte le altre componenti del test, il contenuto può essere controllato in maniera cosciente dal soggetto, e può scaturire dai fattori più disparati, il che rende difficoltoso utilizzare il contenuto, svincolato dal resto, per trarre qualsiasi conclusione sulla personalità del soggetto; con alcuni individui, il contenuto è potenzialmente interpretabile in maniera diretta, e a volte è possibile ottenere informazioni analizzando tendenze tematiche che si ritrovano nell'intero insieme delle risposte (cosa fattibile solo quando sono state fornite parecchie risposte) ma, in generale, il contenuto non può essere analizzato fuori dal contesto dell'intero test.[16] Esiste una notevole letteratura scientifica sul Rorschach, o basata sull'uso dello stesso[17].

Può essere utile, in determinati contesti clinici ed in base agli specifici obbiettivi, affiancare al Rorschach anche un altro Test quale un "Inventario della personalità"; ad esempio, la correlazione e il confronto tra test come il Rorschach e il MMPI2 potrebbe aiutare nel fornire un'immagine abbastanza esaustiva del sistema psichico indagato: il Rorschach ne delinea la personalità profonda, il Minnesota rileva l'espressione di essa.[18]

Posizione[modifica | modifica sorgente]

Le risposte sono generalmente fornite sulla base dell'intera immagine o di un dettaglio (la cui scelta può essere più o meno comune), oppure sullo spazio negativo intorno o all'interno della macchia d'inchiostro.[19]

Determinanti[modifica | modifica sorgente]

I sistemi di interpretazione e di siglatura includono di norma il concetto di "determinanti", fattori che contribuiscono a far stabilire al soggetto la somiglianza tra la tavola e il contenuto identificativo; essi possono essere rappresentativi di alcune attitudini percettuali di base, mostrando aspetti del modo in cui il soggetto percepisce il mondo. L'opera originale di Rorschach utilizzava solo forma, colore e movimento come determinanti; attualmente, un'altra determinante basilare è considerata il chiaroscuro.[20]

La forma è la determinante più comune, e presenta una connessione con i processi intellettuali; le risposte al colore forniscono spesso informazioni sulla vita emozionale. Il chiaroscuro e il movimento hanno storicamente avuto interpretazioni e definizioni ambigue: in origine Rorschach non considerava per niente il chiaroscuro (che non era proprio presente nelle tavole, in quanto risultato del processo di stampa),[21] e considerava solo il movimento in senso letterale, mentre altri gli attribuiscono il significato più ampio di qualcosa che secondo il soggetto "succede" nella tavola.[22]

Più di una determinante può contribuire alla formazione della percezione del soggetto, e la fusione di due determinanti viene registrata, pur tenendo in debito conto quale delle due ha fornito un contributo primario (ad esempio, "forma-colore" implica un controllo più raffinato degli impulsi rispetto a "colore-forma"). In effetti, è dalla relazione e dal bilanciamento tra determinanti che si può meglio inferire la personalità.[22]

Le tavole[modifica | modifica sorgente]

Gli operatori di salute mentale (psicologi e psichiatri) ritengono necessario mantenere riservate le rappresentazioni delle tavole del Test di Rorschach, in modo da rendere spontanee e senza interferenze pregresse le risposte dei soggetti alla loro visione. Il test si basa infatti essenzialmente sulla risposta "istintiva" del soggetto alla prima visione delle tavole e una precedente visualizzazione delle stesse potrebbe quindi inficiarne la validità. Queste dovrebbero essere le indicazioni etico-deontologiche dell'American Psychological Association e dell'Ordine Nazionale degli Psicologi italiani e sono ritenute indispensabili per preservare l'affidabilità del test.

Questa linea di condotta etica è stata violata per la prima volta da William Poundstone, con il suo libro Big Secrets nel 1983, dove descriveva i metodi per la somministrazione del test e forniva la sagoma delle dieci immagini ufficiali. In tempi più recenti, le immagini sono state pubblicate su internet. Secondo alcune delle principali associazioni scientifiche ed istituzionali di ambito psicologico (come la stessa American Psychological Association), queste divulgazioni pubbliche, compresa quella di Wikipedia[23], hanno l'effetto di ridurre l'utilità diagnostica di questo test proiettivo verso tutti quegli individui a cui le macchie sono divenute familiari, poiché la loro conoscenza compromette irrimediabilmente l'attendibilità dei risultati[24].

L'International Rorschach Society ha reclamato un suo copyright sulle immagini di Rorschach; questa rivendicazione è stata oggetto di controversia in quanto le immagini, perlomeno quelle relative alle tavole originali, si trovano in pubblico dominio secondo le norme del diritto d'autore, che si basano sulla data della prima creazione dell'opera e dal tempo trascorso dalla morte dell'autore, avvenuta in questo caso più di 80 anni fa:[25] Hermann Rorschach morì infatti nel 1922, l'anno successivo alla pubblicazione del suo classico volume "Psychodiagnostik" (che raccoglie i risultati degli anni di sperimentazione con diversi set di macchie e gli esiti delle ricerche svolte con i suoi pazienti). L'editore svizzero originale delle tavole, Hogrefe & Huber, che ha rinnovato il copyright nel 1994, ha depositato il nome "Rorschach" come trademark registrato[26].

Il metodo Passi-Tognazzo[modifica | modifica sorgente]

Il metodo Passi-Tognazzo, detto anche "metodo svizzero-italiano", è un metodo di interpretazione del Rorschach molto diffuso in Italia, che procede parallelamente su due versanti: quello interpretativo (orientamento psicodinamico) e quello strutturale (statistico). La piena coincidenza dei due versanti su un determinato elemento di personalità lo rende significativo, e fornisce incremento di validità del Test. Il metodo offre la possibilità di utilizzare un approccio interpretativo senza svalutare quello statistico.[27]

È necessario sottolineare che solo psicologi e psichiatri, dopo un'adeguata preparazione, possono somministrare le tavole, raccogliere informazioni e interpretare i risultati del test per avere un risultato sufficientemente attendibile. Di norma il professionista che somministra il test dovrà mostrare le tavole una alla volta in ordine di numerazione crescente, orientate come indicato dalla freccia sul retro delle tavole. L'operatore di norma non pone limiti temporali per ogni singola tavola e i dati che dovrà raccogliere durante la somministrazione del test al soggetto sono molteplici[28]. I più importanti e normalmente analizzati sono[29]:

  • La descrizione del contenuto della tavola
  • La giustificazione fornita dal soggetto per motivare la descrizione
  • Il tempo utilizzato
  • Il linguaggio non verbale che viene rilevato dall'operatore
  • Le rotazioni delle tavole effettuate dal soggetto

La descrizione del contenuto[modifica | modifica sorgente]

Ogni tavola non ha un preciso contenuto universale valido: essendo un test proiettivo, lo scopo è valutare la risposta del soggetto a stimoli ambigui. Pertanto, il soggetto deve descrivere quello che gli sembra di vedere, non essendoci una vera risposta esatta. L'operatore che somministra il test tuttavia terrà debitamente conto del contenuto descritto per delineare il profilo del paziente. Alcune descrizioni, secondo i sostenitori del test, potrebbero essere sintomo di patologie.

La giustificazione fornita dal soggetto[modifica | modifica sorgente]

Le motivazioni fornite dal soggetto costituiscono un elemento molto importante di analisi. Innanzitutto, le risposte sono normalmente considerate valide se sono adeguatamente motivate. La giustificazione puo' essere fornita sia spontaneamente dal soggetto durante la visione della singola tavola sia in una fase successiva, quando l'operatore mostrerà nuovamente tutte le tavole, ricordando al soggetto la descrizione precedentemente fornita. Dalle giustificazioni inoltre è possibile notare ulteriori aspetti del soggetto.

Il tempo utilizzato[modifica | modifica sorgente]

Il tempo utilizzato per ogni singola tavola è un elemento che viene costantemente monitorato. Inoltre, in alcune tavole il tempo di risposta è uno dei fattori fondamentali, per esempio nella prima: infatti un tempo eccessivo senza alcuna risposta viene ritenuto come segno shock da parte di alcuni professionisti. L'operatore che somministra il test fa in modo che il soggetto prenda i tempi che ritiene opportuni, al fine di monitorare un dato spontaneo.

Il linguaggio non verbale[modifica | modifica sorgente]

Data la notevole complessità dell'argomento, si rimanda alle pagine della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo.

Le rotazioni delle tavole[modifica | modifica sorgente]

Il comportamento delle mani del soggetto viene monitorato con una particolare attenzione, al di là delle normali teorie del linguaggio non verbale. Viene sempre interpretato positivamente il fatto che il soggetto ruoti le tavole al fine di individuare al meglio le figure all'interno. Nel caso il soggetto copra le tavole con le mani, viene spesso indicato come un sintomo di una patologia.

Il metodo Exner[modifica | modifica sorgente]

L'Exner scoring system, conosciuto in lingua inglese anche come Rorschach comprehensive system (RCS),[30] è un metodo che si propone di standardizzare le valutazioni del test di Rorschach tramite metodi statistici. È stato sviluppato a partire dagli anni sessanta da John E. Exner. Nel 1969 Exner pubblicò The Rorschach Systems, una breve descrizione di quello che sarebbe poi divenuto noto come Exner scoring system, seguito tempo dopo da The Rorschach: A Comprehensive system, uno studio più completo sul suo metodo.

Critiche e controversie[modifica | modifica sorgente]

Il test di Rorschach ha ricevuto diverse critiche e la sua attendibilità è stata ed è tuttora messa in dubbio, sia da psicologi, che da organizzazioni "scettiche" come lo CSICOP. In alcuni casi il test è stato considerato una pseudoscienza[31] e sono stati fatti paralleli sulla sua esecuzione da parte degli psicologi e le tecniche di cold reading (lettura a freddo).[32]

Il test si basa sull'idea che valutazioni oggettive sullo stato psicologico dei pazienti possano essere ricavate dalle risposte all'osservazione ed interpretazione delle macchie, teoricamente senza senso, presenti sulle tavole. Alcune indagini recenti hanno anche ipotizzato che le macchie non siano interamente casuali e che i pazienti tendano a dare interpretazioni sia delle parti aventi un senso, sia di quelle "insensate" del test.[33]

Altre critiche evidenziano il fatto per cui alcune interpretazioni date dagli psicologi possano in realtà essere proiezioni di loro opinioni soggettive. Un altro caso riguarda l'eventualità che in alcuni casi il modo di interpretare le risposte da parte degli esaminatori meno esperti, per esempio la risposta reggiseno, potesse essere valutata come una risposta con valenza sessuale da parte degli psicologi maschi, mentre come "vestiario" dalle psicologhe donne.[34] Tale autoreferenzialità, tuttavia, svanirebbe se il rorschachista ha effettuato una valida preparazione e supervisione, infatti i Manuali di riferimento forniscono l'esatta e oggettiva collocazione di ogni risposta[senza fonte] o di ogni gruppo di risposte fornite in determinate aree delle macchie.[non chiaro] Con sistemi di valutazione come quelli di Exner, Passi Tognazzo, Scuola Romana, parte di queste valutazioni soggettive verrebbero eliminate, prendendo in considerazione:

  • solo la frequenza con cui alcune risposte vengono date dalla popolazione presa ad esempio (nel caso del reggiseno, per esempio, la risposta è sempre valutata come "vestiario", a meno che non vi siano chiari riferimenti sessuali nella risposta).[33]
  • oppure il 'contesto' biografico, quello del protocollo e la ricorrenza di gruppi di risposte: un Rorschach con un numero notevole di interpretazioni sessuali commiste ad elementi di vestiario, rende pertinente la situazione della risposta 'reggiseno' in ambito 'Sex' (Pasi Tognazzo, 1994)

Sono stati posti dubbi sull'affidabilità interrater del sistema di calcolo del punteggio del test, dato che in alcuni casi le valutazioni date da due esaminatori differenti ed indipendenti erano diverse tra di loro[35]. A questo proposito, però, studi recenti (2002) che prendono in esame un elevato numero di campioni avrebbero dimostrato un buon valore di affidabilità[36].

È stato anche fatto notare che, come per molti altri strumenti psicodiagnostici, la validità del test dipende da molte condizioni di contorno, e dalla preparazione ed esecuzione dello stesso, che deve seguire delle condizioni standardizzate (sempre rispettate dai rorschachisti esperti): come il paziente e l'esaminatore sono posizionati, le eventuali spiegazioni introduttive con cui viene presentato il test, come le risposte del paziente vengono riportate, ecc; lo stesso atteggiamento dell'esaminatore nei confronti del paziente, più o meno freddo o più o meno cordiale, tende a modificare i risultati dei test.[37] Per quello che riguarda il suo metodo di interpretazione, Exner ha pubblicato nei suoi lavori, istruzioni molto dettagliate su come eseguire il test, ma alcuni studi critici[38] hanno evidenziato come in diversi casi, relativi all'uso del test in campo giudiziario, queste indicazioni non sempre venissero seguite; tale problema può comunque essere presente anche nella testistica non proiettiva.

Uso nei processi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1945, lo psicologo Gustave Gilbert e lo psichiatra Douglas Kelley, entrambi statunitensi, furono incaricati dalle autorità alleate di redigere dei profili psicologici degli imputati nazisti al processo di Norimberga.[39] Nella fase di raccolta dei dati necessari alla redazione dei profili, Gilbert e Kelley effettuarono anche il test di Rorschach su 21 imputati, tra cui Herman Goering.[39][40] Tale test, tuttavia, non risulta essere stato utilizzato poi in sede processuale e i suoi risultati furono pubblicati solo successivamente.[40]

Il test è spesso utilizzato, unitamente ad altri reattivi, durante i procedimenti giudiziari e, in Italia, nelle consulenze tecniche d'ufficio e di parte relative all'affidamento di minori figli di genitori in via di separazione o di divorzio. Va sottolineato che, almeno in Italia, le cosiddette Perizie (CTU) non 'scrivono' una sentenza: essa è di competenza del Magistrato dopo l'iter prescritto che prevede sempre il diritto al contraddittorio. I Consulenti del Magistrato forniscono elementi utili a illuminare la situazione che viene loro sottoposta (c.d. 'quesiti'), spetta alle figure competenti per diritto procedere ad un giudizio definitivo, quest'ultimo è fornito valutando l'intera documentazione acquisita, l'audizione delle parti, eventualmente quella (protetta) dei minori, le consulenze d'ufficio e quelle di parte.

Negli USA, ove vige, com'è noto, un sistema legale-procedurale completamente differente da quello italiano, l'uso durante i processi e a sostegno di decisioni giudiziarie (che l'ha reso estremamente popolare nell'opinione pubblica) è stato molto criticato. L'uso del test in questo ambito è enormemente cresciuto negli ultimi anni negli Stati Uniti, aumentando del 200% tra il 1996 e il 2005, rispetto ai 50 anni precedenti.[41]

Una delle critiche non è specifica sul Rorschach, ma è applicabile a tutte le valutazioni psicodiagnostiche in ambito peritale e giudiziario: i test clinici nascono, in generale, per la diagnosi di eventuali disfunzioni psicologiche. Una diagnosi errata ha come effetto una cura non efficace (o meno efficace), ma può essere successivamente rivista quando ci si rende conto del problema; al contrario invece, una diagnosi errata ma ritenuta erroneamente corretta legata ad una decisione giudiziaria, avrà conseguenze immediate e non sarà facilmente rettificabile.[42]

Il saggista Robyn Mason Dawes, psicologo, docente di psicologia ed ex-membro del comitato etico della American Psychological Association, ha così commentato l'uso dei risultati del test di Rorschach in campo legale nel suo libro Rational Choice in an Uncertain World[43]:

(EN)
« Now that I am no longer a member of the American Psychological Association Ethics Committee, I can express my personal opinion that the use of Rorschach interpretations in establishing an individual's legal status and child custody is the single most unethical practice of my colleagues. It is done, widely. Losing legal rights as a result of responding to what is presented as a "test of imagination," often in the context of "helping" violates what I believe to be a basic ethical principle in this society — that people are judged on the basis of what they do, not on the basis of what they feel, think, or mighthave a propensity to do. And being judged on an invalid assessment of such thoughts, feelings, and propensities amounts to losing one's civil rights on an essentially random basis. »
(IT)
« Ora che non sono più un membro del comitato etico dell'American Psychological Association, posso esprimere la mia opinione personale sul fatto che l'uso delle interpretazioni del [test di] Rorschach per stabilire lo stato legale di un individuo e la custodia di un bambino è la singola pratica più non-etica effettuata dai miei colleghi. È messa in atto e diffusamente. Perdere dei diritti come effetto dell'aver risposto a quello che viene presentato come un "test di immaginazione", spesso in un contesto relativo all'"aiutare", viola quello che io credo sia il principio etico di base nella società - il fatto che le persone sono giudicate sulla base di quello che fanno, non sulla base di come si sentono, pensano o possano avere una propensione a fare. Ed essere giudicati in base ad una valutazione errata di questi pensieri, sensazioni e propensioni, significa perdere i propri diritti civili su una base essenzialmente casuale. »

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Le tavole di Rorschach hanno ispirato il nome di un personaggio fumettistico della DC Comics del fumetto Watchmen il cui nome è proprio Rorschach riferito alla sua maschera.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gary Groth-Marnat, Handbook of psychological assessment, John Wiley and Sons, 2003, p. 408, ISBN 978-0-471-41979-2.
  2. ^ Pichot, P. (1984). Centenary of the birth of Hermann Rorschach. (S. Rosenzweig & E. Schriber, Trans.). Journal of Personality Assessment, 48, 591–596.
  3. ^ Herman Rorcshach, M.D at mhhe.com
  4. ^ April 2, 1922: Rorschach Dies, Leaving a Blot on His Name at wired.com
  5. ^ Exner Jr., John E.: "Obituary: Samuel J. Beck (1896-1980)", "American Psychologist", 36(9)
  6. ^ Lis, A. et al., 2007
  7. ^ Boncori, L. (1993) Teoria e tecniche dei test, Bollati Boringhieri, Torino
  8. ^ "Occorre un lungo tirocinio prima di raggiungere un sufficiente grado di sicurezza, ma incertezze e revisioni sono all'ordine del giorno anche per esaminatori esperti (...) È perciò consigliato ai principianti un lungo esercizio, una continua revisione delle siglature già eseguite, possibilmente con l'aiuto di persone già esperte", pag. 24, Passi Tognazzo, D. (1994) Il Metodo Rorschach: Manuale di psicodiagnostica su modelli di matrice Europea, Firenze, Giunti, ISBN 978-88-09-20462-1
  9. ^ Weiner 2003, p. 232
  10. ^ Weiner 2003, p. 224
  11. ^ Michael W. Eysenck., Psychology: an international perspective, Hove, Psychology Press, 2004, p. 458, ISBN 978-1-84169-360-6.
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  42. ^ (EN) Ralph Underwager, Hollida Wakefield, Misuse of Psychological Tests in Forensic Settings: Some Horrible Examples, paper presentato al Eighth Annual Symposium in Forensic Psychology of the American College of Forensic Psychology svolto a San Francisco tra il 9 e il 12 aprile 1992, riportato dal sito del Separated Parenting Access & Resource Center
  43. ^ Robyn Dawes, Rational Choice in an Uncertain World, New York, Harcourt Brace Jovanovich, 1988, citato in Ralph Underwager, Hollida Wakefield, Misuse of Psychological Tests in Forensic Settings: Some Horrible Examples

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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  • De Pergola, E. (1952) Il metodo psicodiagnostico di Rorschach, Roma, Casa Editrice Astrolabio
  • De Pergola, E. (1952) Scheda per esame psicodiagnostico col Test di Rorschach, Roma, Casa Editrice Astrolabio
  • Loosli Usteri, M. (1972) Manuale pratico del test di Rorschach, Firenze, Giunti O.S. Organizzazioni Speciali
  • Di Nuovo, S.; Cuffaro, M. (2004) Il Rorschach in pratica, Milano, Franco Angeli, ISBN 978-88-464-5475-1
  • Lis, A. et alii (2007) Il Rorschach secondo il Sistema Comprensivo di Exner, Milano, Raffaello Cortina Editore, ISBN 978-88-6030-096-6
  • Passi Tognazzo, D. (1994) Il Metodo Rorschach: Manuale di psicodiagnostica su modelli di matrice Europea, Firenze, Giunti, ISBN 978-88-09-20462-1
  • Klopfer, B.; Davidson, H. (1994) La tecnica di Rorschach. Un manuale introduttivo, Firenze, Giunti O.S. Organizzazioni Speciali
  • Berengo, G.; (1994) Prontuario Rorschach per l'orientamento alla siglatura e all'interpretazione, Firenze, Giunti O.S. Organizzazioni Speciali
  • Rorschach, H. (1981) Psicodiagnostica, Roma, Edizioni Kappa (s.d.)
  • Rorschach, H. (1952) Tavole psicodiagnostiche, Roma, Casa Editrice Astrolabio
  • Valente Torre, L.; Freilone, F. (2005) Psicopatologia clinica e Rorschach. La valutazione psicodiagnostica, Bologna, UTET, ISBN 978-88-7750-961-1
  • Irving B. Weiner, Principles of Rorschach interpretation, Mahwah, N.J., L. Erlbaum Associates, 2003, ISBN 978-0-8058-4232-6.

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