Tesoro di Priamo

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Sophia Schliemann indossa parte del tesoro di Priamo

Il tesoro di Priamo è un insieme di oggetti in metalli preziosi che Heinrich Schliemann scoprì nel sito dell'antica Troia e che egli attribuì al re Priamo. Gli oggetti, ritrovati nel livello denominato Troia II, appartengono in realtà alla seconda metà del III millennio a.C. e sono dunque molto più antichi degli avvenimenti narrati nell'Iliade (che secondo la tradizione risalgono all'inizio del XII secolo a.C.).

Indice

[modifica] Descrizione

Il tesoro di Priamo fotografato poco dopo il 1880

Il ritrovamento avvenne il 31 maggio del 1873 e comprendeva:

  • uno scudo di rame
  • un calderone di rame con manici
  • un oggetto di rame non identificato, forse la chiusura di una cassetta
  • un vaso d'argento contenenti due diademi d'oro, tre braccialetti, 8.750 anelli, due piccoli bicchieri, bottoni e altri piccoli oggetti d'oro (i cosiddetti "gioielli di Elena")
  • un vaso di rame
  • una bottiglia d'oro battuto
  • due coppe d'oro una battuta e una fusa
  • diversi bicchieri in terracotta rossastra
  • una coppa di elettro
  • sei lame di coltello in argento battuto, che Schliemann ritenne fossero state monete
  • tre vasi d'argento con parti fuse in rame
  • diversi bicchieri e vasi in argento
  • tredici punte di lancia in rame
  • quattordici asce in rame
  • sette daghe in rame
  • altri manufatti in rame tra i quali la chiave di una cassetta.

L'autenticità degli oggetti è stata a più riprese messa in dubbio. In particolare Schliemann avrebbe raccolto e messo insieme nel cosiddetto "Tesoro di Priamo" oggetti provenienti da luoghi diversi.[1]

[modifica] La storia degli oggetti dopo la loro scoperta

Il cosiddetto Grande diadema esposto al Museo Puskin di Mosca

Schliemann esportò gli oggetti rinvenuti senza permesso: come conseguenza l'ufficiale ottomano incaricato di sorvegliare gli scavi fu imprigionato e il governo gli revocò la concessione di scavo da lui già ottenuta e gli richiese una parte del ritrovamento.

In seguito Schliemann inviò alcuni degli oggetti al governo ottomano, in cambio del permesso di scavare nuovamente a Troia: questa parte del tesoro fu conservata nei musei archeologici di Istanbul.

La parte rimasta in possesso di Schliemann fu invece acquistata nel 1880 dagli allora "Musei Imperiali di Berlino" e fu esposta al Pergamon Museum.

Nel 1945, tuttavia, gli oggetti scomparvero dal bunker nel quale erano stati sistemati a causa delle vicende belliche, sottratti dall'Armata Rossa sovietica: in tale occasione è probabile che alcuni degli oggetti fossero sottratti. Durante la guerra fredda i Sovietici negarono di avere conoscenza della sorte degli oggetti, ma nel 1993 questi riapparvero nel Museo Puskin di Mosca e sono conservati in parte in questo museo e in parte nell'Ermitage di San Pietroburgo. Nel 1996 si svolsero senza esito trattative per la loro restituzione alla Germania, ma i direttori dei musei russi dichiararono che dovevano essere trattenuti quali compenso per i danni di guerra nazisti alle città russe.[2]

[modifica] Note

  1. ^ David Traill (vedi bibliografia) ha sostenuto che il resoconto del ritrovamento è un falso: in particolare alcuni degli oggetti attribuiti al tesoro compaiono anche in foto di scavo scattate nell'anno precedente al ritrovamento
  2. ^ Articolo sulla contesa per il possesso degli oggetti del "Tesoro di Priamo" su La Repubblica (21 febbraio 1998; autore Ennio Franceschini).

[modifica] Bibliografia

  • David Traill, Schliemann of Troy: Treasure and Deceit, New York 1995 ISBN 0-312-14042-8;
  • David Traill, 'Priam Treasure': clearly a composite, in Anatolian Studies, 50, 2000, pp. 17-35.

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