Tesoro di Panagjurište

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Il tesoro come è conservato nel museo di Sofia

Il Tesoro di Panagjurište è un corredo tracio rinvenuto dai tre fratelli bulgari Pavel, Petko e Michail Deikovs l'8 dicembre 1949, nei pressi della cittadina di Panagjurište, nella Bulgaria nord-occidentale[1].

Il tesoro consiste di sette rhyta, un'anfora ed una phiale tutti in oro a 23 carati, per un totale di 6,164 kg. Probabilmente vennero eseguiti da artisti traci nei pressi di Lampsaco, dal momento che sulla phiale c'è una misura usata in quella città, e risalirebbero al IV-III secolo a.C.[2] Vista la fattura, probabilmente appartennero ad un re odrisio, forse a Seute III.

Il tesoro è uno dei massimi esempi di oreficeria tracia e probabilmente venne sepolto all'arrivo dei Celti, nei primi decenni del III secolo a.C. La lavorazione è una combinazione di stile greco e tracio, e fu molto probabilmente una commissione, in quanto i Greci non facevano uso di rhyta con simili caratteristiche, bensì i Traci[3].

Immagine ravvicinata di un rhyton

I vari pezzi aurei sono[4] tre rhyta (contenitori per versare liquidi, in particolare vino) a forma di teste di donna (o Amazzoni oppure le dee Era, Artemide ed Atena, con la testa elmata) con lievi differenze e manico terminante in sfinge, alti 20,5, 21,5 e 22,5 cm, per un diametro massimo di 12,5, 13,5, 10,5 cm e pesanti rispettivamente 387, 461 e 467 grammi; ci sono altri quattro rhyta (in questo caso con la funzione di recipienti per bere): due a forma di testa di cervo (alti 12,5 cm e pesanti 689 grammi circa), uno di testa di ariete (alto 12,5 cm e pesante 505 grammi) ed uno, senza manico, di corpo di capra (alto 14 cm e pesante 440 grammi). La phiale (un grande recipiente di uso cerimoniale) ha un diametro di 25 cm, pesa 845 grammi ed ha quattro cerchi di 24 figure ciascuno: gli ultimi tre composti da teste di etiopi e quello interno composto da ghiande; al centro vi è un umbone ed è recato il valore dell'oggetto: 200 stateri, ½ dracma e 1 obolo di Lampsaco. L'anfora ha un'altezza di 29 cm per un peso di 1,69 kg, e raffigura una scena di battaglia; i due manici sono a forma di centauri.

Quando non è esposto in mostre all'estero, il tesoro si trova nel Museo Archeologico Nazionale di Sofia; in precedenza era conservato a Plovdiv.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ruja Popova, Gregorio Luri, I Traci, mistici guerrieri, Storica n.20 (settembre 2010), p. 42
  2. ^ Heinz Siegert, I Traci, Garzanti, Milano, 1986, p. 194
  3. ^ Heinz Siegert, I Traci, Garzanti, Milano, 1986, p. 195
  4. ^ Ruja Popova, Gregorio Luri, I Traci, mistici guerrieri, Storica n.20 (settembre 2010), pp. 42-43

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