Terremoto dell'Emilia del 2012

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Terremoto dell'Emilia del 20 maggio 2012
Localizzazione dell'epicentro e scala delle intensità
Localizzazione dell'epicentro e scala delle intensità
Data 20 maggio 2012
Ora 04:03:52 (CEST)
Magnitudo Richter 5.9[1]
Magnitudo momento 5.86[2]
Distretto sismico Pianura padana emiliana
Epicentro Finale Emilia, Italia
44°52′34″N 11°16′55″E / 44.876°N 11.282°E / 44.876; 11.282 (Terremoto del 20 maggio 2012)
Nazioni colpite Italia Italia
Intensità Mercalli VII-VIII
Tsunami No
Vittime 7
Terremoto dell'Emilia del 29 maggio 2012
Localizzazione dell'epicentro e scala delle intensità
Localizzazione dell'epicentro e scala delle intensità
Data 29 maggio 2012
Ora 09:00:03 (CEST)
Magnitudo Richter 5,8
Magnitudo momento 5,66
Profondità 9,6 km
Distretto sismico Pianura padana emiliana
Epicentro Medolla, Italia
44°48′50″N 11°04′44″E / 44.814°N 11.079°E / 44.814; 11.079 (Terremoto del 29 maggio 2012)
Nazioni colpite Italia Italia
Intensità Mercalli VII-VIII
Tsunami No
Vittime 20[3]

Il terremoto dell'Emilia, Lombardia e Veneto del 2012 è un evento sismico costituito da una serie di scosse localizzate nel distretto sismico della pianura padana emiliana, prevalentemente nelle province di Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia, Bologna e Rovigo, ma avvertiti anche in un'area molto vasta comprendente tutta l'Italia Centro-Settentrionale e parte della Svizzera, della Slovenia, della Croazia, dell'Austria, della Francia sud-orientale e della Germania meridionale[4][5].Già tra il 25 e il 27 gennaio si ebbero in zona fenomeni significativi[6], ma le 2 scosse più forti (alla fine riunite in una sola), rispettivamente di magnitudo MI5,9 e Mw5,86[7] sono state registrate nello stesso istante il 20 maggio 2012 alle ore 04:03:52 ora italiana (02:03:52 UTC), con epicentro nel territorio comunale di Finale Emilia (MO), con ipocentro a una profondità di 6,3 km[8][9].

Il 29 maggio alle 09:00 una nuova scossa molto forte di magnitudo MI5,8 e Mw5,66[10] è avvertita in tutta l'Italia Settentrionale[11][12][13], creando panico e disagi in molte città come Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Mantova e Rovigo e in misura minore a Milano, Brescia, Piacenza, Parma, Verona, Padova, Vicenza e Venezia; l'epicentro è situato nella zona compresa fra Mirandola, Medolla e San Felice sul Panaro. A quella delle 9:00 si sono susseguite altre tre scosse rilevanti sempre in data 29 maggio: una alle 12:55 di magnitudo 5,4, una alle 13:00 di magnitudo 4,9 e un'ulteriore scossa alla stessa ora di magnitudo 5,2[14].

Il 31 maggio alle 16:58 una scossa di magnitudo 4,0 con epicentro a Rolo e Novi di Modena[15], ha colpito la zona della bassa reggiana e dell'oltrepò mantovano, già molto provate dalle scosse dei giorni precedenti che avevano avuto come epicentro la vicina area della bassa modenese. Sempre la sera del 31 maggio alle ore 21:04 si è verificata una scossa di magnitudo 4,2 con epicentro a San Possidonio[16].

Queste scosse sono state seguite da uno sciame sismico con scosse di magnitudo variabile di minore entità scala Richter. Un'altra scossa di magnitudo 5,1 è stata avvertita in tutto il Nord Italia il 3 giugno 2012 alle ore 21:20:43 ora italiana (19:20:43 UTC), con epicentro in Novi di Modena.

Le accelerazioni di picco registrate dall'accelerometro di Mirandola durante le scosse più forti del 20 maggio e del 29 maggio sono state rispettivamente di 0,31 g e di 0,29 g, valori che in base alla carte vigenti di pericolosità sismica renderebbero stimabile in circa 2500 anni il tempo di ritorno di ciascun evento nella medesima area[17].

I due eventi sismici principali hanno causato un totale di 27 vittime (22 nei crolli, tre per infarto o malore[3] e due per le ferite riportate), in maggioranza dipendenti di aziende distrutte. Il 4 giugno 2012 è stato proclamato giornata di lutto nazionale per le vittime del terremoto[18].

L'intensità massima dei terremoti, stimata come cumolo degli effetti della sequenza, è stata pari a 8, secondo la Scala Macrosismica Europea (EMS-98)[5].

Indice

Eventi sismici [modifica]

La scossa del 20 maggio [modifica]

La chiesa di San Martino di Tours a Buonacompra di Cento, crollata dopo le scosse del 20 maggio

Alle 04:03:52 un forte sisma della durata di venti secondi di magnitudo del momento sismico pari a 5.9, preceduto qualche ora prima (esattamente alle 01:13 e alle 01:42) da due scosse di MI 4,1 (Mw 3,98)[19] e 2,2, si è fatto sentire in tutto il Nord e parte del Centro Italia, facendo risvegliare la maggior parte delle persone, con epicentro a Finale Emilia a 6,3 km di profondità (distretto sismico: Pianura Padana emiliana)[20]. Il terremoto è stato avvertito dai sismografi di tutta Italia, ma le regioni in cui è stato avvertito dalla popolazione sono: Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Marche, Umbria.

Il sisma ha provocato 7 morti accertati, circa 50 feriti, 5000 sfollati e ingenti danni al patrimonio culturale a causa dei molti crolli di palazzi storici, aziende agricole e fabbriche[21][22]. Il sisma ha provocato fenomeni diffusi di liquefazione delle sabbie, che hanno interessato ampie aree a San Carlo di Sant'Agostino, Mirabello, Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Tali fenomeni si sono verificati anche a seguito delle scosse del 29 maggio nelle aree di Cavezzo e Moglia, causando il crollo di alcuni edifici anche di recente costruzione.

Successivamente ci sono state nuove scosse: di 4,8 (alle 04:06, epicentro: Finale Emilia), di 5.1 (alle 04:07, epicentro: Bondeno), di 4,3 (alle 04:11 e alle 04:12, epicentri: Bondeno e Finale Emilia) e di 4,0 (alle 04:35 e alle 04:39, epicentri: Vigarano Mainarda e Finale Emilia). Una nuova forte scossa tellurica di 4,9 è stata avvertita a partire da San Felice sul Panaro alle ore 05:02 (ora italiana). Altre scosse di notevole intensità si sono avvertite alle ore 11:13, 15:18 e 15:21 rispettivamente di 4,2, 5,1 e 4,1 a Finale Emilia, Vigarano Mainarda e Bondeno. Alle 19:37 dello stesso giorno si è verificata inoltre una nuova scossa di magnitudo 4,5 con epicentro nei pressi di Bondeno. Un'altra scossa di 4,1 si è fatta sentire il 21 maggio alle 16:37 con epicentro in Finale Emilia. Il 23 maggio alle 23:41 un'altra scossa moderata di magnitudo 4,3 fa tornare il panico tra la gente. Il 25 maggio alle 15:14 un'altra scossa più debole, di 4,0 gradi della scala Richter è stata avvertita dalla popolazione.

Le scosse del 29 maggio [modifica]

Una forte scossa della durata di 30 secondi, di magnitudo 5,8 e definita superficiale (profondità ipocentro: 9,6 km) è stata registrata alle 09:00:03 del 29 maggio 2012[23][24]. L'epicentro è nella zona di Medolla e Cavezzo in provincia di Modena[25]. Un primo bilancio provvisorio riporta crolli in edifici anche di interesse storico-artistico, tra quelli già danneggiati dall'evento sismico del 20 maggio, 20 vittime (due decessi avvenuti in data 5 giugno ed uno il 12 giugno)[3][26] e almeno 350 feriti. Gli sfollati salgono a circa 15.000[27]. Successivamente alla scossa delle 09:00 si sono verificate altre due scosse di entità rilevante: alle 12:55 di intensità 5,3 e alle 13:00 di intensità 5,2[28][29]. A Mantova è stato chiuso il Palazzo Ducale e a Pisa è stato chiuso per inagibilità il Palazzo della Sapienza. Successivamente, una sessantina di scosse si sono registrate nella notte fra il 29 e il 30 maggio[30]. Il terremoto è stato avvertito in quasi tutta la Slovenia, in particolare nelle regioni occidentali del Paese, in Svizzera nel Canton Ticino e nell'Istria, in Croazia, ma senza provocare né feriti, né danni, come riferito dai media sloveni.

Un esempio dei danni provocati dal terremoto agli edifici rurali

La scossa del 3 giugno [modifica]

Una nuova forte scossa di magnitudo 5,1 alle 21:20 del 3 giugno 2012 con epicentro a Novi di Modena e avvertita in tutto il nord Italia ha nuovamente colpito tutta la zona della bassa modenese e dell'oltrepò mantovano. La torre dell'orologio di Novi di Modena è crollata durante la scossa[31].

Analisi geosismologica [modifica]

L'area interessata dall'innesco del sisma è una delle tante aree sismogeniche prossime alle zone dell'Appennino, classificata a livello 3 della scala di riferimento del rischio sismico. Il complesso sistema di faglie che si diramano nella bassa pianura emiliana è quello della dorsale di Ferrara, che si raccorda a ovest con quella di Mirandola[32].

L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) non ha escluso che la seconda scossa di magnitudo 5,8 del 29 maggio, avvenuta a distanza di nove giorni dal primo evento che fu di magnitudo 5.9, possa essere scaturita dall'apertura di una nuova faglia[33]. Secondo questa ipotesi non si tratterebbe di una forte scossa di assestamento del primo terremoto, bensì di un secondo terremoto.

Da un'analisi del meccanismo focale delle scosse di terremoto, risulterebbe che i processi cinematici di tutte le scosse registrate siano concordanti e che non ci siano state attivazioni di faglie discordi[34]. I terremoti sono avvenuti lungo piani di faglia orientati all'incirca in direzione Est-Ovest e con movimento compressivo con una significativa componente trascorrente[35] in direzione Nord-Sud[36]. Tale orientazione è concordante con le strutture regionali di tipo appenninico aventi, in questo settore di catena, un senso di trasporto con vergenza NNE[37]. In particolare la sismicità della sequenza dei terremoti dell'Emilia ha interessato i fronti compressivi più esterni, quali il Fronte Ferrarese ed il Fronte di Mirandola. Quest’ultimo è caratterizzato dalla presenza di una struttura anticlinale, detta appunto anticlinale di Mirandola. Il movimento delle faglie durante il terremoto ha provocato l'accavallamento delle falde appeniniche sepolte, al di sopra della placca adriatica, causando sollevamento del terreno e raccorciamento crostale[38]. Grazie alle immagini radar acquisite e utilizzando l'interferometria differenziale, è stato possibile valutare la deformazione del terreno dopo le scosse del 29 maggio. Con questi dati è stato possibile misurare che il suolo si è sollevato di massimo 12 centimetri nell'area epicentrale, mentre si è abbassato di circa 2-3 centimetri nella zona di Finale Emilia. Queste ultime deformazioni sono probabilmente imputabili a movimenti superficiali di acqua nel sottosuolo[39].

Per lo studio delle sorgenti sismogenetiche i geologi dell'INGV hanno utilizzato dati geomorfologici e geologico-geofisici con particolare attenzione allo studio dell'idrografia della regione, quest'ultima in quanto elemento sensibile ai più piccoli cambiamenti indotti dall'attività tettonica. Attraverso lo studio del reticolo idrografico sono state rilevate anomalie del drenaggio di origine certamente non antropica. Tali anomalie, confrontate con le strutture delle anticlinali sepolte note dalla letteratura geologica, hanno reso possibile di ipotizzare l'origine di parte di esse e di identificare le strutture attive nel sottosuolo[40]. Dall'ulteriore confronto con le serie storiche relative ai terremoti avvenuti nell'area interessata si può concludere che queste strutture sono sismogenetiche, ossia capaci di generare terremoti. In diversi casi è stato possibile osservare la coincidenza tra la posizione di una anomalia del drenaggio, la presenza di una anticlinale sepolta e la localizzazione di alcuni terremoti riportati nei cataloghi. Una notevole anomalia del drenaggio in un’area priva di sismicità storica nei pressi di Mirandola fu messa in evidenza già dal 2000 rilevandone la correlazione con una importante faglia attiva sepolta. La sequenza sismica con i forti terremoti del 20 e del 29 maggio 2012 ha riattivato porzioni delle sorgenti identificate come ITCS050-Poggio Rusco-Migliarino[41] e ITCS051-Novi-Poggio Renatico[42]. Si ipotizza che queste sorgenti siano all'origine dei terremoti e che siano state la causa in passato del sollevamento delle dorsali di Ferrara e Mirandola che in passato causarono lo spostamento del corso dei fiumi Po, Reno, Secchia e Panaro[43]. In particolare i geologi dell'INGV ipotizzano che la scossa del 29 maggio sia stata originata dalla sorgente ITIS107-Mirandola[44].

Tutti i sette terremoti con M>5 hanno avuto epicentro posizionato lungo l'asse mediano della struttura tettonica attiva dal punto di vista sismico.

Sequenza delle scosse [modifica]

Di seguito, la lista dettagliata delle scosse telluriche registrate dal 20 maggio 2012, escludendo quelle di magnitudo inferiore a 4.0; le scosse più forti (di magnitudo maggiore o uguale a 5.0) sono evidenziate in blu. Nei primi due mesi dall'inizio dell'attività sismica sono stati oltre 2300 i terremoti registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV. Di questi circa 2.000 sono avvenuti nel primo mese e quasi 300 - tutti con magnitudo modeste - nei successivi 30 giorni[45]. Quasi tutte le repliche registrate hanno avuto localizzazione ipocentrale nei primi 15 km di profondità e solo una minima parte a profondità maggiore[46]. A partire dalla seconda metà del mese di giugno si è registrato un sensibile decadimento dell'attività sismica, con andamento conforme alla legge di Omori[47].

Rispetto a quanto accaduto per il terremoto dell'Aquila, nei primi 30 giorni di attività sismica, sono state registrate 1.499 scosse (contro le 9.312 del terremoto dell'Aquila) di cui 216 con magnitudo superiore a 2.0 (contro 220)[47].

Data Ora locale Magnitudo Epicentro
20 maggio 2012 01:13:27 4,1 Finale Emilia
20 maggio 2012 04:03:52 5,9 Finale Emilia
20 maggio 2012 04:06:30 4,8 Finale Emilia
20 maggio 2012 04:07:31 5,1 Bondeno
20 maggio 2012 04:11:46 4,3 Bondeno
20 maggio 2012 04:12:42 4,3 Finale Emilia
20 maggio 2012 04:21:53 4,1 Mirandola
20 maggio 2012 04:25:05 4,0 Bondeno
20 maggio 2012 04:35:37 4,0 Vigarano Mainarda
20 maggio 2012 04:39:10 4,0 Finale Emilia
20 maggio 2012 05:02:50 4,9 San Felice sul Panaro
20 maggio 2012 11:13:21 4,2 Finale Emilia
20 maggio 2012 15:18:02 5,1 Vigarano Mainarda - Mirabello
20 maggio 2012 15:21:06 4,1 Bondeno
20 maggio 2012 19:37:14 4,5 Bondeno
21 maggio 2012 18:37:31 4,1 Finale Emilia
23 maggio 2012 23:41:18 4,3 Finale Emilia
25 maggio 2012 15:14:05 4,0 Mirandola
27 maggio 2012 20:18:45 4,0 Mirandola
29 maggio 2012 09:00:03 5,8 Medolla - Cavezzo
29 maggio 2012 09:07:21 4,0 Cavezzo
29 maggio 2012 09:09:54 4,1 Novi di Modena
29 maggio 2012 10:25:51 4,5 Novi di Modena
29 maggio 2012 10:27:23 4,7 San Felice sul Panaro
29 maggio 2012 10:40:58 4,2 Mirandola
29 maggio 2012 11:30:21 4,2 Concordia sulla Secchia
29 maggio 2012 12:55:57 5,3 San Possidonio
29 maggio 2012 13:00:02 4,9 Cavezzo
29 maggio 2012 13:00:25 5,2 Novi di Modena - Moglia
29 maggio 2012 13:07:05 4,0 San Possidonio
31 maggio 2012 16:58:21 4,0 Novi di Modena - Rolo
31 maggio 2012 21:04:04 4,2 San Possidonio
3 giugno 2012 21:20:43 5,1 Novi di Modena
12 giugno 2012 03:48:36 4,3 Novi di Modena

Di seguito si riporta la distribuzione degli eventi dall'inizio della sequenza, con evidenza dei terremoti che hanno preceduto l'evento principale nei cinque mesi antecedenti[48].

Magnitudo -5° Mese -4° Mese -3° Mese -2° Mese -1° Mese 1° Mese 2° Mese 3° Mese 4° Mese 5° Mese 6° Mese 7° Mese 8° Mese 9° Mese
5.0 ≤ M < 6.0 0 0 0 0 0 7 0 0 0 0 0 0 0 0
4.0 ≤ M < 5.0 0 0 0 0 0 27 0 0 0 0 0 0 0 0
3.0 ≤ M < 4.0 0 0 0 0 0 182 5 1 1 0 1 0 0 0
M < 3.0 1 0 0 1 3 1.465 361 124 61 21 24 10 9 10

Sismicità storica [modifica]

Nella tabella che segue è rappresentata la sismicità storica registrata per l'area interessata dal terremoto nel periodo 2005 - 2011. I dati sono stati estrapolati dal Bollettino Sismico Italiano e si riferiscono agli eventi sismici registrati con epicentro compreso entro 30 km dalla città di Mirandola[49].

Magnitudo 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
M ≥ 4 0 0 0 0 0 0 1 (4.8)
3.0 ≤ M < 4.0 0 0 0 2 1 0 3
M < 3.0 2 7 0 13 10 4 17

La scossa del 6 giugno al largo di Ravenna [modifica]

In data 6 giugno 2012 è stata avvertita una scossa, di magnitudo 4,5, con epicentro al largo di Ravenna, in Romagna; tuttavia i sismologi hanno dichiarato che tale evento non è correlato con la sequenza sismica del 20 maggio e 29 maggio, in quanto i meccanismi focali sono diversi[50].

Danni e vittime [modifica]

I terremoti del 20 maggio e 29 maggio hanno causato pesanti danni alle costruzioni rurali ed industriali, alle opere di canalizzazione delle acque, nonché agli edifici ed ai monumenti storici ed agli edifici civili di vecchia costruzione in pietra o ciottoli. In particolare sono risultati seriamente danneggiati o parzialmente crollati gran parte dei monumenti e dei luoghi di interesse artistico compresi in un'ampia area, da Mantova a Modena a Ferrara ad alcuni comuni della provincia di Bologna, le cui rispettive province sono risultate essere le più gravemente colpite e danneggiate dagli eventi sismici. In alcuni casi sono stati danneggiati anche edifici ad uso abitativo di recente costruzione; tali danni sono spesso ascrivibili ai diffusi episodi di liquefazione delle sabbie.

I danni del sisma sono stati stimati (relazione inviata alla Commissione UE) in 13 miliardi e 273 milioni di euro. In Emilia‐Romagna la stima è di 12 miliardi e 202 milioni di euro: 676 milioni per i provvedimenti di emergenza; 3 miliardi e 285 milioni di danni all’edilizia residenziale; 5 miliardi e 237 milioni di danni alle attività produttive; 2 miliardi e 75 milioni di anni ai beni storico‐culturali e agli edifici religiosi; la quota restante è suddivisa fra edifici e servizi pubblici e infrastrutture.

Provincia di Modena [modifica]

Veduta del centro storico di Cavezzo, raso al suolo dalle scosse del 29 maggio

Il territorio colpito dal sisma comprende un’area di 967 chilometri quadrati, pari al 36% dell’intero territorio provinciale, al cui interno vivono oltre 227 mila persone. I terremoti hanno duramente colpito tutta la zona della bassa modenese: Camposanto, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Novi di Modena, San Felice sul Panaro, San Possidonio e San Prospero hanno subito ingentissimi danni. Colpiti duramente i centri storici, i vecchi edifici in pietra, gli edifici rurali ed i capannoni nelle aree commerciali, artigianali ed industriali. Colpiti diffusamente su tutto il territorio anche gli edifici pubblici, fra i quali scuole ed ospedali. Buona è stata invece la risposta degli edifici di recente costruzione in calcestruzzo, per i quali sono stati registrati sporadici casi di danni strutturali, soprattutto nei comuni prossimi all'epicentro e localmente nelle zone interessate dai fenomeni di liquefazione. La prima scossa del 20 maggio ha colpito duramente soprattutto le aree di San Felice sul Panaro, Finale Emilia e Canaletto (frazione di Finale Emilia). In queste località l'intensità macrosismica rilevata è stata pari a 7[5]. Intensità macrosismiche superiori a 6 sono state rilevate anche a Cavezzo e Mirandola. Le forti scosse del 29 maggio si sono aggiunte a una situazione già drammatica[51]. Anche stavolta l'edilizia industriale e storica, insieme a quella rurale è stata la più colpita, venendo distrutti altri capannoni ed edifici storici. A Mirandola si sono avuti danni gravissimi al Castello dei Pico[52], al palazzo comunale[53], al duomo e alla chiesa di San Francesco[54][55], oltre agli ingentissimi danni subiti dal comparto biomedicale[56]. A San Felice sul Panaro si sono verificati crolli e lesioni serie alla Rocca Estense, al duomo ed alla torre dell'orologio[57], mentre a Camposanto si sono verificati grossi danni e crolli al centro storico ed alle strutture agricole. Conseguenze pesantissime si sono avute anche a Medolla, dove si sono verificati i crolli di diversi capannoni industriali[58], e a Cavezzo, dove sono rimasti seriamente danneggiati tre quarti degli edifici del centro storico[59]. Gravi danni alle chiese e agli edifici del centro storico sia a San Possidonio[60] che a San Prospero[61]. A Soliera (13km circa da Modena) il sisma del 29 maggio ha reso inagibili le due scuole principali del comune, sia la media che l'elementare; il castello della città, abbastanza conosciuto, ha subìto danni ingenti all'interno, dove ospitava la biblioteca comunale e diverse altre sale. A Concordia sulla Secchia è crollata la quasi totalità del centro storico[62], mentre a Novi di Modena è crollata la torre dell'orologio[63]. Nella provincia di Modena si sono avute il maggior numero di vittime, in totale 17.

Provincia di Ferrara [modifica]

Crolli nel municipio di Sant'Agostino a seguito del sisma del 20 maggio

Il territorio colpito dal sisma comprende un’area di 818 chilometri quadrati, pari al 31% dell’intero territorio provinciale, al cui interno vivono circa 214 mila persone (il 59% del totale provinciale di 360 mila). La zona occidentale della provincia di Ferrara è stata duramente colpita soprattutto dal sisma del 20 maggio. Si sono verificate numerose lesioni e crolli parziali alla maggior parte degli edifici storici e crolli in vari edifici industriali, civili ed agricoli. Nei sismi successivi a quello del 20 maggio la zona è risultata meno coinvolta. I comuni in cui si sono verificati i danni più gravi sono stati Bondeno, Cento, Mirabello, Poggio Renatico e Sant'Agostino. Le vittime dei terremoti in provincia di Ferrara sono state sei, delle quali due operai morti nel crollo della fabbrica di ceramica di Sant'Agostino[64], ed un operaio morto nell'industria plastica URSA di Stellata (frazione di Bondeno)[54]. I danni più gravi al patrimonio storico e artistico si sono avuti con il crollo e il grave danneggiamento della chiesa di San Paolo a Mirabello[65], il crollo della torre dell'orologio del Castello Lambertini a Poggio Renatico[66], ed il crollo di parte del Palazzo Mosti a Pilastri di Bondeno. Gravi danni anche a chiese e municipi: a Sant'Agostino parte del municipio è crollato in diretta tv[67], mentre a Bondeno le chiese delle frazioni di Gavello e Stellata, ma soprattutto quelle di Burana e Pilastri sono state fra le più danneggiate della zona, uscendo semidistrutte dal sisma del 20 maggio[54]. A Cento gravi danni al Municipio, al Teatro, alla Pinacoteca oltre a tutte le chiese e campanili, comprese quelle delle frazioni di Buonacompra, crollata in diretta tv, di Alberone di Cento e di Casumaro. Danneggiati irrecuperabilmente l'80% degli edifici scolastici del comune e delle sue frazioni, oltre a numerosissime abitazioni. Seri danni anche alla città di Ferrara dove risultano gravemente danneggiati o inagibili numerosi edifici pubblici, danni seri al patrimonio artistico e religioso, agli edifici scolastici, all'università ed all'ospedale. Circa 8000 abitazioni private gravemente danneggiate, di cui 4000 parzialmente o completamente inagibili, tanto da avere anche nella città capoluogo alcune centinaia di sfollati.

Provincia di Mantova [modifica]

Opere provvisionali ed Edifici Scolastici Temporanei realizzati nei comuni di Poggio Rusco, Quistello e Moglia, tra i più colpiti dal sisma nella Provincia di Mantova

Anche la provincia di Mantova è stata duramente colpita dal sisma che si è verificato in Emilia venendo colpito un territorio di 461 chilometri quadrati comprendente i comuni appartenenti al cosiddetto "Cratere Sismico" costituito da 14 comuni dell'Oltrepò mantovano. I comuni maggiormente distrutti all'interno del cratere sismico risultano essere in particolare Moglia, San Giacomo delle Segnate, Poggio Rusco, Quistello, Gonzaga, Pegognaga e San Giovanni del Dosso. In questi comuni si sono avuti danni ingentissimi a edifici pubblici e religiosi, che in molti casi sono stati distrutti, ma anche all'edilizia residenziale e industriale[68]. Nella fase successiva all'emergenza risultavano essere 3000 gli sfollati nella Provincia[69]. 21 Campi sfollati sono stati aperti in 14 comuni dei quali i più grandi erano quelli di Poggio Rusco (in cui erano presenti 2 Tendopoli e una struttura coperta per un totale di 350 posti) che ospitarono circa 400 persone, Moglia in cui venne allestito un campo gestito dalla protezione civile regionale che ospitò un massimo di 360 persone, Pegognaga che ospito un massimo di 350 persone e San Giacomo delle Segnate dove nel campo gestito dalla Protezione civile sono state ospitate 300 persone[70]. Il patrimonio artistico e monumentale dei comuni colpiti ha subito danni ingentissimi: secondo la sovrintendenza sono 129 le chiese danneggiate e 83 quelle inagibili. I casi più gravi di chiese a codice rosso riguardano le Chiese di Moglia e di Quistello e le parrocchiali di Poggio Rusco, San Giovanni del Dosso, San Giacomo delle Segnate e Bondeno di Gonzaga. Il complesso Monastico di San Benedetto Po ha subito ingenti danni[71]. I centri storici di Moglia, Bondeno di Gonzaga, Quistello, Poggio Rusco e San Giacomo delle Segnate, esattamente come in Emilia, si sono trasformati in zone rosse con gravi danni alle attività commerciali situate in essi[72][73]. Per quanto riguarda l'economia locale i danni più ingenti in provincia si sono registrati all'agricoltura: 270 milioni di euro i danni all'agricoltura mantovana[74]. Migliaia di forme di Parmigiano-Reggiano e Grana Padano sono cadute dalle scaffalature in particolare nei magazzini di Moglia, Pegognaga, Porto Mantovano e Villa Poma[75]; ingenti danni anche a stalle, fienili e aziende agricole[76]. Il comparto industriale è risultato meno colpito rispetto a quello emiliano e i danni maggiori si sono avuti nei comuni di Moglia, Gonzaga, Quistello e Poggio Rusco, comuni che ospitano zone industriali dove numerose aziende, a causa dei capannoni inagibili, sono state costrette a ricorrere alle tensostrutture[77]. Le scosse hanno suscitato ripercussioni anche per quanto riguarda l'edilizia civile; risultano circa 3500 le abitazioni danneggiate in Provincia di Mantova di cui le 1500 inagibili risultano essere localizzate nei 7 comuni più colpiti. Record di inagibilità sono Moglia, Quistello, Gonzaga[78] e San Giacomo delle Segnate[79] con un numero di abitazioni inagibili compreso tra 100 e 400 seguiti da San Giovanni del Dosso[80], Pegognaga[81] e Poggio Rusco[82] con un numero di abitazioni inagibili compreso tra 50 e 100. Circa 28 edifici scolastici sono risultati inagibili; i comuni di Pegognaga, San Giacomo delle Segnate, Poggio Rusco e Moglia sono stati costretti a ricorrere all'utilizzo di strutture prefabbricate provvisorie. In questi ultimi due comuni si sono registrati disagi nelle procedure di appalto delle strutture che hanno rischiato di compromettere il regolare svolgimento dell'anno scolastico; tali disagi sono stati prontamente risolti da Regione e amministrazioni comunali[83]. In Provincia di Mantova non si sono contati morti.

Provincia di Reggio Emilia [modifica]

Il territorio colpito dal sisma comprende un’area di 458 chilometri quadrati, pari al 20% dell’intero territorio provinciale, al cui interno vivono oltre 121 mila persone. I danni maggiori si sono avuti a seguito dei terremoti del 29 maggio. I comuni maggiormente danneggiati, secondo il rapporto dell'INGV sono Reggiolo e Rolo[84]. Gli altri comuni appartenenti al Cratere Sismico delimitato dal Governo sono Fabbrico,Correggio, Campagnola Emilia, Novellara e Rio Saliceto. Circa mille gli sfollati in provincia a seguito delle scosse del 29 maggio di cui 550 a Reggiolo, 100 a Rolo e gli altri divisi tra i comuni di Correggio, Fabbrico, Guastalla, Luzzara e Rio Saliceto[85]. Due campi della Protezione civile sono stati attivati a Reggiolo e Rolo mentre anche in altri comuni sono stati allestiti campi gestiti direttamente dalle amministrazioni comunali[86]. Ingentissimi i danni agli edifici pubblici soprattutto a chiese e scuole. la situazione più critica per quanto riguarda le scuole è nei comuni di Rolo e Reggiolo che ospiteranno gli studenti in prefabbricati provvisori in attesa della costruzione di nuove scuole definitive; danni anche a Luzzara, Guastalla, Correggio e Fabbrico[87][88][89]. I danni all'economia si sono registrati in particolare per quanto riguarda l'agricoltura: sono 70 milioni i danni all'agricoltura reggiana subiti in particolare a seguito del crollo di circa 100000 forme di Parmigiano Reggiano[90][91]. Danneggiato in misura minore il comparto industriale[92].

Provincia di Bologna [modifica]

Il territorio colpito dal sisma comprende un’area di 930 chilometri quadrati, pari al 25% dell’intero territorio provinciale, al cui interno vivono oltre 207 mila persone. Gravissimi danni sono stati registrati in provincia di Bologna sia dopo il sisma del 20 maggio sia dopo le scosse del 29 maggio. La zona maggiormente colpita risulta essere la zona nord della provincia al confine con le provincie di Modena e Ferrara; i comuni più danneggiati sono Crevalcore e Pieve di Cento. I danni maggiori si sono avuti agli edifici pubblici e residenziali, minori al comparto agricolo e industriale: a Crevalcore il centro storico è stato dichiarato zona rossa a seguito di numerosi crolli e sono stati danneggiati anche il Castello di Galeazza e il Castello Ronchi oltre a tutte le chiese delle frazioni e a Pieve di Cento è crollato il tetto della pieve[93]. Centinaia le abitazioni dichiarate inagibili e migliaia gli sfollati in tutta la provincia in particolare a Crevalcore che nello stato maggiore dell'emergenza presentava circa 3000 sfollati quasi tutti evacuati dal centro storico e a Pieve di Cento erano circa 400 gli sfollati[94]. Sono stati quindi attivati centri di pernottamento e tendopoli a Crevalcore, Pieve di Cento, San Pietro in Casale, San Giovanni in Persiceto e Galliera[95]. Per quanto riguarda le scuole i comuni che hanno risentito i danni maggiori sono Crevalcore e San Giovanni in Persiceto che hanno dovuto optare per l'acquisto di strutture provvisorie per ospitare gli studenti delle elementari in attesa della costruzione degli edifici definitivi[96][97]. A San Pietro in Casale una persona è deceduta per infarto a seguito della scossa del 20 maggio[98].

Provincia di Rovigo [modifica]

Ficarolo, Provincia di Rovigo: Lavori di messa in sicurezza dell'abside della Chiesa Arcipretale di Sant'Antonino martire.

La provincia di Rovigo, anche se colpita dagli eventi sismici di maggio, è risultata la meno danneggiata rispetto alle altre provincie definite terremotate nel Decreto Legge 74 del 6 giugno emanato dal Governo. I danni maggiori si sono avuti nei comuni che si affacciano in prossimità del fiume Po dove questo traccia il confine tra le province di Mantova e Ferrara. Tra i comuni più colpiti vi sono Ficarolo, Gaiba, Calto, Castelmassa, Stienta e Fiesso Umbertiano[99]. I danni interessano nella quasi totalità dei casi edifici pubblici o edifici residenziali di più antica costruzione e quindi già in situazioni non ottimali. Le Chiese maggiormente danneggiate dal sisma sono quelle di Ficarolo, Gaiba, Fiesso Umbertiano, Occhiobello e Calto[100]. Scuole danneggiate a Stienta e Castelmassa[101]. Alcuni sfollati ospitati in strutture coperte.

Zone lontane dagli epicentri [modifica]

Crolli nelle torri della Rocca Estense di San Felice sul Panaro a seguito del sisma del 20 maggio

A Milano sono stati fatti evacuare numerosi palazzi del centro, compresa la sede della Regione Lombardia, il Pirellone e molte scuole, per ragioni di sicurezza poco dopo la scossa. Nel capoluogo lombardo, comunque, non si è segnalato alcun danno. A Venezia, invece, è crollata una statua nei giardini Papadopoli, sfiorando una donna. A Padova è stata lievemente danneggiata la basilica di Sant'Antonio. A Genova si sono prodotte alcune crepe nel palazzo San Giorgio[102]. La situazione è molto diversa a Mantova, in quanto ci sono stati dei danni alla basilica Palatina di Santa Barbara, palazzo Te, palazzo Ducale e altri edifici del centro storico, e in provincia si sono verificati alcuni crolli. Mentre i danni all'edilizia abitativa sono per fortuna scarsi, pesantissimi sono stati quelli subiti dalle costruzioni ad uso agricolo, con il settore già in crisi reputato in ginocchio. In provincia di Massa e Carrara la città di Aulla, già duramente provata dall'alluvione dell'ottobre 2011, ha riportato danni al palazzo Centurione, edificio storico nonché sede del liceo cittadino e sede provvisoria della scuola elementare. A Pisa è stato chiuso per motivi precauzionali il già lesionato palazzo della Sapienza, sede della facoltà di giurisprudenza.

Lista dei comuni colpiti [modifica]

Nelle tabelle in basso si riportano gli effetti ed i danni prodotti dal terremoto nei comuni colpiti. In tale lista sono inseriti i comuni oggetto del rapporto macrosismico redatto dall'INGV e i comuni qualificati come "terremotati" nel decreto legge 74 emanato il 6 giugno 2012 dal Governo. Nella colonna "intensità" è riportata l'intensità dei terremoti determinata secondo la Scala Macrosismica Europea (EMS-98). I dati sono estrapolati dal rapporto macrosismico definitivo elaborato dal QUEST (Quick Earthquake Survey Team) dell'INGV[5].

Per il sisma del 20 maggio l'intensità epicentrale Io=7 indica una generale buona risposta dell'edilizia residenziale. Le scosse del 29 maggio hanno causato i maggiori danni all'edilizia civile, probabilmente per la maggiore vicinanza dell'epicentro ad aree a maggiore densità abitativa. L'intensità epicentrale per l'intera sequenza è stata stimata Io=7-8[5].

Sia per la scossa del 20 maggio che per quelle del 29 maggio si osserva un’attenuazione molto decisa degli effetti soprattutto in direzione N-S[103].

Nella tabella seguente sono indicati i comuni distrutti dal sisma in Emilia. Tali comuni possono essere definiti come tali in quanto hanno presentato una serie di crolli totali e soprattutto parziali di edifici sia diffusamente (per quanto riguarda i comuni con intensità maggiore di 7) sia sporadicamente (per quanto riguarda i comuni con intensità uguale a 7) sul territorio e che in alcuni casi hanno riguardato anche edifici di recente costruzione ed edifici in cemento armato. Ad essi è stata attribuita intensità maggiore o uguale a 7 con un massimo di intensità 8. A Cavezzo è stata attribuita intensità 8 in quanto si sono verificati numerosi crolli, totali e parziali, oltre che nel centro storico, di edifici di recente costruzione alcuni dei quali in cemento armato. Numerosi crolli parziali e raramente totali si sono verificati, nei comuni con intensità 7-8, soprattutto nei centri storici e soprattutto a livello di edifici in muratura. Danni medio-gravi sono stati registrati in maniera diffusa in tutto il territorio comunale dei comuni compresi in tali livelli di intensità. Intensità pari a 7 è stata attribuita a tutti quei comuni in cui si sono registrati danni medio gravi e moderati soprattutto a edifici in muratura abbastanza diffusamente nel territorio comunale. Raramente sono stati registrati crolli totali o parziali di edifici che nella quasi totalità dei casi hanno riguardato l'edilizia urbana e rurale più antica e quella monumentale.

Comune Provincia Danni Vittime Intensità
Cavezzo Modena Numerose costruzioni lesionate e parzialmente crollate. Molti crolli, anche in palazzi di recente costruzione, sono attribuibili ad episodi diffusi di liquefazione delle sabbie. Due morti, di cui uno nel crollo del mobilificio Malavasi[54][104]. Si valuta che circa il 75% degli edifici del paese abbia subito gravi danni[105]. 3 8
Concordia sulla Secchia Modena Molti edifici nel centro storico hanno riportato gravi lesioni o sono parzialmente crollati[106]. Il centro storico è stato evacuato ed è stata istituita la zona rossa. Numerose costruzioni lesionate e parzialmente crollate. Sono morte 2 persone a causa della caduta di calcinacci. I danni maggiori sono stati provocati dalle scosse del 29 maggio; gli eventi precedenti avevano provocato lesioni agli edifici storici come la chiesa e il municipio con parziali crolli. 2 7-8
Mirandola Modena Molti edifici nel centro storico hanno riportato gravi lesioni o sono parzialmente crollati[107]. Il centro storico è stato evacuato ed è stata istituita la zona rossa. Gravi danni sulla parete ovest del Castello dei Pico, dove la struttura portante risulta pesantemente compromessa[108]. Danni al Palazzo Comunale, con distacco del loggiato nord dal corpo di fabbrica principale, danni alle strutture portanti, al portico nord e crollo dei solai[109]. Crollate le volte della Chiesa del Gesù[110]. Crolli al duomo (copertura e navate) e alla chiesa di San Francesco (quest'ultima è crollata completamente, campanile compreso)[54][111]. Altri edifici storici e pubblici pesantemente danneggiati. Danneggiate il 70% delle aziende del distretto biomedicale[112]. Morto il titolare dell'Aries S.r.l.[54]. A San Giacomo Roncole è crollata parte della chiesa e numerosissimi crolli hanno interessato le aziende appartenenti al distretto biomedicale. Tre operai morti alla BBG S.r.l[54]. 4 7-8
Moglia Mantova Gravi danni registrati nel centro storico dove è stata creata una zona rossa. Crolli imponenti nella facciata della chiesa e nella parte superiore del municipio. Il campanile di Bondanello, gravemente danneggiato, abbattuto il 12 giugno per motivi di sicurezza.[113][114] Gravi danni alle scuole in particolare alla primaria e alla secondaria che hanno costretto l'amministrazione a ricorrere a container per ospitare gli alunni. Circa 400 le abitazioni inagibili che hanno comportato un numero di sfollati pari a quasi 1200 abitanti.[115] Episodi documentati di liquefazione dei terreni[116]. 7-8
Novi di Modena Modena Numerose costruzioni lesionate, crollate ed evacuate soprattutto a livello di abitazioni. Gravissimi danni al centro storico: la chiesa di Sant'Antonio è crollata il 29 maggio e il 3 giugno è crollata la Torre dell'Orologio a eguito della scossa delle 21:20[117][118]. A Rovereto sul Secchia, frazione di Novi di Modena è morto il parroco a causa del crollo della chiesa. Nella frazione numerosissimi altri edifici sono stati interessati da crolli totali o parziali che hanno interessato anche edifici di recente costruzione.[54]. 1 7-8
Finale Emilia Modena Numerose costruzioni storiche lesionate e parzialmente crollate. Crolli in vari edifici industriali. I danni sono occorsi principalmente il 20 maggio, nel sisma successivo il paese è risultato meno coinvolto[119]. L'edilizia abitativa ha fortunatamente resistito abbastanza bene al sisma. La popolazione ha evacuato spontaneamente le case nel timore di nuovi sismi. 1 7
Reggiolo Reggio Emilia Alcune costruzioni lesionate. Danni alla Rocca del paese e alle strutture agricole. Si tratta del comune con più danni dell'intera provincia[5][120][121]. 7
San Felice sul Panaro Modena Istituzione di una zona rossa nel centro storico, preventivamente evacuato a causa di crolli diffusi. Parziali crolli e gravi lesioni alla Rocca Estense. Crollato il Duomo, il relativo campanile e gravi lesioni ad altre chiese e monumenti storici. Crollata la torre dell'Orologio[122]. Numerose costruzioni, anche di recente costruzione, lesionate e parzialmente crollate. Numerose costruzioni e capannoni industriali crollati o lesionati. Dislocato di circa 20 cm il cavalcavia della tangenziale[123]. Episodi di liquefazione delle sabbie (evidenti presso lo Stadio Comunale). Tre morti alla Meta S.r.l.[54]. 3 7

Nella seguente tabella sono indicati tutti gli altri comuni maggiormente colpiti dal sisma. In tali comuni si sono verificati ingentissimi danni per svariate decine (e in alcuni casi centinaia) di milioni di euro; i danni rilevati dall'analisi condotta nei seguenti comuni risultano essere tuttavia sensibilmente meno gravi dei danni registrati nei comuni della tabella precedente. Esaminando nel dettaglio intensità pari a 6-7 e 6 è stata attribuita a tutti quei comuni in cui si sono verificati danni gravi ma meno diffusamente sul territorio comunale rispetto ai comuni che hanno registrato intensità maggiore. I danni più rilevanti hanno riguardato l'edilizia più antica e quindi più vulnerabile, sia essa monumentale urbana o rurale, mentre lesioni gravi a edifici di moderna costruzione sono stati rilevati solo raramente[5].

Comune Provincia Danni Vittime Intensità
Camposanto Modena Numerose costruzioni lesionate, crolli nelle campagne, molti edifici evacuati dagli occupanti, molto probabilmente alcune strutture urbane saranno dichiarate inagibili[124]. 6-7
Crevalcore Bologna Crolli al castello di Ronchi. Crolli al castello di Galeazza. Municipio inagibile. Centro storico considerato zona rossa, completamente evacuato: circa 3000 sfollati. Scuola elementare del capoluogo inagibile. Chiese del capoluogo e di tutte le frazioni inagibili. Nessun ferito[54]. 6-7
Mirabello Ferrara Numerose costruzioni lesionate e parzialmente crollate, parzialmente crollata e danneggiata gravemente la chiesa di San Paolo[125]. 6-7
San Giacomo delle Segnate Mantova Gravissimi i danni alle abitazioni: circa 190 le abitazioni dichiarate inagibili comportanti un numero di sfollati pari a 500 persone[126]. La protezione civile ha allestito un campo ospitante circa 300 persone[127]. I danni nel campo economico hanno riguardato principalmente il settore agricolo[128][129]. La Chiesa di San Giacomo ha subito gravissimi danni tra i quali il crollo del frontone sulla piazza antistante. Il campanile della stessa si è inclinato pericolosamente; il sindaco ha istituito una zona rossa nel centro storico riaperto solo il 5 luglio[130]. Ingenti danni sono stati registrati anche alla Villa Arrigona. Gravi danni anche alle scuole: gravemente danneggiate la scuola materna e la scuola elementare che verranno ricostruite ex novo previo utilizzo di prefabbricato per ospitare gli alunni della materna[131]. 6-7
Bondeno Ferrara Diverse costruzioni lesionate. Varie strutture crollate parzialmente o totalmente, principalmente storiche ed industriali. I danni più gravi si sono avuti soprattutto al Duomo, a tutte le chiese e a diversi edifici, anche ad alcuni di recente costruzione. Un operaio, a seguito della scossa del 20 maggio, è morto per via del crollo della fabbrica URSA nella frazione di Stellata. Seri danni anche nelle frazioni di Scortichino, Burana, Gavello e Pilastri. A Burana gravissimi danni alla chiesa e al campanile del paese[54]. Gravi danni anche a Pilastri soprattutto alla chiesa e all'edificio storico Palazzo Mosti, ma l'edilizia abitativa ha resistito bene alla scossa tellurica. Alcuni sfollati sono stati ospitati presso la palestra del paese[54]. 1 6
Carpi Modena Alcuni edifici hanno riportato danni superficiali, più serie le conseguenze al patrimonio artistico con un crollo al locale duomo. Diversi edifici sono stati evacuati volontariamente dagli occupanti in attesa dei controlli, ma l'edilizia abitativa non ha riportato danni pesanti, a parte 422 abitazioni private inagibili (dato non aggiornato fonte comune di Carpi)[132]. 6
Cento Ferrara Numerose costruzioni storiche ed agricole lesionate, conseguenze anche ad alcuni edifici industriali e in alcune frazioni, fortunatamente meno gravi i danni all'edilizia abitativa[133]. Molte le abitazioni inagibili evacuate dagli abitanti prima e dopo i controlli. Scuole inagibili. 1 6
Medolla Modena Danni pesantissimi al comparto industriale, minori all'edilizia abitativa[134]. Quattro operai morti dal crollo dell'azienda biomedicale Haemotronic S.p.A.[54]. 6 6
Poggio Renatico Ferrara Danni pesanti al patrimonio artistico locale, le strutture abitative non hanno riportato conseguenze ingenti ma molti edifici sono stati spontaneamente evacuati dagli occupanti prima dei controlli. Gravi danni al castello Lambertini (crollo della torre dell'orologio) e alla chiesa abbaziale di San Michele (danneggiamento del campanile e della cupola)[135]. 6
Poggio Rusco Mantova Circa 500 gli edifici danneggiati di cui 213 sono abitazioni. Inagibili circa 72 unità abitative che hanno comportato un numero di sfollati pari a circa 120 abitanti[136][137]. Per gli sfollati è stata allestita una tendopoli ospitante 400 persone, la più grande della provincia di Mantova[138]. Ingenti i danni agli edifici pubblici: registrati gravi crolli nel soffitto della chiesa e ingenti danni anche alla struttura portante della stessa. Il campanile si è letteralmente spostato dal suo asse[139]. Gravi danni al municipio e numerosi crolli alla torre Falconiera[140]. Il centro storico è stato dichiarato zona rossa con gravi danni alle attività commerciali[141]. Modesti i danni alla scuola secondaria mentre ingentissimi risultano essere i danni alla scuola primaria: si prevede una ricostruzione ex-novo della stessa previo utilizzo di prefabbricati provvisori per ospitare gli studenti[142][143]. In ginocchio le strutture agricole della zona e danni quantificati in 18 milioni di euro al comparto industriale[144]. 6
Quistello Mantova La Chiesa di San Bartolomeo ha subito danni ingenti ed è stata interessata da crolli[145]. Numerosissimi danni anche a svariati edifici del centro storico che insieme con la chiesa hanno causato la chiusura dello stesso e la creazione di una zona rossa[146][147]. I 500 sfollati, circa un decimo della popolazione comunale, sono stati ospitati nella tensostruttura messa a disposizione dalla Protezione Civile[148]. Gravi danni anche alle imprese della zona e alle abitazioni private: circa 400 quelle dichiarate inagibili[149]. Danni anche alle scuole del comune: l'asilo nido risulta essere la struttura maggiormente danneggiata dal sisma[150]. 6
San Possidonio Modena Crolli nel campanile della chiesa di San Possidonio Crolli importanti alla facciata e alle pareti laterali della Chiesa. Crollo parziale di Villa Varini, di Teatro Varini e dell'ex sede municipale. Danneggiato seriamente la palestra comunale e le scuole. Danni e crolli a numerosi capannoni (fra cui il magazzino comunale), abitazioni private e casolari di campagna. due tendopoli della protezione civile Toscana e Lazio oltre a numerosi accampamenti privati.[151]. 6
San Prospero Modena Diverse costruzioni lesionate ed evacuate, molti casolari di campagna distrutti[152]. Centro commerciale e condomini limitrofi inagibili. 6
Sant'Agostino Ferrara Diverse costruzioni lesionate e parzialmente crollate, prevalentemente industriali ed agricole, morti due operai nel crollo della fabbrica di ceramica del paese[153]. Crollato parte del municipio in diretta tv[154]. Episodi diffusi di liquefazione dei terreni con danni ingenti al manto stradale della frazione di San Carlo con rischio di sprofondamento dello stesso e delle abitazioni soprastanti. 4 6

Nella tabella seguente sono indicati tutti gli altri comuni danneggiati dal sisma. Tali comuni possono essere definiti danneggiati in quanto hanno subito danni raramente moderati e soprattutto di lieve entità ma, in alcuni casi, diffusi sul territorio comunale; in questi casi, il sisma ha comportato, proprio per la diffusione dei danni, un ammontare degli stessi pari a diversi milioni di euro. Inoltre in molti di essi i danni non sono lontanamente assimilabili a quelli registrati nei comuni compresi nelle tabelle precedenti. Analizzando nel dettaglio è stata attribuita intensità del danno pari a 5-6 e 5 a tutti quei comuni che hanno subito danni ma che in molti casi sono risultati di lieve entità e talvolta trascurabili. I danni maggiori si sono registrati in particolare agli edifici pubblici e rurali e meno diffusamente all'edilizia residenziale. I comuni con dicitura n.o.c. sono quei comuni qualificati come terremotati nel Decreto Legge 74 del 6 Giugno emanato dal Governo ma non oggetto di classificazione del rapporto macrosismico dell'INGV.[5].

Comune Provincia Danni Vittime Intensità
Gonzaga Mantova Gravi danni agli edifici pubblici: il municipio è risultato essere inagibile ma anche la Chiesa parrocchiale di San Benedetto Abate ha subito gravi lesioni. La Chiesa più danneggiata del comune risulta essere quella di Bondeno che ha visto crollare tutta la sua parte superiore nella piazza antistante[155]. Ingenti danni riguardano le abitazioni: ben 295 abitazioni sono risultate inagibili per un totale di circa 400 sfollati[156]. Per questi ultimi è stato aperto un campo ospitante un massimo di 150 persone[157]. Danni anche al comparto industriale e agricolo: il caseificio Venera Vecchia ha perso migliaia di forme di Parmigiano mentre milioni di euro di danni sono stato registrati nelle decine di aziende danneggiate dal sisma[158][159]. 5-6
Pegognaga Mantova Gravi danni alle abitazioni in quanto sono state dichiarate inagibili circa 72 unità abitative per un totale di 220 sfollati[160]. Ingenti danni sono stati subiti anche da edifici pubblici e da attività produttive soprattutto nel settore lattiero-caseario. Gravi danni alla chiesa parrocchiale di San Lorenzo e al Teatro Anselmi. I danni maggiori del sisma riguardano il settore agricolo: solo nella latteria Vo' Grande sono crollate al suolo migliaia di forme di Parmigiano Reggiano che hanno comportato danni per migliaia di euro[161][162]. Danni anche alle scuole, in particolare alle elementari: il comune ha deciso di ricostruire le elementari sotto forma di prefabbricato antisismico[163]. 5-6
Quingentole Mantova I danni maggiori si sono avuti agli edifici pubblici: Gravi danni alla Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire, ma anche municipio e teatro hanno riportato gravi danni[164]. Modesti danni anche alle abitazioni: sono state dichiarate inagibili circa 42 unità abitative ed è stato aperto un campo, gestito direttamente dal comune, ospitante circa 60 persone. Danni anche alle attività commerciali a causa della chiusura della piazza principale[165]. 5-6
Rolo Reggio Emilia Modesti danni alle abitazioni: risultano essere 54 le abitazioni inagibili per un totale di 102 sfollati che sono stati ospitati in un campo gestito dalla protezione civile.[5][166]. Per quanto riguarda gli edifici pubblici gravi danni sono stati riscontrati nella chiesa parrocchiale e anche alle scuole elementari tanto da obbligare il comune ad optare per la scelta dei container dove ospitare gli alunni nel nuovo anno scolastico[167][168][169]. 5-6
San Pietro in Casale Bologna Deceduta una persona per infarto a seguito del terremoto del 20 Maggio[170]. Sono state dichiarate inagibili circa 150 abitazioni ed è stato allestito un campo di accoglienza. Danni agli edifici religiosi soprattutto nelle frazioni[171] Scuole chiuse in quanto dichiarate inagibili.[172]. 1 5-6
Sant'Agata Bolognese Bologna Lievi danni a costruzioni rurali o molto antiche come alla chiesa parrocchiale. Evacuata la ditta locale Lamborghini per motivi precauzionali[173]. 5-6
Bomporto Modena Gravi danni alle abitazioni: sono state dichiarate inagibili circa 140 abitazioni per un totale di circa 400 sfollati. Per ospitare gli sfollati è stato aperto un campo gestito dalla Croce di Malta[174]. Gravissimi danni agli edifici pubblici e al centro storico: la chiesa di Bomporto è risultata inagibile compromettendo la sicurezza degli edifici circostanti. Inagibile anche il municipio e interventi importanti sono stati effettuati sulla ciminiera di cui è stata ridotta l'altezza da 35 a 16 metri. Gravissimi danni anche alla pieve matildica di Sorbara. Danni pesanti anche alle scuole sia di Bomporto sia della frazione Solara che sono state dichiarate inagibili come pure quella di un'altra frazione del comune, Sorbara[175]. 5
Castello d'Argile Bologna Lievi danni alle strutture abitative: 50 gli sfollati che richiedono assistenza. Danni più seri agli edfiifici pubblici: il municipio è stato dichiarato inagibile come pure la Chiesa di San Pietro[176]. 5
Castelmassa Rovigo I Danni maggiori si sono avuti agli edifici pubblici come municipio ma soprattutto la chiesa dove si sono verificati crolli di calcinacci[177]. Danneggiate anche le scuole elementari[178]. 5
Castelnovo Bariano Rovigo Danni in molti casi trascurabili a edifici già in condizioni critiche e a edifici antichi come chiese e casolari di campagna[179]. 5
Fabbrico Reggio Emilia Danni a diversi edifici residenziali e pubblici; 120 edifici inagibili fra cui la scuola elementare. Chiusa la via Piave per precauzione, danni ingenti alla chiesa di Santa Maria Assunta[180]. Allestite tende per gli sfollati nel centro sportivo e nei parchi comunali[181]. 5
Galliera Bologna Gravi danni al comparto industriale ed agricolo, transennate le piazze ed il centro storico per diverse lesioni agli edifici[182]. Inagibili la parrocchia della Coronella, l’asilo “Sacro Cuore”, la scuola media inferiore San Venanzio, e le ditte Window Automation Industry S.r.L. e I.L.S.A. S.P.A.[183]. 5
Nonantola Modena Inagibile la basilica abbaziale[184] in seguito alle numerose crepe che hanno provocato danni per un milione e mezzo di euro[185]. Inagibili anche la pieve[186], parte del palazzo comunale e la torre dell'Orologio nel capoluogo, oltre alla chiesa parrocchiale nella frazione di Rubbiara. Nella frazione di Redù la chiesa è stata prima chiusa, poi rinforzata e riaperta in pochi mesi. Danni a diverse strutture agricole, crepe in qualche edificio, alcuni dei quali evacuati a livello precauzionale[187]. 5
Pieve di Cento Bologna Gravi lesioni al patrimonio storico ed artistico: crollata la cupola della chiesa di Santa Maria Maggiore[188]. Danni gravi anche alla scuola elementare De Amicis e alla Rocca del paese[189]. 5
Ravarino Modena Danni lievi a edifici già in condizioni critiche e casolari di campagna[190]. 5
Sala Bolognese Bologna Danni a diversi edifici residenziali e pubblici: evacuata una palazzina dichiarata inagibile[191]. 5
San Benedetto Po Mantova Danneggiato seriamente il patrimonio agricolo ed industriale: crollo di una corte agricola settecentesca, lesioni al monastero del Polirone[192]. 5
San Giorgio di Piano Bologna Danni e lesioni di vario tipo ad edifici residenziali, civili ed al comparto agricolo-industriale[193]. 5
San Giovanni in Persiceto Bologna Danni alle strutture più vecchie del centro storico, diverse costruzioni, due scuole e varie chiese rese inagibili, dieci persone evacuate da uno stabile[194]. Chiuso anche il Centro per l'impiego a causa dei danni subiti[195]. 5
Sermide Mantova Diverse lesioni e danni al patrimonio storico ed artistico, lesioni importanti alle chiese del paese[196]. Chiuso e il centro storico, messe in sicurezza la torre dell'albergo Caval Marino e la torre civica[197]. 5
San Giovanni del Dosso Mantova Diverse costruzioni lesionate e parzialmente crollate, prevalentemente industriali ed agricole. In ginocchio le strutture agricole della zona e danni anche al comparto industriale che ha indotto le aziende colpite a ricorrere a tensostrutture[198][199]. n.o.c.
Felonica Mantova Tre chiese inagibili, famiglie evacuate, danni a palazzo Cavriani e agli edifici più vecchi del paese[200][201]. n.o.c.
Magnacavallo Mantova Lesioni e crolli a chiesa parrocchiale e centro storico[202]. n.o.c.
Schivenoglia Mantova Danni a scuole e municipio, una casa ed una R.s.a. inagibili[203], crollata la chiesa principale del paese, centro storico evacuato[204]. n.o.c.
Villa Poma Mantova Danni ingenti in due caseifici[205], crollato il campanile di Ghisione[206]. n.o.c.
Correggio Reggio Emilia Danneggiamento diffuso su tutto il patrimonio storico. Lesionata la Torre civica e l'attigua Basilica di San Quirino[207], la sala del Consiglio Comunale, la chiesa di Santa Maria della Misericordia, la chiesa di Santa Chiara e il santuario della Madonna della Rosa. Lesionate molte abitazioni private storiche o realizzate negli anni 60-70 del Novecento[208]. n.o.c.
Campagnola Emilia Reggio Emilia Crepe e lesioni importanti in molti edifici, specie nel centro storico[209]. n.o.c.
Novellara Reggio Emilia Gravi crepe alla rocca dei Gonzaga, dichiarate inagibili la Collegiata di S. Stefano, la Chiesa di S. Bernardino e quella di S. Maria[210]. n.o.c.
Rio Saliceto Reggio Emilia Seriamente danneggiati alcuni edifici pubblici e le chiese. Inagibili il teatro comunale e il cimitero del paese[211]. n.o.c.
Vigarano Mainarda Ferrara Danni ingenti al comparto industriale del paese[212]. n.o.c.
Ferrara Ferrara Danni a diverse strutture, principalmente superficiali. Più pesanti i danni agli edifici storici e alle abitazioni del centro storico. Numerose strutture pubbliche completamente inagibili. Danni al patrimonio artistico e storico della città quantificabili in svariate decine di milioni di euro[213]. n.o.c.
Soliera Modena 33 edifici dichiarati inagibili, 155 persone sfollate. Lesioni e danni al centro storico[214]. n.o.c.
Ficarolo Rovigo Crollato il tetto della chiesa del Carmine[215], danni ingenti alle vie del paese. La ciminiera dell'ex zuccherificio si è spezzata[216]. n.o.c.
Fiesso Umbertiano Rovigo Lesioni gravi alla chiesa parrocchiale. Danneggiate alcune abitazioni; alcuni sfollati[217][218]. n.o.c.
Occhiobello Rovigo Crolli interni nella chiesa parrocchiale[219]. n.o.c.
Stienta Rovigo Danni seri alla chiesa parrocchiale e alle scuole elementari dichiarate inagibili[220]. Danneggiate alcune abitazioni[221]. n.o.c.
Gaiba Rovigo Parzialmente crollato il campanile della chiesa parrocchiale, alcune costruzioni lesionate[222]. n.o.c.

Fasi dell'emergenza [modifica]

Capannone industriale gravemente danneggiato a Medolla, dopo le scosse del 29 maggio

Misure immediate [modifica]

L'evento nell'immediato ha comportato un dispiegamento notevole di forze di polizia, mezzi di soccorso aerei e terrestri di vigili del fuoco, Protezione Civile ed esercito. Per quanto accaduto è stato dichiarato il lutto nazionale per il 4 giugno 2012.

Diffusione mediatica [modifica]

I media hanno offerto un'ampia copertura dell'accaduto con le reti televisive nazionali e locali che hanno presentato in diretta gli avvenimenti poco dopo le varie scosse. Insieme al terremoto dell'Aquila del 2009, il terremoto dell'Emilia del 2012 rappresenta uno degli eventi sismici meglio seguiti e documentati in Italia, dovuti all'ampia diffusione di notizie, filmati, interviste, report fotografici via web grazie alla rete Internet.

Effetti economici [modifica]

Oltre ai danni materiali su edifici pubblici, privati e storico-artistico, si aggiungono danni rilevanti di natura economica all'impianto produttivo regionale, in primis riguardo la produzione del Parmigiano-Reggiano[223]. Il 30 maggio 2012 il Consiglio dei ministri ha varato le misure d'emergenza: rinvio a settembre dei versamenti fiscali, aumento di 2 centesimi di euro dell'accisa sulla benzina, deroga al patto di stabilità per i Comuni[224]. La conta dei danni riporta all'ordine del giorno il tema della prevenzione. Secondo la Protezione civile prevenire avrebbe un impatto economico decisamente meno oneroso rispetto al costo della riparazione dei danni[225]. In totale sono stati stimati danni per più di 13,2 miliardi di euro di cui 11.5 miliardi nella sola regione Emilia Romagna (in particolare nelle provincie di Modena e Ferrara), 980 milioni in Provincia di Mantova e 51 milioni in Provincia di Rovigo[226].

Sciacallaggio [modifica]

Nei giorni successivi al disastro si sono verificati alcuni episodi di sciacallaggio[227]: alcune persone si sono finte membri della protezione civile per potersi introdurre nelle abitazioni.

Gestione dell'emergenza abitativa [modifica]

La protezione civile e altre associazioni di volontariato hanno attrezzato alcuni centri di accoglienza per gli sfollati nei comuni prossimi all'epicentro del sisma sia nelle provincie colpite dell'Emilia che in Provincia di Mantova mentre svariate strutture alberghiere hanno offerto la disponibilità ad ospitare gratuitamente gli sfollati[228].Dopo lo smantellamento dei campi di accoglienza numerosi comuni hanno risolto il problema dell'emergenza abitativa trovando, per gli sfollati, soluzioni in abitazioni sfitte. I comuni che sono ricorsi all'utilizzo dei Moduli Abitativi Provvisori sono:

  • San Possidonio, Mirandola, Concordia sulla Secchia, San Felice sul Panaro, Cavezzo, Novi di Modena in Provincia di Modena[229];
  • Moglia, San Giacomo delle Segnate in Provincia di Mantova[230][231];
  • Cento in Provincia di Ferrara[232];
  • Reggiolo in Provincia di Reggio Emilia[233].

Gestione dell'emergenza scolastica [modifica]

Per inquadrare i tipi di interventi effettuati occorre distinguere tra Regione Emilia Romagna e Regione Lombardia. Per quanto riguarda la Regione Emilia Romagna l'emergenza scolastica è stata risolta secondo due linee principali di intervento: gli Edifici Scolastici Temporanei e i Prefabbricati Modulari Scolastici. Per le scuole più gravemente danneggiate e inagibili (ossia quegli edifici che prevedevano lunghi tempi di ripristino) sono stati costruiti in tempi medio-brevi gli Edifici Scolastici Temporanei (EST. Tale progetto ha riguardato 28 istituti scolastici del Cratere Emiliano siti nei comuni di Bondeno, Mirabello, Poggio Renatico in Provincia di Ferrara; Fabbrico, Reggiolo, Rolo in Provincia di Reggio Emilia; Galliera, Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto in Provincia di Bologna; Camposanto, Castelfranco Emilia, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Mirandola, Novi di Modena, San Felice sul Panaro, San Possidonio, Soliera in Provincia di Modena. Per quegli edifici scolastici per i quali si prevedono tempi brevi di recupero e messa sicurezza sono invece stati adottati i Prefabbricati Modulari Scolastici. La Regione in questo caso ha dunque noleggiato moduli provvisori per consentire il regolare svolgimento dell'anno scolastico in attesa della messa in sicurezza e del ripristino di tali istituti. Essi sono stati utilizzati in sostituzione di 30 edifici scolastici nei comuni di Sant'Agostino, Ferrara, Vigarano Mainarda, Cento in Provincia di Ferrara; Crevalcore, San Giovanni in Persiceto, Budrio in Provincia di Bologna; Carpi, Mirandola, Finale Emilia, San Prospero, Cavezzo, Bomporto, San Felice, Medolla, San Possidonio in Provincia di Modena; Guastalla e Reggiolo in Provincia di Reggio Emilia.

Diversa è invece la gestione dell'emergenza scolastica attuata dalla Regione Lombardia in Provincia di Mantova. Per quanto riguarda i comuni con edifici scolastici inagibili ma ripristinabili entro la data di inizio dell'anno scolastico la Regione ha finanziato una serie di interventi di messa in sicurezza e ripristino che hanno consentito agli studenti il regolare ritorno negli edifici scolastici entro la data di regolare inizio dell'anno scolastico. Tali interventi sono stati realizzati nei comuni di Felonica, Marcaria, Poggio Rusco, Quingentole, Quistello, Revere, San Giacomo delle Segnate, Schivenoglia, Serravalle a Po, Villimpenta, Mantova, Dosolo, Sermide, Pegognaga, Suzzara, San Giovanni del Dosso, Pomponesco, Viadana. In alcuni comuni, invece, gli edifici scolastici, essendo gravemente inagibili, richiedevano tempi lunghi di ripristino e in alcuni casi gli interventi di ripristino sarebbero stati troppo dispendiosi per le amministrazioni comunali rischiando inoltre di non ottenere risultati ottimali dal punto di vista della sicurezza. Tale situazione riguarda i comuni di Pegognaga, Poggio Rusco, Moglia, Gonzaga e San Giacomo delle Segnate.

  • Pegognaga: costruzione di Struttura Scolastica Prefabbricata in attesa del ripristino degli edifici gravemente inagibili;
  • Poggio Rusco: costruzione di Struttura Scolastica Prefabbricata in attesa della costruzione del nuovo edificio scolastico in sostituzione del precedente gravemente danneggiato;
  • Moglia: costruzione di Struttura Scolastica Prefabbricata in attesa di ripristino e ricostruzione degli edifici inagibili;
  • Gonzaga e San Giacomo delle Segnate: allestimento provvisorio delle sedi scolastiche in altri edifici in attesa della ricostruzione dei nuovi plessi scolastici.

La ricostruzione nei comuni più colpiti [modifica]

A poche settimane dalla prima scossa sono iniziati i primi interventi di ricostruzione. In particolare sono stati fatti interventi di puntellamento degli edifici pericolanti e sono stati demoliti alcuni edifici (o parte di essi) che non potevano più essere recuperati.

Nella tabella seguente è indicata la situazione riguardante le opere di ricostruzione in alcuni dei comuni maggiormente colpiti dal sisma.

Comune Provincia Opere di ricostruzione Intensità
Cavezzo Modena Nel comune più colpito dalle scosse, è stato messo in sicurezza il campanile della chiesa di Sant'Egidio che minacciava il crollo sulla piazza antistante e ciò ha reso possibile la riapertura di parte della zona rossa; opere di messa in sicurezza sono state realizzate anche nel municipio[234][235]. Stanziati circa 160mila euro per il ripristino del ponte sul fiume Secchia in località Motta[236]. Ricostruite la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado in strutture prefabbricate temporanee[237][238]. Vista la gravità dell'emergenza abitativa si è fatto ricorso a 85 Moduli Abitativi Provvisori per le famiglie sfollate[239]. Nella piazza del mercato è stato costruito un centro commerciale formato interamente da container marittimi riadattati a negozio. Tale centro commerciale è stato denominato Cavezzo 5.9 Shopbox dove hanno trovato ospitalità i negozianti che durante il sisma hanno peso la propria attività commerciale[240]. 8
Concordia sulla Secchia Modena Numerose le opere di demolizione nel centro storico di Concordia per la riapertura della zona rossa[241]. Conclusi i lavori di messa in sicurezza della chiesa parrocchiale e del municipio[242]. La messa in sicurezza ha riguardato anche il fortemente danneggiato campanile nella frazione di Fossa che è stato ingabbiato per evitare il collasso[243]. Abbattuta la torretta della caserma dei carabinieri[244]; inoltre sono stati avviati i progetti di urbanizzazione per la creazione della zona in cui ospitare i 95 moduli abitativi provvisori per i cittadini sfollati[245]. Costruito in 57 giorni il nuovo polo scolastico in grado di ospitare circa 700 alunni[246]. 7-8
Mirandola Modena Riaperte numerose parti della zona rossa grazie ad importanti interventi di messa in sicurezza e demolizione di edifici pubblici e privati pesantemente danneggiati[247]. Rilevanti sono le opere di puntellamento della facciata della Chiesa di san Francesco e le opere di messa in sicurezza del Palazzo Comunale[248][249]. Stanziate le risorse per la messa in sicurezza di numerosi edifici come la Pieve Romanica di Quarantoli, il Castello dei Pico e la Chiesa del Gesù che necessitano di importanti interventi[250]. Riaperte le scuole elementari Alighieri in un nuovo polo scolastico prefabbricato e inaugurazione, nella nuova Via 29 Maggio (in ricordo dei caduti per il sisma), del polo scolastico comprendente le scuole superiori Giuseppe Luosi e Galileo Galilei[251][252]. Grave l 'emergenza abitativa che ha costretto il l'amministrazione comunale a ricorrere a 250 Moduli Abitativi Provvisori[253]. Tutte le aziende del distretto biomedicale hanno riaperto o nella vecchia sede o in sedi provvisorie e la quasi totalità di esse ha ripreso la produzione a pieno regime[254][255]. Riaperto l'ospedale Santa Maria Bianca[256]. 7-8
Moglia Mantova Importanti opere di messa in sicurezza sono state effettuate sul centro storico del comune maggiormente colpito dal sisma nel mantovano. Sulla chiesa parrocchiale è stata effettuata inizialmente un'opera di demolizione del timpano della facciata e poi di puntellamenti per la messa in sicurezza dell'intera struttura[257][258]. Per quanto riguarda il municipio è stata rimossa la copertura dell'edificio e si è proseguito con puntellamenti interni ed esterni per la messa in sicurezza[259]. Importanti interventi di messa in sicurezza sono stati eseguiti anche sui portici per la riapertura delle attività commerciali[260]. Aperto il 29 dicembre il nuovo polo scolastico prefabbricato comprendente scuola primaria e secondaria in attesa dei fondi per ripristinare gli edifici lesionati[261]. Noleggiati circa 20 container per risolvere l'emergenza abitativa; la maggior parte degli sfollati ha trovato soluzioni in abitazioni sfitte o da parenti[262]. Stanziate le risorse per il ripristino dell'impianto idrovoro Le Mondine gravemente danneggiato[263]. Stilato il progetto per l'ampliamento e i ripristino della RSA grazie a una donazione dell'azienda Trenord[264]. 7-8
Novi di Modena Modena Inaugurata a Novi il 15 Agosto la nuova chiesa in legno donata da Telepace in sostituzione della chiesa gravemente lesionata[265]. Intorno alla metà di Agosto inoltre sono partite le opere di messa in sicurezza della Chiesa Parrocchiale della frazione di Rovereto sul Secchia per consentire la riapertura di parte della zona rossa. Tali opere hanno riguardato in particolare l'abside e il campanile della chiesa stessa[266]. Costruito il nuovo fabbricato provvisorio ospitante la caserma dei carabinieri mentre sia a Novi ma anche nella frazioni di Rovereto e Sant'Antonio Mercadello hanno riaperto i centri e i doposcuola[267][268]. La tendopoli è stata smantellata il 20 ottobre e l'amministrazione comunale è stata costretta a ricorrere al noleggio di 125 moduli abitativi provvisori per fronteggiare la grave emergenza abitativa[269]. Circa 44 moduli sono stati installati a Novi mente gli altri 81 sono stati consegnati nella frazione di Rovereto[270]. Inaugurate nel capoluogo e a Rovereto due nuovi poli scolastici: a Novi è stata inaugurata la nuova struttura ospitante gli studenti della primaria e della secondaria comprendente anche la nuova palestra mentre ha rovereto nella nuova struttura hanno trovato ospitalità sia gli alunni della primaria sia quelli della secondaria[271]. 7-8
Finale Emilia Modena 7
Reggiolo Reggio Emilia Dopo il compimenti di numerose opere di messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati danneggiati del centro storico la zona rossa, il 17 dicembre, ha potuto riaprire grazie anche alla creazione di un tunnel che permette a pedoni e ciclisti di transitare[272]. Importanti opere di messa in sicurezza hanno riguardato i maggiori edifici pubblici: la chiesa, gravemente lesionata è stata puntellata in vari punti per sorreggerne la struttura ma l'opera più imponente riguarda il campanile che è stato ingabbiato con una rete tubolare alla struttura illesa per evitarne il crollo[273]. Importanti opere di messa in sicurezza hanno inoltre riguardato Palazzo Sartoretti che ha subito opere di puntellamento e il cimitero di Reggiolo che ha subito puntellamenti e tirantature per evitare il crollo di parti della struttura. Stanziati inoltre i fondi per la messa in sicurezza di Teatro, Rocca e Municipio. La sede municipale è stata provvisoriamente spostata nella bocciofila comunale[274]. Inaugurate, grazie ai fondi di Regione Emilia Romagna, le nuove scuole medie prefabbricate che vanno a sostituire la precedente struttura che ha subito gravi danni a seguito del sisma[275]. 7
San Felice sul Panaro Modena Iniziati i lavori di messa in sicurezza della Chiesa Arcipretale. Tali opere consistono in puntellamenti della facciata e di copertura dell'edificio[276]. Iniziate inoltre le opere di messa in sicurezza dell'Oratorio di Piazza che consistono in tirantature e fasciature di sostegno della facciata e dell'abside[277]. Concluso, infine, anche l'intervento di consolidamento e di salvataggio della Rocca Estense gravemente danneggiata dalle scosse del 20 e 29 maggio. Per cercare di salvare il monumento (ed in particolare la torre principale) si è provveduto a riempire le profonde fessure causate dal sisma con poliuretano e calce e a rinforzare la struttura con cavi di acciaio da 15 millimetri[278] Inaugurate nel mese di ottobre tutte le nuove strutture scolastiche temporanee che ospiteranno gli alunni di asilo nido, materna, elementari e medie in attesa dei fondi per la costruzione delle scuole definitive[279][280]. Il comune ha deciso di fare ricorso a 85 Moduli abitativi provvisori per fronteggiare l'emergenza abitativa[281]. 7
Crevalcore Bologna Concluse le opere di messa in sicurezza del municipio mentre sono ancora da attuare le opere provvisionali su teatro comunale, Castello dei Ronchi, Basilica di San Silvestro e sulle chiese di alcune frazioni[282]. Il 24 dicembre, a seguito di numerosi interventi di messa in sicurezza sugli edifici danneggiati del centro storico, l'amministrazione comunale ha potuto smantellare la zona rossa[283]. Smantellato il 21 agosto il campo di accoglienza[284]. L'ospedale gravemente danneggiato dal sisma è stato ricostruito in un prefabbricato in attesa dei lavori di ristrutturazione e adeguamento sismico della precedente struttura. La chiesa è stata allestita provvisoriamente in una tensostruttura[285]. Ricostruite nel capoluogo, in moduli provvisori, le scuole elementari in attesa dei contributi regionali per la ricostruzione o la ristrutturazione delle strutture preesistenti[286]. Costruito, nella frazione di Palata Pepoli, un nuovo asilo nido grazie ai contributi dell'associazione Intervita Onlus[287]. 6-7
Mirabello Ferrara La zona rossa è stata riaperta il 23 Giugno grazie alla messa in sicurezza del campanile della Chiesa di San Paolo; le opere di messa in sicurezza hanno riguardato il distacco della sommità del campanile. Questo è stato completamente imbragato e, grazie ad alcune Gru e ai Vigili del Fuoco, è stato portato a terra per poter evitare che questo potesse precipitare a seguito di nuove scosse[288]. La chiesa è stata sostituita da una tensostruttura[289]. Abbattuta per le gravi lesioni la Pieve in località Chiesa Vecchia[290]. Numerose anche le demolizioni di abitazioni gravemente lesionate a causa dei fenomeni di liquefazione delle sabbie[291]. Inaugurata il 7 Gennaio la struttura prefabbricata per la nuova scuola primaria e per la scuola materna. Gli edifici che ospitavano le sue scuole sono stati gravemente danneggiati dal sisma tanto che è stato effettuato dai Vigili del Fuoco l'abbattimento dell'edificio che ospitava la primaria prima del sisma[292]. 6-7
San Giacomo delle Segnate Mantova Gli interventi di messa in sicurezza sul campanile e sulla chiesa di San Giacomo Maggiore hanno consentito, in data 5 Luglio, di riaprire la zona rossa. Per quanto riguarda il campanile ne è stata rimossa la sommità ed è stato messo in sicurezza mentre per quanto riguarda la chiesa parrocchiale è stata installata un'impalcatura a sostegno della facciata pericolante[293]. Grave l' emergenza abitativa: dopo numerosi mesi dal sisma 50 famiglie risultano sfollate per un totale di circa 150 cittadini. Tale emergenza è stata risolta grazie all'utilizzazione di alloggi sfitti e grazie alla costruzione di una nuova area urbanizzata per l'installazione di moduli abitativi e casette in legno con il fine di dare un tetto agli sfollati[294]. Donati 630mila euro dalla Fondazione della Comunità Bresciana per la costruzione della nuova scuola materna; la scuola elementare verrà invece costruita grazie ai contributi di Regione Lombardia[295]. 6-7
Cento Ferrara Completati i lavori di messa in sicurezza della Torre dell Orologio del Palazzo del Governatore mentre in fase di definizione sono i progetti per la messa in sicurezza di Rocca e Biblioteca ma anche della Pinacoteca e del Palazzo Municipale che sono stati gravemente lesionati[296]. Concluse le ingenti opere di messa in sicurezza del teatro che sono consistite in tiranti e sostegni per evitare il collasso della facciata e in opere di sostegno della struttura interna per ripristinarne l'agibilità[297]. Messo in sicurezza anche il campanile della Basilica di San Biagio la cui sommità è stata smontata per evitare il crollo[298]. Rilevanti le opere provvisionali nelle frazioni: a Buonacompra è stato demolito il campanile della chiesa mentre a Casumaro e Renocentese si sono conclusi i lavori di messa in sicurezza, nel primo caso della chiesa e nel secondo caso del campanile[299][300][301]. Costruite quattro nuove scuole: due a Cento e altre due nelle frazioni di Corpo Reno e Reno Centese. Soluzioni temporanee in prefabbricati sono state adottate nelle frazioni di XII Morelli, Casumaro e Alberone in attesa della costruzione delle strutture definitive[302]. Per risolvere la grave emergenza abitativa l'amministrazione comunale è ricorsa all'utilizzo di moduli abitativi per gli sfollati collocati nelle località maggiormente colpite come Cento, Alberone e Casumaro[303]. 6
Medolla Modena Riaperta la zona rossa in data 27 luglio a seguito delle opere di messa in sicurezza del campanile e della chiesa parrocchiale[304]. Tali opere di messa in sicurezza sono consistite sostanzialmente nella rimozione della guglia del campanile che è stata smontata e portata a terra per evitarne il crollo e in puntellamenti dell'edificio di culto per consolidarne la struttura[305]. Messo in sicurezza con tiranti e puntelli anche per il municipio[306]. Il campo sfollati allestito dalla protezione civile regionale del Molise è stato smantellato a metà Ottobre e per gli sfollati sono state trovate soluzioni alternative in alloggi sfitti e alberghi[307]. Costruita la nuova scuola materna grazie ai fondi donati dall'associazione "Rock No War" che sostituirà la precedente struttura resa gravemente inagibile[308]. A seguito dei gravissimi danni al comparto industriale quasi tutte le imprese sono ripartite con la produzione a pieno regime o nelle medesime sedi o in sedi alternative: quest'ultimo è il caso della multinazionale del biomedicale Gambro che ha riavviato la produzione, oltre che nel sito di Medolla, delocalizzando in nuovi fabbricati nei comuni di Poggio Rusco, Crevalcore e Modena[309]. Costruite due nuove chiese prefabbricate sia nel capoluogo che nella frazione Villafranca[310]. 6
Poggio Rusco Mantova L'intera struttura della Chiesa Parrocchiale è stata imbragata con cavi d'acciaio mentre a sostegno della facciata è stata posta un'impalcatura analoga a quella a sostegno del campanile. I portici lesionati sono stati messi in sicurezza attraverso l'utilizzo di puntelli e sostegni e tali opere hanno consentito la riapertura del centro storico a poco più di due mesi dalle scosse[311]. La chiesa è stata sostituita da una tensostruttura[312]. Sostegni alla facciata e tiranti anche per evitare crolli nel Palazzo Gonzaga mentre la Torre Falconiera è stata completamente imbragata con cavi d'acciaio per evitare ulteriori cedimenti e inclinazioni della struttura[313]. Inaugurata il 1° Dicembre, grazie ai fondi regionali, la nuova scuola elementare prefabbricata in attesa dei fondi per la costruzione della struttura definitiva[314]. Dopo lo smantellamento del campo di accoglienza il 16 Giugno sono state trovate per gli sfollati soluzioni alternative in alloggi sfitti in attesa dei fondi per ricostruire le abitazioni e sono stati corrisposti contributi di autonoma sistemazione per circa 50 famiglie sfollate[315][316][317]. Numerose le demolizioni, concentrate soprattutto nelle campagne e in minor misura nel centro storico; molte le corti antiche demolite per i gravi danni subiti[318]. 6
Sant'Agostino Ferrara La riapertura della zona rossa è stata resa possibile grazie a una serie di interventi rilevanti[319]. Il municipio, gravemente danneggiato, è stato demolito grazie all'uso di cariche esplosive[320]. Importanti opere di messa in sicurezza hanno riguardato la Chiesa e soprattutto del campanile dove si è operato in particolare sulla cella campanaria; dopo tale operazione è stato imbragato ed è stata revocata l'ordinanza che istituiva la zona rossa[321]. Installata una tensostruttura in sostituzione della chiesa[322]. Costruito il nuovo edificio ospitante la scuola secondaria; la costruzione è stata resa possibile grazie alla sottoscrizione avviata da TG 5 e Resto del Carlino[323]. Abolita il 28 Giugno anche la zona rossa nella frazione San Carlo dove numerose sono state le demolizioni; esse hanno interessato in particolare le abitazioni, gravemente lesionate dal fenomeno di liquefazione delle sabbie[324][325]. Demolito anche l'edificio ospitante le scuole elementari; esse sono state ricostruite in una nuova struttura[326][327]. 6

Riconoscimenti ai comuni colpiti [modifica]

Il 9 novembre 2012, nell'ambito della cerimonia per la consegna del Premio “Eco and the City Giovanni Spadolini", hanno ricevuto la Medaglia Spadolini i sindaci di 40 comuni delle province emiliane e dell'Oltrepò Mantovano colpiti dal sisma di Maggio. Il Premio è stato conferito ai sindaci che, con spirito di abnegazione e grazie alla loro opera, hanno reso possibile la più ottimale assistenza alla popolazione e la ricostruzione dei territori distrutti dal sisma. La medaglia è stata consegnata ai comuni di:

  • Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Carpi, Castelfranco Emilia, Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, Nonantola, Novi di Modena, Ravarino, S.Felice sul Panaro, S.Possidonio, S.Prospero, Soliera in Provincia di Modena;
  • Felonica, Gonzaga, Magnacavallo, Moglia, Pegognaga, Poggio Rusco, Quistello, Quingentole, San Benedetto Po, San Giacomo delle Segnate, San Giovanni del Dosso, Schivenoglia, Sermide, Villa Poma in Provincia di Mantova;
  • Bondeno, Cento, Sant'agostino, Mirabello in Provincia di Ferrara;
  • Campagnola Emilia, Correggio, Fabbrico in provincia di Reggio Emilia
  • Crevalcore in Provincia di Bologna.

Il Premio è stato consegnato dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia[328].

Azioni di solidarietà [modifica]

Il Castello Lambertini di Poggio Renatico, crollato a seguito del sisma in Emilia

Il 22 maggio il governo annuncia lo stanziamento di cinquanta milioni di euro per i danni causati dal terremoto[329]. Con il decreto legge 74/12 il Governo istituisce il Fondo per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 20-29 maggio 2012 per un importo minimo di 2,5 miliardi, di cui:

  • 500 milioni reperiti tramite aumento delle accise sui carburanti pari a 2 centesimi di euro al litro;
  • 2 miliardi reperiti tra il 2013 ed il 2014 tramite riduzioni delle voci di spesa per l'acquisto di beni e servizi, per il funzionamento della pubblica amministrazione come previsto dagli allegati 1 e 2 della legge 225/92[330]. Il fondo è stato ripartito concedendo il 95% delle somme alla regione Emilia Romagna, il 4.5% alla Regione Lombardia e lo 0.5% alla regione Veneto.

Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile, ha annunciato che, dalle ore 19:00 del 29 maggio 2012, è attivo un servizio SMS che permette di donare 2 euro, inviando un messaggio al numero 45500[331]. Con gli SMS solidali è stato possibile raccogliere la cifra di 15,1 milioni di euro[332]. Tale somma è stata ripartita nel seguente modo:

  • il 95% alla Regione Emilia Romagna pari alla somma di circa 14.3 milioni di euro;
  • il 4.5% alla Regione Lombardia per l'emergenza sisma nella Provincia di Mantova pari alla somma di circa 680 mila euro;
  • lo 0.5% alla Regione Veneto per l'emergenza sisma in Alto Polesine pari alla cifra di circa 75 mila euro.

Per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna i fondi disponibili individuati nella somma di 14.3 milioni di euro sono stati suddivisi secondo il seguente metodo:

Per quanto riguarda la Regione Lombardia la somma di circa 680 mila euro destinata alla Provincia di Mantova è stata indirizzata al comune di San Benedetto Po per la ristrutturazione dell'Abbazia di San Benedetto in Polirone[337].

Si prevede, inoltre di impiegare nella ricostruzione i risparmi derivanti dalla riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti politici e dei movimenti politici[338].

Il 26 maggio papa Benedetto XVI ha voluto aderire simbolicamente alla raccolta di fondi promossa dalla Caritas Italiana per le popolazioni dell'Emilia con un contributo straordinario di 100 mila euro[339], ai quali ne ha aggiunti altri 500 mila euro il 3 giugno[340].

Domenica 10 giugno, la CEI ha promosso una colletta in tutte le parrocchie italiane, da destinare alla Caritas Italiana per gli aiuti ai terremotati[341].

Sua Santità il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, che aveva già donato 50.000 dollari alla sezione emiliana della Croce Rossa, durante la visita a Mirandola del 24 giugno 2012 ha annunciato di voler fare un'ulteriore donazione di 50.000 dollari.[342]

Per il 25 giugno è stato organizzato il Concerto per l'Emilia.

Il comune di Salò in collaborazione con la Fondazione Gualtiero Marchesi, chef di fama mondiale, ha raccolto 25 mila euro, attraverso un'iniziativa denominata "Sinfonia di Sapori", da donare al comune di Poggio Rusco per la ricostruzione della Scuola Primaria gravemente lesionata dalle scosse di Maggio[343].

Lo Stato d’Israele, in persona del vicepremier e ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, ha donato a Mirandola 50.000 euro e quattro casette mobili destinate a neomamme e ai loro neonati, in attesa del ripristino della struttura dell’ospedale cittadino.[344]

A Moglia si è recata in visita l'ACF Fiorentina che ha donato 20 mila euro per la ricostruzione delle scuole gravemente lesionate dal sisma[345].

Il 4 agosto è stata posata la prima pietra della Scuola Materna di Medolla, gravemente distrutta dal sisma, la cui ricostruzione è stata resa possibile grazie all'associazione "Rock No War", fondata dal cantante Paolo Belli, e da due donazioni dei Consigli Regionali di Toscana e Piemonte che hanno donato rispettivamente le somme di 100 mila euro e 150 mila euro[346][347]. Un'iniziativa promossa dall'associazione riguarda la vendita del singolo “Noi cantiamo ancora (Com’e’ com’e’)” scritto da Paolo Belli e cantato dallo stesso al Concerto per l'Emilia insieme a cinque ragazzi provenienti da cinque comuni terremotati (Mirandola, Camposanto, Carpi, Cento e Gonzaga)[348].

Il comune di Loano, attraverso una serie di iniziative tra cui il concerto tenutosi dal cantante Ron nello stesso comune, è riuscito a raccogliere circa 32 mila euro da destinare alla ristrutturazione dell'Asilo Nido del comune di Quistello[349][350].

Il 28 agosto, il ministero delle finanze della Repubblica della Moldavia ha inviato 14.302,50 euro al Comune di Mirandola[351]

Le società calcistiche del Bayern Monaco e del Napoli hanno donato rispettivamente 100.000 euro al comune di San Felice sul Panaro.[352][353]

L'ex calciatore Michele Paramatti ha aperto il sito unamagliaperlemilia.it grazie al quale ha venduto maglie di giocatori famosi raccogliendo circa 12.000 euro da devolvere ai terremotati dell'Emilia. Le maglie vendute sono quelle di Javier Zanetti, Paolo Maldini (Centenario Milan), Beppe Bergomi (Inter 1992), Lilian Thuram (Barcellona), Zlatan Ibrahimović (Juventus), Giorgio Chiellini e Alessandro Diamanti (Euro 2012).[354]

Il 9 settembre si è recata in visita a Medolla la Nazionale di calcio dell'Italia che ha svolto un allenamento nel campo sportivo dello stesso comune. L'intenzione della Nazionale, oltre di essere presente fisicamente e di portare sostegno morale in uno dei comuni maggiormente colpiti dal sisma, era quella di effettuare una donazione alle popolazioni emiliane. Tali fondi verranno utilizzati in particolare per la ricostruzione delle palestre nei comuni di San Possidonio e Mirandola[355].

Il 16 settembre è stato organizzato in Piazzale Te a Mantova il concerto "Ancora in piedi" a cui hanno partecipato numerosissimi artisti della scena musicale indipendente tra cui Piotta, Cisco e i Rio[356]. Tutto il ricavato del concerto è stato devoluto al comune di Poggio Rusco per l'acquisto dei PC rubati dagli sciacalli nei giorni seguenti le scosse di terremoto del 29 Maggio[357].

Il 19 settembre, l'Unione europea ha stanziato, su proposta del commissario alla politica regionale Johannes Hahn la somma di 670 milioni di euro, la più alta mai stanziata dal fondo di solidarietà europeo. Le percentuali di attribuzione dei fondi sono state modificate rispetto al riparto previsto per i fondi governativi secondo la seguente ripartizione: il 92% alla regione Emilia Romagna, il 7.6% alla Regione Lombardia e lo 0.4% alla regione Veneto[358]

Il 22 settembre al Campovolo di Reggio Emilia si sono esibiti i più grandi artisti Emiliani davanti a 150000 persone, con una racconta fondi che ha raggiunto i 4 milioni di euro.

Il 22 settembre è stata posata la prima pietra della nuova scuola media di Sant'Agostino dopo che il vecchio edificio ospitante la secondaria era stato demolito in quanto gravemente lesionato dal sisma del 20 Maggio[359]. La ricostruzione della nuova scuola è stata possibile grazie alla sottoscrizione promossa da QN Il Resto del Carlino e Mediafriends-TG5 che hanno donato la somma riscossa tramite gli SMS ricevuti al comune terremotato[360].

I ricavi delle vendite del brano Se il mondo fosse, interpretato da Emis Killa, Club Dogo, J-Ax e Marracash, sono stati destinati alla ricostruzione dell’Istituto Superiore Galileo Galilei di Mirandola.[361][362]

Parte dei proventi del singolo L'italiano balla di Fabri Fibra, verranno destinati alla ricostruzione della scuola media di Sant'Agostino (FE)[363]

Il 20 ottobre il Consorzio di Tutela del Grana Padano ha consegnato a Mirandola l'incasso dell'iniziativa "Grana Padano Solidale" consistente in 2 milioni di euro. Ospiti dell'evento sono stati Alex Zanardi e Carolina Kostner. Il ricavato, ottenuto dalla vendita delle forme di Grana Padano danneggiate attraverso i canali della grande distribuzione, è stato consegnato ai sindaci dei comuni di Cavezzo, Cento, Concordia sulla Secchia, Correggio, Finale Emilia, Gonzaga, Guastalla, Luzzara, Medolla, Mirandola, Moglia, Pegognaga, Quistello, Reggiolo, San Felice sul Panaro, San Possidonio, San Prospero e Sant'Agostino. Obbiettivo dell'iniziativa è la ristrutturazione e la ricostruzione delle scuole nei paesi maggiormente colpiti dal sisma[364]. Inoltre il Consorzio di tutela del Grana Padano in collaborazione con il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha organizzato a San Daniele del Friuli una giornata gastronomica con relativa raccolta fondi per destinare la somma di 50000 euro al comune di Poggio Rusco per la ricostruzione della Scuola Elementare distrutta dal sisma[365][366].

Il partito politico italiano Lega Nord ha donato un assegno da un milione di euro al comune terremotato di Bondeno. Tale cifra è stata ottenuta tramite risparmi sui finanziamenti pubblici ai partiti e l'assegno è stato consegnato al sindaco di Bondeno in data 11 Novembre durante una manifestazione tenutasi a Bologna contro il Governo Monti[367].

Il 25 novembre è stato presentato a Zola Predosa il calendario a scopo benefico per il quale hanno posato varie atlete italiane, partecipanti alle Olimpiadi di Londra 2012, e appartenenti a varie discipline olimpiche. Il ricavato è stato devoluto ai comuni terremotati di Poggio Rusco e Finale Emilia. Nel primo comune il ricavato servirà per la ricostruzione della Scuola Primaria resa gravemente inagibile dalle scosse di Maggio e nel secondo comune la somma verrà devoluta all'Associazione Malati Oncologici[368].

Il 19 Gennaio 2013 i Sonohra si sono esibiti al Teatro Sociale di Mantova per raccogliere fondi in favore della ricostruzione del comune terremotato di Moglia[369]. Nel mese di Ottobre inoltre avevano registrato il video del loro nuovo singolo "Si chiama libertà" sopra una gru a 41 metri di altezza sul cielo di Moglia[370].

Malgrado il governo non fosse intenzionato a chiedere aiuti all'estero, vi sono state offerte da parte di Francia, Grecia, Ungheria e Svizzera[371].

Dubbi sollevati sull'origine dei terremoti [modifica]

Pozzo di petrolio a San Possidonio

Subito dopo la prima forte scossa del 20 maggio si sono iniziati a diffondere, tra la popolazione colpita, dubbi sull'origine del terremoto, considerato anche che la zona epicentrale era classificata a basso rischio sismico (e lo è tuttora), sulla base delle mappe pubblicate dall'INGV.

In particolare nell'area colpita (precisamente nella frazione Rivara di San Felice sul Panaro) è da tempo in progetto la realizzazione di uno stoccaggio sotterraneo di gas naturale in acquifero[372]. Inoltre, l'epicentro del terremoto del 29 maggio (ore 9:00) si trova esattamente in un punto di estrazione del petrolio sfruttato fino agli anni '50 dalla SPI - Società Petrolifera Italiana[373], ma per altro anche nelle vicinanza del pozzo Bignardi1 e Bignardi1dir (cioè con dreno orrizzontale che vi si dirama), mentre il sisma del 3 giugno si trovano intorno ai pozzi petroliferi denominati Centro Olio Cavone[374] di Novi di Modena, tuttora funzionanti al momento del sisma.

L'8 marzo 2012, due mesi e mezzo prima del sisma, è stato pubblicato un articolo[375] sul quotidiano locale Gazzetta di Modena, in cui il sindaco di San Possidonio riferiva che nell'ultimo ventennio l'estrazione di petrolio era diminuita, tuttavia si sarebbe puntato ad aumentarla di nuovo. Nel medesimo articolo si aggiungeva in fine ""il timore dei sismi, indotti dall'estrazione".

L'intera area bassa modenese è sfruttata per l'estrazione del gas naturale[376] e del petrolio[377] e continua ad essere oggetto di attività di prospezione e di ricerca di tali risorse. In particolare l'opinione pubblica ha sospettato che vi fosse una correlazione tra le attività di carotaggio e di sperimentazione, propedeutiche alla realizzazione dello stoccaggio di gas naturale (che peraltro non sono mai iniziate[378], ma che non coincide con altra fonte, e cioè dichiarazioni a caldo di alcuni responsabili ERS a RadioCor che la fase di ricerca fosse già in esecuzione da un anno[379] ), e l'origine dei terremoti.

Secondo altri, tali sospetti hanno trovato un fondamento scientifico a seguito degli studi condotti all'estero sulle tecniche di fratturazione idraulica, che sarebbero operazioni capaci di indurre terremoti con ipocentro superficiale. In particolare il fracking e le attività di estrazione petrolifera e di gas naturale, secondo uno studio pubblicato e riportato dalla rivista Scientific American, sarebbero state responsabili negli Stati Uniti d'America di terremoti anche con magnitudo intorno a 5,0[380] (da notare perciò, essendo la scala Ritcher logaritmica, valori nettamente inferiori a quelli del 20 e 29 maggio 2012 in Emilia, che potrebbe essere l'indicatore che le scosse non sono effettivamente prodotte da attività di 'tradizionale' hydraulic-fracking, oltretutto non dimostrato essere eseguito in Italia, ne estrazione petrolifera e di gas, e dunque imputabili evidentemente a interventi 'antropici' di altra natura, come dimostrerebbero, secondo altre ipotetiche teorie, le forme d'onda del sisma, associabili a detta di alcuni ad eventi di tipo esplosivo[381]).

Tuttavia, nonostante questi sospetti, non sono mai state condotte ufficialmente nella zona attività di perforazione, né tantomeno prove preliminari per la realizzazione del deposito di gas. Nessuna di queste ricerche o sfruttamenti avrebbe potuto essere svolta di nascosto, perché avrebbe richiesto impianti costosi e visibilissimi[382].

Dubbi sollevati sulla reale intensità dei terremoti [modifica]

Come già avvenuto con il terremoto dell'Aquila del 2009, subito dopo le scosse (in particolare dopo la seconda, quella cioè del 29 maggio, in cui si sono verificato più morti e danni) si sono iniziati a diffondere, tra la popolazione colpita, dubbi anche sulla reale intensità dei terremoti[383][384].

In particolare, in una serie di articoli[385][386] apparsi sui quotidiani locali si dava notizia di due sismografi di un farmacista di Novi di Modena, che avevano registrato valori superiori a quelli ufficiali diffusi dall'INGV. tuttavia, tale articolo è stato successivamente smentito da esperti dell'Università di Modena e Reggio Emilia[387].

Alcuni sostenitori della tesi del complotto si sarebbe volutamente divulgato un dato inferiore alla magnitudo 6.0, soglia al di sotto del quale lo Stato non risarcirebbe le zone terremotate[388]. Questa leggenda metropolitana tuttavia nasce da un errore giornalistico in occasione del terremoto dell'Aquila, in cui si confuse la magnitudo Richter con l'intensità Mercalli[389]. Come noto viene definito sesto grado Mercalli quello in cui iniziano ad essere visibili i primi lievi danni; per tale motivo la normativa italiana parla di risarcimento dei danni a partire dal 6° grado della scala Mercalli.

Note [modifica]

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Bibliografia [modifica]

  • Autori Vari, Annals of Geophysics - Volume 55, n. 4 - The Emilia (northern Italy) seismic sequence of May-June, 2012: preliminary data and results, Roma, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, 2012. ISSN 2037-416X

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