Terremoto dell'Aquila del 2009

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Terremoto dell'Aquila 2009
La prefettura dell'Aquila dopo il sisma, uno dei simboli della distruzione.
La prefettura dell'Aquila dopo il sisma, uno dei simboli della distruzione.
Data 6 aprile 2009
Ora 3.32:39 (CEST)
Magnitudo Richter 5,8-5,9
Magnitudo momento 6,3
Profondità 8,8 km
Distretto sismico Aquilano
Epicentro L'Aquila, Italia
42°22′N 13°28′E / 42.366667°N 13.466667°E42.366667; 13.466667Coordinate: 42°22′N 13°28′E / 42.366667°N 13.466667°E42.366667; 13.466667
Nazioni colpite Italia Italia
Intensità Mercalli IX-X[1]
Vittime 309 morti,[2] 1600 feriti e 80.000 sfollati circa[3]
Mappa di localizzazione: Italia
Posizione dell'epicentro
Edificio crollato

Il terremoto dell'Aquila del 2009 consiste in una serie di eventi sismici, iniziati nel dicembre 2008[4] e non ancora terminati[5], con epicentri nell'intera area della città, della conca aquilana e di parte della provincia dell'Aquila. La scossa principale, verificatasi il 6 aprile 2009 alle ore 3.32, ha avuto una magnitudo momento (Mw) pari a 6,3 (5,8 o 5,9 sulla scala della magnitudo locale)[6], con epicentro alle coordinate geografiche 42°20′51.36″N 13°22′48.4″E / 42.3476°N 13.380111°E42.3476; 13.380111 (Terremoto del 6 aprile 2009) ovvero nella zona compresa tra le località di Roio Colle, Genzano e Collefracido[7], interessando in misura variabile buona parte dell'Italia Centrale. Ad evento concluso il bilancio definitivo è di 309 vittime, oltre 1500 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati[2][8][9][10].

Eventi sismici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista delle scosse del terremoto dell'Aquila del 2009.

L'inizio della sequenza sismica[modifica | modifica wikitesto]

La scossa della notte del 6 aprile è stata preceduta da una lunga serie di scosse o sciame sismico (foreshocks).

La sequenza si è aperta con una scossa di lieve entità (magnitudo 1,8) il 14 dicembre 2008[4] e poi è ripresa con maggiore intensità il 16 gennaio 2009[11] con scosse inferiori a magnitudo 3.0 per poi protrarsi, con intensità e frequenza lentamente ma continuamente crescente, fino all'evento principale.[12]

Inizialmente, oltre alla zona dell'aquilano, è stata interessata, come epicentro dell'attività, anche la zona di Sulmona (17 e 29 marzo 2009, magnitudo 3,7 e 3,9).

La localizzazione dell'epicentro.

Il 6 aprile[modifica | modifica wikitesto]

La scossa distruttiva si è verificata il 6 aprile 2009 alle 03.32. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha registrato un sisma di magnitudo momento 6,3 Mw. Secondo la scala di magnitudo locale (la c.d. scala Richter, poco adatta a descrivere sismi di questo tipo[13]) il valore registrato dai sismografi è stato di 5,9 Ml risultando così un sisma di moderata intensità rispetto ai valori massimi reali raggiungibili da tale scala sismica[14]. In termini di scala Mercalli di misurazione dei danni, la stima iniziale dell'INGV è stata dell'VIII/IX grado.

Vi è stata una certa confusione sul valore della magnitudo, sia per l'uso di scale di magnitudo diverse, sia per poca chiarezza nella loro presentazione. Ad esempio, una sezione del sito internet dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) riporta una registrazione di una magnitudo locale 6,2 mentre in altre sezioni è stato presente per circa un anno il dato 5,8 Ml[15]. In realtà il Peak ground acceleration, ovvero il picco massimo di accelerazione al suolo, durante la scossa del 6 aprile, è arrivato fino a 0.68 g, facendo aumentare la magnitudo del sisma fino a 7,2-7,4[16]. [non chiaro]

Il 4 aprile 2010 l'INGV rettifica la magnitudo locale in 5,9 Ml, valore determinato da "calcoli successivi di maggiore precisione"[17]. Tuttavia l'analisi testuale del fenomeno presente sul sito istituzionale dell'INGV riporta ancora il valore 5,8 Ml[18].

Alcuni giornali e un telegiornale nazionale hanno riferito che l'INGV avrebbe rivisto, nelle ore seguenti all'evento, le stime della magnitudo Richter[19][20]. I dubbi che alcuni ancora nutrono sulla reale magnitudo sono ancora in parte dovuti anche al fatto che nella confusione nei primissimi minuti dopo il sisma, in attesa di calcoli precisi, erano stati diffusi dati fantasiosi sulla reale intensità del sisma.[21].

In ogni modo, per un sisma di questa intensità, la misura della magnitudo locale ha scarsissimo interesse, al contrario del valore della magnitudo momento (Mw), per la quale non vi è mai stato dubbio sul valore 6.3.

Dopo il 6 aprile[modifica | modifica wikitesto]

Nelle 48 ore dopo la scossa principale, si sono registrate altre 256 scosse o repliche, delle quali più di 150 nel giorno di martedì 7 aprile, di cui 56 oltre la magnitudo 3,0 Ml. Tre eventi di magnitudo superiore a 5,0 sono avvenuti il 6, il 7 e il 9 aprile. Dall'esame dei segnali della stazione INGV aquilana (AQU, ubicata nei sotterranei del Forte spagnolo), sono state conteggiate oltre 10.000 scosse[22].

Nei giorni successivi alla scossa principale altri intensi focolai sismici si sono sviluppati a sud-est del capoluogo (Valle dell'Aterno, epicentro Ocre: scosse del 7 e dell'8 aprile 2009 con magnitudo tra 3,0 e 5,6 Mw) e poco più a nord (zona del Gran Sasso, epicentro Campotosto: scosse del 6, 7, 8, 9, 10 e 13 aprile 2009 con magnitudo tra 3,1 e 5,4 Mw). Lo sciame sismico successivo all'evento principale del 6 aprile si sposta dunque in zone limitrofe a nord-ovest della città e in generale della conca aquilana (Pizzoli, Campotosto e Montereale).

Un altro evento di magnitudo 4,7 Mw (4,5 Ml)[23] è avvenuto alle ore 22.58 del 22 giugno, con epicentro vicino all'abitato di Pizzoli, a 11 km dall'Aquila. Nella stessa giornata, e soprattutto nella mattinata immediatamente successiva ci sono state anche numerose scosse minori.

Altre scosse rilevanti si sono verificate il 3 luglio (magnitudo 4,1 Ml alle ore 13:03 con epicentro tra L'Aquila e Pizzoli, preceduta da altri due eventi di magnitudo 3,4 Ml alle ore 03.14 e 3,6 Ml alle ore 11.43), il 12 luglio (magnitudo 4,0 Ml alle ore 10.49 con epicentro tra L'Aquila e Roio Poggio[24]) e il 24 settembre (magnitudo 4,1 Ml alle ore 18:14 con epicentro tra L'Aquila e Pizzoli[25]). Le scosse di assestamento si sono prolungate per circa un anno dall'evento principale e repliche di magnitudo 3 si protraggono tuttora[5]. Ad esempio, il 30 ottobre 2011[26] ed il 30 ottobre 2012 si sono registrate due scosse entrambe di magnitudo 3.6 Ml.

Nell'anno che ha seguito l'evento del 6 aprile, l'INGV ha dichiarato di aver registrato circa 18.000 terremoti in tutta l'area della città dell'Aquila[27].

Analisi geosismologica[modifica | modifica wikitesto]

L'area interessata dall'innesco del sisma è una delle tante aree sismiche dell'Appennino, classificata a livello 2 della scala di riferimento del rischio sismico, con presenza di diverse faglie attive note[28]. Lo studio storico sulla sismologia locale nell'ultimo millennio evidenzia ciclicità sismiche con periodo di circa 300-350 anni essendo gli ultimi terremoti significativi avvenuti nel Quattrocento e nel Settecento con magnitudo momento fino quasi a 7[29]. L'evento sismico del 2009 si colloca perfettamente all'interno di tale intensità e ciclicità e per il quale era nota la maggiore probabilità di occorrenza nella zona aquilana da parte della comunità sismologica rispetto ad altre zone dell'Appennino[30] secondo il metodo scientifico di previsione sismica che è attualmente ritenuto il più concreto ovvero quello di natura statistico-temporale, sebbene logisticamente non utilizzabile a scopi di protezione civile in quanto temporalmente troppo esteso.

Studi antecedenti tramite microzonazione sismica sulla sismicità del territorio aquilano, nei pressi del capoluogo stesso, avevano inoltre evidenziato la capacità di amplificazione delle onde sismiche, tramite i cosiddetti effetti di sito, fino ad un fattore 10 da parte del sottostante terreno geologico esponendo quindi il territorio ad un maggiore pericolo sismico[31]; tali effetti, sul fronte della rilevazione e misurazione, sono comunque tenuti in debita considerazione dalla Scala Mercalli che valuta gli effetti del sisma sul territorio e le opere civili/edili.

Le aree maggiormente coinvolte dalla potenza del sisma sono state proprio quelle soggette a tali effetti di sito per la presenza di terreno alluvionale incoerente che ha amplificato le onde sismiche superficiali (onde di Rayleigh) per quanto riguarda le zone vicino al fiume Aterno (ad esempio Onna, San Gregorio, Paganica), e di altre particolari condizioni geologiche per la zona del centro storico dell'Aquila e i quartieri a nord-ovest della città (Pettino), le quali tutte hanno riportato danni spesso anche maggiori rispetto alle zone più direttamente epicentrali.[32]

Dati di GPS e interferometria radar-satellitare (SAR) misurano inoltre dopo il sisma un abbassamento di circa 15 cm della zona est aquilana interessata[33].

Danni e vittime[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista dei monumenti colpiti dal terremoto dell'Aquila del 2009.
Nazionalità Morti Feriti
Italia Italiani 287[34] 1.173
Macedonia Macedoni 6[35]
Romania Romeni 5[36]
Rep. Ceca Cechi 2[37]
Palestina Palestinesi 2[38]
Ucraina Ucraini 2[39]
Grecia Greci 1[40] 5
Francia Francesi 1[41]
Israele Israeliani 1[42]
Argentina Argentini 1[43]
Perù Peruviani 1[44]
Totale 309[2] 1.178 circa
Soccorsi al lavoro tra le macerie

Il bilancio definitivo è di 309 morti[2][8][9], circa 1600 feriti di cui 200 gravissimi ricoverati negli ospedali di Teramo, Avezzano, Chieti, Pescara, Ancona, Roma, Rieti, Foligno e Terni, circa 65.000 gli sfollati[45], alloggiati momentaneamente in tendopoli, auto, alberghi lungo la costa adriatica[46].

Il quotidiano abruzzese Il Centro ha pubblicato un database in continuo aggiornamento, con nome, cognome, foto, età, luogo di nascita, di morte, nazionalità, sesso e una breve storia di ogni persona morta sotto le macerie.[2]

Tra le vittime si registra il decesso di Giovanna Berardini che avrebbe dovuto dare alla luce sua figlia Giorgia il giorno seguente al terremoto e invece morì nella sua casa in via Fortebraccio insieme al marito e al figlio; per questo motivo, non è raro trovare nel conteggio delle vittime anche il nome della nascitura e, di conseguenza, un numero totale di 309 morti[47].

Numerose le persone estratte vive dalle macerie, anche dopo molte ore dalla scossa principale, tra cui Marta Valente 24 anni di Bisenti, studentessa di Ingegneria, salvata dopo 23 ore, Eleonora Calesini, 21 anni di Mondaino, estratta dopo 42 ore,[48] nonché Maria D'Antuono, 98 anni di Tempera, trovata viva dopo 30 ore, che ha dichiarato di aver trascorso il tempo lavorando all'uncinetto[49].

Il terremoto è stato avvertito su una vasta area comprendente tutto il Centro Italia, fino a Napoli, causando panico tra la popolazione, e inducendola a riversarsi in strada. La regione più colpita è stata l'Abruzzo, seguita dal Lazio. Alcuni lievi danni sono stati riscontrati nella zona di Ascoli Piceno, nelle Marche[50]. Secondo le stime inviate dal Governo Italiano alla Commissione Europea per accedere al Fondo Europeo di Solidarietà, il danno ammonta a circa 10.212.000.000 €[10] avendo il sisma colpito direttamente una città e non una semplice zona rurale.

La Protezione Civile dichiara colpita dal sisma un'area o cratere sismico che comprende tutti i comuni in cui il terremoto ha fatto sentire i suoi effetti dal 6º grado in su della Scala Mercalli, lista di comuni che viene poi allargata di qualche unità su protesta di alcuni che dichiarano di aver subito danni rilevanti.

Al 9 agosto 2009 secondo la Protezione Civile gli sfollati erano 48.818, di cui 19.973 presso 137 tendopoli (in 5029 tende), 19.149 in alberghi e 9.696 presso case private. A questi vanno aggiunte 273 persone presenti in 9 campi spontanei[51].

Al 14 novembre 2009 il numero degli sfollati risultava pari a 21.874, di cui 671 in 17 tendopoli, 13.224 presso strutture alberghiere (delle quali 8.832 fuori della provincia dell'Aquila) e 7.979 in case private. Vi sono poi 4.764 persone che hanno avuto una sistemazione nelle C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) e 480 nei M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori)[52].

Al 22 gennaio 2010 il numero degli sfollati risultava pari a 10.128, di cui 1.123 nelle caserme di Coppito e Campomizzi, 8.905 presso strutture alberghiere (delle quali 6.195 fuori della provincia dell'Aquila) cui vanno aggiunte le 12.056 persone che hanno avuto una sistemazione provvisoria nelle C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili) e le 2.362 che l'hanno avuta nei M.A.P. (Moduli Abitativi Provvisori)[53][54].

Il sisma ha apportato danni notevoli al patrimonio storico-artistico di cui era particolarmente ricca la Città dell'Aquila: tutte le chiese (più di un centinaio), a partire dalle più importanti basiliche, sono state dichiarate immediatamente inagibili per lesioni o crolli importanti assieme a palazzi storici nel centro storico compreso il Forte spagnolo, uno dei simboli della città.

Alla luce dei danni e delle vittime il sisma risulta il 5º terremoto più distruttivo in Italia in epoca contemporanea dopo il Terremoto di Messina del 1908, il Terremoto di Avezzano del 1915, il Terremoto dell'Irpinia del 1980 e il Terremoto del Friuli del 1976.

Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa della Concezione a Paganica
La Chiesa della Concezione a Paganica dopo i puntellamenti

Subito dopo l'evento distruttivo, oltre ai quasi immediati soccorsi, si è provveduto all'installazione di tende da campo, mentre i ricoverati del moderno ospedale San Salvatore, dichiarato inagibile al 90%[55], sono stati trasportati in una tendopoli adibita ad ospedale oppure all'ospedale di Avezzano e in altre strutture della provincia. Il sisma ha completamente sventrato la sede della Prefettura dell'Aquila che avrebbe dovuto essere il centro di coordinamento dei soccorsi.

Oltre alla Prefettura, tra gli edifici più importanti che sono crollati o fortemente lesionati in città ci sono la cupola della chiesa delle Anime Sante, l'abside e transetto del Duomo e della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, una parte della Casa dello Studente, il Dipartimento di Lettere e Storia ed il Polo d'Ingegneria ed Economia dell'Università dell'Aquila presso Roio e l'hotel "Duca degli Abruzzi". La situazione più grave, escludendo il centro storico dell'Aquila, è risultata in Via XX Settembre, geomorfologicamente sfavorita, e nella zona della Villa Comunale dove molte abitazioni sono state dichiarate inagibili: molte case sono state seriamente danneggiate, una è crollata completamente vicino al palazzo dell'ANAS e altre palazzine/condomini sono venute giù in Via S.Andrea e in Via Campo di Fossa dove si sono registrate numerose vittime. Si stima che 10/15.000 siano gli edifici danneggiati[56]. Particolarmente colpiti anche i quartieri periferici a nord-ovest della città.

Tra i centri limitrofi minori fortemente colpiti ci sono Onna, Paganica, Tempera, San Gregorio, Villa Sant'Angelo, Roio, Fossa.

Danni minori anche nella bassa provincia dell'Aquila e nelle provincie limitrofe del teramano e del pescarese.

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Il sisma, assieme alle repliche più forti, è stato avvertito in tutte le cinque province laziali, e specialmente nel reatino, dove tra giugno e agosto si è generato un vero e proprio sciame sismico autonomo rispetto a quello aquilano[57]. Tra i centri reatini più colpiti: Amatrice, Accumoli, Posta, Borgorose (centri peraltro storicamente legati a L'Aquila, e compresi nella sua provincia fino al 1927).

Il terremoto è stato forte al punto da creare danni lievi fino a Roma. Qui, il sisma delle 3:32 ha fatto riversare moltissimi cittadini nelle strade. La scossa principale è stata seguita da altre due, una verificatasi alle 4:37 ed una seconda alle 18:38. Un primo bilancio parla di danni parziali alle Terme di Caracalla[58], di crepe su di un palazzo in via Andrea Doria (con conseguente evacuazione precauzionale di 8 appartamenti)[59] e di chiusura della scuola "Figlie della Sacra Famiglia" in viale della Primavera, nel quartiere periferico di Centocelle, per problemi di staticità.[60] Altre tre scosse poi, sono state avvertite nella capitale, una alle 01.15, una alle 11.27 ed una alle 19.47 del 7 aprile le quali sono state piuttosto forti (rispettivamente 4,8, 4,7 e 5,6 Mw di magnitudo). Viene segnalata la morte di un uomo anziano per infarto miocardico, indotto dallo spavento in seguito alla seconda forte scossa (quella della sera del 7 aprile) che ha interessato la capitale. L'ultima scossa avvertita è stata quella del 9 aprile alle ore 21.38 (magnitudo 5,4Mw).

Il terremoto è stato inoltre avvertito nel Viterbese e nelle città di Rieti, Latina, Tivoli, Guidonia Montecelio e Frosinone e in altri comuni della Ciociaria e della zona del Cicolano, dove molti abitanti si sono riversati nelle strade a seguito della forte scossa delle 3.32. Anche alcune scosse di assestamento piuttosto forti sono state avvertite distintamente, contemporaneamente ad altre scosse avvenute nel reatino ed una scossa di magnitudo 3,2 ha colpito la provincia di Roma alle 9.04 dell'11 aprile (epicentro: Moricone, ipocentro: 25 km)[61][62]. È stata nitidamente avvertita nella capitale anche la scossa del 22 giugno delle ore 22.58; tuttavia non si sono riscontrati danni a cose o persone.

Lista dei comuni colpiti[modifica | modifica wikitesto]

Comuni[63] Provincia Danni Vittime[64]
Abruzzo Abruzzo
Acciano L'Aquila Numerose costruzioni lesionate e parzialmente crollate. Municipio inagibile al 67%; evacuati totalmente i centri storici di Acciano capoluogo e delle frazioni di Beffi, San Lorenzo, Roccapreturo e Succiano. Crollo della facciata della chiesa parrocchiale di Succiano; numerosi danni in quella di Acciano capoluogo dove è crollato un capitello della facciata, e dove tuttavia la cupola rischia di collassare. Il campanile della stessa chiesa dei Santi Pietro e Lorenzo appare scomposto in più punti; gravi lesioni nell'Oratorio dell'Addolorata e nel Palazzo Galli. -
Barete L'Aquila Diverse costruzioni lesionate tra cui chiesa, asilo e ambulatorio.[65] -
Barisciano
e frazioni
L'Aquila Barisciano: Numerose costruzioni lesionate. Crollo parziale della torre superstite del castello[65] -
Picenze: Crolli e lesioni in edifici del centro storico. Danni alle chiese di San Martino, Madonna del Rosario, Santa Maria ab Extra, San Valentino, Santa Maria della Consolazione e La Congrega.
Bugnara L'Aquila Crollo di 500 m2 di solaio al palazzo ducale con conseguente ordine di sgombero di 4 abitazioni sottostanti. 15 fabbricati inagibili di cui 4 occupati. Chiesa della Madonna Della Neve inagibile per gravi lesioni. Crollo totale di fabbricati per fortuna non abitati. Oltre 100 abitazioni da verificare. -
Calascio L'Aquila Crolli di alcuni vecchi edifici, muri a secco e comignoli.[66] -
Campli Teramo Danni a tutti i monumenti case diventate macerie gente che ha dormito per strada per due mesi nelle macchine tutt'oggi i danni non vengono riparati[66] -
Cansano L'Aquila Cinque famiglie sfollate, diversi edifici inagibili, lesioni nella maggior parte delle altre abitazioni. Due edifici in prossimità del castello sono stati puntellati, poiché sul punto di crollare. Il centro storico, già degradato e pericolante, ha riportato ulteriori crolli. -
Capestrano L'Aquila Danni alla basilica del paese, a tutta la piazza antistante e all'85% dei palazzi ivi presenti, danni a numerose abitazioni private e strutture pubbliche. Rottura del condotto dell'acqua. -
Capitignano L'Aquila Danni alla chiesa e ad un antico edificio privato. -


Carapelle Calvisio L'Aquila Crolli di circa la metà degli edifici, inagibili quasi tutti gli altri.[66] -
Castel del Monte L'Aquila Danni al campanile del duomo. -
Castel di Ieri L'Aquila Alcune abitazioni e chiese inagibili. -
Castelvecchio Calvisio L'Aquila Crolli di edifici, muri e volte lesionati.[66] -
Castelvecchio Subequo L'Aquila Inagibile il centro storico. Danni al convento di San Francesco.[67] -
Celano L'Aquila Crollo dell'altare maggiore della chiesa di Sant'Angelo, lesioni al castello e ad edifici del centro storico.[68] -
Cerchio L'Aquila Gravissimi danni all'Edificio Comunale ed alla Chiesa Madonna delle Grazie; entrambi gli edifici sono stati dichiarati inagibili. Gravi lesioni anche alla parte dell'edificio riservata alla Biblioteca Comunale ed all'Archivio Comunale: tutti gli uffici comunali sono stati evacuati e trasferiti. Lesioni alla facciata della chiesa cimiteriale dedicata alla Madonna di Piediponte. Gravi lesioni alla sede della Società del Gas con disagi per i cittadini e necessità di essere trasferita. Gravi danni segnalati in numerose abitazioni civili con alcune famiglie sfollate. Alcuni edifici gravemente danneggiati dovranno verosimilmente essere demoliti.[68] -
Collarmele L'Aquila Gravissimi danni alle chiesa di Santa Felicita e al santuario della Madonna delle Grazie; entrambe transennate e chiuse ai fedeli; un palazzo ha subito notevoli danni nella notte del 6 aprile ed è stato immediatamente dichiarato inagibile ed evacuato dalle famiglie residenti. Gravi lesioni anche in altre abitazioni. Danni all'edificio comunale. I sopralluoghi dei tecnici della Protezione Civile stanno evidenziando moltissime abitazioni che hanno riportato danni strutturali. Alcuni edifici gravemente danneggiati dovranno verosimilmente essere demoliti. Collarmele è stato immediatamente inserito dalla Protezione Civile nella lista dei 49 comuni terremotati.[68] -
Corfinio L'Aquila Crolli e danni di alcuni edifici. Crollo della volta interna della chiesa della Madonna del Soccorso. Distacco della parte superiore della facciata della cattedrale di San Pelino. Danni e rischio di crollo del campanile della chiesa parrocchiale di San Martino[69] -
Fagnano Alto L'Aquila Danni a edifici e crolli. Danni alla chiesa. I volontari della Protezione Civile di Valmontone hanno allestito una tendopoli che ospita circa 400 persone, parte delle quali provenienti dai paesi limitrofi. Nessun morto all'interno del comune ma 7 fagnanesi sono morti a L'Aquila. Soltanto danni materiali. Molte case da abbattere nelle frazioni di Vallecupa e Ripa. -
Fontecchio L'Aquila Danni e crolli coinvolgenti il 66% degli edifici. Danni alle chiese e a numerosi edifici storici. Nonostante i forti danni, l'intensità del sisma sul territorio comunale è stata inizialmente valutata fra il V ed il VI grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg, portando il comune ad essere escluso dall'elenco ufficiale, unico nella zona.[70] Solo in seguito il comune è stato incluso nell'elenco. -
Fossa L'Aquila Danni a edifici e crolli. Danni alle chiese di Santa Maria Assunta (crollato il campanile) e di Santa Maria ad Cryptas.[71] Frane sul monte Circolo (che sovrasta il centro storico), auto danneggiate, centro storico evacuato, crollo del Ponte Vallone (collegamento con la strada provinciale 261 Subequana), isolamento delle maggiori vie di comunicazione stradali, molti feriti anche gravi. 5
Goriano Sicoli L'Aquila Crolli all'edificio scolastico e danni alla chiesa di Santa Gemma.[72] Pesanti danni al campanile di Santa Maria Nova. Inagibili l'intero centro storico e la stazione ferroviaria.[67] -
L'Aquila
e frazioni
L'Aquila L'Aquila: seri danni, soprattutto nel centro storico. Diversi edifici monumentali e civili sono crollati, tra cui una parte del transetto della basilica di Santa Maria di Collemaggio, parte del transetto nel Duomo,[73] la cupola della chiesa delle Anime Sante,[74] il campanile e l'abside della basilica di San Bernardino,[75] il cupolino della chiesa di Sant'Agostino, parte della facciata della chiesa di San Vito. Registrati inoltre il crollo di parte della facciata e del campanile della chiesa di San Pietro a Coppito[75] ed ingenti danni alla chiesa di Santa Maria Paganica[75]. Inagibile il Museo nazionale d'Abruzzo.[76] Crollata la Casa dello Studente.[74] Crollo totale del Palazzo della Prefettura, sede tra l'altro dell'Archivio di Stato,[74] e dell'hotel "Duca degli Abruzzi". Gravissimi danneggiamenti all'Università dell'Aquila e all'ospedale San Salvatore. Comunicazioni telefoniche e servizi Internet completamente fuori uso, il satellitare è l'unica copertura disponibile. (220 vittime) 272
Arischia: (2 vittime)
Bazzano: crollo di parte della facciata della chiesa di Santa Giusta, con caduta del campanile.Numerose abitazioni danneggiate ed inagibili.Svariati crolli.Crollo di parte della montagna. Crepacci nelle strade, ad esempio via Santi Sipontini[65]
Camarda: diversi danni. Crollo della torre medievale.[65]
Bagno e frazioni vicine: Numerosi crolli nei centri storici, crollo della chiesa di Bagno Grande (detta la Culla della Madonna del Buon Consiglio), danneggiata la parrocchiale Santa Maria di Bagno del 1961 nella quale è caduta la statua dell'Immacolata, crollata la facciata della chiesetta di Santa Giusta a Vallesindola. Lesionate: la parrocchiale santuario di S.Raniero Vescovo di Forcona a Civita, la chiesa dell'Assunta a Bagno Piccolo, San Benedetto, San Michele Arcangelo, Madonna di Fontevivoli, Madonna Regina degli Angeli, la torre medievale dell'antica Cattedrale di San Massimo patrono dell'aquila. Intatta dalla caduta di grandi massi è la chiesetta della Madonna delle Canali a 960 m s.l.m. (4 vittime)
Menzano: (1 vittima)
Monticchio:Danni a numerosi edifici crollati e numerose abitazioni lesionate (1 vittima)
Onna: paese distrutto, l'80% degli edifici è crollato, l'altro 20% inagibile, il ponte sull'Aterno-Pescara è crollato. (41 vittime su circa 350 abitanti)[77]
Paganica: crolli di edifici e di una parte del convento di Santa Chiara. (2 vittime)[78]
Poggio di Roio: Centro storico quasi totalmente distrutto, danni anche al Santuario (1 vittima)
Preturo: (1 vittima)
San Gregorio: Il nucleo centrale del paese è andato completamente distrutto compresa la chiesa di San Gregorio Magno e una casa famiglia, anche nelle zone periferiche si rilevano molteplici danni e crolli tra cui il crollo totale del mulino cinquecentesco sul fiume Aterno nel quale hanno perso la vita i due proprietari, in totale si contano nove vittime tra cui una bimba di 11 anni tornata per le vacanze pasquali (9 vittime)
Tempera: molteplici crolli (compreso quello totale della chiesa centrale e quello parziale degli antichi mulini) e distruzione quasi completa del nucleo centrale del paese. Seri danni anche nei quartieri più nuovi. Spostamento e abbassamento delle falde acquifere delle Sorgenti del fiume Vera. (8 vittime)[79]
Lucoli L'Aquila Crolli al Colle di Lucoli, paese chiuso a causa di diverse abitazioni crollate. Collimento, crolli nella piazza della posta, area chiusa. Casamaina, Casavecchia, Lucoli Alto, Francolisco, San Menna, segni evidenti di cedimenti strutturali. Diverse chiese d'interesse storico, tra cui l'Abbazia di San Giovanni (XII sec.) e la chiesa della Beata Cristina a Colle di Lucoli hanno riportato evidenti lacerazioni. Circa 400 persone in tre tendopoli: Ville di Lucoli/San Menna, Campo Felice (m 1560)/Casamaina, e San Giovanni. -
Magliano de' Marsi L'Aquila Lievi danneggiamenti a muri privati e pubblici. -
Molina Aterno L'Aquila Danni alla scuola materna, alla scuola elementare e a diversi edifici del centro storico. -
Montereale L'Aquila Danni al convento di San Leonardo con evacuazione delle suore di clausura da Ansa -
Ocre L'Aquila Crolli di vari edifici e del Castello di Ocre.[80] -
Ofena L'Aquila Molte abitazioni inagibili, soprattutto nel centro storico. -
Pizzoli L'Aquila Diversi edifici lesionati. 1
Poggio Picenze L'Aquila Crollo di edifici nel centro storico.Danni riportati dalla chiesa di San Felice Martire, Municipio, edificio scolastico inagibili. 5 vittime 5
Prata d'Ansidonia L'Aquila Decine di abitazioni danneggiate. -
Pratola Peligna L'Aquila Lesioni al santuario della Madonna della Libera. -
Raiano L'Aquila Lesioni alle chiesa di Sant'Onofrio, Santa Maria Maggiore e a vari edifici del quartiere Sant'Antonio. -
Rocca di Cambio L'Aquila Centinaia di abitazioni danneggiate. Diverse case di villeggiatura e alberghi, costruiti più di recente e rimasti integri, sono stati adibiti a ricovero per gli sfollati. La strada di collegamento tra le Rocche e la valle è stata sinistrata.[81] -
Rocca di Mezzo L'Aquila Parziale crollo del campanile della chiesa di Rovere.[82] -
San Demetrio ne' Vestini L'Aquila Crolli e lesioni agli edifici. Crollo di una parte della facciata della chiesa della Madonna dei Raccomandati. Crollo del campanile nella frazione di San Giovanni. 3
San Pio delle Camere L'Aquila Danni alla frazione di Castelnuovo: crollo parziale delle pareti della chiesa tratturale.[83] 5
Sant'Eusanio Forconese L'Aquila Crolli e lesioni agli edifici, paese quasi completamente inagibile con gravi danni e numerosi crolli. Crollo di una parte della facciata, del rosone e di una parte del soffitto della chiesa di Sant'Eusanio. Vari danni nella chiesa della Madonna della Pietà.[65] -
Santo Stefano di Sessanio L'Aquila Danni ingenti agli edifici storici, la torre medicea è crollata.[83] -
Scanno L'Aquila Danni alle chiese di Sant'Antonio da Padova[84] e della Madonna delle Grazie ed alla scalinata di accesso della biblioteca comunale -
Scoppito L'Aquila Lesioni agli edifici ed alcuni crolli, la maggior parte degli edifici è comunque subito agibile. Tra gli edifici inagibili vi è il Palazzo Municipale, le funzioni comunali sono parzialmente trasferite presso il Centro di Coordinamento Comunale (C.O.C.) istituito per fronteggiare l'emergenza, sito presso la sede della Scuola Materna di Madonna della Strada in via Roma: Tel: 0862/717040 - Fax: 0862/717541. Presso il Campo sfollati n. 1 di Scoppito è presente l'Ufficio Anagrafe provvisorio.
Gli edifici verificati alla data del 02/05/2009 sono 525: agibili al 68,95%; per l'11,05% sono temporaneamente inagibili (ripristinabili con rapidi interventi di consolidamento); il 4,38% è parzialmente agibile; il 12,19 è totalmente inagibile; il 2,86% inagibile per "rischio esterno"; lo 0,57% degli edifici è da rivedere (dati al 02/05/2009 fonte Comune Scoppito)
-
Scurcola Marsicana L'Aquila Lievi danneggiamenti ai muri ed al tetto della chiesa di S.Antonio da Padova e lesioni minime ad alcuni edifici privati del centro storico. -
Secinaro L'Aquila Caduta di alcuni muri e danni alla chiesa di San Nicola.[67] -
Sulmona L'Aquila 77 edifici inagibili fra sedi di uffici o enti, chiese e case, in maggioranza non abitate. Qualche decina di sfollati.[85] Lesioni vistose in alcuni palazzi di Piazza del Carmine, crollo del cornicione della Chiesa di Santa Caterina. Inagibili alcuni edifici scolastici, alcune abitazioni, la chiesa di San Filippo Neri. Lesioni di minor entità in diversi edifici del centro storico, tra cui il complesso architettonico della Santissima Annunziata. 1*
Tione degli Abruzzi L'Aquila Case crollate, crepe e lesioni in altri edifici. -
Tornimparte L'Aquila Oltre 120 edifici inagibili, tra cui varie chiese e il palazzo municipale. Prevista la costruzione di circa 50 casette di legno per ospitare le famiglie sfollate. Gravemente danneggiato il ponte San Giovanni, collegamento principale del comune con la Strada Statale 17[86] 2
Villa Sant'Angelo L'Aquila Crollato il 90% degli edifici,[81] 95% della popolazione ferita, 17 vittime su 436 abitanti, servizi telefonici e cellulari fuori uso, connessione e sistema Internet completamente distrutto. Crollo della parte posteriore della chiesa di San Michele. Crollo di parte della muratura posteriore e del campaniletto della chiesa della Madonna della Prata. Danni e crollo parziale del campanile della chiesa parrocchiale[65] 17
Bisenti Teramo Lesioni ad alcune abitazioni; qualche crepa alla chiesa di Santa Maria degli Angeli e alla sede del municipio, precauzionalmente chiusi. -
Campli Teramo Pericolante il campanile della chiesa di Collicelli;[68] -
Castelli Teramo Numerosi edifici lesionati. Centro storico parzialmente evacuato. Danni ingenti al patrimonio storico artistico. -
Colledara Teramo Crepe all'interno del Municipio. La frazione medievale di Castiglione della valle quasi completamente distrutta. Numerose abitazioni lesionate. -
Montorio al Vomano Teramo Lesioni a numerose abitazioni del centro storico. La frazione Faiano quasi completamente distrutta. Numerose abitazioni lesionate. -
Nereto Teramo Dichiarata inagibile l'antica chiesa intitolata al patrono del paese San Martino di Tours, tra le più antiche dell'Abruzzo, che era stata restituita al culto nel 1998 dopo una prolungata fase di restauro. -
Pietracamela Teramo Crolli di vecchi edifici, muri a secco e comignoli.Famiglie sfollate. -
Penna Sant'Andrea Teramo Parte della Statale 81 chiusa nei pressi della chiesa di Santa Maria del Soccorso che viene chiusa a causa di alcune pericolose e visibili lesioni; -
Teramo Teramo Inagibili il palazzo del Comune e della Provincia.Qualche edificio lesionato, crollo parziale del campanile della chiesa dello Spirito Santo; nel comune di Teramo 54 edifici sono stati dichiarati inagibili e 40 parzialmente inagibili, per quanto riguarda invece la provincia di Teramo 180 edifici sono stati dichiarati inagibili e 27 parzialmente inagibili e per 154 vengono suggeriti approfondimenti tecnici,[87] traslazione dell'asse del campanile di San Domenico; crollo del soffitto della chiesa di Poggio Cono[68] -
Chieti Chieti Profonde e pericolose crepe nella cupola circolare dell'altare maggiore della cattedrale di San Giustino, nelle arcate, in un cornicione che nei giorni successivi continua ad abbassarsi, in alcune scale disconnesse e, nell'ingresso, profonda crepa che si allunga, attraversando l'organo, fino al rosone maggiore[88]; gravi danneggiamenti a Palazzo d' Achille (sede del Municipio)[89]; lesioni diffuse al palazzo del Tribunale in centro storico, di cui è stata disposta l'immediata chiusura; lesioni alla chiesa di San Francesco al Corso e sua chiusura; danni alla rete idrica; calcinacci emessi dalla cupola; lesioni in un condominio interamente evacuato.[90] Vari danneggiamenti sono stati inoltre registrati anche in scuole (tra cui la scuola elementare Nolli e la scuola media Vicentini che subito sono state chiuse) e in diverse zone del resto della Provincia. La cattedrale e le chiese danneggiate sono poco dopo tornate agibili, il Palazzo Comunale è in via di restauro. Variato il percorso della Processione del Cristo Morto. -
Fara Filiorum Petri Chieti Danni alla chiesa del Santissimo Salvatore e ad alcune abitazioni nel centro storico. -
Francavilla al Mare Chieti Chiusa per misura precauzionale la chiesa di San Franco. -
Guardiagrele Chieti Alcune case lesionate, lesioni alla chiesa di San Nicola Greco e crollo parziale del tetto di palazzo Mucci. -
Miglianico Chieti Alcune case lesionate, crollo parziale del campanile della chiesa di San Pantaleone. -
Ripa Teatina Chieti Alcune case lesionate, lesioni alla chiesa di Santo Stefano e Convento Francescano. -
Brittoli Pescara Alcune case lesionate e crolli; crollo del Palazzo baronale.[68] -
Bussi sul Tirino Pescara Alcune case lesionate, centro storico evacuato con maggioranza degli edifici inagibili. -
Castiglione a Casauria Pescara Lesioni alla basilica di San Clemente.[91] -
Civitella Casanova e frazioni Pescara Gravissimi danni alla chiesa madre, inagibile, soprattutto al campanile che è stato rimosso per precauzione. Danni al centro storico del paese completamente evacuato con seri danni nelle abitazioni, in particolar modo in quelle nella zona della piazza della chiesa madre, dove i residenti hanno visto l'aprirsi di muri e lo spostamento dei tetti durante i tragici minuti del sisma. -
Farindola Pescara Alcune case lesionate, lesioni e crepe anche nella scuola. -
Loreto Aprutino Pescara Crollato il campanile della chiesa di San Francesco,[92] chiusa per inagibilità anche la chiesa di San Pietro e il municipio,[93] lesioni a varie abitazioni. -
Pescara Pescara Lievi danni alla rete idrica ed alcuni condomini leggermente lesionati. -
Pianella Pescara Danni a molti edifici, in particolare a quelli del centro storico. Consistenti danni alle chiese di San Domenico, della Madonna del Carmine. Inagibile la Parrocchia Sant'Antonio Abate.[94] -
Penne Pescara Le chiese storiche lesionate,[95] 200 edifici controllati, la scuola Statale d'arte inagibile, 4 case sono state demolite per precauzione. -
Popoli Pescara Vari crolli e lesioni in edifici del centro storico (come la chiesa di San Domenico, destinata alla demolizione o la sede del Comune, dichiarata inagibile), danni alla rete idrica, danni alla viabilità (chiusi i ponti verso Vittorito e verso le Svolte), danni rilevanti alle attività produttive (interrotta la produzione alla Gran Guizza per danni all'impianto di pescaggio ed alla palazzina degli uffici). -
Torre de' Passeri Pescara Molte abitazioni danneggiate. Lesioni alla chiesa parrocchiale, totalmente inagibile. Gravi danni alle strutture di Palazzo Mazzara-Gizzi.[96] -
Lazio Lazio
Montelanico Roma la chiesa di San Pietro è gravemente lesionata con danni alle volte, al catino absidale e nelle cappelle laterali lesioni più consistenti lungo le pareti e le volte, colpito anche il campanile che presenta lesioni verticali lungo le pareti,. -
Roma Roma Lesioni alle Terme di Caracalla, ad un condominio e ad una scuola.[60] 1*
Antrodoco Rieti Lesioni alla Sala conferenze di Sant'Agostino, alla scuola media e ad una decina di abitazioni private.[97] -
Borgorose Rieti Danni nelle strutture pubbliche, nell'ufficio dei servizi sociali, e nelle chiese di tutte le frazioni.[97] -
Fiamignano Rieti Lesioni all'edificio comunale e a diverse abitazioni private. Una casa sfollata.
Pescorocchiano Rieti Danni nelle strutture pubbliche, in alcuni edifici dei centri storici e nelle chiese di tutte le frazioni. -
Rieti Rieti Lesionati alcuni edifici e abitazioni. -
Fiuggi Frosinone Lesioni ad alcuni edifici nel centro storico e nella zona termale. -
Giuliano di Roma Frosinone Caduta di intonaci esterni ed interni nella chiesa di Santa Maria maggiore, appena restaurata. Alcune crepe nelle abitazioni del borgo medievale. -
Sora Frosinone Evacuato un palazzo nella città. -
Isola del Liri Frosinone Leggere scosse su tutto il tessuto urbano senza danni. -
Veroli Frosinone Accentuazione vistosa di crepe nell'abside della basilica di Santa Maria Salome, rimasta chiusa per alcuni giorni. -
Villa Santo Stefano Frosinone Lesione alla chiesa di Santa Maria. -
Trivigliano Frosinone Lesione alla chiesa di Santa Maria Assunta. -
Orte Viterbo Lesioni all'ex ospedale nel centro storico causato da crolli di calcinacci e crepe.[98] -
Marche Marche
Ascoli Piceno Ascoli Piceno Lesionate e chiuse precauzionalmente la chiesa di Santa Maria della Carità e la chiesa di Sant'Angelo Magno nel centro storico.[99] -
Castel di Lama Ascoli Piceno Lievemente lesionata e chiusa precauzionalmente la chiesa di Santa Maria in Mignano. -
Offida Ascoli Piceno Lievemente lesionata la chiesa della collegiata: si sono staccati dalla cupola piccoli pezzi di intonaco. -
Umbria Umbria
Terni Terni Lievi lesioni alla cappella della chiesa di San Francesco (quasi distrutta durante i conflitti mondiali) e venature sul Palazzo del Comune.[100] -

(*) morto per infarto dovuto alla scossa di terremoto, non per danno causato da quest'ultimo.

Funerali[modifica | modifica wikitesto]

Un momento della cerimonia funebre

Il 10 aprile sono avvenuti i funerali di stato di 205 delle 308 vittime accertate alla Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza a Coppito dell'Aquila alla presenza di 1.600 familiari e 5.000 persone. I funerali sono stati officiati dal segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone e dal vescovo dell'Aquila Giuseppe Molinari. Il segretario di stato Vaticano ha ricevuto la dispensa e gli oli santi da papa Benedetto XVI per celebrare la messa durante il venerdì santo, inoltre il papa ha inviato il suo segretario personale, Georg Gaenswein a leggere un suo messaggio all'inizio della cerimonia.[101][102]

All'interno della scuola campeggia, ben visibile, il motto latino della Guardia di Finanza Nec recisa recedit, che letteralmente significa neppure spezzata retrocede[103].

Alla cerimonia erano presenti il presidente della repubblica Giorgio Napolitano, i presidenti di Senato e Camera dei deputati Renato Schifani e Gianfranco Fini, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, alcuni membri dell'opposizione, Dario Franceschini con Piero Fassino, Paolo Ferrero, Rosy Bindi, Franco Marini, Paolo Cento e Lorenzo Cesa. Inoltre era presente il ministro dell'Interno Roberto Maroni con i sottosegretari Gianni Letta e Paolo Bonaiuti,[104] l'ex presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi,[105] il presidente della regione Sardegna Ugo Cappellacci.[106]

Durante la cerimonia, Il Cardinal Tarcisio Bertone ha ricordato il capo squadra esperto dei vigili del fuoco, Marco Cavagna di Treviolo (BG), tragicamente scomparso durante i soccorsi ai terremotati[107]. Cavagna lascia la moglie e 2 figli di 6 e 10 anni. Nella mattinata di mercoledì 30 settembre 2009, per il settantesimo anniversario di fondazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Giorgio Napolitano consegna alla moglie la medaglia d'oro al valore civile[108].

Dopo la cerimonia cristiana c'è stato il rito islamico per i sette morti musulmani officiato dall'imam e presidente dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia Mohammed Nour Dachan.[109]

Fasi dell'emergenza[modifica | modifica wikitesto]

L'evento nell'immediato ha comportato un dispiegamento notevole di forze di polizia, mezzi di soccorso aerei e terrestri di vigili del fuoco, protezione civile ed esercito. Le fasi dell'emergenza sono state suddivise in una prima fase costituita dagli immediati e successivi soccorsi ai coinvolti, una fase costituita dalla realizzazione e gestione delle tendopoli ed una dalla realizzazione delle case provvisorie per quanto riguarda l'emergenza abitativa e in ultimo quella della messa in sicurezza degli edifici lesionati e della successiva ricostruzione. Subito dopo la prima e la seconda fase dell'emergenza la Protezione Civile interdice al transito pedonale, per motivi di sicurezza, diverse zone colpite dal sisma, dal centro storico dell'Aquila ai centri limitrofi maggiormente coinvolti, etichettandoli come "zona rossa".

Misure immediate[modifica | modifica wikitesto]

I provvedimenti di sicurezza presi immediatamente in seguito al sisma sono stati molteplici. Chiusura completa del tratto autostradale dell'A24 compreso tra Valle del Salto e Assergi in entrambe le direzioni, del tratto Roma-Tornimparte al traffico di mezzi pesanti superiori alle 7,5 tonnellate ed un tratto della Tiburtina Valeria da Corfinio verso Roma per verificare la stabilità di alcune strutture. Il Governo ha approvato in breve tempo un decreto che stabilisce lo stato di emergenza nazionale, attribuendo la qualifica di Commissario per l'Emergenza a Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile; sono state predisposte le attivazioni delle unità di Vigili del Fuoco e Protezione Civile, la definizione delle linee logistiche e lo stanziamento, in seguito, dei fondi per la ricostruzione della città.

Edificio lesionato a San Martino d'Ocre

La Protezione Civile ha raccomandato nell'immediato e nei giorni a seguire di non mettersi in viaggio verso l'Abruzzo o verso Molise, Umbria e Marche per non intralciare i mezzi di soccorso dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. La stessa ha inoltre lanciato un'allerta sismica della durata di 4 settimane, sconsigliando alle popolazioni colpite di rientrare durante questo lasso di tempo nelle abitazioni rimaste indenni o leggermente lesionate, per la possibilità di repliche di eguale o addirittura superiore potenza.

Sono arrivati all'Aquila sin dal primo mattino, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, il presidente della Regione Giovanni Chiodi e alcune colonne di automezzi della Protezione Civile. Nel pomeriggio sono arrivati il Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi, il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli.

Diffusione mediatica[modifica | modifica wikitesto]

I mass media hanno offerto un'ampia copertura dell'accaduto con le reti televisive nazionali e locali che hanno presentato in diretta gli avvenimenti già meno di un'ora dopo l'accaduto. Si tratta verosimilmente dell'evento sismico meglio seguito e documentato in Italia in tal senso grazie anche all'ampia diffusione di notizie, filmati, interviste, report fotografici via web grazie alla rete Internet.

Tra i coinvolti del sisma c'è anche Giustino Parisse, giornalista locale del quotidiano abruzzese Il Centro, che, nella perdita dei due figli e del padre nel disastro di Onna, diventerà uno dei simboli della tragedia aquilana continuando il suo prezioso lavoro di denuncia e approfondimento giornalistico nei mesi a seguire su varie testate giornalistiche nazionali e in varie testimonianze/interviste nelle emittenti televisive locali e nazionali.

Effetti economici[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai danni materiali su edifici pubblici, privati e storico-artistici, si aggiungono danni rilevanti di natura economica all'impianto produttivo aquilano: molti negozi e attività commerciali sono messe fuori uso con forti ripercussioni occupazionali a breve, medio e lungo termine. Colpite anche le aziende del polo tecnologico elettronico (es. Alenia), con strutture operative inagibili, che migrano parzialmente la loro attività nelle sedi di Roma[110].

L'Aquila, città universitaria, rischia seriamente l'abbandono di gran parte degli studenti e la perdita di tutti gli introiti economici da essi derivanti: in particolare l'Università degli Studi dell'Aquila, in accordo con il Ministero della Pubblica Istruzione, vara successivamente misure contro l'abbandono degli studenti quali il blocco delle imposte universitarie per immatricolazioni[111]. Nuove strutture provvisorie per studenti, compresi luoghi di intrattenimento, sorgeranno poi in zone della città non particolarmente colpite.

A fronte di tale situazione il Governo vara sia un sussidio per l'autonoma sistemazione per chi ha perso la casa, sia un sussidio di disoccupazione per la perdita del lavoro. Come ulteriore contromisura l'evento ha comportato il blocco del pagamento delle imposte da parte dei residenti dell'area colpita come previsto dal piano di intervento e ricostruzione del Governo e come accaduto in passato per altri terremoti italiani. Si tenterà poi di risollevare l'economia locale appoggiandosi il più possibile ad aziende e cooperative locali per la fornitura di materiali e opere utili alla ricostruzione.

Decreto Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Nel cosiddetto decreto Abruzzo, approvato dopo la Pasqua del 2009, sono state previste misure per fronteggiare l'emergenza terremoto:

  • Sospensione del pagamento dei contributi previdenziali, assistenziali e del premio delle assicurazioni contro infortuni e malattie professionali per quanto riguarda i lavoratori autonomi, che verranno anche indennizzati dallo Stato con 800 euro al mese, per tre mesi.
  • Contributo fino a 400 euro al mese per le famiglie degli sfollati (100 euro a persona), 500 se in presenza di persone oltre i 65 anni o portatrici di handicap, 200 se il nucleo familiare è composto da un'unica persona[112].
  • Sospensione per 2 mesi del pagamento delle utenze telefoniche, idriche, elettriche e del gas.
  • Sospensione per 4 mesi del pagamento delle rate dei mutui da parte degli sfollati.
  • Istituzione di conti correnti sotto l'egida del Dipartimento della Protezione Civile, per ricevere le donazioni.
  • Deroga all'obbligo dei 200 giorni per salvare l'anno scolastico.[113]
  • Immediati aiuti per 70 milioni di euro.
  • Fornitura, senza procedure burocratiche, di farmaci salvavita per patologie croniche e acute e in generale di ogni farmaco con necessità di ricetta medica.
  • Invio di 700 militari per contrastare lo sciacallaggio.[114]

Il decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile 2009 e recante: "Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile" contiene una serie di misure volte al finanziamento degli interventi della prima fase di gestione dell'emergenza e delle successive fasi di ricostruzione.

Successivamente il Governo stanzia 14,767 miliardi di euro per la ricostruzione, stimata in 10 anni[115], di cui 4.3 miliardi destinati alla ricostruzione di edifici privati e 10 miliardi per gli edifici pubblici[116]. Effettivamente, al febbraio 2010, nelle disponibilità del Commissariato Delegato per la Ricostruzione risultano 3,13 miliardi, di cui 1,40 miliardi erogati nel corso dello stesso anno[117].

Sciacallaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni successivi al disastro si sono verificati alcuni episodi di sciacallaggio, come riferito dal capo della Polizia Antonio Manganelli a SkyTg24:[118] furto di oggetti di valore nelle case semidistrutte; furto di generi alimentari; vendita di generi alimentari a prezzi spropositati, come gli episodi della vendita di benzina a 5 euro al litro e di carne a 80 euro al chilogrammo.[119] A contrastare il fenomeno è stato chiamato in causa l'esercito con azioni durature di pattugliamento e supervisione delle aree maggiormente a rischio come ad esempio la "zona rossa" del centro storico dell'Aquila e i centri limitrofi maggiormente coinvolti e l'istituzione parallela di un'apposita squadra antisciacalli guidata dal vicequestore aggiunto Massimo Capozza, composta da 90 agenti, in pattuglie di 5 poliziotti.[120]

La "falsa" Protezione Civile[modifica | modifica wikitesto]

In svariate città come Teramo, Rieti, Avezzano, Tivoli, Sora si sono verificati anche episodi di sciacallaggio telematico: fingendosi ufficiali delle forze dell'ordine o delle istituzioni, furfanti invitavano la cittadinanza, tramite sms, internet o telefono, ad abbandonare il luogo in cui si trovavano asserendo l'imminenza di una scossa sismica.[121] Sono stati registrati anche alcuni casi di false raccolte fondi per le vittime[122].

Oltre agli sciacalli all'Aquila la Polizia ha dovuto sgominare una banda di "falsi protettori civili" poiché la mattina del 13 aprile 2009 andavano, muniti di megafoni, a svegliare la popolazione del quartiere Prati a Roma, con un'auto fasulla della Protezione Civile allarmandoli di un imminente terremoto che avrebbe colpito la capitale.[123][124]

Un evento simile si è verificato a Tempera il giorno 28 aprile, creando allarmismi nella popolazione. Numerose persone rientrate nelle loro case non lesionate, sono di nuovo uscite nei campi in preda al panico[125]

Azioni di solidarietà[modifica | modifica wikitesto]

Aiuti dall'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Molte compagnie italiane hanno offerto in vari modi il loro aiuto. Tutte le compagnie di telefonia mobile italiane (Telecom Italia Mobile,[126] Vodafone Italia,[127] Wind,[senza fonte] H3G[senza fonte]), e vari operatori virtuali di rete mobile,[128] hanno inviato minuti gratis di telefonate e ricariche a tutti i loro clienti in Abruzzo ed esteso la propria copertura con stazioni di ricezione addizionali per poter servire le tendopoli. Inoltre, alcune compagnie hanno spedito telefoni cellulari e SIM Card a coloro che avevano perduto i propri cellulari, e adottato un unico numero nazionale cui fare donazioni effettuando una chiamata o spedendo un SMS. Poste Italiane ha inviato nei campi alcune unità mobili con funzione di ufficio postale, per permettere agli sfollati di depositare o ritirare denaro dal proprio conto.[129] Inoltre molte altre compagnie, come la pay-tv SKY Italia, hanno sospeso il pagamento delle bollette per tutti i clienti abruzzesi e offerto alcuni decoder alle tendopoli per permettere agli sfollati la visione dei funerali e delle ultime notizie.[130] Ferrovie dello Stato ha messo a disposizione dei senzatetto alcuni vagoni letto e offerto biglietti gratuiti per tutte le persone e gli studenti in Abruzzo.

L'AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) ha dichiarato di aver soppresso il pedaggio a tutte le strade abruzzesi.[131] Il C N I (Consiglio Nazionale Ingegneri) ha manifestato alla protezione civile la disponibilità di tecnici liberi professionisti ad effettuare servizio volontario per i rilevamenti e le schedature post-terremoti degli immobili. Al 2 ottobre 2009, oltre ai tecnici inviati in supporto da vari enti ed uffici del Genio Civile, hanno prestato la loro opera circa 500 Ingegneri di tutta Italia, in turni di una settimana. Le operazioni di sopralluogo non sono ancora concluse.[132] Anche le varie strutture regionali della Protezione Civile hanno raccolto le disponibilità, coordinato ed inviato tecnici per le operazioni di rilievo del danno, verifica di agibilità degli edifici e progettazione dei primi interventi di sostegno delle strutture pericolanti. La prima domenica dopo Pasqua, il 19 aprile, la CEI promosse una colletta in tutte le parrocchie italiane, da destinare alla Caritas per gli aiuti ai terremotati (in quell'occasione furono raccolti 27 milioni di euro).[133] Questo denaro si aggiunse ai cinque milioni di euro messi a disposizione dalla Conferenza episcopale immediatamente dopo il sisma.[134].

Aiuti internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente, il premier italiano Silvio Berlusconi ha rifiutato gli aiuti stranieri, affermando che gli Italiani sono "persone orgogliose" con risorse sufficienti per fronteggiare l'emergenza.[135] In seguito il governo ha accettato gli aiuti americani: Berlusconi ha ricevuto «una lunga telefonata» da parte del presidente americano. «Il presidente Usa - ha spiegato il Cavaliere - mi ha detto che gli Stati Uniti sono a disposizione per qualunque esigenza e che il popolo e il governo americano ci sono vicini». Berlusconi ha aggiunto: «Se gli Stati Uniti vorranno dare un segno tangibile della loro vicinanza all'Italia potranno prendersi la responsabilità della ricostruzione dei beni culturali e delle chiese; noi saremo lietissimi di avere questo sostegno, questo contributo alla ricostruzione»;[136] Berlusconi ha suggerito agli USA di ricostruire un «piccolo quartiere di un paese o un borgo».[137] Hanno offerto il proprio aiuto[138] Austria, Brasile, Città del Vaticano[139], Croazia, l'Unione Europea, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Slovacchia, Israele, Portogallo,[140] Iran,[141] Macedonia,[142] Messico,[143] Russia, Serbia,[144] Slovenia,[145] Svizzera,[146] Tunisia, la Mezzaluna rossa turca,[147] l'Ucraina,[148] e gli Stati Uniti d'America.[149] Aiuti e prove di solidarietà sono venute anche da parte di varie organizzazioni, compagnie, club sportivi e celebrità, tra cui l'ACF Fiorentina,[150] Carla Bruni,[151] Madonna,[152] Bunny Wailer,[153] S.S.C. Napoli,[154] Zastava[155] e la Fiat.[156]

Venerdì 20 novembre 2009, Pawel Samecki, Commissario Ue agli aiuti umanitari, e Guido Bertolaso, Commissario delegato per l'emergenza terremoto nella Regione Abruzzo e capo della protezione civile, hanno firmato a Bruxelles l'accordo che conferma l'assegnazione di 493,7 milioni di euro provenienti dal Fondo di solidarietà Ue, per aiutare la ricostruzione dell'Abruzzo colpito dal terremoto dell'aprile scorso.[157] Samecki ha affermato che «È l'aiuto più importante accordato dal Fondo di solidarietà dalla sua creazione, nel 2002. Questa allocazione è proporzionata alla vastità dei danni subiti dall'Italia. La priorità è di rialloggiare e sostenere le migliaia di persone rimaste senza casa in seguito ad una catastrofe senza precedenti».[158][159]

Gestione dell'emergenza abitativa[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente le richieste di indennizzo per danni subiti alle prime case eccedono il numero di nuclei familiari nell'intera zona del cratere, per le quali si rende dunque necessaria una verifica diretta di agibilità tramite le ispezioni degli addetti della Protezione Civile: tutti gli edifici vengono classificati su una scala di agibilità a partire dalla classe A (agibili) alla classe F (da demolire) passando per classi intermedie a vari livelli di danno[160]. Dai sopralluoghi effettuati in 73.484 edifici, pubblici e privati, il 48,1% (35.379 edifici) risulta inagibile. Per quanto riguarda L'Aquila, i danni maggiori si presentano nel centro storico, soprattutto rione di San Pietro, e nei quartieri di Pettino, Santa Barbara e Valle Pretara. Il centro storico, di fatto totalmente inagibile, è stato dichiarato "Zona rossa" ed è quasi totalmente a divieto d'accesso[161]. La Protezione Civile ha disposto la suddivisione delle inagibilità in sottoclassi per definirne meglio la complessità d'intervento e le agevolazioni economiche predisposte.

Classe Descrizione Edifici privati Edifici pubblici Totale
A Agibile 36.924 1.181 38.105
B Temporaneamente inagibile ma agibile con provvedimenti di pronto intervento 8.931 467 9.398
C Parzialmente inagibile 1.905 73 1.978
D Temporaneamente inagibile da rivedere con approfondimento 567 33 600
E Inagibile 19.105 405 19.510
F Inagibile per cause esterne 3.827 66 3.893

Dati Protezione Civile[162]

Il 1º dicembre 2009, a quasi otto mesi dal sisma che ha sconvolto la provincia dell'Aquila, sono state chiuse ufficialmente tutte le tendopoli allestite per gestire l'emergenza: le ultime 13 persone che vivevano ancora nelle tende sono state infatti sistemate in alberghi e nella caserma Campomizzi a L'Aquila[163][164]. Sempre alla stessa data, risultavano circa 18.000 persone distribuite tra alberghi e case private nell'Aquilano e nelle altre province, oltre 1.500 ospitate tra la Scuola della Guardia di Finanza di Coppito e la caserma Campomizzi, altre 6.700 nelle abitazioni antisismiche del progetto C.A.S.E. e oltre 600 nei moduli abitativi provvisori (M.A.P.) nei paesi della provincia dell'Aquila[165][166].

A L'Aquila sono state presentate da parte di residenti o domiciliati circa 12500 domande[senza fonte] per il contributo di autonoma sistemazione, un sussidio previsto dal governo, per coloro che hanno provveduto a trovarsi autonomamente una sistemazione senza utilizzare le strutture messe a disposizione della protezione civile.

Al 6 aprile 2010, un anno dopo il terremoto, risultavano secondo le ultime stime 14.462 aquilani negli appartamenti del Progetto C.A.S.E., altri 2.053 nei Map (moduli abitativi provvisori), mentre più di tremila cittadini si sarebbero affidati al circuito dei fondi immobiliari dell'assistenza, dei contratti concordati, e 27.316 che hanno invece scelto la sistemazione autonoma presso amici e parenti[167].

Progetto C.A.S.E.[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 aprile 2009 il Consiglio dei Ministri no. 46, svoltosi all'Aquila, approvando un pacchetto di misure di emergenza approvava anche la progettazione e realizzazione, nei comuni terremotati, di moduli abitativi destinati ad una utilizzazione durevole e rispondenti a caratteristiche di innovazione tecnologica, risparmio energetico e protezione dalle azioni sismiche, nonché delle opere di urbanizzazione e dei servizi connessi, al fine di garantire adeguata sistemazione alle persone le cui abitazioni sono state distrutte o dichiarate non agibili[168]. Il 16 maggio 2009 la Conferenza dei Servizi della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha approvato il progetto C.A.S.E. (Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili)[169], un progetto con lo scopo di fornire al più presto un alloggio ancorché provvisorio ma di media qualità. Obiettivo del Piano C.A.S.E. era quindi la realizzazione entro 5 - 6 mesi, prima dell'arrivo dell'inverno, di nuove abitazioni antisismiche procedendo contemporaneamente allo smantellamento progressivo delle tendopoli realizzate nelle fasi dell'iniziale emergenza abitativa e al rientro degli sfollati alloggiati altrove. Le tecniche antisismiche adottate per tali complessi abitativi comprendono quelle dell'isolamento sismico, quasi del tutto innovative per il territorio italiano.

Il 29 settembre il Presidente del Consiglio Berlusconi ha consegnato i primi appartamenti del progetto C.A.S.E.[170], 400 alloggi[171] antisismici nel nuovo quartiere di Bazzano[172]. La consegna dei primi alloggi ai terremotati, avvenuta in diretta televisiva, è stata al centro di un'inchiesta dell'Espresso;[173].

Il 17 novembre 2009 l'intervento del governo per far fronte all'emergenza abitativa è stato elogiato dal New York Times[174], puntualizzando poi gli interventi ancora da attuare per riportare L'Aquila alla normalità: «i problemi sono ben più profondi. Il terremoto ha distrutto l'economia della regione. Migliaia di attività commerciali sono chiuse. Quasi un quarto di 80.000 residenti di L'Aquila riceve l'indennità di disoccupazione di governo, dicono i funzionari, mentre più di 20.000 sono sparsi intorno alla regione in alloggiamento provvisorio»[175].

Al 6 aprile 2010, un anno dopo il terremoto, risultavano secondo le ultime stime 14.462 aquilani alloggiati negli appartamenti del Progetto C.A.S.E.[176] Al 13 agosto 2010 il Progetto C.A.S.E. è costato € 809.000.000 su € 1.086.000.000 finanziati (€ 700.000.000 di origine governativa, € 36.000.000 da donazioni e € 350.000.000 provenienti dall'Unione Europea) per la costruzione di 4.449 appartamenti alloggianti circa 15.000 persone con un costo totale al m². di € 1.368[177].

Progetto M.A.P.[modifica | modifica wikitesto]

Il Progetto M.A.P., avviato nel settembre 2009, consiste nella realizzazione di prefabbricati in legno nel quale ospitare la popolazione nell'attesa della ricostruzione delle abitazioni in muratura. Il piano è stato applicato in diverse frazioni dell'Aquila e in tutti gli altri comuni.

Il 15 settembre 2009 è stato inaugurato ad Onna il villaggio costruito a poche decine di metri dal paese abbattuto dal sisma e sono state consegnate le prime villette agli sfollati[178]: 93 "moduli abitativi provvisori" (M.A.P.), fabbricati in legno, «rifiniti e accoglienti» come li ha definiti il presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco, pagati 5,2 milioni di euro ricevuti dalle donazioni alle Croce Rossa, fabbricati in Trentino e montati in Abruzzo dal personale della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento[179]. In questa occasione, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso hanno deposto una corona di fiori davanti alla lapide che ricorda le vittime del sisma. Successivamente, sempre ad Onna è stato inaugurato l'asilo dedicato a Giulia Carnevale, la studentessa di Ingegneria morta per il crollo dell'abitazione in cui risiedeva in Via XX Settembre, che aveva realizzato il progetto della struttura[180]. Altre strutture similari a quelle di Onna sono stati poi realizzati a San Gregorio e nei comuni di Fossa, San Demetrio ne' Vestini e Villa Sant'Angelo mentre altri sono previsti a Barisciano e Poggio Picenze[181]. Recentemente si è poi discusso della realizzazione di ulteriori 300 moduli abitativi ad uso degli studenti fuori sede dell'Università dell'Aquila[182].

Il 17 giugno 2010 i M.A.P. della frazione aquilana di San Gregorio realizzati dal gruppo Rubner hanno vinto il Social Housing Awards 2010 in virtù dei tempi di realizzazione (36 giorni per 220 abitazioni) e del costo di costruzione (733 €/m², circa un quarto del costo del Progetto C.A.S.E.)[183].

Le cifre[modifica | modifica wikitesto]

Dallo studio «Trent'anni di terremoti italiani- Analisi comparata sulla gestione delle emergenze» a cura di Stefano Ventura, emerge che lo Stato pagò € 7.889 euro per ogni sfollato a causa del terremoto dell'Irpinia ed € 23.718 per ogni sfollato a causa del terremoto dell'Abruzzo (dati aggiornati al settembre 2010)[184].

Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente al sisma e alla fase dell'emergenza abitativa si apre il problema della ricostruzione.

La ricostruzione dei centri storici appare sin dall'inizio complicata in virtù dell'elevato grado di lesione degli edifici storici; lo stesso puntellamento diventa un'operazione delicata, complicata, lenta e costosa. Si parla allora sin dai primi giorni successivi all'evento di costruzione di New Town nella periferia aquilana, peraltro in parte realizzatasi con il successivo progetto C.A.S.E. per l'emergenza abitativa, ma gli aquilani e il comune dell'Aquila, nel timore che il nucleo della città possa diventare una "città-museo", si oppongono all'idea con pressanti richieste per la ricostruzione e il recupero del centro storico organizzandosi ben presto in comitati per la ricostruzione[185].

La ricostruzione, suddivisa anch'essa in varie fasi, di fatto ha inizio ufficialmente circa un anno dopo con le prime demolizioni, il puntellamento degli edifici lesionati/pericolanti già dai primi mesi dopo l'evento e la risistemazione degli edifici classificati A, B e C.

Successivamente, sul fronte della "ricostruzione pesante", si apre il gravoso problema della rimozione e smaltimento di più di un milione di tonnellate di macerie nel centro storico dell'Aquila, per le quali vincoli di Legge e mancanza di depositi di stoccaggio e smaltimento ne hanno ulteriormente ritardato la rimozione posticipando l'inizio della ricostruzione vera e propria. Il ritmo di smaltimento delle macerie è così lento che alcune stime portano ad intervalli temporali anche di decine di anni[186]. A tal proposito estremamente simbolica e significativa è stata la cosiddetta protesta delle carriole messa in atto in varie occasioni dagli aquilani per protestare sulla situazione di stallo nella ricostruzione, vuoi anche per i finanziamenti promessi che inizialmente continuavano a giungere a rilento[187]. In virtù di ciò i tempi e i costi della ricostruzione, inizialmente stimati in almeno 10 anni e 10 miliardi di euro, sembrerebbero destinati a lievitare.

Successivamente il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, dà le dimissioni dall'incarico comunale salvo poi ritirale dopo aver ottenuto un maggior peso dell'amministrazione locale sulle decisioni e in generale sulla governance della ricostruzione affidata come commissario al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi e al suo vice[188].

A gravare sui tempi della "ricostruzione pesante" sono fondamentalmente anche lentezze burocratiche a livello locale e la complessità dei piani di intervento e ricostruzione da realizzare da parte delle ditte private, soggetti a loro volta alle consuete e rigorose procedure di appalto pubblico[189].

In virtù di ciò a due anni dal sisma il centro storico non è ancora stato completamente riaperto al transito pedonale (aperti solo i percorsi principali) sia per la faticosa rimozione delle macerie sia per la messa in sicurezza degli edifici lesionati nelle strade e vicoli più stretti, sforando così le iniziali previsioni fornite per questa fase della ricostruzione. Tra maggio e giugno 2011 si sono svolti una serie di incontri istituzionali per stabilire definitivamente tempi e costi della ricostruzione della città e da prime stime presentate dal sindaco Cialente i costi della ricostruzione sarebbero di circa 4,3 miliardi di euro a fronte di una spesa prevista di 3,2 miliardi di euro all'indomani del terremoto (stima governativa)[190].

Monumenti e siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Gli uffici centrali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali sono in costante contatto con il Direttore Regionale per i Beni Culturali dell'Abruzzo e la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici dell'Abruzzo per avere ogni aggiornamento sui danni al patrimonio artistico.[191]

Inoltre, in sintonia con le operazioni di soccorso in atto, si sta anche coordinando il monitoraggio di musei, monumenti e siti archeologici.

Più in particolare, è stata stilata una lista di 45 monumenti da restaurare, con schede di valutazione e relativo censimento dei danni.[192]

  1. Cattedrale e Palazzo Arcivescovile (L'Aquila, piazza Duomo)
  2. Complesso monumentale e Basilica di Santa Maria di Collemaggio (L'Aquila, piazzale di Collemaggio)
  3. Complesso monumentale e Chiesa di Santa Giusta (L'Aquila, piazza S. Giusta)
  4. Complesso monumentale e Chiesa di San Pietro a Coppito (L'Aquila, piazza S. Pietro)
  5. Complesso monumentale e Chiesa di Santa Maria Paganica (L'Aquila, piazza S. M. Paganica)
  6. Complesso monumentale e Chiesa di San Marciano (L'Aquila, piazza S. Marciano)
  7. Complesso monumentale e Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta delle Anime Sante (L'Aquila, piazza Duomo)
  8. Complesso monumentale e Chiesa di San Biagio d'Amiterno (L'Aquila, via Sassa)
  9. Complesso monumentale e Chiesa di San Marco (L'Aquila, piazza della Repubblica)
  10. Complesso monumentale e Monastero della Beata Antonia (L'Aquila, via Sassa)
  11. Complesso monumentale e Chiesa di San Silvestro (L'Aquila, piazza S. Silvestro)
  12. Complesso monumentale e Chiesa di San Domenico (L'Aquila, piazza S. Domenico)
  13. Complesso monumentale e Chiesa di Sant'Agostino (L'Aquila, via S. Agostino)
  14. Forte spagnolo
  15. Complesso monumentale e Basilica di San Bernardino (L'Aquila, via S. Bernardino)
  16. Convento agostiniano o Palazzo della Prefettura (L'Aquila, piazza della Repubblica)
  17. Palazzo Ardinghelli (L'Aquila, piazza S. M. Paganica)
  18. Palazzo Branconio-Farinosi (L'Aquila, Piazza S. Silvestro)
  19. Palazzo e torre di Madama Margherita (L'Aquila, piazza Palazzo)
  20. Palazzo del Convitto (L'Aquila, portici del Liceo)
  21. Palazzetto dei Nobili (L'Aquila, piazza S. Margherita)
  22. Teatro comunale (L'Aquila, piazza del Teatro)
  23. Palazzo Carli, rettorato dell'Università dell'Aquila (L'Aquila, piazza V. Rivera)
  24. Museo archeologico di Santa Maria dei Raccomandati (L'Aquila, corso Vittorio Emanuele II)
  25. Palazzo Persichetti
  26. Oratorio di Sant'Antonio da Padova
  27. Chiesa di Santa Maria del Soccorso
  28. Chiesa di Santa Maria di Roio
  29. Palazzo Quinzi
  30. Area archeologica di Amiternum
  31. Chiesa e catacombe di San Michele (San Vittorino)
  32. Chiesa di Santa Maria della Misericordia
  33. Palazzo Alfieri (L'Aquila, via Fortebraccio)
  34. Chiesa e Oratorio di San Filippo
  35. Complesso monumentale e chiesa di San Gregorio Magno
  36. Chiesa della Concezione (Paganica)
  37. Chiesa di Santa Giusta (Bazzano)
  38. Complesso monumentale e chiesa di Santa Maria della Croce (santuario di Roio)
  39. Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa)
  40. Abbazia di Santa Lucia (Rocca di Cambio)
  41. Torre medicea di Santo Stefano (Santo Stefano di Sessanio)
  42. Complesso monumentale e chiesa di San Clemente a Casauria (Castiglione a Casauria)
  43. Badia Morronese (Sulmona)
  44. Chiesa di Sant'Eusanio a Sant'Eusanio Forconese
  45. Convento di San Giuliano (L'Aquila)

In occasione del Vertice Bilaterale Italo-Francese del 9 aprile 2010 a Parigi, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, e il Ministro francese della Cultura e Comunicazione, Frédéric Mitterrand, hanno firmato insieme al Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, e al Ministro francese degli Affari Esteri ed Europei, Bernard Kouchner, l'Accordo intergovernativo per il restauro della Chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta delle Anime Sante, all'Aquila. Tale Accordo definisce le modalità organizzative del partenariato tecnico e finanziario costituito al fine di restaurare uno dei più notevoli edifici storici e monumentali dell'Abruzzo tra quelli danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009[193]. La Francia finanzierà la metà dei costi stimati di restauro dell'edificio, dando un contributo fino alla cifra di 3,25 milioni di euro[194].

Il 13 aprile 2010 sotto la Chiesa di Santa Maria Paganica è stata trovata un'antica cappella durante la rimozione delle macerie nel centro storico dell'Aquila[195]. La rimozione e lo smaltimento delle macerie, secondo il commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi,«è stata portata avanti come se nella chiesa fosse in atto uno scavo archeologico e da questa certosina attività fatta su 7 metri di macerie è venuto fuori materiale inedito che risale a prima del terremoto del 1703»[196][197][198][199].

Il 26 aprile 2010 nel corso del vertice italo-russo tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il primo ministro della Federazione Russa Vladimir Putin a Villa Gernetto (Lesmo), il governo russo si è impegnato a stanziare 7,2 milioni di euro per la ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno a L'Aquila[200][201][202].

Il 16 dicembre 2010 con la riapertura della fontana delle 99 cannelle si è conclusa la prima operazione di restauro di un monumento danneggiato dal sisma. Il lavoro, patrocinato dal Fondo per l'Ambiente Italiano e finanziato tramite donazioni, è costato 750.000 euro[203].

Relazione del Ministro Fabrizio Barca La ricostruzione dei comuni del cratere aquilano[modifica | modifica wikitesto]

Al 6 aprile 2012 sono stati effettivamente impiegati:

  • 2,9 miliardi di euro per gli interventi di emergenza, di cui:
    • 680,1 milioni per la prima emergenza (assistenza popolazione, iniziali demolizioni e puntellamenti, strutture alberghiere (130 mil), spese forze armate, ripresa attività scolastica, personale, anticipazioni ai Comuni)
    • 700 milioni per il Progetto C.A.S.E. (4449 immobili, 12969 persone ospitate) e per i Map (3535 strutture, 7202 ospiti)
    • 493,8 milioni dall'Unione Europea - Fondo di Solidarietà
    • 667 milioni per Emergenze varie e assistenza alla popolazione (Strutture commissariali, convenzioni, contratti enti locali, forze armate, VVFF e altre spese di personale)
    • 82,8 milioni per i Moduli Scolastici ad Uso Provvisorio (32 scuole prefabbricate per 6000 studenti)
    • Altre spese per ripresa attività scolastica, esenzione pedaggi, indennizzi, sospensione pagamenti tasse, attività di soccorso ecc.
  • Sono stati trasferiti 1,96 miliardi per la ricostruzione, di cui:
    • 1,04 miliardi per la ricostruzione di edifici privati sotto forma di mutui erogati indirettamente da Cassa Depositi e Prestiti ai cittadini con rate a carico del Bilancio dello Stato
    • 736,7 milioni per la ricostruzione di edifici privati erogati con delibere del CIPE attingendo dai Fondi FAS e dal Fondo Strategico
    • 95,7 milioni per la ricostruzione di edifici pubblici
    • 81,6 milioni per la ricostruzione di edifici scolastici

Le donazioni dei privati ammontano a 67,3 milioni, quelle degli Stati esteri a 19,7 milioni. Il costo totale del progetto C.A.S.E. è stato di 833 milioni, quello dei Map di 284 mln.

Restano da rimuovere il 62% delle macerie conseguenti al terremoto e 5,66 miliardi già stanziati dal Governo sono ancora da impiegare (che portano a 10,57 miliardi euro il costo complessivo della ricostruzione)[204][205]. Sono 33.672 le persone che sono state costrette dal terremoto a lasciare la loro abitazione di cui 21.807 alloggiate a carico dello Stato (C.A.S.E., Map ecc.), 11.482 ricevono dallo Stato un contributo di autonoma sistemazione, 383 risiedono in albergo[206].

33.787 persone sono rientrate nella propria abitazione.

Fonte:[207]

Inchieste e controversie[modifica | modifica wikitesto]

Sulla prevedibilità del sisma[modifica | modifica wikitesto]

Una sintesi scientifica sulla tematica della prevedibilità dei sismi, con riferimento specifico al sisma dell'Abruzzo, è stata pubblicata da due esperti professori del Politecnico di Milano Giuseppe Grandori ed Elisa Guagenti sulla rivista 'Ingegneria sismica' nel n. 3, anno XXVI, luglio-settembre 2009, pp. 56–62. In detto articolo si argomentano scientificamente alcune osservazioni critiche sulle premesse scientifiche e sul metodo adottato dalla Commissione Grandi Rischi nel caso in specie.[208]

Le dichiarazioni di Giampaolo Giuliani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giampaolo Giuliani.

Giampaolo Giuliani, tecnico dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), aveva suscitato scalpore nel periodo precedente al sisma, per avere preannunciato una forte scossa in base a studi personali sulle concentrazioni di radon come precursore sismico. Secondo quanto riferito dal sindaco di Sulmona[209], la previsione, ricevuta da Giuliani stesso tramite una telefonata la mattina del 29 marzo, dopo una scossa di Ml 3,8, avrebbe riguardato un terremoto "disastroso" per il giorno stesso a Sulmona; l'allarme, diffuso non ufficialmente tra la popolazione, scatenò il panico in città.

Nel pomeriggio non furono registrate scosse, neanche strumentali, e Giuliani venne denunciato dal sindaco della città peligna per procurato allarme. Tuttavia, Giuliani ha poi smentito questa ricostruzione, in particolare di avere dato indicato un luogo o un intervallo temporale preciso.[210]

Dura divenne la polemica di Giuliani nei confronti di INGV e Protezione Civile ad evento avvenuto cioè dopo il 6 aprile sulla prevedibilità del sisma.

L'attendibilità delle teorie e delle tecniche di previsione dei terremoti utilizzate da Giuliani, mai pubblicate su riviste scientifiche peer-review di settore, è stata criticata dalle autorità e da alcuni membri del mondo scientifico, anche in seguito alla dichiarazione - successiva alla denuncia per procurato allarme - che egli stesso aveva rilasciato in un'intervista a una televisione locale prima della scossa del 6 aprile: «Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo».

Ciò avveniva una settimana prima della scossa più importante (6,3 Mw) che avrebbe colpito L'Aquila,[211] che da Sulmona dista circa 55 km in linea d'aria.[212]

Giuliani racconta che la notte del 5 aprile 2009, dall'analisi della crescita dei precursori del sisma (crescita dei livelli di radon), egli avrebbe rilevato in prima serata valori compatibili con scosse di assestamento tipiche dello sciame sismico[213] (il valore alle 18:00 era pari a 2,7º di magnitudine e inizialmente Giuliani pensava avrebbe potuto preludere a un 3,5º di magnitudine massima), ma di avere notato la mancanza di uno "scarico di energia" con scosse di assestamento, come era invece auspicabile, ed osservato che il valore dei precursori continuava a salire. Secondo Giuliani, alle 22:00 i valori già dimostravano l'avvicinarsi di una scossa di almeno 5º[213] e a mezzanotte la concentrazione di radon era ancora in rapida ascesa. Sempre in base al racconto di Giuliani, non sapendo chi avvertire - preoccupato per l'avviso di garanzia ricevuto da poco - il tecnico avrebbe preso la famiglia e condotta fuori di casa, ad attendere la forte scossa avvenuta tre ore dopo, avvertendo anche vari conoscenti[213].

Giuliani ha anche dichiarato alla trasmissione "Chi l'ha visto?" del 15 aprile di essere poi rientrato nella sua abitazione e di aver avvertito l'evento da lì[214].

La posizione di INGV e Protezione Civile[modifica | modifica wikitesto]

La posizione ufficiale dell'INGV e in generale di gran parte della comunità sismologica è nota e ribadita più volte dopo il sisma su vari mezzi di comunicazione in comunicati ufficiali: i terremoti sono eventi geologici che allo stadio attuale della ricerca geo-sismologica non possono essere previsti con sufficiente precisione spazio-temporale tale da poter applicare efficaci misure di protezione civile; in particolare la stragrande maggioranza degli sciami sismici evolve senza produrre catastrofi e non esistono precursori sismici attendibili per i restanti.

In seguito all'intensificarsi dello sciame sismico in marzo 2009 la Protezione Civile convoca comunque il 31 marzo 2009 a L'Aquila una riunione della Commissione Grandi Rischi con la presenza dei vertici dell'INGV, la quale sentenzia la non pericolosità della situazione sismica nell'aquilano. Fra le affermazioni pronunciate nella riunione vi è anche la previsione secondo cui in caso di ulteriori scosse non vi sarebbe stato alcun danno strutturale agli edifici.[215] Si scoprirà poi che il verbale della riunione non fu redatto e firmato in giorno stesso, ma solo ad evento avvenuto, motivo per cui la Commissione stessa finirà successivamente sotto inchiesta giudiziaria da parte della Procura dell'Aquila[216]. A questo si aggiungono le numerose denunce presentate dai familiari delle vittime che erano rientrate o rimaste nelle case dopo le dichiarazioni rassicuranti della Commissione.

Le affermazioni del geologo Antonio Moretti[modifica | modifica wikitesto]

Sempre sul fronte della previsione, di altra natura scientifica, ma allo stesso modo fortemente polemiche sono state le dichiarazioni del geologo aquilano Antonio Moretti dell'Università degli Studi dell'Aquila, andate in onda TV nella trasmissione di Rai 3 "Presadiretta" a settembre 2009, nei confronti dell'operato della protezione civile e dell'INGV rei, a suo dire, di non aver considerato, nella Riunione della Commissione Grandi Rischi tenutasi il 31 marzo 2009 a L'Aquila, sospetto l'"estenuante" sciame sismico aquilano in corso da mesi per il quale si erano distintamente evidenziate nell'ultimo mese "scosse premonitrici (foreshock) localizzate sempre sulla stessa struttura, a profondità via via maggiori e di intensità e frequenza crescenti" e di non aver consentito la partecipazione dei geologi aquilani alla suddetta riunione. Tali affermazioni sembrerebbero smentire quanto dichiarato dallo stesso pochi giorni prima della scossa principale (mainshock) in cui sosteneva che "l'evoluzione sismica fosse comunque da considerarsi nelle regole e destinata ad esaurirsi secondo la Legge di Omori"[217].

La polemica tra Boschi e Bertolaso[modifica | modifica wikitesto]

16 settembre 2009 inizia un duro scambio di lettere con reciproche accuse tra Enzo Boschi e Guido Bertolaso riguardo alla gestione del terremoto. Subito dopo il terremoto del 6 aprile Guido Bertolaso aveva dichiarato «in una conferenza stampa Boschi ha stabilito che non era prevedibile alcuna situazione di terremoto più violenta di quelle che si erano registrate». Boschi in relazione a ciò ha affermato «Il fatto che io possa avere escluso forti scosse in Abruzzo è assurdo» e che dunque «qualcuno ha mentito», aggiungendo di aver mandato «all'Ufficio sismico della Protezione civile un comunicato sulla sequenza in atto che non può essere certo considerato tranquillizzante». Boschi ha inoltre definito "del tutto irrituale" la riunione della Commissione grandi rischi convocata da Bertolaso a L'Aquila il 31 marzo dopo una scossa di magnitudo 4, lamentando l'assenza di una discussione sulle misure da intraprendere, la conclusione prematura e il fatto che il verbale invece di essere compilato subito dopo venne prodotto immediatamente dopo il sisma del 6 aprile e gli venne presentato per firmarlo solo "per ragioni interne" quando invece fu pubblicato sui giornali.

Bertolaso ha replicato accusando Boschi di mettere in atto «un tentativo tardivo di esonero dalla propria responsabilità» e, quanto alle accuse «sulla confusione e la mendicità delle notizie diffuse dal dipartimento prima, durante e dopo il sisma», ha minacciato di ricorrere in tribunale.[218]

Il processo alla Commissione Grandi Rischi[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 maggio 2011 la procura stessa rinvia a giudizio con l'accusa di "omicidio colposo plurimo e lesioni" sette membri della Commissione Grandi Rischi: tra essi figurano anche Enzo Boschi e Franco Barberi.[219]. Nel capo di imputazione si legge la motivazione dell'accusa:[...] "per colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia in violazione altresì della normativa generale della Legge n. 150 del 7 giugno 2000 in materia di disciplina delle attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni effettuando, in occasione della detta riunione, una 'valutazione dei rischi connessi' all'attività sismica in corso sul territorio aquilano dal dicembre 2008 approssimativa, generica ed inefficace in relazione alle attività e ai doveri di 'previsione e prevenzione'; e fornendo informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, sulle cause, sulla pericolosità e sui futuri sviluppi dell'attività sismica in esame venendo così meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro qualità e alla loro funzione e tesi alla previsione e alla prevenzione e ai doveri di informazione chiara, corretta, completa cagionavano in occasione della violenta scossa di terremoto (magnitudo momento MW = 6.3, magnitudo locale ML = 5.9) del 06.04.2009 ore 3,32, la morte di 32 persone [segue elenco]".[220]

Con sentenza[221] in primo grado di giudizio il 22 ottobre 2012 il Tribunale dell'Aquila ha condannato tutti gli imputati alla pena di 6 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici.

In campo internazionale molti scienziati, prima ancora che fossero rese note le motivazioni, hanno espresso perplessità di fronte a questa sentenza.[222] La rivista Nature ha pubblicato un editoriale in cui si afferma che "il verdetto è perverso e la sentenza ridicola".[223] Uno scienziato britannico, Malcolm Sperrin, ha dichiarato: "se la comunità scientifica deve essere penalizzata per aver fatto predizioni poi risultate non corrette, o per non aver predetto accuratamente eventi poi accaduti, allora l'operare della scienza dovrà essere limitato alle sole certezze, e i benefici associati alle scoperte, dalla medicina alla fisica, scompariranno".[222]

Il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, pure critico verso questa sentenza, ha affermato: "Hanno ragione quelli che dicono che l'unico precedente a questa sentenza è quello di Galileo Galilei".[224]

Il testo delle motivazioni della sentenza, pubblicato alcuni mesi più tardi,[225], smentisce però queste affermazioni, dichiarando che il processo «non è volto alla verifica della fondatezza, della correttezza e della validità sul piano scientifico delle conoscenze in tema di terremoti. Non è sottoposta a giudizio la scienza per non essere riuscita a prevedere il terremoto del 6 aprile 2009».[221] La rivista Scientific American ha corretto la tesi del "processo contro la scienza", definendolo "un giudizio non contro la scienza, ma contro un fallimento della comunicazione scientifica".[226]

Altri scienziati, durante il processo, hanno contestato l'operato scientifico della commissione. Il professor Francesco Giovanni Maria Stoppa, che fece parte della commissione Grande rischi fino al 2003, disse: «Avrebbero dovuto dare una informazione proporzionata alle nostre conoscenze, che nel 2009 mettevano in luce una criticità all'Aquila. Nelle condizioni che c'erano 5 - 6 giorni prima del terremoto bisognava dare informazioni e questo non vuol dire prevedere i terremoti».[227]

Il 10 novembre 2014 la Corte d'Appello dell'Aquila modifica radicalmente la sentenza. Per De Bernardinis viene confermata la condanna per omicidio colposo, riducendo però la pena da 6 a 2 anni, con i benefici della sospensione della pena e della non menzione. Gli altri imputati vengono invece assolti.[228]

Sulle cause dei crolli[modifica | modifica wikitesto]

La Procura dell'Aquila, a nome del procuratore capo Alfredo Rossini, ha aperto nei giorni a seguire un'inchiesta giudiziaria contro ignoti per omicidio e disastro colposo: obiettivo dell'inchiesta è accertare se vi sono responsabilità civili e penali e a chi sono imputabili. Tra le diverse possibili cause o concause dei crolli si ipotizza in alcuni casi grossolani errori di progettazione strutturale e/o maldestri interventi postumi, in altri "errori" in fase di realizzazione con l'impiego di materiali non conformi alle indicazioni di progetto: cemento armato contenente o sabbia marina e/o staffe di ferro posizionate a distanze non a norma di legge[229][230][231].

Sul fronte dell'ingegneria sismica, come spesso accade in circostanze analoghe, unanime è stato il giudizio espresso da parte della comunità tecnico-scientifica riguardo al mancato rispetto di rigorose norme antisismiche lamentando una generale trascuratezza sul fronte della prevenzione sismica in un'area ad elevato pericolo sismico, verosimilmente legata in parte all'oblio dei precedenti eventi storici e in parte ai costi necessari per gli interventi antisismici richiesti.

A testimonianza di ciò si aggiunge il dossier Censimento di vulnerabilità degli edifici pubblici, strategici e speciali nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia, redatto nel '99 dall'Istituto di Ricerca sul rischio sismico per volere dell'allora sottosegretario alla Protezione Civile Franco Barberi, nel quale si evidenziano vulnerabilità critiche, rimaste ignorate, in tutti gli edifici pubblici poi crollati nel sisma del 2009, nonché una valutazione eccessivamente al ribasso del grado di pericolo sismico assegnato alla zona aquilana (livello 2)[232].

Sull'emergenza e la ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Qualche polemica c'è stata inizialmente sul ritardo di qualche ora dei soccorsi ufficiali, vuoi anche per l'evento inatteso occorso in piena notte e la mancanza di un piano o protocollo ufficiale di emergenza in caso di terremoto per la Città di L'Aquila.

Fin dalle ore successive all'evento, alcune fonti di stampa e giornalisti hanno denunciato il rischio di infiltrazioni criminali nei lavori del dopo terremoto. Il rischio più concreto sarebbero state le possibili infiltrazioni delle organizzazioni camorristiche e mafiose nel sistema degli appalti per la ricostruzione.

Il 7 aprile, a poche ore dalla scossa principale, il giornalista Luca Spinelli affermava[233]:

«Il giro di denaro intorno a una tragedia di queste dimensioni è immane: equivale al costo di una guerra. [...] Un giro d'affari e un indotto a cui qualsiasi impresa sarebbe interessata. Certamente lo sarà «la prima azienda italiana»: un'impresa da novanta miliardi di fatturato ogni anno, che copre da sola il 7% del Pil italiano: la Mafia. [...] L'Abruzzo e la Marsica sono territori noti alla mafia. Una zona sulla quale «c'è l'attenzione anche di alcuni esponenti della Camorra e della Sacra Corona Unita», secondo Franco Forgione, presidente della Commissione parlamentare antimafia nel 2007. Una zona che secondo la Procura distrettuale antimafia dell'Aquila nasconde una parte del tesoro del boss Vito Ciancimino, stimato in 600 milioni di euro. Una zona su cui pesano come macigni i vari e recentissimi arresti per infiltrazione mafiosa. Negli appalti, nelle concessioni edilizie, nella sanità. Proprio ciò che sarà necessario per la ricostruzione.»

La settimana successiva al sisma, il 14 aprile, il giornalista e scrittore Roberto Saviano, autore del bestseller Gomorra, scrisse:

« I dati dimostrano che la presenza dell'invasione di camorra (in Abruzzo) nel corso degli anni è enorme. Nel 2006 si scoprì che l'agguato al boss Vitale era stato deciso a tavolino a Villa Rosa di Martinsicuro, in Abruzzo. Il 10 settembre scorso Diego León Montoya Sánchez, il narcotrafficante inserito tra i dieci most wanted dell'Fbi aveva una base in Abruzzo. Nicola Del Villano, cassiere di una consorteria criminal-imprenditoriale degli Zagaria di Casapesenna era riuscito in più occasioni a sfuggire alla cattura e il suo rifugio era stato localizzato nel Parco nazionale d'Abruzzo, da dove si muoveva, liberamente. L'Abruzzo è divenuto anche uno snodo per il traffico dei rifiuti [...]. Dietro tutto questo, ovviamente i clan di camorra. »
(Roberto Saviano[234])

Nelle settimane successive anche le maggiori istituzioni italiane parlavano del pericolo di infiltrazione criminale, assicurando però che i rischi sarebbero stati scongiurati dai controlli. Il 15 aprile il presidente della Camera Gianfranco Fini ribadiva la necessità di «vigilare sulle infiltrazioni mafiose», affermando anche d'essere sicuro che «le istituzioni saranno all'altezza».[235] Il 17 aprile il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dichiarava: «le speculazioni saranno impossibili, ricostruiremo in 6 mesi tenendo fuori speculazione e mafia».[236]

Il 3 luglio, il quotidiano il manifesto denunciava come delle 20 aree selezionate per la costruzione di case temporanee, almeno 5 siano inutilizzabili per rischi idrogeologici[237].

Critiche sui reali costi del progetto C.A.S.E. sono state mosse da varie associazioni di consumatori e dalle ditte di costruzione partecipanti all'appalto, ma poi escluse in favore di ditte prevalentemente lombarde, i cui costi di realizzazione si sarebbero rivelati sensibilmente superiori a quelli promessi dalle ditte escluse e in generale ai costi di mercato delle costruzioni antisismiche[238][239] e se allo stesso tempo si fosse proceduto immediatamente con la risistemazione degli edifici classificati con A, B e C e/o con appoggio maggiore alla realizzazione di moduli M.A.P. più economici.

L'evento ha comportato il blocco del pagamento delle imposte da parte dei residenti dell'area colpita come previsto dal piano di intervento e ricostruzione del Governo, sebbene polemiche ci sono state per tentativi di annullamento di successive proroghe[240].

Le intercettazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 febbraio 2010, nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti del G8 originariamente previsto alla Maddalena che ha portato alle dimissioni (poi respinte) del capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, vengono pubblicati i testi delle intercettazioni di imprenditori accusati di avere rapporti diretti con lo stesso Bertolaso[241]. In particolare, suscita scalpore il dialogo tra gli imprenditori Francesco Maria De Vito Piscicelli e il cognato Gagliardi che affermavano di "ridere ciascuno nel proprio letto" durante il terremoto[242], immaginando l'inserimento delle loro imprese nei lavori per il post-sisma. Il 12 febbraio 2010 il sottosegretario alla Presidenza, Gianni Letta, assicura che le imprese degli imprenditori protagonisti dell'intercettazione non hanno ricevuto appalti nel capoluogo abruzzese[243]; tuttavia, un'intercettazione successiva, pubblicata il 17 febbraio 2010 dal quotidiano locale Il Centro, smentisce le dichiarazioni di Letta[244].

Operazione “Dirty Job”[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2014 vengono arrestati 7 imprenditori impegnati nella ricostruzione privata. Si rivolgevano alla camorra, in particolare al Clan dei casalesi, per farsi procurare le maestranze a basso prezzo. Gli imprenditori arrestati sono accusati, a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro[245].

I fenomeni osservati con il terremoto[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni fenomeni osservati in corrispondenza degli eventi sismici sono:

  1. Le luci sismiche, conosciute sin dall'antichità, le cui testimonianze sono state raccolte nei mesi successivi all'evento e catalogate in un lavoro appena pubblicato. Luce diffusa, nuvole arrossate e sfere luminose hanno rappresentato gli avvistamenti che hanno prevalentemente anticipato l'evento, a partire da nove mesi prima dell'evento, i primi due di qualche ora e il terzo fino a qualche mese prima. Flash di luce sono stati avvistati principalmente durante l'evento sismico e rappresentano il fenomeno più comunemente osservato, mentre le scariche elettriche e le fiamme sono state viste principalmente dopo la scossa, le prime fino a diversi minuti dopo e le seconde fino a qualche ora dopo. Sporadicamente il fenomeno è proseguito per cinque mesi[246][247].
  2. Formazione di "vulcanetti sismici" nella zona del basso Aterno[248].
  3. Le variazioni di intensità delle onde radio nella banda LF e VLF sono state monitorate costantemente da diversi anni con un sistema di ricevitori italiani e stranieri. Sin dalla fine del marzo 2009 è stata osservata una diminuzione dell'intensità del segnale delle radioemittenti lontane, quando il cammino delle radio onde ha attraversato la regione epicentrale. Anche l'ora del passaggio del terminatore al tramonto, che è rintracciabile nelle variazioni di ampiezza degli stessi segnali elettromagnetici, è apparsa diminuire nei giorni immediatamente precedenti il 6 aprile[249][250].
  4. Le variazioni nell'intensità del segnale infrarosso proveniente dalla superficie terrestre, sono state misurate da diversi satelliti meteorologici sulle regione sismogenetiche ed evidenti anomalie sono state osservate nei giorni immediatamente precedenti alcuni forti terremoti. Queste anomalie termiche sono rimaste persistenti sulle stesse regioni degli eventi anche per diversi giorni. Nel caso del terremoto dell'Aquila è stato evidenziato un significativo riscaldamento di una porzione dell'Italia centrale comprendente l'epicentro del terremoto, fra il 30 marzo e il 1º aprile, cinque giorni prima della forte scossa[251][252][253][254].
  5. Anche le emissioni acustiche di frequenza superiore a quelle udibili (ultrasuoni) sono state osservate precedere il sisma abruzzese. Esse sono state registrate da più stazioni come perturbazioni di lunga durata e sono consistite in un aumento di emissioni acustiche osservate a partire dalla fine del 2008 fino a comprendere la data del terremoto[255].
  6. I segnali elettrici delle stazioni elettromagnetiche di Fermo e Perugia, funzionanti con continuità da alcuni anni, hanno registrato un aumento dell'attività elettrica con un massimo corrispondente ai giorni del terremoto. Tale attività è stata evidenziata in entrambe le stazioni con segnali variabili di frequenza dell'ordine del centinaio di Hz. Il lavoro è stato presentato alle conferenze del GNGTS di Trieste,[256] in quello sulle Osservazioni Elettromagnetiche e Gravimetriche all'Aquila[257] e all'EGU a Vienna[258].

Eventi correlati[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente USA Barack Obama, accompagnato dall'allora commissario Guido Bertolaso e da Silvio Berlusconi nel centro storico dell'Aquila
L'Aquila: i leader del G8 dialogano durante il vertice.

G8[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi G8 dell'Aquila.

L'evento sismico ha modificato i piani politico-economici del Governo: tra gli eventi che hanno subito modifiche c'è stato il G8 del 2009 originariamente già assegnato all'Italia come nazione ospitante. Inizialmente previsto nella città sarda della Maddalena, fu spostato all'Aquila con decisione del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2009, sia per motivi economici (risparmio di circa € 220.000.000 da destinare alla ricostruzione) che per opportunità politica (il G8 avrebbe discusso anche di catastrofi naturali)[259] che perché si tratta di un forte segnale per il rilancio di zone così duramente colpite[260].

Di fronte alle macerie del terremoto, USA, Francia, Germania, Regno Unito, Russia, Canada e Giappone promisero di sponsorizzare ognuno il restauro di uno dei monumenti aquilani danneggiati dal sisma[261]. In particolare agli ampi e svariati aiuti promessi dal Presidente USA Barack Obama si aggiungono il francese Nicolas Sarkozy che promette 3 milioni di euro per la ricostruzione della Chiesa delle Anime Sante, la tedesca Angela Merkel che si impegna per la ricostruzione della chiesa di Onna.

Il summit si è svolto nella Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, già centro operativo della Protezione Civile durante l'emergenza sismica. L'evento porta con sé la riqualificazione dell'intera periferia ovest della Città di L'Aquila, proseguita anche dopo l'evento in prossimità dei nuovi insediamenti post-sisma (Progetto C.A.S.E.), con costruzione di diverse strade, il riammodernamento del vicino Aeroporto dei Parchi e la sistemazione della caserma ospitante dando così un primitivo avvio alla ricostruzione stessa. Con tutte le opere realizzate si assiste ad una vera e propria "esplosione" della periferia aquilana, sia ad ovest che ad est, in forte contrapposizione al centro storico rimasto vuoto, interdetto e sommerso dalle macerie.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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