Terrazzo (VR)

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Terrazzo
Terrazzo (VR) - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Verona
Coordinate: 45°10′0″N 11°24′0″E / 45.16667, 11.4Coordinate: 45°10′0″N 11°24′0″E / 45.16667, 11.4
Altitudine: 12 m s.l.m.
Superficie: 20,53 km²
Abitanti:
2.328 01-06-2007
Densità: 113,3 ab./km²
Frazioni: Begosso, Nichesola 
Comuni contigui: Badia Polesine (RO), Bevilacqua, Boschi Sant'Anna, Castagnaro, Castelbaldo (PD), Legnago, Merlara (PD), Urbana (PD), Villa Bartolomea
CAP: 37040
Pref. telefonico: 0442
Codice ISTAT: 023085
Codice catasto: L136 
Nome abitanti: terrazzani 
Santo patrono: San Paolo 
Giorno festivo: 25 gennaio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Terrazzo è un comune di 2.328 abitanti della provincia di Verona.

Indice

[modifica] Geografia

Terrazzo dista 49 chilometri da Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione sud est e confina con la provincia di Padova. È lambito dal fiume Adige.

[modifica] Etimologia

L'antico nome della Villa Fascinato era Toran o Torazo. Da qui la più probabile origine del nome attuale.

[modifica] Storia

[modifica] La Preistoria

La zona ha avuto una popolazione numerosa e stabile ed organizzata in abitati nell'ultimo periodi dell'Età del Bronzo. Fra il 1400 e 1200 a.C., le presenze più antiche sono del 1600 a.C.. La comunità fu stimata intorno alle 300-400 persone. I rirovamenti più importanti sono stati fatti nel capoluogo in via Brazzetto durante la recente costruzione delle scuole elementari.
Da sottolineare la presenza di un ecosistema discretamente diverso: mancava l'Adige. Il corso del fiume si modificò ed inizio a passare da Terrazzo nell'Alto Medioevo in seguito alla rotta della Cucca.

[modifica] La storia

In epoca romana la zona era attraversata dalla strada consolare romana Emilia Altinate, costruita ai tempi della Repubblica di Roma nel 175 a.C. dal console Marco Emilio Lepido.

La strada partiva da Bologna e terminava ad Aquileia attraversando l'Adige a Montagnana e servendo tutti i centri romani esistenti in zona. La presenza della strada è stata confermata da rilievi aerofotogrammetrici che ne trovarono tracce fino a Begosso. Per il cambiamento strutturale della zona è probabile che fu una delle poche strade romane che non furono seguite da vie di comunicazione moderne. Con la rotta della Cucca si modificò in maniera molto negativa la vita a Terrazzo e in gran parte della bassa veronese, da una situazione di terre fertili e sicure da inondazioni, si formarono per centinaia di anni delle situazioni di equilibri precari, nel tempo di stabilizzazione del nuovo alveo dell'Adige il territorio fu soggetto ad abbandono in seguito alla creazione di una grande ed instabile palude. Pochi centri abitati rimasero stabili e dopo 300 400 anni il territorio riprese forma nel modo come lo vediamo adesso. La maggior certezza del letto dell'Adige permise di fare lavori di bonifica e difesa efficaci, dopo un periodo terribile per la zona dove ai problemi del nuovo fiume si sommò l'instabilità politica nata dalla caduta dell'Impero Romano con le conseguenze di scorrerie di nuovi e vecchi barbari.

Bovosio (Begosso) appare in documenti la prima volta nel 932 in una donazione del diacono di Verona al Capitolo della Cattedrale. Il paese fece parte delle dodici ville che versavano le decime alla pieve di San Pietro in Tillida del 1161 l'ultima edificazione, attualmente conosciuto come San Pietro in Cantalovo. In quei tempi era una pieve veronese importante, ora appare nelle bibliografie ad esempio del sistema delle decime che permetteva la sopravvivenza di chiese che non avevano territori propri.

Nichesola prende il nome da una famiglia nobile che sin dal X secolo possedeva i terreni della zona.

Il paese attuale di Terrazzo risale al XII secolo, nel 1234 durante lo scontro fra Ezzelino III contro Legnago fu teatro di scontri per il controllo del fortilizio. Nel 1630 la zona fu fortemente colpita dalla peste, portata da soldati olandesi di stanza a Mantova. La bassa veronese fu colpita duramente per la concomitante carestia che costringeva la gente a nutrirsi senza troppe protezioni.

Nel XVII secolo era attivo a Begosso un porto attrezzato per l'attracco di barconi per il trasporto della ghiaia e un traghetto per le merci molto attivo. Nel 1813, le ragioni sconosciute si possono ipotizzare, le truppe austriache distrussero il porto e il traghetto fu limitato. Si sostitui il al sistema precedente un piccolo traghetto soprannominato la Finanza.

Fin dal XVIII secolo una importante, per la zona, via d'acqua prese il nome di Terrazzo. È lungo 24 chilometri, parte da Bonavigo ed arriva a Merlara nel padovano, dove si innesta sul fiume Fratta. Si tratta di un'opera che ha come scopo il regolare le acque, l'irrigazione e sostenere il trasporto di chiatte. È regolato da un sistema di chiuse

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Chiese

Immagine:Chiesaterrazzo.jpg
Parrocchiale di Terrazzo

Il campanile e il fonte battesimale risalgono all'XI secolo. Come molte chiese fu fatta, rifatta e ristrutturata più volte. Nel 1145 Papa Eugenio III ricorda in una bolla papale: Ecclesiam Terracii cum decimis. Nel 1613 fu portata alla versione attuale. sulla facciata campeggia la scritta: D.O.M. DIVOZ. PAULO APOST. COMM. TERRATII PUBLICIS PECUNIIS a.C. PIORUM ELEEM. COLATIS EREXIT ANNO MDC XIII, e sulla sommità è posta una bandiera in rame con la raffigurazione del santo.

Immagine:Parrocchialebegosso.jpg
Parrocchiale di Begosso
Immagine:Chiesadinichesola.jpg
Parrocchiale di Nichesola

La prima chiesa fu edificata fra l'XI e il XII secolo sull'argine. La chiesa ebbe una storia in controtendenza rispetto alle altre chiese. Le famiglie del paese non erano in grado di fare la manutenzione e la chiesa decadde fisicamente a tal punto che nel 1582, durante una visita, il cardinale Agostino Valier trovo pericolante l'ingresso e parti del tetto cadute. Punì il rettore, i fabbricieri e ordinò di costruire una nuova chiesa entro un anno.

Gli abitanto obbedirono, in tempi molto più lunghi e senza chiarezza della fonte dei denari usati. Solo nel 1594, 12 anni dopo, Agostino Valier rivisitò la chiesa, già operante ma senza pavimento e con gli altari appoggiati alle pareti. Un lungo cantiere insomma.

È a Nichesola. Venne costruita nel 1130. Ha una particolarità unica. Nel tempo la chiesa è stata ruotata di 180° nell'uso interno, questo assieme ad altri lavori ha portato ad una copertura di affreschi che vengono ritrovati in questi anni dal dopoguerra, e sono ancora in fase di scopertura. Nel 1947 furono scoperti un gruppo di affreschi del 1478, così nel 1980.

[modifica] Ville

Il nome lo ha dall'ultima famiglia proprietaria, che la acquistò nel 1867. È una villa fortezza nata in epoca scaligera e che costuiva un elemento secondario di difesa in collegamento con il castello di Castelbaldo e la città murata di Montagnana. Ha probabilmente dato il nome odierno al paese in quanto risultava, per le sue quattro torri, chiamata Toran o Torazo in carte del XVI secolo. Inizialmente l'edificio era ad un solo piano, il secondo fu edificato nel 1630.

All'interno nel cortile un pozzo del XV secolo con una atroce leggenda, venivano uccisi i condannati per precipitazione lacerati da lame interne, leggenda dubbia, un pozzo perde la sua funzione se viene usato in questo modo.

A fianco l'Oratorio di San Carlo Borromeo ricostruito su precedenti, recente a cavallo del XIX e XX secolo, ora in disuso, ma in passato ricco di paramenti e opere d'arte

[modifica] Gli appuntamenti

  • Sagra dell'Addolorata

Terza domenica di Settembre a Terrazzo

  • Sagra dell'Anara

Terza domenica di ottobre a Nichesola

  • Presepe Vivente

Da Natale all'Epifania presso il parco comunale

  • Festa dell'estate

In agosto

[modifica] Economia

Il comune ha una attività essenzialmente agricola. Sono presenti coltivazioni estensive e piantagioni di mele

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Sabrina Chinaglia in Pelizza (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0442 95210
Posta elettronica: info@comune-terrazzo.vr.it

Fa parte dell'Unione Comunale Dall'Adige al Fratta. L'unione è composta da cinque comuni: Bevilacqua, Bonavigo, Boschi Sant'Anna, Minerbe e Terrazzo.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali