Società Sportiva Dilettantistica Teramo Calcio
| SSD Teramo Calcio srl Calcio |
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| Biancorossi, Diavoli | |||
| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Simboli | Diavolo | ||
| Inno | Forza Teramo |
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| Dati societari | |||
| Città | |||
| Paese | |||
| Confederazione | UEFA | ||
| Federazione | |||
| Campionato | Serie D | ||
| Fondazione | 1913 | ||
| Rifondazione | 2008 | ||
| Presidente | |||
| Allenatore | |||
| Stadio | Stadio di Piano d'Accio (7.498 posti) |
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| Sito web | www.teramocalcio.net | ||
| Palmarès | |||
| Titoli nazionali | 2 Campionati di Serie C2 (1985-1986) (2001-2002) 2 Campionati di Serie D (1973-1974) (1993-1994) |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | |||
La Società Sportiva Dilettantistica Teramo Calcio srl è una società calcistica con sede nella città di Teramo. Milita nel campionato italiano di Serie D e disputa le sue gare interne nello Stadio di Piano d'Accio.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Le origini del calcio teramano
Alle ore 15.00 del 15 luglio del 1913, i teramani, per la prima volta in città, assistono ad una partita di calcio. In Piazza d'Armi, infatti, si affrontano, in gara amichevole, due formazioni di “bravi giovanotti” teramani; l'una in casacca biancoceleste, l'altra in casacca rossa; vince la prima, col rotondo risultato di 3-0. Il calcio ha ufficialmente fatto la sua comparsa a Teramo. La curiosa novità del giuoco del calcio, che pure incontra i favori del pubblico e pur segnalato dalla stampa locale non è, tuttavia, sufficiente a far nascere una struttura societaria articolata ed affiliata alla Federazione, che faccia del foot-ball la sua attività principale e che partecipi a manifestazioni ufficiali.
Eppure, nel gennaio del 1914, il lungimirante prof. Giuseppe D'Alessandro, presidente della Gran Sasso, si era pure procurato, da Pezzarossa di Bari, un pallone da foot-ball ed altri accessori, tra cui due reti per porta. Passato il fragore dei cannoni ed il terrore della “inutile strage” della Grande Guerra, il Paese ricomincia a vivere e con esso il calcio. Tuttavia, nel periodo 1920-1924, il calcio teramano non riesce a decollare, limitandosi ancora ad attività di gare amichevoli. In verità riscuote grande successo il torneo di calcio organizzato dalle Società Sportive teramane nel 1921, ma il crescente entusiasmo per il calcio non porta ancora alla costituzione di una Società ufficiale, iscritta alla Federazione; anche perché, a Teramo, non vi è un vero e proprio campo di giuoco.
L'uso della Piazza d'Armi viene concesso di rado e gli unici posti per giuocare al calcio si riducono ai cortili, ai giardini e agli spiazzi, come quelli dei “Tigli” o di Porta Madonna. Nel 1925 si svolge il primo campionato di calcio regionale, mentre nel 1926 la Lega Sud della Federazione riserva alla nostra Regione un Campionato di Seconda divisione, oltre ad Campionato di Terza Divisione e di Quarta Divisione. Manifestazioni tutte che non vedono la partecipazione di nessuna squadra della Città di Teramo. Nel 1928, finalmente, viene individuata un'area sulla quale allestire un terreno di giuoco, cosicché, il 29 agosto 1929 viene fondata la A.S. Teramo, società con proprio statuto, che il 5 settembre si riunisce in Assemblea generale ed elegge il proprio Consiglio Direttivo. Presidente viene nominato, per acclamazione, il cav. Francesco Paolone.
Ora Teramo ha una società di calcio ed anche un terreno di giuoco e così, il 27 ottobre 1929, alle ore 15.00, viene inaugurato il nuovo impianto sportivo; quello che, da allora in poi, sarà la casa del Teramo ed il teatro di tante giornate esaltanti ed anche di momenti meno lieti: il “Comunale”. La A.S. Teramo, che ospita la U.S. Osimana, si impone per 2-1; la prima rete della storia del Teramo la mette a segno la mezzala Gaiani II, un fornaio di origine felsinea. Seconda amichevole al Comunale il 3 novembre 1929, contro la Cluana Portocivitanova; più che il risultato finale (4-0), da segnalare il particolare curioso che la squadra teramana indossa una casacca giallorossa.
Il Teramo nel corso della sua storia ha militato quasi sempre in Serie D e in Serie C2 con alcuni anni anche in Serie C e in Serie C1 sfiorando talvolta la Serie B che però non è mai riuscito a raggiungere, dove ha vinto diversi campionati regionali e 4 campionati nazionali(2 di Serie D e 2 di Serie C2). Curiosamente la società solo in un'occassione ha vinto uno spareggio per il passaggio in un'altra categoria (non si è mai salvata nemmeno ai play-out) nella stagione 1963-1964 dove vinse lo spareggio promozione con il Termoli, infatti ha sempre ottenuto promozioni in categoria superiore arrivando al primo posto del rispettivo campionato. Spicca inoltre nel 1984 un secondo posto nel Trofeo Anglo-Italiano dopo la sconfitta nella finale con il Francavilla (2-0).[1]
[modifica] Gli anni 2000 e il fallimento
La svolta avviene nel 2001-2002 quando, con in panchina Luciano Zecchini, e Malavolta presidente (passato al timone della società nel 1997 e a cui si dovrà il fallimento del Teramo qualche anno più tardi) la squadra ottiene la promozione in C1 dopo 14 anni. L'undici titolare era: Servili, Arno, Facci, Castelli, (Terlizzi), Carrozzieri; Faieta, Biso, Bagalini, De Angelis; Margheriti (Pasca), Myrtaj.
La stagione successiva 2002-2003, la prima in C1 dopo tanti anni, parte con tanto entusiasmo, e la squadra viene rinnovata solo in attacco, con Motta e Pepe. Il campionato vede la società teramana confrontarsi con le squadre del girone, e vede fare sue tante partite: le vittorie al Partenio di Avellino, a San Benedetto, a Fermo, a Sassari, i derby vinti largamente, anche con gli odiati cugini del Giulianova, fanno gravitare la squadra nelle sfere alte della classifica: alla fine è quarto posto, che viene vanificato dai play off con il Martina, sconfitto all'andata (1-0) ma vincente al ritorno (1-0) e per questo promosso alle finali per il miglior piazzamento (3º). Purtroppo da qui inizia la parabola discendente della società abruzzese che, qualche anno più tardi, complice scelte errate e ingaggi alti, si ritroverà sommersa da un mare di debiti.
Il campionato di Serie C1 girone B 2003-2004 vede rinnovarsi per i colori abruzzesi obiettivi importanti, ma la stagione riserverà un po' di delusioni. L'allenatore rimane Luciano Zecchini, che ha fatto benissimo negli ultimi due anni, e la rosa subirà notevoli cambiamenti per l'accasarsi di numerosi giocatori della passata stagione nelle categorie superiori. Alla fine sarà solo 10º posto.
La stagione 2004-2005 si apre con la sconfitta interna contro la Fermana e l'esonero di Zecchini avvicendato da Luciano Foschi. La sua gestione, apertasi con la vittoria di Pesaro per 2-1, sarà sciagurata: 7 punti in 8 partite. Richiamato Zecchini, la squadra risale dapprima la classifica arrivando al quinto posto con cinque vittorie consecutive a cavallo del giro di boa, per poi subire un crollo nel ritorno. La stagione termina con la salvezza agguantata alla penultima giornata (0-0 in casa col Padova) e un deludente 13º posto). In questo campionato fa la sua prima comparsa l'imprenditore Polverino, che (tra marzo e aprile) prima diventerà presidente del Teramo per poi cedere il timone della società nuovamente nelle mani di Malavolta il quale, nel giugno 2005, in una sala comunale gremita, annuncia di aver pagato 1.069.000 euro di debiti al fisco, passo necessario per vivere l'avventura in C1.
E l'anno seguente (stagione 2005-2006) con Marco Cari in panchina il Teramo (che viene spostato nel girone A di C1): partito per una tranquilla salvezza, con il passare delle giornate arriva nelle sfere alte della classifica e conquista la quinta piazza a sorpresa per poi essere retrocessa in settima posizione per una decisione della Commissione Disciplinare con una penalizzazione di 4 punti. Tra le gare disputate in questa stagione c'è da ricordare il pareggio per 0-0 al Marassi contro il Genoa e l'1-1 del ritorno, nonché il rocambolesco 3-2 contro la Fermana (a fine primo tempo si perdeva 0-2).
La stagione successiva(2006-2007), che segnerà la retrocessione del Teramo in C2, si apre addirittura con 9 punti nelle prime 3 partite a scapito di Ancona, Juve Stabia e Giulianova. Il ruolino dei biancorossi è buono in casa, ma fuori è disastroso e per questo Gabetta viene esonerato alla seconda giornata di ritorno. Il suo successore Fiorucci raccoglie una sola vittoria in mezzo girone di ritorno e richiamare Gabetta non servirà, nonostante i risultati buoni, a cambiare una situazione compromessa. Agli spareggi salvezza il Teramo arriva atleticamente stanco e mentalmente logoro, l'Ancona ha la meglio e dopo 5 anni di C1, il Teramo ritorna in C2.
Nonostante un ottimo campionato di C2 (2007-2008), conclusosi con l'ottavo posto, l'ombra del fallimento, che aleggiava già un anno prima, si è materializzato e ha costretto la società a ripartire dalla Promozione. Il 15 luglio 2008, nel giorno del suo 95º compleanno, il Teramo è stato radiato dalla C2.
[modifica] La rinascita e la risalita
In seguito al fallimento della Teramo Calcio, una nuova società viene iscritta ed inizialmente guidata da Ernesto Martegiani, unitamente ad altri professionisti teramani, dal nome Real Teramo,[2] richiedendo l'affiliazione al titolo sportivo è stata iscritta quindi di diritto al campionato di Promozione regionale, girone A (2008-2009).[3] Appena dopo, la presidenza viene però assunta interamente dall'imprenditore del dolciario Luciano Campitelli. I biancorossi hanno chiuso la stagione al primo posto toccando quota 91 punti dopo averlo ipotecato già dopo l'undicesima vittoria consecutiva all'andata contro l'Hatria. Moltissime, in questa stagione, le gare giocate anziché in trasferta su campo neutro per la numerosa affluenza di tifosi biancorossi se paragonata alla categoria disputata. La gara decisiva fu la vittoria contro l'Hatria con gol di Mario Orta (autore di 30 reti) nella partita di ritorno che sancì la promozione in Eccellenza.[4]
Nel 2009-2010 i biancorossi, pur partendo bene(20 punti nelle prime otto giornate) hanno incontrato qualche difficoltà, soprattutto a cavallo del giro di boa, quando 3 punti in quattro partite, sono costate care all'allenatore Domenico Izzotti. Da lì in poi con la squadra affidata a Candido Di Felice, sono arrivate una serie di 5 vittorie di fila che, seppur finita con la sconfitta di Montesilvano, ha condotto il diavolo (grazie ad un finale di campionato buono) alla promozione in serie D(con 8 punti di vantaggio sulle inseguitrici), virtualmente conquistata con la vittoria a Castel Di Sangro (1-2). Cannoniere ancora una volta Mario Orta, autore di 47 reti in due stagioni(30 in Promozione e 17 in Eccellenza). Tra le vittorie più importanti quelle con Alba Adriatica(4-0), Notaresco (0-1 and. 5-0 rit.), Rosetana(1-3), Montesilvano(2-0), Castel di Sangro (1-0 and. 1-2 rit.) e Mosciano(2-0).[5] Partita decisiva per la promozione in Serie D fu la vittoria con il Guardiagrele con reti di Lukasz Lenart e Bolzan.[6]
La stagione 2010-2011 in serie D girone F parte con grandi propositi e con l'obiettivo dichiarato di fare almeno i play-off. Alla guida dei biancorossi Rinaldo Cifaldi, e una campagna acquisti di tutto rispetto: tra gli altri Giuseppe Gambino, Luis Federico Arcamone, Davide Borrelli, Gaetano Di Mauro e Carmine Cerchia successivamente Daniele Scartozzi, Emanuele Gabrieli e Filippo Borgogni, oltre al riconfermato Mario Orta. Il campionato parte con tre vittorie di fila (contro Cesenatico, Venafro e Luco Canistro), poi due pareggi e la pesante sconfitta di Santarcangelo. La squadra riprende subito la marcia vincendo con la Santegidiese(2-0) e a Bojano(0-2), mantenendo un cammino abbastanza regolare (bella la vittoria sulla Jesina per 2-1 e lo spettacolare 4-3 sulla Sambenedettese) si issa al primo posto. I risultati continuano ad arrivare anche a inizio girone di ritorno (da ricordare la vittoria di Canistro 3-0), ma un po di alti e bassi di troppo fanno si che la società arrivi ad esonerare Cifaldi (reo di aver fatto 8 punti in 6 partite) dopo la sconfitta di Recanati(3-1) per far posto ad Aldo Ammazzalorso (tornato a Teramo a 16 anni dall'ultima vittoria del campionato). La sua esperienza, misera con 2 punti in 5 partite nel mese di marzo, finisce con la sconfitta interna contro il Rimini(1-2, che da il la alla vittoria del campionato al Santarcangelo) e sancisce il ritorno definitivo di Cifaldi. Da qui in poi la squadra si riprende, con 13 punti nelle ultime 5 giornate (importante l'1-2 con la Sambenedettese fuori casa e il beffardo 2-2 di Forli) ma questo non basta a risalire la vetta, arrivando quindi secondo. Ai play-off liquida 1-0 la Jesina in semifinale, ma nel finale di girone perde una brutta partita col Rimini(1-3) dicendo addio al sogno promozione.
La stagione 2011-2012 in serie D girone F parte con l'obiettivo dichiarato di vincere il campionato. Torneo difficile al cui Rimini, compagine blasonata dell'anno prima insieme al Teramo, si sostituisce l'Ancona neopromossa. Alla guida dei teramani arriva Roberto Cappellacci, ex Santegidiese e Valle del Giovenco, e una campagna acquisti che rivoluziona la squadra, dell'anno passato rimangono i soli Borrelli e Arcamone, mentre la bandiera della rinascita Orta non rientrando nei quadri tecnici, va via dopo 3 anni e 57 reti in biancorosso per andare nella vicina San Nicolo. Arrivano pero gli attaccanti Bucchi, Lazzarini, Masini e Berra, i centrocampisti Valentini, Traini, Laboragine, Petrella e Vitone e i difensori Ferrani, la coppia centrale ex Gaeta Calabuig-Speranza e i vari Chovet, De Fabritiis e Filipponi. Il campionato inizia con un pareggio interno contro la Civitanovese, poi 5 vittorie di fila fanno balzare la squadra al primo posto. Nonostante l'esilio forzato per i fatti di Città Sant'Angelo, e il pareggio col Miglianico, seguono altre 7 vittorie che attualmente valgono il primato a più otto dall'Ancona, diretta inseguitrice.
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria del Teramo Calcio | ||||
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[modifica] Colori e simbolo
[modifica] Colori
I colori della prima maglia del Teramo Calcio sono bianco e rosso, calzoncini rossi con bordo bianco. Il colore della seconda maglia del Teramo Calcio è grigio con bordi rossi, calzoncini grigi con bordi rossi.
[modifica] Simboli ufficiali
[modifica] Stemma
Il simbolo del Teramo Calcio è uno scudetto sannita bicolore, blu nella parte superiore a forma rettangolare con all'interno la scritta in maiuscolo teramo calcio 1913 di colore giallo ocre, rosso nella parte inferiore, a forma di scudetto di dimensioni ridotte, attraversato dalla scritta teramum di colore blu su fondo bianco, posizionata in modo obbliquo da sinistra (in basso) a destra (in alto); in ciascuno dei due campi in rosso, creati dall'intersecazione della scritta teramum, insiste una croce a punte lobate di colore grigio. Altro simbolo del Teramo Calcio è il diavolo stilizzato.
[modifica] Inno
L'Inno del Teramo Calcio si intitola Forza Teramo.
[modifica] Stadio
| Per approfondire, vedi le voci Stadio comunale di Teramo e Stadio di Piano d'Accio. |
Il Teramo Calcio dal 1928 al 2008 ha giocato le sue gare interne allo Stadio comunale di Teramo, mentre ora gioca le partite casalinghe allo Stadio di Piano d'Accio che è stato inaugurato nel 2008 con un triangolare nel quale si sono affrontati Teramo, Pescina Valle del Giovenco e Celano.
Lo stadio, secondo una convenzione stipulata con il comune, sarà gestito da una società privata (Verdebosco S.r.l.) per i prossimi 30 anni dall'inaugurazione. La Verdebosco s.r.l. era stata creata per dividere al 50% l'azionariato della società tra la ditta costruttrice dell'impianto e la Teramo Calcio. I problemi sorgono all'indomani del fallimento sportivo, anno in cui il precedente Presidente, Romano Malavolts Jr., vende le proprie quote della Verdebosco alla ditta costruttrice. Questo crea numerose difficoltà nella gestione e negli accordi tra privato e la nuova società biancorossa, che nel frattempo, è ripartita dalla Promozione e dopo 4 anni anni si appresta a tornare in C. Tra alterchi vari e acredini insanabili, si è arrivati al punto di non ritorno, la Teramo Calcio decide che nell'annata 2012/13 giocherà lontana dalla città se tutto dovesse rimanere com'è.
Fino al 2008 ha disputato le partite casalinghe allo Stadio comunale sito sulla Circonvallazione Spalato.
[modifica] Società
[modifica] Sponsor
[modifica] Allenatori e presidenti
| Per approfondire, vedi le voci Categoria:Allenatori del Teramo Calcio e Categoria:Presidenti del Teramo Calcio. |
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[modifica] Palmarès
[modifica] Competizioni nazionali
- 1973-1974, 1993-1994
- 1985-1986, 2001-2002
[modifica] Competizioni regionali
- 1933
- 1951-1952
- 1954-1955, 2008-2009
- 1963-1964, 1967-1968, 1968-1969
- 2009-2010
[modifica] Competizioni giovanili
- 1979-1980
[modifica] Altri piazzamenti
- quarto posto e sconfitta nei play-off: 2002-2003
- terzo posto: 1974-1975, 1975-1976
- secondo posto: 1984
[modifica] Statistiche e record
[modifica] Partecipazione ai campionati
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale | |
|---|---|---|---|---|---|
C |
Serie C | 9 | 1939-1940 | 1977-1978 | 37 |
| Serie C1 | 9 | 1978-1979 | 2006-2007 | ||
| Serie C2 | 19 | 1980-1981 | 2007-2008 | ||
D |
Serie D | 20 | 1948-1949 | 2011-2012 | 20 |
[modifica] Statistiche di squadra
Derby Teramo-Giulianova nella storia
[modifica] Statistiche individuali
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Teramo Calcio. |
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[modifica] Tifoseria
[modifica] Gemellaggi e rivalità
I gemellaggi e le rivalità della tifoseria teramana sono nate principalmente col gruppo ultras organizzato Devil's Korps(ora sciolto[7]). Fra i gemellaggi figurano quelli con le tifoserie di Perugia, Martina e Cavese. La rivalità più grande è sicuramente quella con i "cugini" giallorossi del Giulianova tanto che il derby fra biancorossi e giallorossi viene comunemente chiamato derby d'abruzzo.[8] Altre rivalità sempre nate sotto il periodo dei Devils sono con L'Aquila, Chieti, Rimini, Sambenedettese, Civitanovese, Ascoli, Lanciano, Maceratese, Ternana, Fermana, Arezzo, Vis Pesaro, Jesina, Viterbese.[9]
[modifica] Rosa 2011-2012
[modifica] Staff
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[modifica] Rosa
[modifica] Note
- ^ Il Trofeo Anglo-Italiano
- ^ Il Real Teramo riparte da Luciano Campitelli, abruzzocalciodilettanti.it
- ^ La F.I.G.C. ammette il Real Teramo in Promozione: altre tre società ripescate, sportoggi.com
- ^ Un anno di... Teramo, abruzzocalciodilettanti.it
- ^ Calendario completo Eccellenza 2009-2010, abruzzocalciodilettanti.it
- ^ Teramo promosso in serie D, cityrumors.it
- ^ Comunicato scioglimento Devil's Korps, tifonet.it
- ^ 2 aprile 06: 0 - 0 nel derby d'Abruzzo, fabriziobachetti.it
- ^ tifonet.it
[modifica] Bibliografia
- Elso Simone Serpentini, Storia del calcio teramano: 1913-1983, Teramo, Radio Teramo in, 1983;
- Elso Simone Serpentini, Storia del calcio teramano: 1983-2008, Artemia Edizioni, Mosciano S. Angelo, 2009;