Teoria dell'attribuzione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La teoria dell’attribuzione descrive il modo in cui la psicologia e la sociologia, ma anche il senso comune, tendono a spiegare le cause e gli effetti, diretti e indiretti, degli eventi e dei comportamenti umani.

Attribuzione causale[modifica | modifica sorgente]

L’attribuzione causale è un insieme di schemi e processi cognitivi che gli individui utilizzano per spiegare la causa del comportamento proprio ed altrui.

Secondo Fritz Heider, l'analisi condotta per dedurre la causalità di un comportamento messo in atto da un individuo viene effettuata basandosi sull'osservazione della causa del nostro comportamento che serve da spiegazione anche per quello altrui, sia che questo sia causato da fattori personali oppure ambientali; ossia, se le cause di un comportamento siano imputabili, e quanto, a fattori interni all'individuo o esterni ad esso (una concezione molto simile ma riguardante più l'attribuzione di successo personale è quella detta del Locus of control).

Fattori personali e fattori ambientali[modifica | modifica sorgente]

Heider distingue fra:

  • fattori "personali", costituiti dalla possibilità, capacità e motivazione;
  • fattori "ambientali", ossia fattori non sociali (come la difficoltà del compito), fattori sociali interpersonali (richieste, ordini) e fattori sociali oggettivi (valori); tali fattori sono considerati interdipendenti.

Il soggetto che deve determinare la causa di un accadimento, farebbe quindi delle inferenze; queste vengono modificate da fattori come la vicinanza, la contiguità tra causa ed effetto, la percezione della forza delle connessioni causa-effetto e della loro semplicità: sono queste condizioni, infatti, che conducono a percepire l'agente e la conseguenza come consecutio logica di causa ed effetto.

Secondo l'autore vengono maggiormente utilizzate le attribuzioni relative ai fattori personali: i soggetti vengono considerati come causa primaria di un comportamento. Questa tendenza viene definita come "errore fondamentale di attribuzione", che può essere più dettagliatamente descritta come "un errore costante di sovrastima dell'attribuzione di fattori individuali (interni), contemporaneamente ad una sottostima dei fattori situazionali (esterni)".[1]

Secondo Kelley,[2] un osservatore comune farebbe inferenze sulla causa di un comportamento, solo basandosi sull'osservazione della frequenza di accadimento di un evento. La modalità sarebbe quella dell'analisi della varianza, in cui le persone e la frequenza di accadimento di un evento sono delle variabili indipendenti:

  • quando un evento accade solo ad una persona per più volte, l'individuo attribuisce l'accadimento di quell'evento a fattori interni all'individuo;
  • quando un evento accade ripetutamente a più persone, allora questo è attribuito a cause esterne, secondo il principio di covarianza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Heider F., (1958) The Psychology of Interpersonal Relations. Wiley, New York.
  2. ^ Kelley H.H., (1967). Attribution theory in social psychology. In: Levine, D., Symposium on Motivation. University of Nebraska Press, Lincoln (Nebraska).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Kelley H.H., Michela J.L., Attribution Theory and Research. Annual Review of Psychology, 1980, 31, 457-501.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Attribution Theory (pag. 46) In Wilson Robert A., Keil Frank C., (1999) The M.I.T. Encyclopedia of The Cognitive Science. MIT Press, Cambridge, MA.