Teoria del Punto Omega

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La teoria del Punto Omega è un tentativo formulato dal fisico Frank Tipler di studiare il destino ultimo dell'universo. Nella sua discussione, poggiante su opportune ipotesi, sorprendentemente giunge a giustificare, a partire dal concetto di "progresso eterno" e servendosi di argomentazioni scientifiche (basate sulla scienza dei calcolatori, relatività generale, fisica quantistica):

Motivazioni[modifica | modifica sorgente]

Essenzialmente lo scopo di Tipler è mostrare l'esistenza di alcune condizioni ragionevoli della fisica dell'universo che consentono l'esistenza della vita per sempre. La discussione si basa dunque su:

Condizioni del punto omega[modifica | modifica sorgente]

Omega rappresenta il rapporto tra la densità di materia totale presente nell'Universo e la densità critica.

  • Se Omega è minore di 1, la materia presente è insufficiente a controbilanciare la spinta di espansione, e l'Universo è destinato ad espandersi indefinitamente. Questo tipo di universo si dice "aperto".
  • Se Omega è maggiore di 1, al contrario, l'espansione verrà prima o poi frenata e poi, lentamente, le galassie cominceranno a riavvicinarsi, fino a scontrarsi e a fondersi tra loro, in un gigantesco impatto che viene definito "Big Crunch" (la situazione opposta al Big Bang). Questo è il caso di universo "chiuso".
  • Se Omega è uguale a 1, l'espansione rallenterà inizialmente, per poi accelerare e rallentare ancora, ma l'attrazione gravitazionale non sarà sufficiente a far collassare l'Universo su se stesso. È questo il caso di universo "piatto".

Struttura della proposta[modifica | modifica sorgente]

Come anche precedentemente osservato nella letteratura scientifica[1], nel contesto della relatività generale il teorema di ricorrenza di Poincaré non è più valido. Non solo, ma supponendo valido il modello di universo chiuso, si ottiene che è possibile "pilotare" la contrazione dell'universo dall'interno, ritardando infinitamente il Big Crunch e contemporaneamente estraendo dalla contrazione una quantità illimitata di energia utile per far lavoro (effetto dello Shear gravitazionale[2]). Più precisamente le ipotesi, da giustificare, sono le seguenti:

  1. l'universo è spazialmente chiuso (ha dimensioni spaziali finite e la sua topologia è una 3-sfera);
  2. non sono presenti orizzonti degli eventi nell'istante finale, il che significa che il confine-c futuro è un punto;
  3. la vita deve continuare per sempre, espandersi su tutto l'universo e riuscire a controllarlo;
  4. la quantità di informazione che verrà elaborata tra il momento presente e il raggiungimento dello stato finale è infinita;
  5. la quantità di informazione immagazzinata nell'universo diverge all'avvicinarsi dello stato finale.

Critiche e apprezzamenti[modifica | modifica sorgente]

Il suo lavoro Fisica dell'Immortalità è stato definito in una recensione su Nature, un poco ironicamente, "un capolavoro di pseudoscienza". Il fisico David Deutsch trova le argomentazioni di Tipler affascinanti e non inverosimili e di fatto le ha incorporate nel suo lavoro "La trama della realtà".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ad esempio: L.D. Landau, E. M. Lifsitz e L. P. Pitaevkij, Fisica Statistica -- Parte prima, Editori Riuniti/Edizioni Mir (Roma 1986).
  2. ^ Con il termine shear si indica una contrazione altamente non sferica (irregolare).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]