Teoria del frame

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La teoria del frame, di Erving Goffman, è una teoria della microsociologia che afferma che la realtà non è unitaria ma è costituita da un complesso di livelli (frames) innestati, dove ogni frame può essere costruito a partire da un altro frame. Alla base di questo complesso strutturato di livelli, vi è la realtà fisica. I frames possono essere composti attraverso due trasformazioni primarie: il framing, ovvero mettere o togliere cornici ad una realtà per ottenerne un'altra e quindi passare da un livello ad un altro; il keying ovvero effettuare una trasposizione, come avviene nelle melodie quando si cambia la chiave o anche nelle figure retoriche (in questo modo si ottiene una realtà allo stesso livello).

I livelli più bassi in cui si struttura la realtà sociale sono i frameworks, cioè gli insiemi degli oggetti fisici ed il mondo sociale delle altre persone. Tutti gli altri livelli di realtà si ottengono a partire dai frameworks, applicando le trasformazioni primarie. Il limite inferiore per la stratificazione della realtà sono i frameworks, mentre non esiste un limite superiore.
Ad esempio possiamo considerare il mondo sociale come composto dai vari livelli e dai corrispondenti gruppi di teorie sociologiche:

  1. il mondo fisico e l'ecologia sociale (Emile Durkheim e i rituali dell’interazione)
  2. Routine sociali (etnometodologia)
  3. Framing e definizione della situazione (interazionismo simbolico)
  4. Consapevolezza iperrelativistica (analisi riflessiva dell’etnometodologia)

I frames quindi sono collegati tra loro in modo preciso e non casuale e questo ci consente di avere una vita senza particolari problemi anche quando, a causa del limite delle nostre capacità cognitive, consideriamo parti della realtà (glosse) come se fossero tutta la realtà. Durante lo svolgimento della vita sociale può accadere qualcosa che disturba il normale corso del frame in cui ci troviamo. Di solito l'evento viene ignorato, ma se è particolarmente grave siamo in grado di passare facilmente ad uno dei frame collegati, utilizzando poche risorse cognitive. In questo modo riusciamo a gestire la complessità della realtà anche se le nostre risorse cognitive sono limitate.

La teoria del frame è un modo di mediare tra il determinismo dei sociologi convenzionali (che non considera la stratificazione della realtà) e il relativismo degli etnometodologi (che, ignorando la realtà fisica, riduce il mondo a qualsiasi cosa accada nella nostra mente).

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