Assiologia

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L'assiologia, termine derivante dal greco axios (άξιος, valido, degno) e loghìa (λογία da λόγος -logos- studio) è la teoria che studia quali siano i valori sociali nel mondo distinguendoli dalle mere realtà di fatto.[1] Nel far questo l'assiologia si riferisce a una gerarchia ideale, basata metafisicamente, alla quale deve aspirare la scala dei valori umani per avvicinarsi quanto più possibile ad essa. [2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

È soprattutto in Germania dalla fine del XIX secolo che sono apparsi filosofi che hanno trattato dell'assiologia come Heinrich Rickert o Wilhelm Windelband. In Francia una corrente assiologica spiritualista si è sviluppata ad opera di Louis Lavelle e René Le Senne.

Spesso si considerano l'etica, che tratta del bene morale, e l'estetica, che tratta del bene in senso artistico, come sue parti - si tratta infatti anche in quel caso di discipline filosofiche incentrate sulla nozione di valore. Il filosofo Chaïm Perelman ha esteso la concezione assiologica alla retorica e all'argomentazione nel suo saggio Nuova retorica.

L'assiologia prestandosi talvolta a fornire all'etica e all'estetica il sostrato teorico, si avvicina alla teoria dei valori ed alla metaetica.

Termine quest'ultimo che è stato molto utilizzato tra il XIX secolo e l'inizio del XX, ma negli ultimi decenni la teoria dei valori è tornata vigorosamente all'interno del dibattito circa la natura del valore e della bontà in generale.

L'assiologia formale[modifica | modifica sorgente]

Uno degli ambiti nei quali la ricerca continua maggiormente è quello della cosiddetta assiologia formale, che consiste nel tentativo di indagare la natura ed i fondamenti del valore con rigore matematico.

Il termine è talvolta utilizzato anche in economia, per la quale il contenuto della teoria dei valori è una nozione di bontà definita in maniera molto più soggettiva rispetto a quella dell'etica o dell'estetica (che si occupano della bontà "in sé"), il che conduce le varie discipline ad affermazioni molto diverse tra loro, spesso contrastanti.

Ad esempio, è ben diverso dire che si preferisce Ludwig van Beethoven a Bon Jovi (affermazione relativa al fatto che lo si preferisce) dal dire che Beethoven sia musicalmente superiore a Bon Jovi, indipendentemente dal gusto dell'ascoltatore (affermazione relativa al valore intrinseco della loro musica).

La neutralità assiologica[modifica | modifica sorgente]

L'espressione neutralità assiologica usata da Max Weber nelle sue conferenze (Il saggio e la politica) è passata nell'uso comune nel senso di difendere un punto di vista (nel caso particolare quello dello storico o del sociologo) che mantenga un massimo di oggettività contrapponendosi a ogni giudizio di valore e ad ogni critica di ciò che costituisce l'oggetto della sua indagine.

Il libro di Robert M. Pirsig, molto famoso anche in Italia, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, edito da Adelphi, ha contribuito a diffondere il termine "assiologia" presso i più, sebbene al di fuori di ogni contesto tecnico.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enciclopedia Garzanti di Filosofia, Garzanti, Milano 1981.
  • F.Cioffi, I filosofi e le idee, Vol.3b, B.Mondadori ed. 2004.
  • Giovanni Reale, Il pensiero antico, Vita e Pensiero, Milano, 2001.
  • Michela Pereira, La filosofia nel Medioevo, Carocci, Roma, 2008.
  • Sergio Galvan, Logica dei predicati, EDUCatt, Milano, 2004.
  • Cultura: International Journal of Philosophy of Culture and Axiology

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dizionario di Filosofia Treccani alla voce corrispondente.
  2. ^ Enciclopedia Garzanti di Filosofia (ed. 1981) alla voce corrispondente.
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