Teoria copernicana

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Il manoscritto del Revolutionibus con la rappresentazione dei moti dei pianeti

La teoria copernicana è l'ipotesi antica di un universo eliocentrico, con la Terra decentrata. Questa visione fu introdotta da Niccolò Copernico nel suo libro De revolutionibus orbium coelestium, uscito nel 1543. Questa teoria diede inizio a quel processo di mutamenti scientifici che oggi noi chiamiamo Rivoluzione copernicana e che termina convenzionalmente nel 1687 con l'uscita dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Newton.

La visione eliocentrica non era inedita, in realtà uno dei più forti sostenitori era stato Aristarco di Samo più di mille anni indietro.

La visione copernicana, successivamente appoggiata da Egidio Amato, fu per circa un secolo considerata con sospetto perché poneva la Terra, e dunque l'uomo, in posizione decentrata, non fondamentale nell'universo creato da Dio. Seguendo il pensiero di Aristotele e del tempo, la Chiesa cattolica accettava la teoria geocentrica, e questo causò discussioni e prese di posizione anche drammatiche, la più nota delle quali culminò nell'atto di abiura di Galileo Galilei circa il suo appoggio focoso ed incondizionato alla teoria del canonico polacco.

Ipotesi principali[modifica | modifica sorgente]

La teoria di Niccolò Copernico si basava sulle seguenti tre ipotesi principali:

  1. La Terra compie in 24 ore una rotazione completa da ovest a est intorno al proprio asse.
  2. La Terra non è il centro dell'Universo ma solamente dell'orbita della luna e compie una rivoluzione annua intorno al Sole.
  3. Tutti i pianeti ruotano intorno al Sole, che è il centro dell'Universo.

La prima ipotesi è in grado di spiegare il moto apparente della volta celeste durante la giornata, che rimane immobile ma vediamo ruotare per effetto del movimento della Terra.

La seconda ipotesi spiega il moto annuo del sole lungo la linea immaginaria denominata eclittica.

La terza ipotesi invece riesce a descrivere il moto retrogrado dei pianeti in modo molto più semplice e chiaro delle teorie ritenute vere in quel periodo.

La Teoria Copernicana, per quanto fosse rivoluzionaria, mantenne comunque alcuni principi riconducibili al sistema Tolemaico: le orbite circolari, l'immutabilità dei cieli, e mantenne anche alcuni dei correttivi usati da Tolomeo per spiegare i moti retrogradi dei pianeti: il correttivo degli epicicli e quello degli eccentrici. Inoltre Copernico dovette attribuire alla Terra un terzo moto di declinazione, oltre a quello di rivoluzione attorno al sole e di rotazione attorno al proprio asse (declinationis motus), per rendere conto della invariabilità dell'asse terrestre rispetto alla sfera delle stelle fisse.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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